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Pizze e pane

Pizze e pane

Burger buns

Che poi non sono altro che i classici panini cicciotti con i semini che si usano al fast food e che vengono farciti con l’hamburger e altre golosità!

Partiamo dall’inizio: mio marito da troppo tempo ormai sta brontolando che ha voglia di una cena al pub, ovviamente tutti i locali sono chiusi e io di fare ordini per consegne a domicilio ne ho ben poca voglia visto che già i prezzi spropositati al dettaglio mi stanno uccidendo ogni qualvolta facciamo la spesa; tra poco ristoranti e pub riapriranno, ma dopo aver letto le regole (per me assurde, ma ovviamente sono idee personali) di distanziamento, di utilizzo di d.p.i. eccetera mi sono resa conto che quello che dovrebbe essere un  momento di convivialità ovviamente lo trasformeranno in una occasione di stress, pertanto… non mi avranno mai!!! 🙁

E allora stasera l’ho voluto far contento! Ho iniziato a panificare con qualche dubbio vista la mia proverbiale incapacità, ma confortata dal successo degli ultimi filoncini 🙂 … quindi ci ho provato!

Ho usato pochissimo lievito (lo sto centellinando perchè i supermercati ne sono sempre sprovvisti) ma che risultato! Buonibuonibuonissimi!!! Un successone!

A mio marito ho servito un panozzo con due hamburger, una sottiletta e la salsa rosa, per me (che odio gli hamburger) con peperoni e melanzane grigliate, sottiletta e salsa rosa… una goduria!

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Burger buns
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 15-20 mins
Tempo Passivo 8 ore
Porzioni
4 panini grossi
Ingredienti
Per i panini:
Per la superficie:
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 15-20 mins
Tempo Passivo 8 ore
Porzioni
4 panini grossi
Ingredienti
Per i panini:
Per la superficie:
Istruzioni
  1. Per prima cosa sciogliere il burro e metterlo da parte, poi versare nella ciotola la farina e aggiungere gradualmente l'acqua tiepida in cui sarà stato sciolto il lievito.
  2. Unire il miele e, non appena il composto si sarà amalgamato, unire anche l'uovo e continuare ad impastare; da ultimo unire il burro fuso ed il sale.
  3. Il composto sarà abbastanza morbido, motivo per cui se avete una planetaria usatela, io ho impastato con il Bimby e sono impazzita a ripulire il gruppo coltelli 🙁 Coprite con della pellicola e lasciate lievitare sino al raddoppio in luogo caldo.
  4. Una volta raggiunta la lievitazione desiderata, versare sulla spianatoia ben infarinata e, aggiungendo un po' di farina per poter lavorare l'impasto, stenderlo con le mani fino a formare quattro rettangoli che andranno poi arrotolati prima seguendo il lato lungo e poi nuovamente nell'altro verso, per poter realizzare della palline più perfette possibile.
  5. Appoggiateli sulla leccarda del forno, ricoperta da carta forno, spennellate con l'uovo sbattuto con un po' di latte, cospargete con i semini ed infornate in forno preriscaldato a 200° per circa 15-20 minuti.
Economiche/ Pizze e pane

Il pane perfetto (for dummies)

Ebbene sì, dopo anni e anni di prove infinite, impasti buttati, lacrime ed imprecazioni ci sono riuscita! Dopo aver utilizzato il lievito di birra secco (perchè di quello fresco non sopporto nemmeno l’odore), poi la pasta madre (lasciamo perdere: ho rischiato l’esaurimento nervoso), poi il lievito madre secco… niente da fare… ottenevo sempre degli impasti strepitosi e gonfi che, una volta in forno, cedevano miseramente ottenendo un pane pesante, umido, compatto, insomma proprio NO!

Poi gironzolando su YouTube mi sono imbattuta in questo canale in cui veniva spiegata molto bene questa ricetta e mi si è aperto un mondo di filoncini leggeri, un sogno! Dopo averne condiviso una foto su Facebook improvvisamente molti amici mi hanno confessato di aver avuto gli stessi problemi di panificazione quindi ecco che questa ricetta è divenuta la soluzione perfetta per i pasticcioni come la sottoscritta!

