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Bimby/ Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La creatura del bosco e la sua zucca magica

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Sono una creatura del bosco, è indiscutibile: oramai sono prossima al letargo e i risvegli mattutini sono diventati un incubo, al lavoro ho gli occhi sbarrati davanti al computer e appena apro un codice mi si incrocia lo sguardo e le palpebre si rifiutano di collaborare. Ascolto con attenzione chi si siede davanti a me e mi espone i propri problemi e le relative necessità, ma la mente tende a volare al divano di casa mia e ai cuscini soffici che lo ricoprono… che poi se mi ci siedo con un libro tra le mani è matematico che mi addormento  nel giro di cinque minuti al massimo.

La sera sono talmente stanca che preparare la cena diventa un’impresa ciclopica, mi prefiggo puntualmente le verdure, ma si sa che vanno lavate e ripulite e finisce che mi trovo stravolta davanti ad una scodella di latte, incapace di fare alcunché: solo la domenica sono pimpante e piena di energia e ciò a causa degli orari massacranti che mi allietano tutta la settimana. Non ce la posso fare sino all’estate prossima.

E allora ho affinato la tecnica delle zuppe, delle vellutate, ovviamente con l’aiuto esclusivo del Bimby che me ne prepara tre scodelle alla volta, una che mi riscalda la pancia nell’immediato e altre due da riporre nel frigorifero per l’indomani: sono sane, economiche, ricche di verdure, confortevoli e scendono che è una bellezza. Ora ho il “trip” della zucca, che ho scoperto essere un prodotto fantastico, io che la guardavo di brutto ogni inverno, non sapendo bene cosa farmene con quella buccia dura da scalfire, tutti quei bitorzoli impossibili da togliere, poi ho avuto un’illuminazione e ho iniziato a sperimentare, scoprendo un ortaggio incredibilmente versatile seppur difficile da tagliare, con quel suo colore allegro e simpatico, arancione come un tramonto d’estate, con il suo tocco dolciastro perfettamente abbinabile ad ogni piatto se ben equilibrato con gli altri ingredienti. Insomma, la magica zucca sa il fatto suo e questa volta l’ho voluta mettere nella vellutata.

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Ingredienti:

una cipolla piccola

400 g. di zucca a pezzetti

400 g. di patate a pezzetti

20 g. di olio evo

un cucchiaino abbondante di dado vegetale (meglio se fatto in casa)

un pezzetto di zenzero di 1 cm. circa (io ho usato quello secco perché l’avevo terminato)

15/20 g. di burro

una spolverata di paprika dolce (facoltativo)

Procedimento:

Chiaramente la cottura in pentola a pressione è assolutamente perfetta, dopo aver imbiondito la cipolla tagliata fine in poco olio extravergine, e in circa venti/trenta minuti si cuoce tutto (fate qualche prova perché molto dipende dal tipo di zucca): basteranno poi pochi colpi di frullatore ad immersione avendo però l’accortezza di inserire il burro solo a fine cottura e prima di frullare il tutto.

Io ho usato il Bimby, nel cui boccale ho inserito la cipolla tagliata in quarti, frullata brevemente a vel.5 e poi ripassata nell’olio per 10 minuti a 100° a vel.1; successivamente ho inserito tutti gli ingredienti tagliati a pezzi grossolani e ho impostato la cottura a 100°, vel.1, per 30 minuti; alla fine ho aggiunto il burro frullando per 30 secondi a velocità 10.

Versare nelle fondine e spolverizzare con della paprika dolce.

Ed ecco fatto, in barba a pigrizia e stanchezza da bradipo!

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Antipasti e stuzzichini/ Dolci e desserts/ Economiche

“Chifeleti”, dolcezza dell’infanzia

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Pochissime righe per riproporre un’altra delle ricette della mia infanzia: questa era la mia merenda “lussuosa”, quella che la mamma mi regalava grazie all’avanzo di impasto degli gnocchi (qui quelli con le susine).

