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Conserve

Conserve/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Battuto di salvia e mandorle tostate (e tramonti imperdibili)

Una domenica gelida, una bora da far cadere le orecchie ūüôā , ma se hai dei cagnolini che strepitano per uscire non puoi fingere di non accorgertene, quindi ci si riunisce¬†in conclave e si valuta la soluzione migliore: oggi abbiamo optato per il Sentiero della Salvia, bellissima localit√† in provincia di Trieste dove la bora non la si sente affatto ed √® costantemente esposta al sole.

Siamo usciti abbastanza tardi considerato il tramonto imminente, ma ne √® valsa la pena, bastano le foto per descrivere la bellezza di quei momenti che hanno illuminato di rosso tutta la zona che, come risulta intuibile dal nome, √® cosparsa di salvia selvatica, meravigliosamente profumata e che viene raccolta anche da chi la coltiva nell’orto, vista la sua superiorit√† qualitativa: cresce tra le rocce carsiche, in condizioni di povert√† d’acqua, quindi l’aroma √® intensissimo e lo si sente gi√† passeggiando, inoltre √® circondata da cespugli di timo vulgaris, delizioso, intenso, tant’√® che solo ad accarezzarne i rametti ne si porta il profumo sulla pelle.

Sono ritornata a casa soddisfatta, rigenerata e con un bel bottino, quindi mettiamoci subito in cucina a farne uscire qualcosa di delizioso: pronti per questa (non) ricetta?

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Battuto di salvia e mandorle tostate
Non √® una ricetta vera e propria, la chiamerei "Pesto di salvia e mandorle tostate", ma rischierei il linciaggio da parte dei genovesi per aver usurpato il nome alla loro salsa di campanile, quindi accontentiamoci del termine "battuto", tanto √® buonissimo ugualmente ūüôā Non ci sono dosi n√© indicazioni precise, si segue il proprio gusto...
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Recipe Notes

Frullate tutto insieme con il minipimer, punto! Mica vorrete altre spiegazioni, vero? Assaggiate e poi ditemi...

 

 

Autoproduzione/ Bevande/ Conserve/ Vini e bevande

Arancello, con il cuore nel colore dell’estate

Ci sono istanti di cui mi innamoro, colori e profumi che mi entrano nel cuore, emozioni che mi rimangono impresse nell’anima come timbri indelebili.

Ci sono momenti in cui mi fermo rapita ad osservare e mi manca il fiato, istanti in cui mi si mozza il respiro e rimango fissa ed incantata.

Ci sono attimi in cui mi sento parte unica di questo meraviglioso universo ed in totale comunione con la natura, perfetti respiri di libertà assoluta.

Ci sono dei pezzetti di vita in cui tutto √® armoniosamente completo pur nella bellezza dell’imperfezione, morsi di esistenza in cui questa vita √® ancora pi√Ļ bella.

Ci sono forme perfette, simpatiche, che regalano un sorriso solo a vederle, c’√® la sfera, cos√¨ perfetta, liscia, morbida, priva di angoli insidiosi, cos√¨ levigata da rotolare ovunque la si appoggi.

C’√® la perfezione di un’arancia, con il suo profumo intenso, che mi riporta il cuore al Mediterraneo, che mi riporta l’emozione al mare estivo, c’√® la sua rotondit√† cos√¨ assoluta, una sfericit√† che solitamente sui banchi dei nostri supermercati settentrionali non si pu√≤ ammirare, una geometricit√† incredibile che non poteva non racchiudere il suo aroma intenso in un liquore con il colore carico di un elisir.

 

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Arancello
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 15 giorni
Porzioni
75 ml.
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 15 giorni
Porzioni
75 ml.
Ingredienti
Istruzioni
  1. Pelare le arance con un pelapatate i modo da prelevare solamente la parte esterna della buccia, metterle in un vaso di vetro con l'alcool e lasciare 15 giorni a macerare, scuotendo spesso in modo da smuoverle. Sciogliere lo zucchero nell'acqua, togliere dal fuoco, lasciar raffreddare e versarvi l'alcool dal quale saranno state tolte le bucce e strizzate, mescolare bene e filtrare il tutto con una garza, imbottigliare e servire freddo dopo almeno una settimana di riposo. In alternativa, se non fate uso di alcoolici, è perfetto per la preparazione di dolci.

