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Ricette vegetariane

Collaborazioni/ Ricette vegetariane/ Rigoni di Asiago

Testaroli al cacao con noci e confettura di mandarino e curcuma

 

Sto attraversando un periodo strano, dopo un’infinità di preoccupazioni passate e vissute oltre ogni limite di tollerabilità umanamente possibile tutto mi scivola addosso, ogni qualvolta mio figlio prende un votaccio nemmeno mi scompongo, sono cosciente di avere dinanzi a me circa 1400 pagine da studiare per un concorso inerente alla mia professione ma non mi agito proprio, ogni qualvolta mio padre si inventa un nuovo malanno gli rispondo che passerà, in sostanza continuo a cucinare fregandomene un po’ del resto e tenendo la casa pulita ed accogliente, accendendo candele profumate e bruciatori… è come se dopo la tempesta che ho vissuto con la malattia di mia madre nulla mi toccasse più di tanto…

Sicuramente nel corso della settimana corro come una trottola tra lavoro, spesa, studio ed impegni familiari, ma nel fine settimana mi alzo tardi e giro per la casa a passi felpati, ancora in pigiama indugio nel gustarmi una colazione tranquilla, lunga, calma… io e solo il silenzio fuori dalla finestra, il balcone che guarda il bosco, l’aria ancora tiepida, le cagnette che reclamano un paio di snacks spingendomi con il naso finchè non cedo alle loro richieste.

Ancora davanti alla tazzina del caffè sistemo sul cellulare la lista spesa in maniera tale da non dimenticare nulla, lista che mano a mano che la dispensa si svuota provvedo a stilare, ma il sabato punto all’essenziale per non massacrarmi di pesi, allora l’idea prende forma, mi rendo conto di aver terminato la farina integrale e so di avere appuntato la ricetta dei testaroli, mi aveva colpita, devo averla letta non so dove ma mi sembrava perfetta per un piatto gustoso e veloce, con quel tocco un po’ rustico che si sposa bene con il dolce della frutta.

Ho una confettura Fiordifrutta mandarino e curcuma Rigoni di Asiago, una cosa strepitosa che volevo valorizzare al meglio, ottima con i sapori dolci, ma vuoi mettere l’accoppiata dolce-salato? Estasi allo stato puro poiché la confettura viene esaltata al massimo livello. Proviamoci. A me è piaciuto tanto.

Post in collaborazione con Rigoni di Asiago.

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Testaroli al cacao con noci e confettura di mandarino e curcuma
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 6 mins
Tempo Passivo 30 mins
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 6 mins
Tempo Passivo 30 mins
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Versare le farine in una ciotola capiente, aggiungervi un cucchiaio raso di cacao amaro, unirvi il sale e l'acqua, un po' alla volta e mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Lasciare la pastella a riposo in luogo fresco per almeno trenta minuti.
  2. Trascorso il tempo di riposo, ungere leggermente una padella antiaderente e versarvi una mestolata di pastella, in maniera da ottenere una crepe abbastanza spessa (dai 2 ai 4 mm.), cuocerla per bene su ambo i lati (circa un paio di minuti a lato) e poi proseguire sino a terminare l'impasto.
  3. Tagliare le crepe, una volta fredde, a rombi regolari e, dopo aver portato ad ebollizione una pentola d'acqua, aggiungervi un pizzico di sale e tuffarvi i testaroli, facendoli cuocere per un paio di minuti.
  4. Scolarli e impiattarli, condendoli con qualche cucchiaiata di confettura al mandarino e curcuma Rigoni di Asiago (eventualmente ammorbidita con un po' di acqua di cottura) e cospargendoli con una manciata di noci tritate grossolanamente tra le mani.
Antipasti e stuzzichini/ Conserve/ Ricette vegetariane

Cachi vaniglia acerbi sott’olio: tutti i colori dell’autunno!

