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Economiche

Economiche/ Light/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Sapori scandinavi tra verdure e panna acida

Da molti anni sogno “il viaggio”, quello nel profondo nord, quello che avevamo già programmato ma che poi, a seguito di cause contingenti, è saltato… ed è da allora che penso e ripenso al “mio” grande nord, quello con le alci, il legno di betulla, le felci e le immense distese incontaminate di natura, quello in cui l’uomo incontra la terra e la terra dona all’uomo, nel massimo rispetto reciproco.

Immagino i ghiacci perenni, immagino il mare plumbeo dalle temperature proibitive eppure così ricco di merluzzi, salmoni ed aringhe, immagino un pescatore che lancia la lenza dopo aver praticato un foro nel ghiaccio, solo nel nulla, immagino il coraggio di uscire con i pescherecci finchè la bella stagione lo consente, immagino il pesce steso sugli essiccatoi ad ogni angolo di strada. Immagino le balene, immenso spettacolo della natura, immagino l’aurora boreale e la sua magia, ne immagino i sapori intensi della cucina, gli accostamenti agrodolci, il pesce ovunque, le verdure di stagione che sempre abbondano in tavola, i condimenti grassi e sostanziosi.

E ispirandomi a ciò ho portato la cena in tavola, con un occhio alla dieta e l’altro ad un tocco saporito e sfizioso!

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Verdure arrostite e salsa alla panna acida
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Tagliare il cavolfiore a pezzi grossolani, lasciando anche qualche foglia esterna, lo stesso fare con la zucca lasciando anche la buccia e togliendo i semi (che userò in seguito, una volta essiccati, in quanto sono ottimi e commestibili), foderare una teglia con della carta forno, deporvi le verdure e cuocere a 180° per 40 minuti (ho impostato la cottura ventilata). Nel frattempo tostare in padella i semi di zucca, coprendoli con un coperchio in quanto scoppiettano, poi aggiungerli alla panna acida e al succo di lime, frullando il tutto: si otterrà una deliziosa salsa profumatissima e dal sapore tipico del seme tostato, perfetta per intingervi le verdure arrostite e (per alleggerire l'apporto calorico) ne basta davvero poca!

E dopo tanto tempo ritorno anche con un po’ di musica…

Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La vellutata di zucca nella zucca

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C’è odore d’autunno nell’aria, un profumo di cui nemmeno mi era resa conto visto il periodo turbolento che sto vivendo, eppure domenica nell’attraversare l’altopiano di Trieste mi sono persa a guardare incantata il tripudio di colori che tingono i boschi, tutta una gamma cromatica che dal verde dei pini marittimi vira verso il rosso acceso del sommaco passando per l’ocra.

Uno splendore unito al mio rammarico perchè questo bellissimo autunno mite me lo sto perdendo, perchè mi sto privando di tante belle passeggiate in mezzo alla natura, ma proprio il tempo non c’è: rincaso dal lavoro e ho appena il tempo di pranzare prima di correre dalla mamma che, fortunatamente, migliora ogni giorno sempre di più.

Ho voluto rendere onore a questa stagione così dolce a modo mio, con le prime zucche che ho acquistato: questa volta le ho comperate in Slovenia per non ripiegare sulla solita mantovana verdognola… non sono bellissime?

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Ingredienti:

mezzo porro

mezza cipolla rossa

una patata

300 g. di zucca

40 g. di burro

100 g. di Asiago

sale un pizzico

200 g. di acqua

35 g. di farina

crostini di pane per rifinire

olio evo q.b.

Procedimento:

tritare il porro e la cipolla ed imbiondirli nel burro fuso, aggiungere la patata e la polpa della zucca precedentemente ammorbidita (4 minuti alla massima potenza in microonde sono sufficienti), unite l’acqua, la farina, l’Asiago a dadini e il sale e cuocere per circa venti minuti (se usate la pentola a pressione o il Bimby, altrimenti regolatevi aumentando il tempo di cottura), poi frullare il tutto e servire con il pane tagliato a cubetti e saltato nell’olio extra vergine di oliva.