 

 

Conserve/ Dolci e desserts

Caramel au beurre salè (caramello al burro salato)

foto3Premessa: l’italiano medio demonizza il burro. Se poi √® pure salutista, animalista, vegano o produttore d’olio d’oliva ancora di pi√Ļ. Non parliamo dell’italiano a dieta (salvo poi strafogarsi di croissant al bar), quello √® la specie peggiore: niente burro, il sale √® il demonio, l’acqua del rubinetto fa malissimo, pure l’olio d’oliva dev’essere dal sapore delicato.

Ecco, ora sappiatelo: io amo il burro! E’ grasso? Bene, √® proprio perch√© √® grasso che √® saporito! Amo il burro giallo e grassoccio, adoro il grasso del prosciutto (√® la parte migliore), mi piace da matti il buono e vecchio strutto e adoro i ciccioli, ti√®!

E poi voglio vedere come lo fate un caramello al burro salato con l’olio… me lo spiegate? Con tutto il rispetto per l’olio (sono figlia di un toscano e per l’olio buono porto una riverente ammirazione), ma vivo pure in una citt√† di tradizione austro-ungarica, quindi il burro quando ci va ci va. Punto. E guai a voi se mi portate in tavola quello light che sa solo d’acqua.

Insomma, se c’√® da farsi male facciamolo almeno bene!

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Caramello al burro salato
Procedimento: Versare lo zucchero in un pentolino antiaderente, facendo attenzione a non utilizzare alcun utensile che potrebbe far impazzire il caramello a seguito dello sbalzo di temperatura, limitandosi quindi ad inclinare il tegame per muovere continuamente lo zucchero; non appena questo inizier√† a brunire leggermente aggiungere la panna e portare lentamente ad ebollizione mescolando con un mestolo in legno, poi spegnere il fuoco, aggiungere il burro ammorbidito e cuocere ancora pochi minuti. Versare in un vasetto di vetro pulito e sterilizzato e conservare in frigorifero: se ce la fate a non farlo fuori a cucchiate √® perfetto sulle crepes, sul gelato e per decorare i dolci (se viene refrigerato √® perfettamente plasmabile)... insomma √® molto versatile, ma a me finisce subito gi√† a colazione spalmato sul pane! ūüôĀ
Porzioni
1 vasetto
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Porzioni
1 vasetto
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Conserve/ Economiche/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Il pesto di ottobre con foglie di ravanello e noci

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Finalmente √® sabato, finalmente tiro un po’ il fiato dopo la consueta settimana da incubo, densa di problemi e di lavoro: √® un sabato diverso, sola a casa con le cagnette mentre il marito √® al lavoro e il figlio √® in barca con la fidanzatina (siamo in periodo di Barcolana), quindi mi ritaglio qualche ora per me e intanto penso a molti anni fa, all’ultimo Oktoberfest cui siamo riusciti ad andare, quando ai Mass (il tipico boccale di birra da litro) si accompagnavano quintali di ravanelli intinti nel sale perch√® smorzavano l’effetto dell’alcool rendendo possibile bersi tranquillamente tutto il litrozzo! Anche due volendo… senza mai ubriacarsi… ūüôā

Quindi volevo ritornare un po’ al sapore delle mie vacanze di allora, quelle spensierate di sposini novelli che se la godevano a bere e cantare, e con l’occasione di farmi una scorpacciata di ravanelli questa volta mi sono trovata anche i mazzi di foglie, bellissime e fresche, tant’√® che sarebbe stato un delitto doverle buttare!

Ci ho fatto un pesto, complici i pinoli raccolti in Puglia durante le vacanze, che ho accompagnato ad una bella porzione di noci per addolcire il sapore pungente delle foglie di ravanello e ottenendo una salsina velocissima, economica e perfetta per chi, come me, corre tutto il giorno… un’altra quasi “non ricetta” che per√≤ sicuramente pu√≤ tornare utile nei momenti di panico.