Spesso la merenda la preparava il papà, una fetta di pane cosparsa di sale, olio e origano e poi subito infornata per qualche minuto, se mi andava bene c’erano le “schnitte”, pane ammollato nel latte zuccherato e fritte (magari uno di questi giorni le facciamo insieme), talora qualche “palačinka” avanzata dalla cena golosissima della sera precedente, ma i “chifeleti” erano proprio il massimo, mangiati caldi e morbidissimi, con il sapore della pasta di patate che andava a fondersi con il dolce dello zucchero a velo… un’estasi! Peccato che li trovassi in cucina solo quando la mamma faceva avanzare un pezzettino di impasto degli gnocchi: è incredibile come questi ricordi rimangano impressi nella mente e spesso mi chiedo se anche a mio figlio rimarranno questi frammenti di infanzia profumati nel suo cuore goloso!

Eh, qui c’è poco da dire…  si lavora l’impasto a rotolini per poterne fare la forma che vedete nella foto, con le estremità incurvate, e si friggono nell’olio di semi bollente (mai usare quello di oliva perchè ne coprirebbe il sapore); una volta assorbito l’olio in eccesso spolverizzare con dello zucchero a velo e mangiarli caldi… sono deliziosi!

E’ una merenda povera, ma quanto più sana rispetto a merendine e creme spalmabili?

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Economiche/ Primi

Gnochi de susini, profumo della mia terra contadina!

Un piatto splendido, un primo dolce delizioso, semplice, economico, saziante… e non storcete il naso perchè il fatto che sia dolce non equivale ad un piatto da evitare!

Lo faceva la mia mamma con le susine raccolte dall’albero dei nonni e quando sentivo nell’aria il profumo del burro e della cannella il mio stomaco già rotolava dalla gioia, tant’è che mi alzavo da tavola con il baricentro sposato e pericolosamente pendente verso la punta delle scarpe 🙂

Da quando mi sono sposata non ne ho più mangiati perchè non mi riusciva bene l’impasto degli gnocchi, poi l’anno scorso ho riprovato e mi sono rincuorata poichè erano ottimi.

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Ed ecco la ricetta, di una semplicità disarmante:

Ingredienti per l’impasto:

800 g. di patate

200 g. di farina

un pizzico di sale

un uovo da 60 g.

una susina per ciascun gnocco

un cucchiaino di zucchero semolato per ciascun gnocco

Ingredienti per il condimento:

burro q.b.

pangrattato q.b.

zucchero q.b.

cannella in polvere q.b.

Procedimento:

Lessare le patate (io le pelo prima di cuocerle al vapore, con un pizzico di sale, per averle più asciutte), impastarle con la farina e un pizzico di sale, poi lavorare l’impasto ancora caldo sulla spianatoia infarinata; a parte togliere i noccioli alle susine e sostituirli con un cucchiaino di zucchero, richiudere il frutto e disporlo al centro di un disco di impasto che andrà subito richiuso ottenendo una sfera molto grossa.

La cottura segue il solito principio dello gnocco che quando viene a galla è cotto (io non salo l’acqua).

Il condimento verrà realizzato tostando il pangrattato nel burro, aggiungendo dello zucchero che andrà leggermente a caramellare profumandosi grazie alla cannella che, tostando, sprigionerà tutti gli olii essenziali che la caratterizzano; il tutto sarà pronto quando il colore sarà di un dorato brunito e quasi croccante al morso. Nel caso dovesse  risultare troppo asciutto aggiungere qualche cucchiaio dell’acqua di cottura degli gnocchi, ma tenete presente che non appena arriverete al cuore dello gnocco si sprigionerà anche il succo del frutto al suo interno.

Fatelo e non ve ne pentirete perchè è un perla di saggezza contadina che vi sazierà con pochissima spesa e grande soddisfazione!