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Il pane perfetto
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 20 mins
Tempo Passivo 12 ore
Porzioni
4 filoncini
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 20 mins
Tempo Passivo 12 ore
Porzioni
4 filoncini
Ingredienti
Istruzioni
  1. Iniziare la sera prima sciogliendo il lievito nell'acqua tiepida; a parte pesare la farina ed unirvi il sale e lo zucchero, poi aggiungervi l'acqua con il lievito mescolando con un mestolo, coprire con la pellicola e lasciare a riposo tutta la notte (io uso il vano del microonde come camera di lievitazione).
  2. Il mattino seguente versare l'impasto su una spianatoia infarinata, fare poche pieghe ed ottenere una palla da appoggiare sulla spianatoia infarinata con le pieghe verso il basso, coprire con la ciotola utilizzata per impastare e lasciare a riposo altre due ore.
  3. Riprendere l'impasto, formare quattro filoncini, trasferirli sulla teglia coperta di carta forno, spennellare la superficie con un po' di olio evo ed infornare in forno già caldo a 190° per circa 20 minuti.

Colazione/ Pizze e pane

Fette biscottate (golose)

E’ sabato mattina, dopo giorni di freddo c’è nuovamente un bel sole quasi estivo che mi sveglia al mattino, mi alzo con calma perché sono da sola, non devo andare al lavoro, ho solo l’impegno di farmi un giretto con le cagnette, le quali però hanno appena conquistato il letto e non dimostrano di avere tutta questa fretta di lasciare l’improvvisa comodità 🙂

Mi aggiro per la cucina cercando qualcosa di buono da sgranocchiare a colazione, a dire il vero ho una fame da lupi ma mi rendo conto di avere pochissime fette biscottate e pochissima voglia di andare a riacquistarle; in fondo alla dispensa c’è ancora una buona scorta di farina, in frigo ho del burro bavarese che è la fine del mondo, il lievito c’è, ci sono pure il latte, le uova e il miele… nel frattempo inizia a delinearsi l’idea di farmele da sola…

Inizio a preparare tutto, a pesare ed impastare: non volevo iniziare a sporcare già ad inizio giornata quindi ho usato il bimby, ma se siete dei fortunati proprietari di planetaria usatela, farete in un attimo!

Ho avuto poi pochissimo tempo, la (mia) lievitazione è durata una vita (tra un impegno e l’altro), ma in effetti ne sarebbe bastata molto meno, certo è che sono venute spettacolari, un po’ più dure di quelle industriali ma dal delicato sentore di burro, spettacolari con un velo di confettura ma buone anche così, da sgranocchiare al naturale.

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Fette biscottate
Tempo di preparazione 30 mins
Tempo di cottura 45 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
2 stampi da plumcake
Ingredienti
Tempo di preparazione 30 mins
Tempo di cottura 45 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
2 stampi da plumcake
Ingredienti
Istruzioni
  1. Riscaldare leggermente il latte insieme al lievito e al miele finchè questo non si sarà sciolto, poi versare il tutto nella ciotola della farina ed iniziare ad impastare.
  2. Una volta amalgamato il tutto unire anche le uova, una alla volta finchè non verranno ben incorporate, poi aggiungere anche il burro morbido a pezzetti e il sale.
  3. Trasferire l'impasto in due stampi da plumcake rivestititi da carta forno bagnata e strizzata e lasciar lievitare, coperti da uno canovaccio, per almeno due ore.
  4. Infornare in forno preriscaldato a 180° per almeno 25 minuti: controllate la cottura in base al forno, io ho iniziato con il forno statico per poi mettere anche la ventilazione in quanto l'impasto era troppo morbido.
  5. Sfornare e lasciar raffreddare, poi togliere l'impasto dagli stampi ed affettare con molta attenzione, mantenendo uno spessore costante (regolatevi in base alle consuete fette biscottate).
  6. Infornare nuovamente su una leccarda, a 200 gradi, per almeno 10 minuti o finchè le fette biscottate non saranno dorate. I miei tempi di cottura sono stati un po' più lunghi e sempre a forno ventilato, motivo per cui nell'intro ho scritto 45 minuti, ma regolatevi sempre in base al vostro forno.
  7. Io le conservo nei sacchetti richiudibili (quelli con la zip, per intenderci), ma se disponete di un vaso in vetro o di una scatola metallica abbastanza grandi usateli perché saranno perfetti.
Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Pizze e pane

Focaccine facilissime

Stasera passiamo ad un successo sicuro, delle focaccine facilissime perchè io con la panificazione non vado d’accordo, ottengo delle lievitazioni perfette però estraggo dal forno sempre dei mattoni di cemento armato, pesantissimi, anche usando il lievito di birra e lasciando la pasta madre lì dove sta ed evitando situazioni da funambolo (i miei esperimenti con la pasta madre mi sono costate lacrime e quintali di farina buttata).