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Ingredienti:

le foglie di tre mazzetti di ravanelli

2 spicchi d’aglio

una manciata di pinoli

tre manciate di noce sgusciate

un pizzico di sale

olio evo q.b.

pecorino grattugiato a piacere (o parmigiano)

Procedimento:

Non c’√®… basta frullare tutto insieme e versando l’olio a filo, con l’accortezza, se si vuole conservare il pesto in frigorifero per parecchi giorni, di non aggiungerci il pecorino, ma di mettercelo solo nel momento in cui di andr√† a condire la pasta poich√® tende a fermentare; √® comunque possibile congelare il pesto nel caso in cui lo si voglia utilizzare dopo un periodo di tempo pi√Ļ lungo.

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Conserve/ Dolci e desserts

Confettura di cachi vaniglia e pepe rosa (e la gentilezza di un’amica)

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Ci sono delle persone che con la loro semplicità ti incantano, che dentro di sé hanno una magia da regalare a piene mani, che spendono una parola gentile con tutti e che postano ricette lineari, senza grosse complicazioni, delle volte quasi scontate ma che in mano loro divengono magia, mentre talora giocano con gli ingredienti, provando accostamenti quasi impensabili che alla fine si fondono in una delicatezza magistrale solleticando appena il palato.

Lei √® una di queste persone gentili, che si affacciano nel web in silenzio e senza sensazionalismi, con la raffinatezza della semplicit√†, con la luminosit√† dei suoi scatti che ti fanno sentire la freschezza della primavera anche nelle giornate pi√Ļ plumbee e questa volta ho voluto davvero provare una delle sue ricette, complice un sacchetto di cachi che non maturavano appieno senza sciuparsi ed una manciata di pepe rosa che ancora colorava il fondo di un vasetto nella mia dispensa.

Ne √® uscita una confettura delicata, non stucchevole grazie alla ridotta quantit√† di zucchero, ma con un piglio deciso a seguito della presenza del pepe rosa, nonostante le sue note lievi: l’ho stesa sul pane, sulla crostata e sui formaggi e non mi ha mai delusa!

Grazie Francesca per aver condiviso questa delicatezza da gourmet!

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Ingredienti (mi sono permessa qualche leggera variazione):

750 g. di cachi vaniglia sbucciati

150 g. di zucchero

1 mela sbucciata

1 limone (succo)

mezza arancia (succo)

q.b. pepe rosa

Procedimento:

Pelare i cachi e tagliarli a pezzi, togliere i semi, metterli in una casseruola aggiungendo anche il resto degli ingredienti tranne il pepe, mettendo a sobbollire per il tempo necessario ad addensare la confettura (a me sono serviti 50 minuti); quando la frutta inizia a sfaldarsi frullare con il minipimer e solo dopo aggiungere il pepe rosa, in maniera tale che rimanga intero a colorare il tutto e a rilasciare lentamente il proprio sapore.

Non appena la confettura si è addensata fare la consueta prova piattino e travasare nei vasetti sterilizzati, capovolgendoli per creare il sottovuoto. In pochi giorni il pepe rosa conferirà un tocco particolare e sarà piacevolissimo da sgranocchiare!

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Autoproduzione/ Conserve/ Dolci e desserts

Al calore del fuoco (confettura di zucca, mele e cannella)

L’autunno piano piano, spingendo dolcemente, √® riuscito ad allontanare l’estate, la mia stagione del cuore, quella pigra al sole cocente, quella del mare sempre e comunque, quella passionale ed infuocata al tramonto, per trovarmi spiazzata ed impreparata dinanzi al giacchino che ben presto ha lasciato posto al cappotto, alle zucche e ai cavoli sui banchi dei mercati, al termometro che la mattina mi gela i pensieri al primo sguardo, alla ricerca dell’acqua calda anche per lavarmi i denti, alla copertina la sera sul divano perch√® sono peggio di Linus.

