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Economiche

Autoproduzione/ Economiche

Olio solido ai profumi mediterranei

Ritorno a creare, dopo tanto tempo, dopo un lunghissimo periodo di ansia, preoccupazione e dolore, dopo una lunga assenza che mi ha portato a perdere un po’ per la strada anche mio figlio nel delicato periodo dell’adolescenza, con conseguenti problemi scolastici e personali: ora però siamo di nuovo qui, più forti che mai tutti e due, io nuovamente più padrona del mio tempo e più serena, lui con due anni persi a scuola ma più maturo e consapevole dell’essenziale.

Amo la cucina, è indubbio, altrimenti non starei qua, ma soprattutto amo creare, metterci la fantasia in ogni cosa che faccio nonostante l’unico prodotto che in questi tre anni bui abbia continuato a realizzare sia stata la crema mani: piano piano mi riaffaccio all’autoproduzione con l’idea di rifare dei burri per il corpo, memore di un meraviglioso burro al cioccolato bianco che usavo all’epoca…

Mi trovo senza molti ingredienti, eppure quando mi ci incaponisco non mollo e allora ecco che anche questa volta qualcosa di carino ve lo propongo!

E’ un olio solido, ottimo per viaggiare ma anche da tenere sul lavandino pronto all’uso, magari adagiato in una ciotolina in ceramica, bello da vedere e tanto utile alla pelle; usatelo riscaldato tra le mani e poi strofinatelo sulla pelle, è delizioso! Ah, a proposito: se avete l’epidermide un po’ irritata dalla depilazione o per qualsiasi altro motivo in cui non sia necessario ricorrere alle cure del medico usatelo pure, molto probabilmente in pochi minuti avrete risolto il problema senza alcun effetto collaterale.

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Olio solido ai profumi mediterranei
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
6 pezzi
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
6 pezzi
Ingredienti
Istruzioni
  1. Sciogliete a bagnomaria la cera d'api immersa nell'olio di oliva, una volta fuso il tutto aggiungete la polvere di arancia con gli olii essenziali e versate nelle formine: io ho utilizzato un tappetino in silicone adatto alla preparazione di tortine, ottimo per sformare successivamente i panetti senza danneggiarli. Finchè il composto è fluido appoggiarvi il fiore di lavanda (o ciò che avete scelto come decorazione: sono bellissime anche le scorze di agrume essiccate) e lasciate soldificare. Potrete estrarre l'olio solido non appena il panetto risulterà freddo al tatto, più chiaro e solido al centro.
Recipe Notes

Il rapporto cera-olio è stato valutato sulla base delle temperature estive (con troppo olio il panetto si sarebbe sciolto subito) pertanto, se utilizzerete l'olio solido a temperature più basse, riducete un po' la quantità di cera e aumentate quella dell'olio.

Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Pizze e pane

Focaccine facilissime

Stasera passiamo ad un successo sicuro, delle focaccine facilissime perchè io con la panificazione non vado d’accordo, ottengo delle lievitazioni perfette però estraggo dal forno sempre dei mattoni di cemento armato, pesantissimi, anche usando il lievito di birra e lasciando la pasta madre lì dove sta ed evitando situazioni da funambolo (i miei esperimenti con la pasta madre mi sono costate lacrime e quintali di farina buttata).

Volevo festeggiare degnamente il compleanno di mio marito, ci tenevo ad organizzargli un aperitivo anche con gli amici, quelli con i quali ogni domenica facciamo chilometri di camminate in compagnia dei rispettivi cani, con i quali impariamo  conoscere tutti i boschi della zona, quindi ieri mattina ci ho provato e sono riuscite perfettissime, al punto che mi è stata richiesta la ricetta… e non solo a causa della fame che avevamo dopo 12 km. di scarpinata!

Grazie ad Elena per la ricetta (nonostante qualche leggera modifica).