Volevo festeggiare degnamente il compleanno di mio marito, ci tenevo ad organizzargli un aperitivo anche con gli amici, quelli con i quali ogni domenica facciamo chilometri di camminate in compagnia dei rispettivi cani, con i quali impariamo  conoscere tutti i boschi della zona, quindi ieri mattina ci ho provato e sono riuscite perfettissime, al punto che mi è stata richiesta la ricetta… e non solo a causa della fame che avevamo dopo 12 km. di scarpinata!

Grazie ad Elena per la ricetta (nonostante qualche leggera modifica).

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Focaccine
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
1 teglia grande
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 mins
Tempo Passivo 2 ore
Porzioni
1 teglia grande
Ingredienti
Istruzioni
  1. In una ciotola versare l'acqua e il latte, aggiungervi lo zucchero, il lievito e mescolare, poi versarvi l'olio ed incorporare poco per volta la farina e, solo alla fine, unirvi il sale, impastando sino ad avere un composto liscio, uniforme ed elastico (se avete l'impastatrice utilizzatela, io ho usato il Bimby con pochi minuti di velocità spiga).
  2. Mettere da parte, al caldo, e lasciar lievitare finchè l'impasto non raddoppia (nel mio caso ho impastato la sera per la mattina, ma solo per comodità), poi stendere con un mattarello sulla spianatoia infarinata e ritagliare delle forme abbastanza regolari.
  3. Appoggiare le pagnottelle su una leccarda ricoperta da carta forno, ricoprire con della pellicola e lasciar lievitare al caldo ancora un po'.
  4. Forare un po' la superficie con i rebbi di una forchetta e spennellare con l'emulsione di acqua, olio e sale, poi cospargere con origano.
  5. Infornare in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti (io ho usato la funzione ventilata).
Recipe Notes

Una volta raffreddate le ho tagliate a metà e farcite con formaggio spalmabile alle erbe, prosciutto crudo e rucola... deliziose accompagnate da una birretta fresca!

Antipasti e stuzzichini/ Insalate/ Light/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Agretti piccanti con briciole di feta

Questo è un piatto da bistrot, quello che ogni giorno immagino sorga nella mia cucina e che, ora che la stagione mi permette si sfruttare anche lo spazio aperto dei balconi, mi sembra più reale che mai!

La ricetta non è mia, ma di Elena, e mi è piaciuta talmente tanto da farmi arrabbiare in quanto nella mia città non riuscivo a trovare gli agretti: a dire il vero nemmeno li conoscevo, ma quel colore così vivido unito alla mia passione per la cucina vegetariana ha fatto sì che me ne innamorassi e che inaspettatamente in un ipermercato lontanissimo da casa li vedessi. Con il dubbio ovviamente: saranno questi? O no? Il nome loro assegnato dall’ipermercato non l’avevo mai sentito (e manco me lo ricordo), ma ho ben pensato di attivare il marito per una ricerca lampo su Google mentre io li accarezzavo con lo sguardo, ammirata da cotanta beltà (sì, sono scema, ridete pure)!

Erano loro! Gli agretti, barbe di frate o come caspita li chiamavano loro, ma il tempo di realizzare di averli finalmente trovati ed ero già con il sacchetto in mano: un mazzolino, poi due… facciamo tre… dai… in barba all’avarizia!
Ed eccoli qua: favolosi in questa ricetta, con la loro freschezza insaporita dall’acciuga (che fa la differenza), dal piccante del peperoncino, con la delicata sapidità del feta e con la sempre perfetta presenza del nostro ottimo olio extra vergine di oliva… un connubio perfettamente equilibrato, un pasto al volo che non appesantisce, un aperitivo, un antipasto, una semplice merenda sanissima, perfetto sempre! Anche nel mio bistrot 🙂

 

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Agretti piccanti con briciole di feta
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Istruzioni
  1. Portare l'acqua ad ebollizione, salarla e versarvi gli agretti precedentemente puliti dalle radici e ben lavati, cuocere per dieci minuti: premetto che vanno cotti proprio nell'acqua in maniera da far perdere quel sentore di erba selvatica che, se eccessivo, disturba il palato, quindi non al vapore nè in padella con poca acqua. Colarli dall'acqua in eccesso e ripassarli per pochi minuti in una padella in cui si sarà fatto insaporire l'olio con uno spicchio d'aglio, un peperoncino ed un filetto di acciuga spezzettato. Nel frattempo abbrustolire leggermente un paio di fette di pane casereccio, versarvi gli agretti e sbriciolarvi della feta: ottimo come pasto saporito e veloce oppure per un aperitivo sicuramente più salutare che quello che può essere un sacchetto di patatine!