La giornata per me inizia presto nonostante ami tanto dormire, ma sono una persona organizzata che prima di andare al lavoro vuole rifare i letti, vuotare la lavastoviglie, preparare il pranzo e portare fuori i cani, quindi oramai apro le tapparelle e le giornate sono grige, ancora tiepide nonostante il brivido mattutino, ma la luce è cambiata profondamente.

Non c’è più la luce vivida del mattino nè il tepore che invoglia ad alzarsi per non perdere nemmeno un minuto di sole, la sera si chiudono i balconi e spesso si stende il plaid sul divano, però si esce volentieri, spesso ancora con una maglietta a mezze maniche, mentre i banchi dell’ortofrutta si colorano di tinte calde, aranciate e rugginose, si riempiono di zucche, di ricchi grappoli d’uva, di melograni, di mele rosse e di cavoli colorati di ogni tipo, poi ci sono i cachi, quelli golosissimi da mangiare con il cucchiaio e quelli mela, insolitamente duri ma dolcissimi.

Le mele le prendo dal contadino, assolutamente italianissime e a chilometro quasi zero, stanca della frutta che arriva sui banconi del supermercato direttamente dal frigorifero, acerba fuori e marcia dentro, e poi vedi le provenienze e ti cadono le braccia: le migliori albicocche le ho mangiate in Austria ed erano italiane, ma perchè devo acquistare i limoni spagnoli e l’uva peruviana? Quindi, con le mele, ho acquistato un chilo di cachi: purtroppo sono arrivati dei cachi vaniglia, che non amo, e per giunta molto acerbi. Non mi andava di aspettare che maturassero, quindi ne ho fatto dei regalini per le amiche più care.

 

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Cachi vaniglia sott'olio
Tempo di preparazione 30 mins
Tempo di cottura 5 mins
Tempo Passivo 1 mese
Porzioni
5 vasetti piccoli
Ingredienti
Tempo di preparazione 30 mins
Tempo di cottura 5 mins
Tempo Passivo 1 mese
Porzioni
5 vasetti piccoli
Ingredienti
Istruzioni
  1. Nel mentre iniziate a tagliare i cachi a fettine sterilizzate i vasetti: io li passo, senza tappi, al microonde alla massima potenza per 4 minuti, mentre i tappi li faccio bollire in poca acqua. In una pentola versate il vino e l'aceto in rapporto 1:1, magari per non doverne usare troppo procedete con la cottura in più fasi, visto che 5 minuti alla volta saranno sufficienti, poi versatevi i cachi affettati appena a bollore, toglieteli con una schiumarola e fateli raffreddare su un canovaccio.
  2. A questo punto iniziare a posizionarli nei vasetti alternandoli con l'aglio tritato, l'origano e poco sale, poi versarvi l'olio in modo che tutta la frutta venda coperta, chiudere bene e lasciare a riposo almeno un mese. Se li fate ora potete regalarli a Natale: saranno un perfetto accompagnamento a salumi e formaggi!

 

Conserve/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Battuto di salvia e mandorle tostate (e tramonti imperdibili)

Una domenica gelida, una bora da far cadere le orecchie 🙂 , ma se hai dei cagnolini che strepitano per uscire non puoi fingere di non accorgertene, quindi ci si riunisce in conclave e si valuta la soluzione migliore: oggi abbiamo optato per il Sentiero della Salvia, bellissima località in provincia di Trieste dove la bora non la si sente affatto ed è costantemente esposta al sole.

Siamo usciti abbastanza tardi considerato il tramonto imminente, ma ne è valsa la pena, bastano le foto per descrivere la bellezza di quei momenti che hanno illuminato di rosso tutta la zona che, come risulta intuibile dal nome, è cosparsa di salvia selvatica, meravigliosamente profumata e che viene raccolta anche da chi la coltiva nell’orto, vista la sua superiorità qualitativa: cresce tra le rocce carsiche, in condizioni di povertà d’acqua, quindi l’aroma è intensissimo e lo si sente già passeggiando, inoltre è circondata da cespugli di timo vulgaris, delizioso, intenso, tant’è che solo ad accarezzarne i rametti ne si porta il profumo sulla pelle.