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Focaccine
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
1 teglia grande
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
1 teglia grande
Ingredienti
Istruzioni
  1. In una ciotola versare l'acqua e il latte, aggiungervi lo zucchero, il lievito e mescolare, poi versarvi l'olio ed incorporare poco per volta la farina e, solo alla fine, unirvi il sale, impastando sino ad avere un composto liscio, uniforme ed elastico (se avete l'impastatrice utilizzatela, io ho usato il Bimby con pochi minuti di velocità spiga).
  2. Mettere da parte, al caldo, e lasciar lievitare finchè l'impasto non raddoppia (nel mio caso ho impastato la sera per la mattina, ma solo per comodità), poi stendere con un mattarello sulla spianatoia infarinata e ritagliare delle forme abbastanza regolari.
  3. Appoggiare le pagnottelle su una leccarda ricoperta da carta forno, ricoprire con della pellicola e lasciar lievitare al caldo ancora un po'.
  4. Forare un po' la superficie con i rebbi di una forchetta e spennellare con l'emulsione di acqua, olio e sale, poi cospargere con origano.
  5. Infornare in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti (io ho usato la funzione ventilata).
Recipe Notes

Una volta raffreddate le ho tagliate a metà e farcite con formaggio spalmabile alle erbe, prosciutto crudo e rucola... deliziose accompagnate da una birretta fresca!

Dolci e desserts/ Economiche

Torta morbidissima all’uva

Un pomeriggio rubato ad una settimana piena ed impegnativa, fuori si gela, tra gli alberi che circondano casa la bora soffia impetuosa, la pioggia scende gelata e a secchi, ho voglia di un momento di tranquillità, di qualcosa di morbido, dolce e profumato: rientro dal lavoro con una stanchezza mentale di quelle feroci, infreddolita, mi infilo una felpona e un leggin morbido ed inizio a smanettare in dispensa per vedere cosa c’è rimasto. Trovo dell’uva che a mia madre non è piaciuta e che io ho portato a casa con l’intenzione di riciclarla poiché il cibo non si butta mai, ma si valorizza come meglio risulta possibile, rammento una ricetta rifatta da Elena sul suo blog (santa donna!) di una torta con l’uva fragola che solo a vederla mi era venuta voglia di mollare tutto e di “addivanarmi” con the, copertina e dolcetto (insomma, una di quelle cose un po’ porchette e libidinosissime).

L’uva in questione è una banalissima uva nera che tendeva a marcire se non veniva consumata in tempi rapidi, un po’ scialba, quelle cose che al supermercato arrivano direttamente dal frigorifero, ma oramai era entrata in casa e non esiste proprio che si butti! Sono riuscita a travestirla in maniera egregia, inserendola tra gli ingredienti di una torta spettacolare, facile, burrosa, golosissima… ed è diventata l’uva migliore che potessi mai utilizzare!

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Torta morbidissima all'uva
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 60 mins
Porzioni
1 stampo da max 24 cm.
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 60 mins
Porzioni
1 stampo da max 24 cm.
Ingredienti
Istruzioni
  1. Montare a lungo le uova con il burro fuso, poi unire l'uovo e il latte continuando a sbattere; aggiungere il sale e la vaniglia e, da ultimo, la farina con il lievito.
  2. Versare metà impasto nello stampo oleato ed infarinato, versarvi un po' di acini d'uva tagliati a metà e poi ricoprire con dell'altro impasto; spolverizzare con lo zucchero ed infornare in forno preriscaldato a 175° statico per 10 minuti, poi abbassare a 160° e cuocere per altri 50 minuti circa.

Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La ribollita, un ritorno alle radici

Era previsto: un’ondata di gelo, ovviamente apprezzata dopo un autunno eccessivamente caldo che a me personalmente ha disturbato parecchio in quanto il cambio delle stagioni mi è sempre gradito, con l’alternarsi dei colori e dei prodotti della terra.

E’ arrivato: un freddo cane, Trieste è spazzata da una bora gelida e la pioggia scende a fiocchetti di ghiaccio, io imperterrita me ne vado al lavoro in scooter altrimenti con gli orari non ci entro, ma la sera rientro a casa e c’è solo voglia di caldo e comfort food.

In questo fine settimana ho cucinato tanto, molte zuppe, torte, strudel di mele, prevalentemente piatti tipici della mia zona, finchè sabato, passeggiando tra i banchi del supermercato, l’ho visto… lui! Ricercato da sempre, assolutamente introvabile nella mia regione, un mito della mia infanzia: il cavolo nero! Ne ho fatto incetta, sbollentandone buona parte e congelandone le foglie, ma soprattutto rifacendo finalmente, dopo anni ed anni che non la mangiavo, la ribollita: sono figlia di un toscano, non c’è nulla da fare, alcuni piatti mi sono rimasti nel cuore e la voglia di metterli in tavola è costante.