L’autunno √® amato da molti perch√® √® mite, ma qui al nord inizia gi√† a stringere la morsa, ad entrarti nelle ossa quando alle sei del mattino sei costretto a lasciare il piumone ed essere gi√† pienamente operativo con gli occhi pieni di sonno a cercare il primo caff√® della giornata, quando ti affacci alla finestra ¬†e il cielo √® grigio e ghiaccio, quando la bora sferza gli alberi dinanzi casa e le foglie, ad una ad una, iniziano a ricoprire il terreno come un manto dorato.

L’autunno per√≤ √® anche il profumo della legna al fuoco, del calore dei caminetti,del fascino di una tazza di vin brul√® al rientro da una giornata faticosa, del piacere di una doccia bollente che ti accoglie nel suo abbraccio confortevole, delle domeniche mattina che trascorrono lente tra una stiracchiata sotto le coperte e un libro sul divano, intervallate solo da poche uscite nelle scarse ¬†ore di luce appena tiepida a fare un po’ di scorta di sole per tutta la settimana.

Alla fine anche l’autunno ha i suoi momenti di lentezza e di pigrizia come quelli che ci dona l’estate, una pigrizia maggiormente rigenerante perch√® faticosamente conquistata da giornate pi√Ļ pesanti, fredde, imbottite in abiti ingombranti dai quali io vorrei uscire sognando isole dell’Egeo, una pigrizia per me difficile da combattere perch√® i primi freddi mi gelano i pensieri, le emozioni, i desideri… l’unica reazione conseguente al freddo che mi penetra ovunque √® entrare in cucina, dove c’√® luce, ci sono profumi e consistenze a stimolarmi, dove c’√® il calore del fuoco, dove posso iniziare a mescolare, annusare, assaggiare e creare, fuggendo all’inverno incombente e immaginando solo colori caldi ed intensi come il sole, dove posso sopravvivere sognando gi√† il mio mare estivo che mi attende per una nuova stagione a scaldarmi il cuore.

Confettura di zucca, mele e cannella

Ingredienti:

500 g. di polpa di zucca

200 g, di mela al netto degli scarti

250 g. di zucchero di canna

1 limone

due cucchiai di cannella in polvere

Procedimento:

Premesso che per cuocere le confetture potete utilizzare il metodo Ferber, che ho gi√† sperimentato su queste pagine (qui), questa volta ho preferito adottare la tradizionale cottura a fuoco lento, in vista dei tempi lunghi necessari alla zucca per ammorbidirsi: l’ho tagliata in pezzettini molto piccoli e volendo potete anche aiutarvi con pochi colpi di frullatore, dopodich√® l’ho unita alle mele a cubetti, al limone e allo zucchero, facendo sobbollire per il tempo necessario all’addensamento. Solitamente parto dall’idea di proseguire la cottura a bassa temperatura per tre ore, ma alla fine controllo sempre in corso d’opera poich√® la variet√† del prodotto usato fa cambiare completamente le carte in tavola! Le mele possono essere pi√Ļ o meno acquose, lo stesso vale per la zucca, quindi io questa volta l’ho cotta per pochissimo tempo, in realt√† meno di un’ora visto che gi√† il tutto era addensato, limitandomi ad aggiungere la cannella solo all’ultimo istante.

Nel mentre la confettura sobbolle sterilizzare i vasetti, che andranno poi riempiti sino all’orlo, chiusi bene e capovolti sino a completo raffreddamento.

Il risultato √® molto particolare: non dolcissima nel senso che non √® zuccherina, ma con la dolcezza delicata della zucca e mitigata dall’asprezza della mela… vale la pena provarla!

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Questo scatto appartiene a mio figlio che, munito di cavalletto, si √® impegnato per aiutarmi… citazione dovuta!

Autoproduzione/ Bimby/ Conserve/ Dolci e desserts/ Economiche

Una gelatina che profuma di Natale!