Sono ritornata a casa soddisfatta, rigenerata e con un bel bottino, quindi mettiamoci subito in cucina a farne uscire qualcosa di delizioso: pronti per questa (non) ricetta?

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Battuto di salvia e mandorle tostate
Non è una ricetta vera e propria, la chiamerei "Pesto di salvia e mandorle tostate", ma rischierei il linciaggio da parte dei genovesi per aver usurpato il nome alla loro salsa di campanile, quindi accontentiamoci del termine "battuto", tanto è buonissimo ugualmente 🙂 Non ci sono dosi né indicazioni precise, si segue il proprio gusto...
Porzioni
Ingredienti
Porzioni
Ingredienti
Recipe Notes

Frullate tutto insieme con il minipimer, punto! Mica vorrete altre spiegazioni, vero? Assaggiate e poi ditemi...

 

 

Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La ribollita, un ritorno alle radici

Era previsto: un’ondata di gelo, ovviamente apprezzata dopo un autunno eccessivamente caldo che a me personalmente ha disturbato parecchio in quanto il cambio delle stagioni mi è sempre gradito, con l’alternarsi dei colori e dei prodotti della terra.

E’ arrivato: un freddo cane, Trieste è spazzata da una bora gelida e la pioggia scende a fiocchetti di ghiaccio, io imperterrita me ne vado al lavoro in scooter altrimenti con gli orari non ci entro, ma la sera rientro a casa e c’è solo voglia di caldo e comfort food.

In questo fine settimana ho cucinato tanto, molte zuppe, torte, strudel di mele, prevalentemente piatti tipici della mia zona, finchè sabato, passeggiando tra i banchi del supermercato, l’ho visto… lui! Ricercato da sempre, assolutamente introvabile nella mia regione, un mito della mia infanzia: il cavolo nero! Ne ho fatto incetta, sbollentandone buona parte e congelandone le foglie, ma soprattutto rifacendo finalmente, dopo anni ed anni che non la mangiavo, la ribollita: sono figlia di un toscano, non c’è nulla da fare, alcuni piatti mi sono rimasti nel cuore e la voglia di metterli in tavola è costante.

E’ stata gradita, bollente, fumante, mio figlio l’ha spazzolata, i cani si sono messi volentieri in fila per una scodella, mio marito si è messo a dissezionarla togliendone tutte le foglie di cavolo e di verza, ma lui è senza speranza si sa… praticamente ha mangiato una zuppa di patate e cannellini, non commento oltre.

Le foto purtroppo sono dure a farsi in pieno inverno, alle quattro del pomeriggio è già notte, quindi faccio del mio meglio ma con scarsi risultati…

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Ribollita
Porzioni
Ingredienti
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Preliminarmente avviso che non ho messo alcuna tempistica né porzioni ben definite in quanto trattasi di una zuppa contadina, di quelle che vengono messe insieme un po' ad occhio, ci si mette quello che c'è ed infatti tradizionalmente si iniziava a sobbollire ciò che avanzava dell'orto già il venerdì sera per poi arrivare ad avere una zuppa sontuosa per il pranzo della domenica, quindi non vi create troppi problemi e iniziate con l'appassire gli odori nell'olio buono e poi ad aggiungervi le verdure cuocendole con il brodo, piano piano per ammorbidirle, senza fretta, tanto la ribollita va, per l'appunto, bollita e ribollita più volte. Non c'è una ricetta precisa da seguire, voi cuocetela dosando le verdure a piacere, con amore e senza mai far mancare il cavolo nero che, grazie alla sua dolcezza, fa la differenza. Una volta preparata tostate un po' le fette di pane raffermo e iniziate a stendere, a strati e meglio se in un coccio, verdure e pane spezzettato alla buona con le mani, cuocete ancora un pochino che se anche si appiccica sul fondo del coccio prende un po' di sapore affumicato e delizioso! Aggiungete, all'occorrenza, del brodo caldo e servite bollente, avrete un piatto povero, saporito e conviviale. I contadini ne sapevano parecchio di comfort food...
Etniche/ Light/ Ricette vegetariane/ Secondi