E’ stata gradita, bollente, fumante, mio figlio l’ha spazzolata, i cani si sono messi volentieri in fila per una scodella, mio marito si è messo a dissezionarla togliendone tutte le foglie di cavolo e di verza, ma lui è senza speranza si sa… praticamente ha mangiato una zuppa di patate e cannellini, non commento oltre.

Le foto purtroppo sono dure a farsi in pieno inverno, alle quattro del pomeriggio è già notte, quindi faccio del mio meglio ma con scarsi risultati…

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Ribollita
Porzioni
Ingredienti
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Preliminarmente avviso che non ho messo alcuna tempistica né porzioni ben definite in quanto trattasi di una zuppa contadina, di quelle che vengono messe insieme un po' ad occhio, ci si mette quello che c'è ed infatti tradizionalmente si iniziava a sobbollire ciò che avanzava dell'orto già il venerdì sera per poi arrivare ad avere una zuppa sontuosa per il pranzo della domenica, quindi non vi create troppi problemi e iniziate con l'appassire gli odori nell'olio buono e poi ad aggiungervi le verdure cuocendole con il brodo, piano piano per ammorbidirle, senza fretta, tanto la ribollita va, per l'appunto, bollita e ribollita più volte. Non c'è una ricetta precisa da seguire, voi cuocetela dosando le verdure a piacere, con amore e senza mai far mancare il cavolo nero che, grazie alla sua dolcezza, fa la differenza. Una volta preparata tostate un po' le fette di pane raffermo e iniziate a stendere, a strati e meglio se in un coccio, verdure e pane spezzettato alla buona con le mani, cuocete ancora un pochino che se anche si appiccica sul fondo del coccio prende un po' di sapore affumicato e delizioso! Aggiungete, all'occorrenza, del brodo caldo e servite bollente, avrete un piatto povero, saporito e conviviale. I contadini ne sapevano parecchio di comfort food...
Dolci e desserts/ Economiche

Torta di farro con mele e cannella

Io non perso tempo, ho preso vento

per gonfiare le mie vele e navigare in mari sconosciuti

io non ho perso tempo, a volte ho perso me

per poi ritrovarmi e ripartire ancora verso te…

(Ermal Meta)

 

Un po’ alla volta ritorno in cucina, accendo spesso il forno per combattere un po’ dell’umidità che ogni sera mi accompagna mentre ritorno dal lavoro, spesso a sera inoltrata dopo aver fatto la spesa per i miei genitori, oltre alle altre mille strade che continuamente mi si stendono davanti regalandomi ogni giorno sempre più stanchezza; entro in casa mentre le cagnette mi saltano addosso facendomi le feste, mentre mi spoglio di abiti e stress, mentre pian piano tutto mi scivola addosso insieme all’acqua bollente della doccia, mentre entro nel mio angolo preferito, nella mia cucina, ancora con i capelli bagnati e spettinati ma già con la voglia di accendere il forno mentre inizio a pesare, mescolare, annusare, assaggiare, aggiungere, regolare, riassaggiare e finalmente infornare.

Confesso che la voglia si faceva ogni giorno più pressante mentre sfogliavo le sue pagine, quelle che ogni mattina mi portavano la stessa voglia di un dolce da colazione, da merenda, da the delle cinque, da tutto, uno di quelli umidi e un po’ rustici, con l’involucro scrocchiarello e il cuore che sa di casa, di autunno, di famiglia e di tanto, tanto amore.

Ho preso una ricetta a caso e sono partita da lì, stravolgendo quasi tutto ma mantenendo lo spirito merendoso che mi ha portata a riprendere in mano un mestolo dopo così tanto tempo, con la voglia di riprendere con il vento tutto per me…

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Torta mele e cannella
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 30-40 mins
Porzioni
1 stampo da 24 cm.
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 30-40 mins
Porzioni
1 stampo da 24 cm.
Ingredienti
Istruzioni
  1. Montare bene e a lungo le uova con lo zucchero sino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungere il sale, il miele, l'olio, lo yoghurt e la scorza del limone, mescolare ancora e poi unirvi le farine con il lievito, setacciati; mescolare con delicatezza per non smontare l'impasto ed unirvi le mele sbucciate a cubetti. Versare nella teglia unta ed infarinata, cospargere la superficie di zucchero di canna ed infornare a 180° (io ho usato il ventilato anche se è sconsigliato con i lievitati, ma grazie all'umidità delle mele è perfetto). Dopo 30-40 minuti fare la prova stecchino.