IMG_2293-001Ci ho pensato oggi, all’ultimo momento per regalarne qualche vasetto, ma non avevo il tempo per poter seguire i fornelli con la cura necessaria ad evitare qualche disastro, quindi io la propongo con il Bimby per comodit√†, ma sappiate che un frullatore ed un pentolino saranno sufficienti (e un mestolo in mano per evitare i disastri che io temevo)!

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Ingredienti:

arance (io tre grosse)

zucchero semolato (io 300 g. per pareggiare il peso netto del succo dell’agrume)

Procedimento:

ho pelato a vivo le arance avendo cura di conservare la buccia esterna (che io tolgo con il pelapatate… √® comodissimo), metterle nel boccale e frullarle a vel. 5 per 15 secondi.

Cuocere 10 min. a 100¬į a vel.1, passare il succo con un colino, poi aggiungere lo zucchero (pari peso rispetto al succo rimasto) e riprendere la cottura per un’ora, temp. Varoma (senza coperchio dosatore), vel. 1.

Invasare dopo aver precedentemente sterilizzato i vasetti e capovolgere: a me ne è uscito un vasetto della marmellata pieno.

Sarà un pensierino natalizio molto gradito e, soprattutto, è splendida spalmata sul pecorino stagionato!

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Autoproduzione/ Conserve

Bonjour Alsace!

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Che per√≤, detto tra noi, le confetture mi hanno sempre incantata e mi hanno fatta sentire a casa: il profumo del caramello che inondava casa mia nelle giornate in cui la mia mamma si prendeva la “giornata libera” da qualsiasi altri impegno perch√® si sa che gli¬†spignattamenti richiedono tempo e dedizione!

Eppure mi chiedevo com’√® che Nonna Papera riuscisse a sfornare in continuazione delle crostate e dei barattoloni di marmellata, considerando la velocit√† con la quale Ciccio se le sbafava e, nel contempo, anche ad occuparsi dell’orto.

Ci doveva proprio essere un metodo marmellatoso a me sconosciuto che non richiedesse lavori mostruosi ¬†come le cinquecento ore di cottura messe in atto in casa mia, con conseguente prova del piattino che al cemento armato gli faceva un baffo, ma che in compenso si sarebbe conservata sino al battesimo dei pronipoti senza mezzo grammo di muffa o rischi di botulino (che, a quanto pare, all’epoca nemmeno esisteva.. ūüôā ).

Poi un giorno, in un angolino del web gi√† all’avanguardia, lessi qualcosa circa una preparazione alquanto alternativa, successivamente associata a quello che in effetti √® il cosiddetto “metodo Ferber”, dal nome di Christine Ferber, una genialissima alsaziana di Strasburgo che ha avuto l’ardire di aprire una splendida bottega in perfetto stile “Chocolat” e che, pur tenendo dei prezzi a peso d’oro, lavora moltissimo! A Strasburgo ci sono stata qualche anno fa, ma ovviamente chi la conosceva quella che viene chiamata “la fata marmellata”?

A questo punto bisognava assolutamente rimediare e… s√¨… un tocco di bacchetta magica e mi sono trasformata in Nonna Papera! Il tutto complice un magnifico mazzo di lavanda che una collega mi ha gentilmente regalato, direttamente dal proprio orticello!

Ho raccattato la frutta che avevo nel frigorifero, un chilo tra pesche noci e quello che rimaneva di un popone, ho pelato il tutto e l’ho tagliato a cubetti (non buttate le bucce delle pesche, io le ho frullate con il latte e ne √® uscita una merenda squisita), poi vi ho aggiunto lo zucchero, la buccia di un limone grattugiata, il relativo succo e un paio di cucchiaiate di fiori di lavanda chiusi in una garza pulitissima, per poi lasciare il tutto nel frigorifero per almeno un’ora… io ce l’ho lasciata sino a sera perch√® nel mezzo dovevo sbrigare delle commissioni, quindi ho ottenuto parecchio succo.