 

Antipasti e stuzzichini/ Pasta madre/ Pizze e pane

Crackers facilissimi con esubero di pasta madre

crackers rustici

crackers rustici

 

Io e la pasta madre: un rapporto disastroso.

La prima volta decido di realizzarla da me partendo dagli ingredienti base e seguendo i sacri testi per avere un buon lievito madre in vasetto, ma ovviamente l’unica cosa che riesco ad ottenere è un ammasso muffoso. Lascio perdere per un po’ e poi…

crackers casalinghi

Seconda volta, in occasione di un incontro con il maestro Gandino, che me ne regala un pezzetto, ci riprovo, questa volta con il sistema del lievito in sacco, legato, però non solo non mi lieviterebbe nemmeno una gomma da masticare, ma riesco persino a farla ammuffire (di nuovo).

crackers casalinghi

Terza volta, conservazione in acqua, grazie a Stefania che arriva al Food Fest di Oderzo con il bagagliaio della macchina pieno di vasetti di pasta madre: cresce, è stupenda, è quella che sino ad oggi riesco a gestire meglio, ma non riesco a farci (ancora) mezzo panino commestibile! Tuttavia gli esuberi dei rinfreschi si sprecano, quindi inizio ad utilizzarli: la prima volta faccio dei grissini, buoni ma non li rifarei poichè comunque insoddisfacenti, la seconda passo ai crackers, una massa non commestibile e tossica, probabilmente anche radioattiva 🙂

crackers con pasta madre

Oggi, sconsolata ma tenace, riprovo: FAVOLOSI!!! Alcuni un po’ troppo cotti ma ancora migliori nel sapore, altri più bellini, insomma… eccoli qua! Frutto di lacrime e imprecazioni.

crackers pasta madre

 

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Crackers con esubero di pasta madre
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Porzioni
2 teglie da forno
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Porzioni
2 teglie da forno
Ingredienti
Istruzioni
  1. Inserire nell'impastatrice la pasta madre e la farina, iniziare a mescolare aggiungendo piano piano e fino a completo assorbimento l'acqua necessaria, tenendo conto che la quantità dipende estremamente dal tipo di farina; poi aggiungere l'olio e alla fine il sale. Impastare bene sino a completa incordatura e stendere molto sottile: io ho usato il tirapasta (vista la pessima esperienza precedente in quanto erano venuti troppo grossi) sulla posizione 4. Trasferire il tutto sulla leccarda del forno unta con l'olio evo, tagliare a quadrotti con la rotella della pizza e bucherellare con una forchetta anzichè non gonfino in cottura. Spennellare con un po' di olio e spolverizzare con del sale. Infornare a 180° ventilato per dieci minuti o sino a doratura.

crackers rustici

crackers pasta madre

Antipasti e stuzzichini/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Torta salata alle melanzane e pomodorini

torta-salata-verdure-mediterranee

Sono giorni di pioggia, si infilano uno dietro l’altro, crudi, umidissimi nonostante il vento che accarezza la mia città coperta da un cielo plumbeo e pieno d’acqua, c’è chi nonostante tutto riesce a cogliere ancora qualche ora di mare tra un temporale e un acquazzone, ma si sa che i triestini sono tenaci; sono giornate di tempo variabile, quelli in cui la mattina ti vesti a strati e quando esci dal lavoro puoi trovarti sotto il cole cocente oppure nel pieno dell’autunno inoltrato, quelli in cui stai alla scrivania e alle tue spalle senti tuonare in continuazione e l’acqua che scende a secchi e magari la sera, sotto un plaid al calduccio, ti godi il temporale con una tazza di the caldo tra le mani.
Oggi mi sono svegliata sotto la pioggia, eppure ben presto è sorto un sole stupendo, caldissimo, un cielo terso da illuminare il cuore, sono uscita a passeggio con Bubu e mi è presa già un po’ di nostalgia del mare, delle lunghe nuotate che mi hanno accompagnata lungo tutta l’estate, forse più della mancanza delle ore di sole… quella voglia di immergermi nell’acqua salata e nuotare fino al rilassarmi completamente.