Melanzane al caprino

Non mi faccio viva dai primi mesi dell’estate, lo so, ma avevo bisogno di un periodo di stacco totale, provata da un caldo infernale, dagli oramai ricorrenti problemi con i genitori anziani, stanca morta da non reggermi in piedi, da crollare sul divano all’ora di cena per poi non riuscire a dormire a causa della troppa stanchezza.

Mi sono dedicata a me stessa, ho spento il pc, ho trascorso più tempo possibile al mare, ho nuotato per ore ogni giorno, ho bevuto litri e litri di acqua e ho curato l’alimentazione come non mai, ho voluto iniziare un percorso che mi aiutasse a riprendere la forma perduta a causa dell’eccessivo stress e delle preoccupazioni, ho chiuso completamente porte di stanze che non mi appartenevano più, ho lasciato fuori maleducazione e cattiveria, ho deciso che la mia strada dev’essere questa, un blog indipendente, aperto a delle collaborazioni perché sono sempre stimolanti, ma con la libertà di decidere da sola quali passi intraprendere, quando e se pubblicare.

Ho trascorso due settimane in Francia, una vacanza bellissima e a mia misura che mi ha ricaricata, il tutto documentato in una quantità esagerata di scatti, molti ancora da sistemare e che prima o poi vedranno la luce anche su queste pagine, ma con calma perché sto avendo una vita molto complicata e faticosa…

Oggi la proposta è semplice, sperimentata dopo aver visto questo post, incuriosita dal sapore mediorientale di questa ricetta, sicuramente perfetta per il regime alimentare che sto seguendo: c’è chi la trova favolosa, da far esplodere le papille gustative, e penso che ciò sia legato sia alla qualità della melanzana scelta, sia a quello del sommacco, purtroppo di non facile reperibilità in Italia. Quello utilizzato nella ricetta dalla quale ho tratto gli ingredienti è a base di melograno essiccato, sicuramente più acidulo, mentre io ho usato il classico sommacco libanese, che già di suo è complicato da trovare. Il sapore, anche a causa della pessima qualità della melanzana da supermercato, sicuramente ne ha risentito: sperimentate, ma solo se avete le melanzane dell’orto e cercate di trovare un buon sommacco, fresco e saporito, altrimenti lasciate perdere.

Il caprino a me non piace, ma qui ci va, ci va proprio perché il connubio di sapori che si ottiene è perfettamente equilibrato, con la sapidità del formaggio, l’amarognolo dell’ortaggio e l’asprigno del sommacco. E’ la perfezione. Se gli ingredienti sono perfetti (i miei non lo erano).

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Melanzane al caprino
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 45-60 mins
Porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 45-60 mins
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Lavare bene le melanzane e disporle in una teglia intere e con il picciolo, nel frattempo portare il forno a 190° ed infornare per 45-60 minuti (io ho usato la modalità ventilata), in maniera tale che la polpa si cuocia al vapore grazie alla buccia. Poi tagliarle a metà e condirle con sale, pepe ed olio, disporvi qualche cucchiaiata di caprino, del sommacco ed ancora un giro d'olio. Servirle ancora calde.

Antipasti e stuzzichini/ Insalate/ Light/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Agretti piccanti con briciole di feta

Questo è un piatto da bistrot, quello che ogni giorno immagino sorga nella mia cucina e che, ora che la stagione mi permette si sfruttare anche lo spazio aperto dei balconi, mi sembra più reale che mai!