Successivamente ho versato tutto in una pentola, portato a bollore (e spento subito la fiamma) ¬†e, una volta raffreddato, rimesso nel frigorifero per tutta la notte coprendo bene il contenitore per evitare di contaminare gli odori dei vari alimenti; l’indomani ho filtrato bene il succo e tolto la garza con i fiori di lavanda, versato nuovamente nella pentola e cotto per un ulteriore quarto d’ora, successivamente ho aggiunto la ¬†frutta e ho fatto sobbollire il tutto sino ad addensamento avvenuto. Nel caso in cui venga utilizzato il rapporto frutta-zucchero 1:1 il tempo di cottura sar√† veramente ridotto, ma io di zucchero ne ho usato poco perch√® non amo molto il sapore dolce… comunque sia la prova piattino non mente mai! Poco prima di invasare ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere… dona davvero quel tocco particolare in pi√Ļ!

Con la marinatura la morbidezza dei pezzetti di frutta è garantita, tuttavia io ho dato una brevissima frullata con il minipimer, solo per ridurne la dimensione (altrimenti mio figlio non me la mangia)!

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Ingredienti:

1 kg. tra pesche noci e popone (o baciro o melone cantalupo… per il nome regolatevi in base alla vostra zona di provenienza)

500 g. di zucchero di canna o muscovado (io ho usato quello semolato per una questione economica)

succo e buccia di un limone grosso

mezzo cucchiaino di  cardamomo in polvere

un paio di cucchiai di fiori di lavanda

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Bimby/ Conserve/ Dolci e desserts

La coccola della domenica: crema gianduia e Rinascimento…

2013-10-27 10.43.23

Domenica mattina, una domenica di autunno, nebbiosa, uggiosa, pigra, con la consapevolezza di trascorrerla in casa ad arrabbiarmi con mio figlio che non si applica nello studio per la verifica di domani, una domenica sui libri di storia, il giusto contrappasso per me che ho sempre amato la matematica e detestato la storia, per me che vivevo di riassunti ed espedienti pur di non soffrirci troppo….

Sbraito, mi arrabbio, lo incito a studiare, gli spiego anche in aramaico che se non studia la sufficienza non gliela regala nessuno, mi trovo alle prese con un ¬†programma che copre un periodo pauroso, si va dal Sacro Romano Impero alla storia della nostra citt√†, alla recente gita a Ferrara, all’Umanesimo e al Rinascimento… e meno male, almeno ho a che fare con i miei amati pittori rinascimentali, un filo di sopravvivenza grazie al Brunelleschi, a Michelangelo e a Raffaello.

E’ dura una domenica cos√¨, un elenco di date da paura da memorizzare, mi chiedo come si possano imparare tutte e a cosa possa servire saperle con tale precisione maniacale, poi c’√® il salto sull’attualit√†, dalla Giornata della Memoria, a quella del Ricordo, della Liberazione… non √® per me, non c’√® nulla da fare, datemi piuttosto cinquanta equazioni, sessanta espressioni, settanta calcoli trigonometrici, ma la storia proprio non la digerisco…. mi serve un momento di dolcezza, ho bisogno di esagerare e di interrompere la dieta almeno per mezza giornata, e allora, mentre il pane cuoce nel forno e inonda la casa di profumo, preparo questa simil-Nutella home made, dopo il cui assaggio ¬†mio figlio inizia ad abbandonare l’idea di diventare ingegnere per dedicarsi alla carriera di cuoco!

Anche questa volta ho voluto provare la ricetta Bimby, ma all’unico scopo di non sporcare troppe stoviglie, perch√® √® fattibilissima con pentola e mixer!

Innanzitutto ho lasciato nel forno le nocciole, a tostare per mezzoretta a circa 160¬įC. e a forno ventilato e, a dire il vero, non le ho nemmeno pelate perch√® volevo lasciare un tocco di sapore pi√Ļ rustico alla crema gianduia; le ho poi polverizzate 20 secondi a velocit√† 10 (una bella macinata con il mixer sar√† perfetta), insieme allo zucchero.

Poi ho unito il cioccolato fondente a pezzetti e ho nuovamente tritato il tutto: con il Bimby ho fatto 20 secondi  a velocità 8, ma anche qui il mixer è ottimo!