PS: lo so…tre foto e nemmeno una ad intravedere il cuore dello gnocco… ma erano talmente buoni che quando mi sono girata il piatto era vuoto 🙁

 

Dolci e desserts/ Economiche

La buona scuola inizia dalla merenda: saccottini di mela

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Mio figlio ha ricominciato la scuola, finalmente è arrivato alla prima superiore ed è felice: la scelta è stata tutta sua con il mio totale appoggio perchè sta frequentando l’istituto tecnico industriale, quello cui miravo io all’epoca ma venni osteggiata dai miei genitori. Le ore di frequenza sono tante e non è molto vicino a casa, quindi quando termina alle due la fame è moltissima visto che ci mette un’ora per rincasare con gli autobus… so che vorrebbe un mezzo di trasporto tutto suo, ma ancora non me la sento, è troppo piccolo per buttarlo nel mezzo del traffico infernale di  ogni giorno, ho sinceramente paura nonostante mi renda conto che non potrò tirare il freno ancora per molto visto che è dall’età di tre anni che viaggia in scooter con me.

Non lo voglio appesantire con merende eccessive e piene di grassi, quindi gli preparo per ciascuno dei due riposi un tramezzino a base di verdura con pochissimo formaggio e prosciutto, ma arrivare sino alle tre (per personale esperienza lavorativa) è durissimo quindi, visto che è ghiotto di mele, ecco una chicca dolce che me lo tenga in piedi sino a casa.

Premetto che la macchina fotografica mi si è guastata e quindi le immagini sono state scattate con il cellulare, con la qualità che ne consegue.

Ingredienti per la pasta brisè:

250 g. di farina 0

100 g. di burro bavarese

1 pizzico di sale

70 g. di acqua fredda

Ingredienti per il ripieno:

4 mele piccole

zucchero q.b.

cannella q.b.

Procedimento:

Impastare velocemente tutti gli ingredienti, possibilmente con l’aiuto di una planetaria, poi richiudere in un canovaccio e riporre in frigorifero per almeno un quarto d’ora.

Nel frattempo preparare una dadolata con le mele e cuocerle in padella per pochi minuti con un paio di cucchiai d’acqua, lo zucchero e la cannella.

Stendere dei pezzi di impasto e porvi su un lato un paio di cucchiai di ripieno, sigillare bene il fagottino e spennellarlo con un po’ di latte; preriscaldare il forno e cuocere 20 minuti a 180° ventilato, estrarre dal forno non appena il colore è dorato.

Autoproduzione/ Economiche

Un po’ di frugalità per un sorriso in più

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Diversi mesi fa iniziavo a postare alcuni suggerimenti mirati al risparmio, oltretutto ben accolti da molti amici di questo salottino virtuale che mi invitavano a stilarne degli altri, poi però, a causa di mille problemi, imprevisti ed intoppi vari, non ho proseguito su questa strada… a mio avviso commettendo un errore non di poco conto perché chi si affaccia sul web non sono solo persone benestanti che ricercano la ricettina sfiziosa o la fotografia ricercata che fa apparire anche l’insalata più banale come un dipinto di Rembrandt.

Cerco sempre di utilizzare ingredienti semplici, di facile reperibilità, di stagione e possibilmente a chilometri quasi zero, sia per etica personale sia perché, inutile girarci intorno, le mie finanze non sono particolarmente floride: lavoriamo ambedue in casa, ma quando dallo stipendio se ne va più della metà solo in tributi versati allo stato c’è poco da farci i salti di gioia!