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Conserve/ Economiche/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Il pesto di ottobre con foglie di ravanello e noci

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Finalmente è sabato, finalmente tiro un po’ il fiato dopo la consueta settimana da incubo, densa di problemi e di lavoro: è un sabato diverso, sola a casa con le cagnette mentre il marito è al lavoro e il figlio è in barca con la fidanzatina (siamo in periodo di Barcolana), quindi mi ritaglio qualche ora per me e intanto penso a molti anni fa, all’ultimo Oktoberfest cui siamo riusciti ad andare, quando ai Mass (il tipico boccale di birra da litro) si accompagnavano quintali di ravanelli intinti nel sale perchè smorzavano l’effetto dell’alcool rendendo possibile bersi tranquillamente tutto il litrozzo! Anche due volendo… senza mai ubriacarsi… 🙂

Quindi volevo ritornare un po’ al sapore delle mie vacanze di allora, quelle spensierate di sposini novelli che se la godevano a bere e cantare, e con l’occasione di farmi una scorpacciata di ravanelli questa volta mi sono trovata anche i mazzi di foglie, bellissime e fresche, tant’è che sarebbe stato un delitto doverle buttare!

Ci ho fatto un pesto, complici i pinoli raccolti in Puglia durante le vacanze, che ho accompagnato ad una bella porzione di noci per addolcire il sapore pungente delle foglie di ravanello e ottenendo una salsina velocissima, economica e perfetta per chi, come me, corre tutto il giorno… un’altra quasi “non ricetta” che però sicuramente può tornare utile nei momenti di panico.

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Ingredienti:

le foglie di tre mazzetti di ravanelli

2 spicchi d’aglio

una manciata di pinoli

tre manciate di noce sgusciate

un pizzico di sale

olio evo q.b.

pecorino grattugiato a piacere (o parmigiano)

Procedimento:

Non c’è… basta frullare tutto insieme e versando l’olio a filo, con l’accortezza, se si vuole conservare il pesto in frigorifero per parecchi giorni, di non aggiungerci il pecorino, ma di mettercelo solo nel momento in cui di andrà a condire la pasta poichè tende a fermentare; è comunque possibile congelare il pesto nel caso in cui lo si voglia utilizzare dopo un periodo di tempo più lungo.

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Economiche/ Pizze e pane

Le friselle dei miei vent’anni

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Le friselle furono amore a prima vista nel corso delle mie prime vacanze pugliesi quando, complice una collega di Sternatia, prendevamo una settimana di ferie insieme e partivamo con il primo treno alla volta di Lecce, lei per fare visita alla famiglia e io per scoprire una terra nuova: giornate di sole cocente, di pomodori stesi al sole ad asciugare, di case di un bianco abbacinante, di pomeriggi assolati seduti nel cortile di casa, tutti insieme attorno ad un secchio e armati di scopino in saggina per ripulire i fichi d’india dalle spine.

Non erano solo giornate di mare, un giorno sulla costa adriatica e l’altro su quella ionica, ma erano anche vere e proprie fughe turistiche, un giorno a visitare le grotte, un giorno a macinare chilometri su una vecchia 126 scassata blu notte che bolliva come un paiolo per raggiungere qualche meta sconosciuta e, si sa, la Puglia è bella lunga!

Serate in paese a fare capannello chiacchierando tra feste e musica, sgranocchiando pistacchi salati e pucce con le olive, strafogandosi di gelati in riva al mare, passeggiando nell’aria sempre cocente che diveniva troppo fresca in prossimità del mare aperto, serate di cene povere e gustose, con i pomodori dell’orto e l’olio di casa stesi su un pane secco e duro che al solo contatto con un po’ d’acqua diveniva il piatto più buono del mondo!

Allora scoprii la frisella e iniziai a portarmene dei sacchi da un treno all’altro, perché da quella volta le vacanze pugliesi con l’amica del cuore divennero la regola: ora lei vive a Como per lavoro, a Sternatia ci va solo quando può ma io quelle estati le ho ancora nel cuore, tant’è che quest’anno quel mare, quell’olio e quei pomodori li ho fatti conoscere alla mia famiglia… e con le friselle è stato di nuovo amore a prima vista!

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Ingredienti:

260 g. di farina di grano duro *

150 ml. di acqua

1 cucchiaio di olio evo

5 g. di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

* (oppure utilizzare un mix di grano tenero ed integrale)

Procedimento:

Sciogliere il lievito con lo zucchero nell’acqua tiepida e poi aggiungerli alla farina, impastando bene e avendo cura di far riposare un po’ l’impasto per circa mezzora; a questo punto aggiungere anche il sale e l’olio continuando ad impastare, poi ricoprirlo e lasciarlo lievitare fino ad arrivarne al raddoppio.