Successivamente ho aggiunto il latte e il burro, cucinando 6 minuti a 50¬įC. e a velocit√† 3; se usate il metodo tradizionale versate tutto il trito in un pentolino e fate cuocere mescolando delicatamente finch√® i sapori saranno amalgamati: non √® un problema se la crema rimarr√† liquida perch√®, essendo a base di burro, baster√† farla raffreddare e conservarla nel frigorifero che diverr√† perfetta.

L’ho spalmata sul pane caldo… una delizia impagabile, altro che Nutella (che a me nemmeno piace)… sana, senza conservanti n√® olio di palma, assolutamente economica e deliziosa!

Ora posso farcela ad interrogarlo un’ultima volta prima della verifica…

Ingredienti (confesso che io ho poi triplicato le dosi riducendo per√≤ un po’ il burro):

100 g. di zucchero

60 g. di nocciole

100 g. di cioccolato fondente

100 g. di latte intero

70 g. di burro

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Bimby/ Conserve/ Salse e sughi

Felpe e ketchup

2013-10-19 14.17.23

Iera sera ci siamo permessi un’uscita con degli amici, era una vita che non lo facevamo perch√® i soldi non avanzano mai, ma ieri l’ho voluto , fortissimamente voluto perch√® mi sarei trovata in compagnia di persone intelligenti e che apprezzo, perch√® talvolta la vita bisogna un po’ godersela, specie in un periodo di forti ristrettezze come quello che la mia famiglia sta attraversando in questo periodo.

Per una sera mi sono sentita diversa, un po’ quella che ero anni fa, quando di soldini ce n’erano di pi√Ļ… un po’ di “movida” ogni tanto fa bene al cuore, ringiovanisce e fa ridere spensieratamente, specie se condivisa con le persone giuste: ci siamo gustati una cena a base di panino caldo, di quelli bellissimi e pienissimi che appena togli lo spiedino che li mantiene integri ti ritrovi il prosciutto caldo da una parte, il formaggio filante in piena fase di anarchia e i funghetti che scendono lungo le maniche, il tutto innaffiato da una birra paradisiaca….

La dura realt√† √® arrivata nuovamente oggi, quando al mio piccolo si sono strappati i jeans, quando non riuscivo a trovare i calzoni acquistati l’anno scorso, quando l’ho portato di corsa ad acquistarne degli altri, altrimenti domani sarebbe andato a scuola in boxer… il cucciolo ha visto la felpa dei suoi sogni, nemmeno eccessivamente dispendiosa, ma ho dovuto negargliela perch√® 30 euro alla fine del mese proprio non me li posso permettere! Lui lo sa che gi√† avere i jeans nuovi √® una piccola vittoria, che non tutti se li possono permettere, ma vedere la delusione sul suo faccino davanti alla felpa negata mi ha spezzato il cuore….

Gliela regaler√≤ appena lo potr√≤ fare, ma nel frattempo ho provato a preparare, sperimentando, il ketchup, la sua salsina preferita, quella che mette dappertutto, che si spalma pure sul pane… almeno riuscir√≤ a regalargli una cena speciale come quella della paninoteca di ieri!

Ci sono tante ricette in rete, ma ho voluto provarne una tutta mia, con un risultato abbastanza simile a quello originale, anche se forse un po’ pi√Ļ liquido; sono partita dalla salsa pronta perch√® l’esperimento con i pomodori freschi √® stato rimandato alla prossima estate, quando i pomodori saranno maturi e profumati.

Ingredienti:

1 cipolla

680 g. di passata rustica

30 g. di miele

60 g. di zucchero

10 g. di sale

100 g. di aceto rosso (il mio è molto delicato, quindi regolatevi con le dosi in base al tipo di aceto)

Procedimento:

tritare la cipolla e poi cuocere tutto sino a che i sapori non si saranno amalgamati… la prova √® l’assaggio perch√® √® stato un esperimento e io l’ho fatto con il Bimby.

Nel caso usaste il Bimby: 30′ vel.1 a 100¬įC. (la cipolla ovviamente va tritata per prima)

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