Ho recuperato una ricetta sfiziosa, veloce, di quelle che spesso preparo e surgelo per i momenti di fretta, un piatto di Enrica (lei mi ispira a tal punto che mi sono stampata quasi tutte le sue ricette e le utilizzo quotidianamente in cucina) che porta in sè tutti i profumi dell’estate, tutti gli aromi mediterranei che mi dovrò far bastare sino alla prossima estate, perchè delle volte basta un buon boccone saporito che la mente ritorna ai momenti più belli…

 

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Torta salata alle melanzane e pomodorini
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Istruzioni
  1. Preparare la base inserendo tutti gli ingredienti nella ciotola o nel mixer ed impastare velocemente (io ho aggiunto un po' di farina perchè l'impasto appiccicava troppo), poi stendere tutto, con le mani, nello stampo da crostata precedentemente oleato. Farcire con le fette di melanzana, tagliate ad uno spessore di 2-3 mm., poi spolverizzare con po' di sale e dell'origano e condire con un giro d'olio. A parte tagliare a fettine i pomodorini, condirli con olio, sale, aglio, timo e origano e aggiungerli alla farcitura. Infornare a 190°, a forno ventilato e nella parte inferiore, per 45 minuti. Servire, a piacere, con un ciuffo di basilico fresco; io spesso la preparo con largo anticipo e la congelo perchè si mantiene benissimo.

Economiche/ Pizze e pane

Le friselle dei miei vent’anni

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Le friselle furono amore a prima vista nel corso delle mie prime vacanze pugliesi quando, complice una collega di Sternatia, prendevamo una settimana di ferie insieme e partivamo con il primo treno alla volta di Lecce, lei per fare visita alla famiglia e io per scoprire una terra nuova: giornate di sole cocente, di pomodori stesi al sole ad asciugare, di case di un bianco abbacinante, di pomeriggi assolati seduti nel cortile di casa, tutti insieme attorno ad un secchio e armati di scopino in saggina per ripulire i fichi d’india dalle spine.

Non erano solo giornate di mare, un giorno sulla costa adriatica e l’altro su quella ionica, ma erano anche vere e proprie fughe turistiche, un giorno a visitare le grotte, un giorno a macinare chilometri su una vecchia 126 scassata blu notte che bolliva come un paiolo per raggiungere qualche meta sconosciuta e, si sa, la Puglia è bella lunga!

Serate in paese a fare capannello chiacchierando tra feste e musica, sgranocchiando pistacchi salati e pucce con le olive, strafogandosi di gelati in riva al mare, passeggiando nell’aria sempre cocente che diveniva troppo fresca in prossimità del mare aperto, serate di cene povere e gustose, con i pomodori dell’orto e l’olio di casa stesi su un pane secco e duro che al solo contatto con un po’ d’acqua diveniva il piatto più buono del mondo!

Allora scoprii la frisella e iniziai a portarmene dei sacchi da un treno all’altro, perché da quella volta le vacanze pugliesi con l’amica del cuore divennero la regola: ora lei vive a Como per lavoro, a Sternatia ci va solo quando può ma io quelle estati le ho ancora nel cuore, tant’è che quest’anno quel mare, quell’olio e quei pomodori li ho fatti conoscere alla mia famiglia… e con le friselle è stato di nuovo amore a prima vista!

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Ingredienti:

260 g. di farina di grano duro *

150 ml. di acqua

1 cucchiaio di olio evo

5 g. di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

* (oppure utilizzare un mix di grano tenero ed integrale)

Procedimento:

Sciogliere il lievito con lo zucchero nell’acqua tiepida e poi aggiungerli alla farina, impastando bene e avendo cura di far riposare un po’ l’impasto per circa mezzora; a questo punto aggiungere anche il sale e l’olio continuando ad impastare, poi ricoprirlo e lasciarlo lievitare fino ad arrivarne al raddoppio.

Ricavare, sulla spianatoia infarinata, dei rotolini che andranno tagliati in modo da ottenere, richiudendoli su se stessi, delle ciambelline (a voi la scelta del diametro, ma io le frise le preferisco grandi), poi appoggiarle sulla leccarda del forno ricoperta dall’apposita carta e lasciare lievitare nuovamente, in ambiente caldo (il forno spento è perfetto), fino al raddoppio.