Ricavare, sulla spianatoia infarinata, dei rotolini che andranno tagliati in modo da ottenere, richiudendoli su se stessi, delle ciambelline (a voi la scelta del diametro, ma io le frise le preferisco grandi), poi appoggiarle sulla leccarda del forno ricoperta dall’apposita carta e lasciare lievitare nuovamente, in ambiente caldo (il forno spento è perfetto), fino al raddoppio.

Preriscaldare il forno a 200°C. per qualche minuto e metterle a cuocere finchè assumeranno un aspetto leggermente dorato, estraetele e lasciatele raffreddare, poi tagliatele a metà longitudinalmente e rimettetele a cuocere nel forno a 170/180°C. per circa 30/40 minuti o comunque finchè assumeranno l’aspetto biscottato.

L’olio si può omettere, tuttavia a mio parere se viene usato si ottiene una frisella più friabile e profumata.

Si conservano a lungo e, per consumarle, basterà bagnarle un attimo sotto l’acqua corrente e farcirle con olio, sale, pomodori a pezzetti e una spruzzata di origano!

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche

I taralli pugliesi, il dolore e la forza

Manco da tanto tempo e voglio trascorrere qualche momento con voi, un po’ perchè l’ho promesso e un po’ perchè ne ho bisogno: ho avuto (e ho) tanti problemi con la mia mamma, ogni giorno è una scommessa contro la malattia, la malasanità, i servizi pubblici inesistenti, ogni giorno è volto a regalarle un sorriso e un piccolo passo avanti, cercando tutte le informazioni che io possa rinvenire, tutti i contatti utili, imparando come si assiste una persona in cattive condizioni fisiche, affrontando la fatica fisica e quella psicologica, occupandomi dell’assistenza più umile, quella che non tutti farebbero, sorridendo a casa e piangendo dentro, faticando senza risparmiarmi e cercando sempre un sorriso sul suo volto stanco, certa di aver fatto la cosa giusta pretendendo ogni istante che vengano garantiti i suoi diritti e che non venga lesa la sua dignità, come purtroppo è stato fatto sino ad oggi; non passa ora che non debba fare il diavolo a quattro contro il qualunquismo di coloro i quali dovrebbero garantire il rispetto della salute delle persone e ciò mi stanca, mi debilita, mi sfinisce… avevo bisogno di passare un po’ in cucina con voi, per dimenticare tutto ciò almeno per un paio d’ore.
Questo è un post che vuole essere una continuità con le vacanze estive, al ritorno delle quali, prima che mi crolli il mondo addosso, sono riuscita a mettere in atto qualche esperimento in cucina, scattando le foto e lasciandole su una chiavetta per settimane prima di ritrovare il coraggio di postare nuovamente perchè qui ogni riga è parte di me e mai sarei riuscita a scrivere se dentro di me non avessi sentito di aver fatto la cosa giusta e di lottare per qualcosa che andava fatto!

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Ingredienti (per circa 90-100 pezzi):

Farina 500 g.

Olio evo 125 g.

Vino bianco secco 200 ml.

Sale 10 g.

Pepe q.b. (oppure un pizzico di finocchietto selvatico)

Procedimento:

Amalgamare bene la farina con gli altri ingredienti e mescolare sino ad ottenere un panetto liscio, poi lasciar riposare l’impasto al fresco per almeno mezzora, successivamente ottenere dei rotolini (io mi sono mantenuta sui 6-8 cm.), curvarli sino ad ottenere degli anelli (i miei sono un po’ stortignaccoli e non perfettamente lisci) che, una volta richiusi, verranno prima fatti bollire in acqua per pochi minuti e poi infornati a 200°C. per circa mezzora, controllando affinchè rimangano dorati e non brucino.

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Economiche/ Ifood/ Primi

Pasta melanzane, tonno e limone… e l’estate in arrivo

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La voglia di primavera si fa sentire prepotente, il balcone inizia a rallegrarmi le giornate con i primi fiori che, nonostante le piastrelle mancanti ancora da risistemare, regala una sensazione di benessere, di colore e di allegria.