Stavo entrando al discount, arrovellandomi la testolina sull’acquisto o meno di alcune confezioni di carne in scatola per le cagnette (antefatto: ero in partenza e il frigorifero del camper non ne voleva sapere di raffreddare quindi di acquistare carne fresca manco a parlarne, Bubu è allergica a qualsiasi tipo di cibo preconfezionato per cani… a voi le conclusioni…), conscia del fatto di avere in tasca solo dieci euro, detratto il mutuo, le bollette e le spese fisse: nell’assurdità della situazione e non volendo privare mio figlio del viaggio da lui tanto chiesto ed atteso con ansia e trepidazione, mi sono fermata un attimo a valutare e, nel contempo, ad osservare una persona anziana che, aiutata da un bastone, frugava nei cassonetti posti all’ingresso del discount in cerca di avanzi. Questa è la realtà, sono fortunata perché pur tiratissimo, un viaggio lo posso fare, ma c’è chi non mangia, chi ha fame, chi non ha un centesimo per curarsi e questo me lo ha fatto notare mio figlio pochi giorni fa dicendomi: “Mamma, ma lo sai che ultimamente vedo tanta gente giovane senza denti? Perché?”… forse perché nessuno te li rimpiazza i denti perduti se non hai il portafoglio a fisarmonica? Perché l’assistenza pubblica i denti te li toglie se stai male ma non te li ricostruisce? Sono tutti segni tangibili del malessere dilagante, piccole spie di grossi disagi che (e questo mi fa un piacere immenso) anche un ragazzino come lui è riuscito a cogliere perché ciò mi dimostra che ai giovanissimi non sempre tutto è dovuto, ma che hanno una sensibilità.

E dopo tutto questo sproloquio arrivo al dunque: accanto alla cucina che ho sempre portato avanti tornerò anche a postare quei piccoli stratagemmi che in capo al mese possono aiutare al risparmio, anche minimo, ma che può divenire considerevole se sommato ad un certo livello di attenzione. Voglio iniziare da alcuni prodotti di uso comune, non alimentare, cercando di citare le case produttrici solo se strettamente necessario perché non voglio privilegiare nessuno né tantomeno risultare di parte: nessuno mi paga per farlo (magari 🙂 ), ma se un prodotto di nicchia va valorizzato ritengo corretto farlo.

Sgrassatore per la cucina 

Cosa serve:

una confezione riciclata da un precedente sgrassatore o dallo spray per i vetri

1 cucchiaio di soda Solvay (cioè carbonato di sodio, non soda caustica che è idrossido di sodio!)

2 bicchieri di aceto (possibilmente bianco)

22 cucchiai di detersivo per piatti (o Marsiglia liquido)

acqua (del rubinetto!) q.b. a riempire la restante parte vuota del flacone

20 gocce di olio essenziale di tea tree (facoltativo)

Iniziare versando i vari ingredienti nel flacone, molto lentamente poiché il contatto tra l’aceto e la soda produrrà una grande quantità di schiuma: sarebbe auspicabile effettuare l’operazione all’interno del lavello per evitare di impiastricciare il piano di lavoro. A “schiuma terminata” versare l’acqua necessaria ad ultimare la capacità del flacone, eventualmente aggiungere l’olio essenziale di tea tree in quanto è antibatterico, anche se io speso lo ometto perché comunque ha un costo.

Con questo prodotto si puliscono benissimo i fornelli, anche se appena usciti da una sessione di frittura all’ultimo spruzzo, si sgrassano perfettamente le pentole prima di metterle nella lavastoviglie ad evitare di ungere tutto il resto (che dopo una frittura non è un evento raro), si puliscono senza problemi tutti i piani di lavoro, io ci lavo pure i davanzali delle finestre perché non contiene nulla di aggressivo, il tutto senza intossicarsi vista la compatibilità ambientale degli ingredienti usati e senza spellarsi le mani con additivi chimici. Il costo? Pochi centesimi….

Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Ricette vegetariane

Il rosmarino dell’estate

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Le giornate si avvicendano già torride segnando un giugno come da anni non ne vivevo, l’aria in casa è pesantissima e i ventilatori solo in parte riescono a muoverla regalando un sollievo lieve e fugace, il mare è a pochi minuti di casa ma gli esami di mio figlio incombono sulla mia serenità come un branco di avvoltoi e il suo profumo rimane il protagonista dei miei desideri più reconditi mentre, giorno dopo giorno, incoraggio lui e anche me stessa con la consapevolezza che manca ancora pochissimo alla libertà.