La ricetta non è mia, ma di Elena, e mi è piaciuta talmente tanto da farmi arrabbiare in quanto nella mia città non riuscivo a trovare gli agretti: a dire il vero nemmeno li conoscevo, ma quel colore così vivido unito alla mia passione per la cucina vegetariana ha fatto sì che me ne innamorassi e che inaspettatamente in un ipermercato lontanissimo da casa li vedessi. Con il dubbio ovviamente: saranno questi? O no? Il nome loro assegnato dall’ipermercato non l’avevo mai sentito (e manco me lo ricordo), ma ho ben pensato di attivare il marito per una ricerca lampo su Google mentre io li accarezzavo con lo sguardo, ammirata da cotanta beltà (sì, sono scema, ridete pure)!

Erano loro! Gli agretti, barbe di frate o come caspita li chiamavano loro, ma il tempo di realizzare di averli finalmente trovati ed ero già con il sacchetto in mano: un mazzolino, poi due… facciamo tre… dai… in barba all’avarizia!
Ed eccoli qua: favolosi in questa ricetta, con la loro freschezza insaporita dall’acciuga (che fa la differenza), dal piccante del peperoncino, con la delicata sapidità del feta e con la sempre perfetta presenza del nostro ottimo olio extra vergine di oliva… un connubio perfettamente equilibrato, un pasto al volo che non appesantisce, un aperitivo, un antipasto, una semplice merenda sanissima, perfetto sempre! Anche nel mio bistrot 🙂

 

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Agretti piccanti con briciole di feta
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Istruzioni
  1. Portare l'acqua ad ebollizione, salarla e versarvi gli agretti precedentemente puliti dalle radici e ben lavati, cuocere per dieci minuti: premetto che vanno cotti proprio nell'acqua in maniera da far perdere quel sentore di erba selvatica che, se eccessivo, disturba il palato, quindi non al vapore nè in padella con poca acqua. Colarli dall'acqua in eccesso e ripassarli per pochi minuti in una padella in cui si sarà fatto insaporire l'olio con uno spicchio d'aglio, un peperoncino ed un filetto di acciuga spezzettato. Nel frattempo abbrustolire leggermente un paio di fette di pane casereccio, versarvi gli agretti e sbriciolarvi della feta: ottimo come pasto saporito e veloce oppure per un aperitivo sicuramente più salutare che quello che può essere un sacchetto di patatine!

 

Antipasti e stuzzichini/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Torta salata alle melanzane e pomodorini

torta-salata-verdure-mediterranee

Sono giorni di pioggia, si infilano uno dietro l’altro, crudi, umidissimi nonostante il vento che accarezza la mia città coperta da un cielo plumbeo e pieno d’acqua, c’è chi nonostante tutto riesce a cogliere ancora qualche ora di mare tra un temporale e un acquazzone, ma si sa che i triestini sono tenaci; sono giornate di tempo variabile, quelli in cui la mattina ti vesti a strati e quando esci dal lavoro puoi trovarti sotto il cole cocente oppure nel pieno dell’autunno inoltrato, quelli in cui stai alla scrivania e alle tue spalle senti tuonare in continuazione e l’acqua che scende a secchi e magari la sera, sotto un plaid al calduccio, ti godi il temporale con una tazza di the caldo tra le mani.
Oggi mi sono svegliata sotto la pioggia, eppure ben presto è sorto un sole stupendo, caldissimo, un cielo terso da illuminare il cuore, sono uscita a passeggio con Bubu e mi è presa già un po’ di nostalgia del mare, delle lunghe nuotate che mi hanno accompagnata lungo tutta l’estate, forse più della mancanza delle ore di sole… quella voglia di immergermi nell’acqua salata e nuotare fino al rilassarmi completamente.