In realtà la mia mente va già oltre immaginando un balconcino colorato, con le tende a strisce bianco e giallo, quelle che da anni desidero ma che ancora rimangono nella lista dei desideri, con un tavolino rotondo come un bistrot all’aperto, in ferro battuto e con le sedie coordinate ricoperte da cuscini a strisce come le tende, molto bohemien , dove poter sorseggiare un’aranciata fresca godendo del panorama o scorrendo le pagine di un libro, immersa nel profumo intenso delle acacie e del sambuco.

Mi immagino durante un tramonto estivo, dopo una giornata di mare, a godere della brezza del bosco con la pelle che ancora profuma di sole, mentre mi rilasso e prendo fiato, magari in compagnia di mio marito mentre ci concediamo un aperitivo o un gelatone ricco di frutta.

Quest’anno la voglia di rinnovamento è iniziata già ai primi albori della primavera, con sacchi e sacchi di ciarpame buttati, con tantissime cose regalate, con un contestuale trasloco dell’ufficio che ha contributo a soddisfare la mia voglia di novità e di rinascita.

Ho faticato molto e il blog ne ha risentito, ma alla fine ho voluto ricominciare proprio con una ricetta tratta da Ifood, una meraviglioso e velocissimo piatto di pasta pasta che ben si è accordato con la mia necessità di stringare al massimo i tempi per potermi concentrare sui lavori lunghi e faticosi che ho intrapreso, senza per questo rinunciare al gusto e alla voglia di (quasi) estate!

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Ingredienti:

una melanzana

una scatola di tonno all’olio di oliva

mezzo limone

un pizzico di sale

olio evo q.b.

qualche fogliolina di basilico

Procedimento:

tagliare la melanzana a cubetti e farla saltare in padella con un po’ di olio e, non appena sarà cotta a puntino, sarà sufficiente aggiungervi il tonno (se volete sgocciolarlo fate pure, ma io che sono una ghiottona ho preferito versare in padella tutto il contenuto della scatoletta) ed un pizzico di sale; amalgamare bene il tutto e, a fine cottura, aggiungervi qualche fogliolina di basilico (che io non avevo) e una generosa spruzzata di limone.

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Secondi

Di sogni e cucina veloce con i burgers al tonno

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Anche oggi è una giornata di nebbia intensissima, calda ma con l’umidità che ti penetra nell’anima, eppure io con la fantasia galoppo come al solito e immagino di trovarmi nell’atmosfera della campagna britannica, in una zona impervia, isolata, di vivere in un grande cottage e allora mi ritrovo ad organizzare i pasti e la vita di un’intera famiglia che vive al suo interno.

Mi vedo uscire nel freddo della campagna con jeans e galosce per strigliare i cavalli e nutrire le capre, non prima di aver ammollato nel cognac una bella quantità di canditi per preparare il pudding da mangiare la sera a cena, poi mi immagino a rientrare in casa carica di legna da buttare nel camino perchè il cottage è grande e si raffredda in breve tempo.

Nel pomeriggio preparo un the caldo da servire con gli scones e ci ritrova tutti davanti al camino per chiacchierare, lontani anni luce da cellulari ed internet, tanto in questa zona impervia di collegamenti non ce ne sono… di solito approfitto di questi momenti per sprofondare in un libro e vivere mille avventure che altrimenti mi sarebbero precluse.

Forse dovei mettere nero su bianco le storie che puntualmente mi invento e magari ne uscirebbe qualcosa di carino, certo è che la mia voglia di scrivere è sempre inversamente proporzionale rispetto al poco che parlo: sono taciturna e tranquilla, ma con una penna in mano nessuno mi ferma più! 🙂

Dopo tanti giorni di riposo forzato, pur non essendo ancora nel pieno della forma fisica, sono tornata in cucina con tanta voglia di sperimentare e di creare qualcosa di buono, quindi ho iniziato in maniera blanda con questi burgers di tonno, facili e di preparazione velocissima! Ancora non ce la faccio a stare delle ore in piedi, quindi se siete a corto di tempo fateli e avrete un pasto sfizioso o un antipasto carino in poco tempo.