 

Economiche/ Light/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Sapori scandinavi tra verdure e panna acida

Da molti anni sogno “il viaggio”, quello nel profondo nord, quello che avevamo già programmato ma che poi, a seguito di cause contingenti, è saltato… ed è da allora che penso e ripenso al “mio” grande nord, quello con le alci, il legno di betulla, le felci e le immense distese incontaminate di natura, quello in cui l’uomo incontra la terra e la terra dona all’uomo, nel massimo rispetto reciproco.

Immagino i ghiacci perenni, immagino il mare plumbeo dalle temperature proibitive eppure così ricco di merluzzi, salmoni ed aringhe, immagino un pescatore che lancia la lenza dopo aver praticato un foro nel ghiaccio, solo nel nulla, immagino il coraggio di uscire con i pescherecci finchè la bella stagione lo consente, immagino il pesce steso sugli essiccatoi ad ogni angolo di strada. Immagino le balene, immenso spettacolo della natura, immagino l’aurora boreale e la sua magia, ne immagino i sapori intensi della cucina, gli accostamenti agrodolci, il pesce ovunque, le verdure di stagione che sempre abbondano in tavola, i condimenti grassi e sostanziosi.

E ispirandomi a ciò ho portato la cena in tavola, con un occhio alla dieta e l’altro ad un tocco saporito e sfizioso!

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Verdure arrostite e salsa alla panna acida
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Tagliare il cavolfiore a pezzi grossolani, lasciando anche qualche foglia esterna, lo stesso fare con la zucca lasciando anche la buccia e togliendo i semi (che userò in seguito, una volta essiccati, in quanto sono ottimi e commestibili), foderare una teglia con della carta forno, deporvi le verdure e cuocere a 180° per 40 minuti (ho impostato la cottura ventilata). Nel frattempo tostare in padella i semi di zucca, coprendoli con un coperchio in quanto scoppiettano, poi aggiungerli alla panna acida e al succo di lime, frullando il tutto: si otterrà una deliziosa salsa profumatissima e dal sapore tipico del seme tostato, perfetta per intingervi le verdure arrostite e (per alleggerire l'apporto calorico) ne basta davvero poca!

E dopo tanto tempo ritorno anche con un po’ di musica…

Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La vellutata di zucca nella zucca

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C’è odore d’autunno nell’aria, un profumo di cui nemmeno mi era resa conto visto il periodo turbolento che sto vivendo, eppure domenica nell’attraversare l’altopiano di Trieste mi sono persa a guardare incantata il tripudio di colori che tingono i boschi, tutta una gamma cromatica che dal verde dei pini marittimi vira verso il rosso acceso del sommaco passando per l’ocra.

Uno splendore unito al mio rammarico perchè questo bellissimo autunno mite me lo sto perdendo, perchè mi sto privando di tante belle passeggiate in mezzo alla natura, ma proprio il tempo non c’è: rincaso dal lavoro e ho appena il tempo di pranzare prima di correre dalla mamma che, fortunatamente, migliora ogni giorno sempre di più.

Ho voluto rendere onore a questa stagione così dolce a modo mio, con le prime zucche che ho acquistato: questa volta le ho comperate in Slovenia per non ripiegare sulla solita mantovana verdognola… non sono bellissime?

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Ingredienti:

mezzo porro

mezza cipolla rossa

una patata

300 g. di zucca

40 g. di burro

100 g. di Asiago

sale un pizzico

200 g. di acqua

35 g. di farina

crostini di pane per rifinire

olio evo q.b.

Procedimento:

tritare il porro e la cipolla ed imbiondirli nel burro fuso, aggiungere la patata e la polpa della zucca precedentemente ammorbidita (4 minuti alla massima potenza in microonde sono sufficienti), unite l’acqua, la farina, l’Asiago a dadini e il sale e cuocere per circa venti minuti (se usate la pentola a pressione o il Bimby, altrimenti regolatevi aumentando il tempo di cottura), poi frullare il tutto e servire con il pane tagliato a cubetti e saltato nell’olio extra vergine di oliva.