Ho recuperato una ricetta sfiziosa, veloce, di quelle che spesso preparo e surgelo per i momenti di fretta, un piatto di Enrica (lei mi ispira a tal punto che mi sono stampata quasi tutte le sue ricette e le utilizzo quotidianamente in cucina) che porta in sè tutti i profumi dell’estate, tutti gli aromi mediterranei che mi dovrò far bastare sino alla prossima estate, perchè delle volte basta un buon boccone saporito che la mente ritorna ai momenti più belli…

 

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Torta salata alle melanzane e pomodorini
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Istruzioni
  1. Preparare la base inserendo tutti gli ingredienti nella ciotola o nel mixer ed impastare velocemente (io ho aggiunto un po' di farina perchè l'impasto appiccicava troppo), poi stendere tutto, con le mani, nello stampo da crostata precedentemente oleato. Farcire con le fette di melanzana, tagliate ad uno spessore di 2-3 mm., poi spolverizzare con po' di sale e dell'origano e condire con un giro d'olio. A parte tagliare a fettine i pomodorini, condirli con olio, sale, aglio, timo e origano e aggiungerli alla farcitura. Infornare a 190°, a forno ventilato e nella parte inferiore, per 45 minuti. Servire, a piacere, con un ciuffo di basilico fresco; io spesso la preparo con largo anticipo e la congelo perchè si mantiene benissimo.

Primi/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Pasta fredda al pesto di zucchine e mandorle con pomodorini arrostiti e olive

 

Luglio. Tradizionalmente il mese meteorologicamente più stabile dell’anno, ma questa volta lo vivo alla giornata, prendendo i momenti di sole cocente per un tuffo in mare e godendo delle giornate come oggi per prendere fiato: per me luglio significa colazioni alle sei del mattino, in pigiama sul balcone, a piedi nudi sulla pietra fredda, mentre i primi raggi di sole iniziano ad accarezzarmi il viso. Stamani invece gironzolavo per la casa sentendo il legno bianco del pavimento insolitamente fresco mentre, affacciandomi, cumuli neri si addossavano inondando il cielo di una luce anomala che faceva sembrare irreale il bosco davanti casa. Non mi dispiacciono momenti così, mi rendono più energica dopo la pigrizia delle giornate più cocenti e, volendo, anche un tuffo in mare e quattro bracciate sotto il cielo cupo mi regalano sempre un’emozione unica, una sorta di unione con la natura vista in tutte le sue sfaccettature.

Non lo so se al rientro dal lavoro troverò il sole o la pioggia, tuttavia il pranzo dev’essere pronto in quanto i miei orari male si conciliano con qualsiasi preparazione, quindi ho optato per un piatto fresco e gradevole comunque, a prescindere dal caldo intenso o da un eventuale abbassamento della temperatura.

Una pasta fredda, condita con un pesto diverso da quello tradizionale genovese, unita ad una manciata di pomodorini arrostiti (o, a scelta e per una versione più estiva, freschi e tagliati a cubetti) e di olive nere: anche qui potete sbizzarrirvi usando quelle greche o di Gaeta, più amarognole, oppure le dolci spagnole come ho fatto io, oppure addirittura passarle al forno e condirle con olio, peperoncino e aglio. Anche le dosi sono molto generiche perché va tutto a gusto personale, l’importante è che si crei un’armonia di sapori tipicamente estivi e profumatissimi!

 

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Pasta fredda con pesto di zucchine e mandorle
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
2 porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
2 porzioni
Ingredienti
Istruzioni
Per il pesto di zucchine
  1. Frullare con il minipimer la zucchina tagliata a cubetti insieme con le mandorle leggermente tostate, l'aglio, il sale, l'olio evo e il parmigiano, tutto a piacere e secondo gusto (io prediligo abbondare con le mandorle).
Per la pasta
  1. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione e, nel frattempo, arrostire i pomodorini; scolare bene la pasta conservando un cucchiaio di acqua di cottura per stemperare il pesto e mescolarla con quest'ultimo finchè è calda. Non appena sarà raffreddata unirvi i pomodorini (se preferite potete anche utilizzarli a crudo e tagliati a cubetti), la mozzarella a dadini, il basilico e le olive. Mescolare bene e mangiarla a temperatura ambiente.
Economiche/ Light/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Sapori scandinavi tra verdure e panna acida

Da molti anni sogno “il viaggio”, quello nel profondo nord, quello che avevamo già programmato ma che poi, a seguito di cause contingenti, è saltato… ed è da allora che penso e ripenso al “mio” grande nord, quello con le alci, il legno di betulla, le felci e le immense distese incontaminate di natura, quello in cui l’uomo incontra la terra e la terra dona all’uomo, nel massimo rispetto reciproco.