Ingredienti:

200 g. di tonno sott’olio non sgocciolato

140 g. di pangrattato

1 o 2  cucchiai di olive verdi

4 filetti di acciuga sott’olio

2 cucchiaini di capperi

1 uovo

1/2 bicchiere di latte

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1/2 limone

Procedimento:

Amalgamare tutti gli ingredienti in un robot da cucina, tranne il limone che andrà spruzzato sui burgers cotti, poi formare delle palline da infornare a 180°C. per circa 20/25 minuti in modalità ventilata; a fine cottura accendere il grill per pochi minuti in maniera tale da avere la superficie un po’ dorata.

Volendo cuocerli sulla piastra sarà sufficiente schiacciarli un po’ tra mani e poi appoggiarli sulla piastra ben calda rigirandoli ogni tanto.

Servire accompagnandoli con un’insalata fresca condita con del limone, che andrà spremuto anche sui burgers.

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Bimby/ Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La creatura del bosco e la sua zucca magica

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Sono una creatura del bosco, è indiscutibile: oramai sono prossima al letargo e i risvegli mattutini sono diventati un incubo, al lavoro ho gli occhi sbarrati davanti al computer e appena apro un codice mi si incrocia lo sguardo e le palpebre si rifiutano di collaborare. Ascolto con attenzione chi si siede davanti a me e mi espone i propri problemi e le relative necessità, ma la mente tende a volare al divano di casa mia e ai cuscini soffici che lo ricoprono… che poi se mi ci siedo con un libro tra le mani è matematico che mi addormento  nel giro di cinque minuti al massimo.

La sera sono talmente stanca che preparare la cena diventa un’impresa ciclopica, mi prefiggo puntualmente le verdure, ma si sa che vanno lavate e ripulite e finisce che mi trovo stravolta davanti ad una scodella di latte, incapace di fare alcunché: solo la domenica sono pimpante e piena di energia e ciò a causa degli orari massacranti che mi allietano tutta la settimana. Non ce la posso fare sino all’estate prossima.

E allora ho affinato la tecnica delle zuppe, delle vellutate, ovviamente con l’aiuto esclusivo del Bimby che me ne prepara tre scodelle alla volta, una che mi riscalda la pancia nell’immediato e altre due da riporre nel frigorifero per l’indomani: sono sane, economiche, ricche di verdure, confortevoli e scendono che è una bellezza. Ora ho il “trip” della zucca, che ho scoperto essere un prodotto fantastico, io che la guardavo di brutto ogni inverno, non sapendo bene cosa farmene con quella buccia dura da scalfire, tutti quei bitorzoli impossibili da togliere, poi ho avuto un’illuminazione e ho iniziato a sperimentare, scoprendo un ortaggio incredibilmente versatile seppur difficile da tagliare, con quel suo colore allegro e simpatico, arancione come un tramonto d’estate, con il suo tocco dolciastro perfettamente abbinabile ad ogni piatto se ben equilibrato con gli altri ingredienti. Insomma, la magica zucca sa il fatto suo e questa volta l’ho voluta mettere nella vellutata.

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Ingredienti:

una cipolla piccola

400 g. di zucca a pezzetti

400 g. di patate a pezzetti

20 g. di olio evo

un cucchiaino abbondante di dado vegetale (meglio se fatto in casa)

un pezzetto di zenzero di 1 cm. circa (io ho usato quello secco perché l’avevo terminato)

15/20 g. di burro

una spolverata di paprika dolce (facoltativo)

Procedimento:

Chiaramente la cottura in pentola a pressione è assolutamente perfetta, dopo aver imbiondito la cipolla tagliata fine in poco olio extravergine, e in circa venti/trenta minuti si cuoce tutto (fate qualche prova perché molto dipende dal tipo di zucca): basteranno poi pochi colpi di frullatore ad immersione avendo però l’accortezza di inserire il burro solo a fine cottura e prima di frullare il tutto.

Io ho usato il Bimby, nel cui boccale ho inserito la cipolla tagliata in quarti, frullata brevemente a vel.5 e poi ripassata nell’olio per 10 minuti a 100° a vel.1; successivamente ho inserito tutti gli ingredienti tagliati a pezzi grossolani e ho impostato la cottura a 100°, vel.1, per 30 minuti; alla fine ho aggiunto il burro frullando per 30 secondi a velocità 10.

Versare nelle fondine e spolverizzare con della paprika dolce.

Ed ecco fatto, in barba a pigrizia e stanchezza da bradipo!