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Conserve/ Economiche/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Il pesto di ottobre con foglie di ravanello e noci

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Finalmente è sabato, finalmente tiro un po’ il fiato dopo la consueta settimana da incubo, densa di problemi e di lavoro: è un sabato diverso, sola a casa con le cagnette mentre il marito è al lavoro e il figlio è in barca con la fidanzatina (siamo in periodo di Barcolana), quindi mi ritaglio qualche ora per me e intanto penso a molti anni fa, all’ultimo Oktoberfest cui siamo riusciti ad andare, quando ai Mass (il tipico boccale di birra da litro) si accompagnavano quintali di ravanelli intinti nel sale perchè smorzavano l’effetto dell’alcool rendendo possibile bersi tranquillamente tutto il litrozzo! Anche due volendo… senza mai ubriacarsi… 🙂

Quindi volevo ritornare un po’ al sapore delle mie vacanze di allora, quelle spensierate di sposini novelli che se la godevano a bere e cantare, e con l’occasione di farmi una scorpacciata di ravanelli questa volta mi sono trovata anche i mazzi di foglie, bellissime e fresche, tant’è che sarebbe stato un delitto doverle buttare!

Ci ho fatto un pesto, complici i pinoli raccolti in Puglia durante le vacanze, che ho accompagnato ad una bella porzione di noci per addolcire il sapore pungente delle foglie di ravanello e ottenendo una salsina velocissima, economica e perfetta per chi, come me, corre tutto il giorno… un’altra quasi “non ricetta” che però sicuramente può tornare utile nei momenti di panico.

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Ingredienti:

le foglie di tre mazzetti di ravanelli

2 spicchi d’aglio

una manciata di pinoli

tre manciate di noce sgusciate

un pizzico di sale

olio evo q.b.

pecorino grattugiato a piacere (o parmigiano)

Procedimento:

Non c’è… basta frullare tutto insieme e versando l’olio a filo, con l’accortezza, se si vuole conservare il pesto in frigorifero per parecchi giorni, di non aggiungerci il pecorino, ma di mettercelo solo nel momento in cui di andrà a condire la pasta poichè tende a fermentare; è comunque possibile congelare il pesto nel caso in cui lo si voglia utilizzare dopo un periodo di tempo più lungo.

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Economiche/ Pizze e pane

Le friselle dei miei vent’anni

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Le friselle furono amore a prima vista nel corso delle mie prime vacanze pugliesi quando, complice una collega di Sternatia, prendevamo una settimana di ferie insieme e partivamo con il primo treno alla volta di Lecce, lei per fare visita alla famiglia e io per scoprire una terra nuova: giornate di sole cocente, di pomodori stesi al sole ad asciugare, di case di un bianco abbacinante, di pomeriggi assolati seduti nel cortile di casa, tutti insieme attorno ad un secchio e armati di scopino in saggina per ripulire i fichi d’india dalle spine.

Non erano solo giornate di mare, un giorno sulla costa adriatica e l’altro su quella ionica, ma erano anche vere e proprie fughe turistiche, un giorno a visitare le grotte, un giorno a macinare chilometri su una vecchia 126 scassata blu notte che bolliva come un paiolo per raggiungere qualche meta sconosciuta e, si sa, la Puglia è bella lunga!

Serate in paese a fare capannello chiacchierando tra feste e musica, sgranocchiando pistacchi salati e pucce con le olive, strafogandosi di gelati in riva al mare, passeggiando nell’aria sempre cocente che diveniva troppo fresca in prossimità del mare aperto, serate di cene povere e gustose, con i pomodori dell’orto e l’olio di casa stesi su un pane secco e duro che al solo contatto con un po’ d’acqua diveniva il piatto più buono del mondo!

Allora scoprii la frisella e iniziai a portarmene dei sacchi da un treno all’altro, perché da quella volta le vacanze pugliesi con l’amica del cuore divennero la regola: ora lei vive a Como per lavoro, a Sternatia ci va solo quando può ma io quelle estati le ho ancora nel cuore, tant’è che quest’anno quel mare, quell’olio e quei pomodori li ho fatti conoscere alla mia famiglia… e con le friselle è stato di nuovo amore a prima vista!