L’estate è la mia stagione, quella che sento a pelle anche se mi toglie la voglia di faticare in cucina, di stare ai fornelli con il sudore che mi scorre lungo la schiena, che mi incolla i capelli alla fronte, che mi regala la sensazione di camminare a piedi nudi sentendo il tepore della terra sotto di me, che mi fa sentire il contatto con la madre di tutte le cose; l’estate è la mia pelle che si abbronza a dei livelli incredibili, che scorre morbida sotto l’olio di oliva che ogni giorno spalmo dopo averla lasciata a cuocere al sole senza pietà, a seccare alla salsedine sino a sentirne il profumo sugli abiti; l’estate è il sole che stinge i miei capelli scurissimi, è il mare che me li arriccia e li rende indomabili, è il profumo delle acacie e del sambuco, è l’odore penetrante del rosmarino e della salvia, è la stagione dei piatti freddi, vegetali e ricchi dei colori che la natura ci regala.

Oggi il cielo vira dall’azzurro più intenso al grigio plumbeo e tra un tuono ed un acquazzone riesco a tirare un sospiro di sollievo grazie alla brezza che alita dalle finestre spalancate sul bosco, un soffio di pace che alleggerisce queste giornate pesanti e di stanchezza da sfinimento, un respiro che mi fa tornare in cucina per chiudere in un vasetto tutto il profumo del rosmarino.

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Ingredienti:

una scatola di fagioli cannellini

una cipolla

un pizzico di sale

olio q.b.

aceto di mele q.b.

una manciata di foglie di salvia e una di aghi di rosmarino (freschi)

Procedimento:

far appassire la cipolla in poco olio, poi aggiungere gli altri ingredienti e frullare tutto insieme sino ad avere una crema perfettamente amalgamata; spalmata sul pane fresco o sulle bruschette è imbattibile…. tanto semplice e quasi banale quanto gustosa e perfetta per le giornate bollenti che ci aspettano! E per alleggerire anche i periodi più pesanti….

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche

Un primo maggio per il lavoro e la democrazia

Ero solo una bambina che il nonno passava a trovarmi dopo aver sfilato nel corteo del primo maggio e, orgoglioso, mi regalava la cosa a lui più cara: il suo garofano rosso… e poi tranquillamente beveva il suo caffè con il “cicchetto”, il bicchierino di grappa, sempre nello stesso bicchiere, quello che ancora troneggia nella credenza della mamma.

Oggi il mio nonno non c’è più, sono decenni che non posso più godere della sua compagnia, eppure mi sembra ieri che sentivo il suo vocione tuonante nelle mie orecchie di bimba, mi sembra di aver appena trascorso un pomeriggio nel cortile di casa sua, a dondolarmi sull’altalena che aveva costruito con le sue grandi mani forti di contadino.

Il nonno non aveva studiato, ma aveva lavorato al porto, aveva coltivato la campagna, aveva fatto la guerra, aveva le scarpe enormi con le quali faceva chilometri perchè non guidava, non aveva mai preso la patente perchè era nato nel periodo delle carrozze a cavalli; io ho studiato eppure la mia laurea e il mio master sono nulla a confronto dell’intelligenza e dell’acume del nonno e chissà cosa direbbe se oggi sapesse che sto ticchettando parole in suo onore sul monitor di un computer (e che sarà mai un computer?…. già me lo sento… 🙂 ).

Il nonno sin da piccina mi ha insegnato il valore del lavoro, la forza delle mani e dell’onestà, un po’ come nel libro “Cuore”, in cui il muratorino lasciava una scia di vernice o di calce sul divano dell’amico, e questi veniva fermato dal padre nell’azione di ripulire, spiegando che il lavoro non è mai sudiciume perchè chi lavora lo fa per guadagnarsi la pagnotta.

Mai come quest’anno sento il primo maggio, con ribrezzo dinanzi alle attività che hanno voluto ugualmente tenere aperto al pubblico perchè ci sarà pure una crisi molto sentita, ma il dovuto rispetto ai lavoratori io  lo sento in maggior misura, conscia del fatto che un giorno di stipendio in più male non fa; quest’anno, forte del lavoro che svolgo, mi rendo conto che la democrazia è rimasta solo una parola stampata sulla Carta Costituzionale, a pari dell’enunciato “il lavoro è un diritto” perchè non faccio altro che ratificare licenziamenti palesemente travestiti da “riorganizzazioni economiche” non sottoponibili ad alcuna censura perchè le norme purtroppo ci legano le mani avvallando le porcate alle quali sono costretta ad assistere.