Immagino i ghiacci perenni, immagino il mare plumbeo dalle temperature proibitive eppure così ricco di merluzzi, salmoni ed aringhe, immagino un pescatore che lancia la lenza dopo aver praticato un foro nel ghiaccio, solo nel nulla, immagino il coraggio di uscire con i pescherecci finchè la bella stagione lo consente, immagino il pesce steso sugli essiccatoi ad ogni angolo di strada. Immagino le balene, immenso spettacolo della natura, immagino l’aurora boreale e la sua magia, ne immagino i sapori intensi della cucina, gli accostamenti agrodolci, il pesce ovunque, le verdure di stagione che sempre abbondano in tavola, i condimenti grassi e sostanziosi.

E ispirandomi a ciò ho portato la cena in tavola, con un occhio alla dieta e l’altro ad un tocco saporito e sfizioso!

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Verdure arrostite e salsa alla panna acida
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Porzioni
3 persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Tagliare il cavolfiore a pezzi grossolani, lasciando anche qualche foglia esterna, lo stesso fare con la zucca lasciando anche la buccia e togliendo i semi (che userò in seguito, una volta essiccati, in quanto sono ottimi e commestibili), foderare una teglia con della carta forno, deporvi le verdure e cuocere a 180° per 40 minuti (ho impostato la cottura ventilata). Nel frattempo tostare in padella i semi di zucca, coprendoli con un coperchio in quanto scoppiettano, poi aggiungerli alla panna acida e al succo di lime, frullando il tutto: si otterrà una deliziosa salsa profumatissima e dal sapore tipico del seme tostato, perfetta per intingervi le verdure arrostite e (per alleggerire l'apporto calorico) ne basta davvero poca!

E dopo tanto tempo ritorno anche con un po’ di musica…

Economiche/ Primi/ Ricette vegetariane

La vellutata di zucca nella zucca

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C’è odore d’autunno nell’aria, un profumo di cui nemmeno mi era resa conto visto il periodo turbolento che sto vivendo, eppure domenica nell’attraversare l’altopiano di Trieste mi sono persa a guardare incantata il tripudio di colori che tingono i boschi, tutta una gamma cromatica che dal verde dei pini marittimi vira verso il rosso acceso del sommaco passando per l’ocra.

Uno splendore unito al mio rammarico perchè questo bellissimo autunno mite me lo sto perdendo, perchè mi sto privando di tante belle passeggiate in mezzo alla natura, ma proprio il tempo non c’è: rincaso dal lavoro e ho appena il tempo di pranzare prima di correre dalla mamma che, fortunatamente, migliora ogni giorno sempre di più.

Ho voluto rendere onore a questa stagione così dolce a modo mio, con le prime zucche che ho acquistato: questa volta le ho comperate in Slovenia per non ripiegare sulla solita mantovana verdognola… non sono bellissime?

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Ingredienti:

mezzo porro

mezza cipolla rossa

una patata

300 g. di zucca

40 g. di burro

100 g. di Asiago

sale un pizzico

200 g. di acqua

35 g. di farina

crostini di pane per rifinire

olio evo q.b.

Procedimento:

tritare il porro e la cipolla ed imbiondirli nel burro fuso, aggiungere la patata e la polpa della zucca precedentemente ammorbidita (4 minuti alla massima potenza in microonde sono sufficienti), unite l’acqua, la farina, l’Asiago a dadini e il sale e cuocere per circa venti minuti (se usate la pentola a pressione o il Bimby, altrimenti regolatevi aumentando il tempo di cottura), poi frullare il tutto e servire con il pane tagliato a cubetti e saltato nell’olio extra vergine di oliva.

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