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Ingredienti:

260 g. di farina di grano duro *

150 ml. di acqua

1 cucchiaio di olio evo

5 g. di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

* (oppure utilizzare un mix di grano tenero ed integrale)

Procedimento:

Sciogliere il lievito con lo zucchero nell’acqua tiepida e poi aggiungerli alla farina, impastando bene e avendo cura di far riposare un po’ l’impasto per circa mezzora; a questo punto aggiungere anche il sale e l’olio continuando ad impastare, poi ricoprirlo e lasciarlo lievitare fino ad arrivarne al raddoppio.

Ricavare, sulla spianatoia infarinata, dei rotolini che andranno tagliati in modo da ottenere, richiudendoli su se stessi, delle ciambelline (a voi la scelta del diametro, ma io le frise le preferisco grandi), poi appoggiarle sulla leccarda del forno ricoperta dall’apposita carta e lasciare lievitare nuovamente, in ambiente caldo (il forno spento è perfetto), fino al raddoppio.

Preriscaldare il forno a 200°C. per qualche minuto e metterle a cuocere finchè assumeranno un aspetto leggermente dorato, estraetele e lasciatele raffreddare, poi tagliatele a metà longitudinalmente e rimettetele a cuocere nel forno a 170/180°C. per circa 30/40 minuti o comunque finchè assumeranno l’aspetto biscottato.

L’olio si può omettere, tuttavia a mio parere se viene usato si ottiene una frisella più friabile e profumata.

Si conservano a lungo e, per consumarle, basterà bagnarle un attimo sotto l’acqua corrente e farcirle con olio, sale, pomodori a pezzetti e una spruzzata di origano!

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche

I taralli pugliesi, il dolore e la forza

Manco da tanto tempo e voglio trascorrere qualche momento con voi, un po’ perchè l’ho promesso e un po’ perchè ne ho bisogno: ho avuto (e ho) tanti problemi con la mia mamma, ogni giorno è una scommessa contro la malattia, la malasanità, i servizi pubblici inesistenti, ogni giorno è volto a regalarle un sorriso e un piccolo passo avanti, cercando tutte le informazioni che io possa rinvenire, tutti i contatti utili, imparando come si assiste una persona in cattive condizioni fisiche, affrontando la fatica fisica e quella psicologica, occupandomi dell’assistenza più umile, quella che non tutti farebbero, sorridendo a casa e piangendo dentro, faticando senza risparmiarmi e cercando sempre un sorriso sul suo volto stanco, certa di aver fatto la cosa giusta pretendendo ogni istante che vengano garantiti i suoi diritti e che non venga lesa la sua dignità, come purtroppo è stato fatto sino ad oggi; non passa ora che non debba fare il diavolo a quattro contro il qualunquismo di coloro i quali dovrebbero garantire il rispetto della salute delle persone e ciò mi stanca, mi debilita, mi sfinisce… avevo bisogno di passare un po’ in cucina con voi, per dimenticare tutto ciò almeno per un paio d’ore.
Questo è un post che vuole essere una continuità con le vacanze estive, al ritorno delle quali, prima che mi crolli il mondo addosso, sono riuscita a mettere in atto qualche esperimento in cucina, scattando le foto e lasciandole su una chiavetta per settimane prima di ritrovare il coraggio di postare nuovamente perchè qui ogni riga è parte di me e mai sarei riuscita a scrivere se dentro di me non avessi sentito di aver fatto la cosa giusta e di lottare per qualcosa che andava fatto!

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Ingredienti (per circa 90-100 pezzi):

Farina 500 g.

Olio evo 125 g.

Vino bianco secco 200 ml.

Sale 10 g.

Pepe q.b. (oppure un pizzico di finocchietto selvatico)

Procedimento:

Amalgamare bene la farina con gli altri ingredienti e mescolare sino ad ottenere un panetto liscio, poi lasciar riposare l’impasto al fresco per almeno mezzora, successivamente ottenere dei rotolini (io mi sono mantenuta sui 6-8 cm.), curvarli sino ad ottenere degli anelli (i miei sono un po’ stortignaccoli e non perfettamente lisci) che, una volta richiusi, verranno prima fatti bollire in acqua per pochi minuti e poi infornati a 200°C. per circa mezzora, controllando affinchè rimangano dorati e non brucino.

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