C’è uno svilimento di qualsiasi diritto, c’è un tentativo di imbrigliare qualsiasi libertà di pensiero, di opinione, di parola che fa paura e non è solo un modo di dire perchè a me questa dittatura silente spaventa davvero in quanto non dichiarata e che ancora ci fa credere di avere dei diritti: popolo italiano, svegliati e tira fuori gli attributi perchè con il sorriso stampato sui loro volti ci stanno fregando anche la libertà, perchè rendono il vivere quotidiano talmente complesso da scoraggiare chiunque, perchè stanno complicando il sistema scolastico per farci desistere dall’istruirci, perchè un popolo ignorante è facilmente manovrabile. Io sono nata libera e voglio vivere liberamente!

Ho scelto un piatto semplice, nemmeno è una vera ricetta, ma rappresenta il potere operaio: quanto si possa fare con un semplice tozzo di pane.

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Ingredienti:

200 g. di acqua

100 g. di latte intero

un cucchiaino di zucchero

una bustina di lievito di birra essiccato

250 g. di farina di grano duro

250 g. di farina di grano tenero

un cucchiaino di sale

olio evo q.b.

una manciata di sale grosso

mezza cipolla

Procedimento:

Impastare a lungo finchè l’impasto non si incorda: se avete l’impastatrice è perfetto, io ho usato il Bimby a vel. Spiga per 4 minuti, lasciar lievitare finchè l’impasto raddoppia e stendere su una leccarda ben oleata, successivamente forare la superficie con i rebbi di una forchetta, cospargere di sale grosso, ancora olio evo e della cipolla a fettine sottili. Infornare, preriscaldando, a 200°C per mezzora (io ho usato il ventilato mettendo nel forno una pentola d’acqua).

Io l’ho farcita con una fetta di prosciutto crudo delle mie zone (prosciutto del Carso), ma sta bene con qualsiasi insaccato, formaggio o mangiata tiepida così com’è.

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Autoproduzione/ Bimby/ Conserve/ Dolci e desserts/ Economiche

Una gelatina che profuma di Natale!

IMG_2293-001Ci ho pensato oggi, all’ultimo momento per regalarne qualche vasetto, ma non avevo il tempo per poter seguire i fornelli con la cura necessaria ad evitare qualche disastro, quindi io la propongo con il Bimby per comodità, ma sappiate che un frullatore ed un pentolino saranno sufficienti (e un mestolo in mano per evitare i disastri che io temevo)!

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Ingredienti:

arance (io tre grosse)

zucchero semolato (io 300 g. per pareggiare il peso netto del succo dell’agrume)

Procedimento:

ho pelato a vivo le arance avendo cura di conservare la buccia esterna (che io tolgo con il pelapatate… è comodissimo), metterle nel boccale e frullarle a vel. 5 per 15 secondi.

Cuocere 10 min. a 100° a vel.1, passare il succo con un colino, poi aggiungere lo zucchero (pari peso rispetto al succo rimasto) e riprendere la cottura per un’ora, temp. Varoma (senza coperchio dosatore), vel. 1.

Invasare dopo aver precedentemente sterilizzato i vasetti e capovolgere: a me ne è uscito un vasetto della marmellata pieno.

Sarà un pensierino natalizio molto gradito e, soprattutto, è splendida spalmata sul pecorino stagionato!