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Antipasti e stuzzichini/ Dolci e desserts/ Economiche

“Chifeleti”, dolcezza dell’infanzia

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Pochissime righe per riproporre un’altra delle ricette della mia infanzia: questa era la mia merenda “lussuosa”, quella che la mamma mi regalava grazie all’avanzo di impasto degli gnocchi (qui quelli con le susine).

Spesso la merenda la preparava il papà, una fetta di pane cosparsa di sale, olio e origano e poi subito infornata per qualche minuto, se mi andava bene c’erano le “schnitte”, pane ammollato nel latte zuccherato e fritte (magari uno di questi giorni le facciamo insieme), talora qualche “palačinka” avanzata dalla cena golosissima della sera precedente, ma i “chifeleti” erano proprio il massimo, mangiati caldi e morbidissimi, con il sapore della pasta di patate che andava a fondersi con il dolce dello zucchero a velo… un’estasi! Peccato che li trovassi in cucina solo quando la mamma faceva avanzare un pezzettino di impasto degli gnocchi: è incredibile come questi ricordi rimangano impressi nella mente e spesso mi chiedo se anche a mio figlio rimarranno questi frammenti di infanzia profumati nel suo cuore goloso!

Eh, qui c’è poco da dire…  si lavora l’impasto a rotolini per poterne fare la forma che vedete nella foto, con le estremità incurvate, e si friggono nell’olio di semi bollente (mai usare quello di oliva perchè ne coprirebbe il sapore); una volta assorbito l’olio in eccesso spolverizzare con dello zucchero a velo e mangiarli caldi… sono deliziosi!

E’ una merenda povera, ma quanto più sana rispetto a merendine e creme spalmabili?

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Economiche/ Primi

Gnochi de susini, profumo della mia terra contadina!

Un piatto splendido, un primo dolce delizioso, semplice, economico, saziante… e non storcete il naso perchè il fatto che sia dolce non equivale ad un piatto da evitare!

Lo faceva la mia mamma con le susine raccolte dall’albero dei nonni e quando sentivo nell’aria il profumo del burro e della cannella il mio stomaco già rotolava dalla gioia, tant’è che mi alzavo da tavola con il baricentro sposato e pericolosamente pendente verso la punta delle scarpe 🙂

Da quando mi sono sposata non ne ho più mangiati perchè non mi riusciva bene l’impasto degli gnocchi, poi l’anno scorso ho riprovato e mi sono rincuorata poichè erano ottimi.

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Ed ecco la ricetta, di una semplicità disarmante:

Ingredienti per l’impasto:

800 g. di patate

200 g. di farina

un pizzico di sale

un uovo da 60 g.

una susina per ciascun gnocco

un cucchiaino di zucchero semolato per ciascun gnocco

Ingredienti per il condimento:

burro q.b.

pangrattato q.b.

zucchero q.b.

cannella in polvere q.b.

Procedimento:

Lessare le patate (io le pelo prima di cuocerle al vapore, con un pizzico di sale, per averle più asciutte), impastarle con la farina e un pizzico di sale, poi lavorare l’impasto ancora caldo sulla spianatoia infarinata; a parte togliere i noccioli alle susine e sostituirli con un cucchiaino di zucchero, richiudere il frutto e disporlo al centro di un disco di impasto che andrà subito richiuso ottenendo una sfera molto grossa.

La cottura segue il solito principio dello gnocco che quando viene a galla è cotto (io non salo l’acqua).

Il condimento verrà realizzato tostando il pangrattato nel burro, aggiungendo dello zucchero che andrà leggermente a caramellare profumandosi grazie alla cannella che, tostando, sprigionerà tutti gli olii essenziali che la caratterizzano; il tutto sarà pronto quando il colore sarà di un dorato brunito e quasi croccante al morso. Nel caso dovesse  risultare troppo asciutto aggiungere qualche cucchiaio dell’acqua di cottura degli gnocchi, ma tenete presente che non appena arriverete al cuore dello gnocco si sprigionerà anche il succo del frutto al suo interno.

Fatelo e non ve ne pentirete perchè è un perla di saggezza contadina che vi sazierà con pochissima spesa e grande soddisfazione!

PS: lo so…tre foto e nemmeno una ad intravedere il cuore dello gnocco… ma erano talmente buoni che quando mi sono girata il piatto era vuoto 🙁

 

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