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Ricette vegetariane/ Secondi

Il profumo di settembre

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E’ trascorso del tempo oramai da quando detestavo settembre, povero mese maltrattato solo perché rappresentava la fine della mia stagione preferita, perché segnava la fine delle giornate trascorse a sguazzare nel mio mare, la fine di pomeriggi pigri a godersi le carezze del sole sulla pelle e anche l’inizio degli impegni, di un lungo inverno di fatica e lavoro, senza nemmeno un giorno di ferie se non qualche giorno libero dall’ufficio solo per studiare o per sostenere qualche esame. Ora gli impegni sono diversi, forse seguire mio figlio con la scuola è ancora più faticoso e frustrante perchè l’impegno non è più in prima persona, perché ogni giorno devo mediare tra le spesso eccessive richieste scolastiche e la sua esasperazione che alla fine si concretizza in rifiuti che ledono solo la sua posizione… e l’estate comunque finisce, la temperatura è più mite, però ho imparato che si può godere della giornata di sole e scendere al mare ugualmente, che il fresco della sera può essere piacevole, che i colori cambiano e anche le nuove sfumature hanno una loro poesia perché la natura è viva e come tale va recepita.

Penso sia una consapevolezza diversa di sé, un’accettazione del momento, un saperlo cogliere lontano anni luce dall’arroganza dei vent’anni, quando tutto o è bianco o è nero, quando esistono solo la spensieratezza estiva e le calde serate a fare baldoria, quando la passione è alle stelle e si vive al ritmo della musica e nell’intensità dei tramonti… ora è diverso, ci sono i silenzi contemplativi, anche quelli in piena solitudine, se nessuno mi chiama per uscire mi sta benissimo, finalmente posso prender fiato e riprendere il contatto con la mia vita senza la frenesia che contraddistingue ogni istante del quotidiano. Posso sedermi sul balcone, annusare l’aria e sentire il profumo che cambia e che, ieri sera, era quasi lo stesso che sentivo nelle sere di primavera avanzata, quando eravamo già proiettati verso la “mia” stagione… perché io vado sempre ad olfatto, l’aria profuma di odori diversi a seconda della stagione e le mie sensazioni si agganciano sempre ai ricordi olfattivi, quelli potenti che riescono a metterti in subbuglio l’anima.

Sento sempre più profumo di rinascita, anche se si sta virando verso il freddo dell’inverno, e ritorna prepotente la voglia di passeggiare lungo il mio mare, quello che d’inverno è meraviglioso nel suo bianco e nero, quello che ti regala la sensazione di affacciarti sul Baltico perché se il nord Adriatico viene spazzato dalla bora la sensazione è la stessa, il freddo intenso, l’aria tersa e il profumo di sale appena accennato, gli spruzzi bianchi dei marosi che si infrangono sulla scogliera… ecco, questo è diventato per me settembre, non un mese di transizione ma da assaporare nella sua pienezza.

La cucina di settembre può essere un compromesso equilibrato di sapori e di freschezza e di consistenze tiepide, perché no? E allora ho preparato questi spiedini rigorosamente vegetariani, ma non vegani perché la cosa mi è un po’ antipatica, a base di polpettine di lenticchie ancora tiepide e di ciliegine di mozzarella fresche, inframmezzate da pezzettini di peperone bianco dolce per evitare la commistione tra i due e mantenere l’equilibrio, per godere di un boccone fresco come l’estate e di una polpettina tiepida del colore dell’autunno, il tutto su un letto di verdura mista, di ciò che il mio orticello casalingo ancora mi ha offerto, un misto tra vari tipi di verdura a foglia verde e di portulaca, erba spontanea che mi ha invaso mezzo balcone e che però è parecchio gustosa, specie se ravvivata anche da un pizzico di menta fresca…. ecco, qui c’è tutto ciò che settembre ancora mi ha generosamente offerto!

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Ingredienti per circa 35 polpettine:

150 g. di lenticchie pesate a crudo

180 g. di pane raffermo grattugiato

1 uovo medio

un pizzico di fiocchi di sale affumicato Falksalt

tre spicchi d’aglio

3 peperoncini di Cayenna essiccati

olio evo q.b. per le polpettine e altrettanto per la cottura in padella

una manciata di prezzemolo dolce appena colto

Preparazione:

  • cuocere le lenticchie in pentola a pressione calcolando 15 minuti dal sibilo, con l’aggiunta di un pizzico di sale;
  • poi mescolare tutto con il robot da cucina, “impolpettare” le biglie e passarle in una padella con un velo di olio evo finchè avranno un aspetto dorato;
  • infilzare tutto in uno spiedino alternando polpettine, mozzarella e peperone bianco crudo;
  • adagiare gli spiedini sull’insalata precedentemente condita.Immagine 013

Dopo tanto tempo vi lascio con un po’ di musica, si tratta di uno dei brani che preferisco in assoluto da sempre e che trovo si adatti perfettamente a questo momento….

 

[youtube=http://youtu.be/oyGJG0GKrSI]

Bimby/ Economiche

La mia ricchezza

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Sono un po’ di settimane che lavoro sempre di più, che sto ore tuffata nelle pratiche, immersa nei codici e ciò accade, purtroppo, quando le persone perdono il posto, quando le ditte licenziano, quando chiudono i battenti perchè mancano i soldi, perchè le tasse uccidono anche le aziende più solide e la povera gente rimane per la strada.

Cerco sempre di proporre qualche piatto che mi colpisce, pur sempre rispettando la semplicità nelle preparazioni, per me elemento fondamentale in quanto il tempo è sempre tiranno, cerco di farlo pur lottando ogni giorno con i conti della spesa e allora penso a chi non può permettersi nemmeno il minimo… vedo le file al discount e i carrelli sono mezzi vuoti, contengono spesso solo olio, farina, zucchero, nemmeno l’acqua perchè quella del rubinetto costa di meno.

Ci sono alcune amiche che mi chiedono di postare alcune ricette economiche o di pubblicare tutte le mie autoproduzioni, dai detersivi agli alimentari, poi talora temo che alcune soluzioni che adotto in casa potrebbero non interessare a nessuno, ma le richieste rimangono costanti: “Pubblica qualcosa, non tutte siamo ingegnose come te e i soldi non bastano più nemmeno sino alla metà del mese”… e allora inizio con questo piatto, ricco, saporito, che se presentato bene fa una figura bellissima in un pasto, soddisfa il palato e sazia completamente… e ho speso meno di cinquanta centesimi a porzione!

Ah, a proposito…. anche questa ricetta è frutto del corso Bimby!

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Ingredienti per il condimento:

4-5 foglie di salvia fresca oppure circa 15 di salvia essiccata

50 g. di parmigiano

10 g. di pinoli

50 g. di olio evo

1 pizzico di sale

Ingredienti per gli gnocchi:

300 g. di acqua

500 g. di farina

Procedimento (ho usato il Bimby, ma si fa tutto con un robot di qualsiasi tipo oppure anche a mano):

ho inserito nel boccale la salvia, i pinoli e il parmigiano e ho tritato 20 sec. a vel.10;

successivamente ho aggiunto l’olio e il sale e frullato 20 sec. a vel. 5, mettendo poi da parte in una ciotola.

A questo punto, senza lavare il boccale, ho scaldato l’acqua per 3 min. a 70° e a vel.1;

ho versato la farina e ho mescolato 40 sec. a vel.6.

Mentre si attende che l’acqua di cottura bolla si tagliano gli gnocchetti e li si fa cuocere finchè non salgono a galla, poi si condiscono con il pesto precedentemente messo da parte.

In tavola ho servito tre piattoni di gnocchi al pesto di salvia e due baguette, il tutto preparato con un chilo di farina del discount (48 centesimi), la salvia l’avevo coltivata l’estate scorsa e poi essiccata, i pinoli e anche l’olio sono del discount, anche se per quest’ultimo avevo mille dubbi finchè non ho scoperto che la Carapelli produce degli ottimi olii per alcune catene a basso costo, lo stesso dicasi per il parmigiano… spero di essere stata utile a qualcuno che, come me, fatica molto a far quadrare i conti e, soprattutto, a chi sta molto peggio e si deprime non sapendo che con poco ci si può sedere a tavola e sentirsi ricchissimi!

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