Preriscaldare il forno a 200°C. per qualche minuto e metterle a cuocere finchè assumeranno un aspetto leggermente dorato, estraetele e lasciatele raffreddare, poi tagliatele a metà longitudinalmente e rimettetele a cuocere nel forno a 170/180°C. per circa 30/40 minuti o comunque finchè assumeranno l’aspetto biscottato.

L’olio si può omettere, tuttavia a mio parere se viene usato si ottiene una frisella più friabile e profumata.

Si conservano a lungo e, per consumarle, basterà bagnarle un attimo sotto l’acqua corrente e farcirle con olio, sale, pomodori a pezzetti e una spruzzata di origano!

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Arte, storia ed architettura/ Pizze e pane/ Un po' del mio mondo/ Vini e bevande

Un altro sabato da foodblogger alla scoperta delle eccellenze friulane

Già mi sento professionale....

Già mi sento professionale….

Ancora non ci credo di avercela fatta, di esser riuscita ad andarci nonostante la mia “vita spericolata” che puntualmente riesce ad ingarbugliarmi le giornate: a dire il vero un po’ ci avevo rinunciato, ma la caparbietà di Cristina ha fatto sì che questa volta ci fossi anch’io (mi ha presa alla sprovvista, siamo onesti 🙂 )!

Sabato 10 ottobre, otto del mattino e si parte alla volta di Trivignano, piccolo borgo della campagna friulana, in compagnia di Cristina, organizzatrice della spedizione, di Barbara e di Gabriella… e poi ci sono anch’io, ancora travolta dai dubbi e dal (piccolo) senso di colpa per aver lasciato a casa da solo un figlio quasi-ammalato con la gastroenterite: quaranta minuti dopo siamo a destinazione, pronte e gasate per la visita al Molino Moras, da me già conosciuto in precedenza grazie al punto vendita di Trieste Unsaccomoras, ma che qui devo dire che ha dato il meglio di sé grazie ad una egregia introduzione in merito alle varietà di grano e alle relative proprietà organolettiche, cui è seguita la visita all’antico molino per poter toccare con mano quella che sino a quel momento era solo mera teoria. Oltretutto l’intervento del “lievitista” (eh sì… per tutte quelle che, come la sottoscritta, impastavano un po’ a casaccio, è stato uno shock sapere che esiste tale figura professionale) Giovanni Gandino mi ha resa edotta su aspetti chimici di tutta la faccenda che mi hanno letteralmente fatta cadere dal pero!

Ho avuto modo di apprendere molte nozioni in merito alla farina, che naturalmente io non distinguevo più di tanto non andando molto al di là della solita divisione tra grano tenero, grano duro e Manitoba, il tutto arricchito dalla mia ammirazione per una professionalità che ho apprezzato molto, grazie all’attenzione dimostrata dall’azienda per le caratteristiche del prodotto iniziale, che deve entrare in produzione in condizioni di umidità e di percentuale di sali minerali assolutamente ottimali e vista la poca serietà che negli ultimi anni aleggia nella produzione globale non è certo di poco conto: qui ci sono innanzitutto persone e solo successivamente piccoli imprenditori, pertanto il prodotto finale risulta essere assolutamente d’eccellenza e di altissima qualità! Posso dire anche la mia? Un aspetto che solitamente sfugge, ma io ho fatto una prova: il peso! Ho pesato un chilo di farina Moras e il risultato lordo era di 1200 g., esattamente la farina al netto più la tara della confezione, oltre al fatto che la farina rende al 100% nell’impasto. La farina della grande distribuzione, pesata al lordo, risultava pari a 980 g., tolta la tara restano 960-970 g. al massimo di prodotto, che nell’impasto non rende altrettanto, tant’è che per ottenere il mio pane quotidiano con una ricetta che prevede 500 g. di farina ne devo usare almeno 550 per non ottenere una pappa. E allora io premio la qualità ma anche l’onestà! E questa è gente che lavora sodo con onestà e trasparenza.

 

Inizia il tour...

Inizia il tour…

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Inizia l’apprendimento…

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Ed ecco il risultato finale!

Ed ecco il risultato finale!

 

Il processo produttivo è altamente meccanizzato

Il processo produttivo è altamente meccanizzato

 

Un giretto nei magazzini...

Un giretto nei magazzini…

 

Si passa all'aspetto pratico...

Si passa all’aspetto pratico…

 

e alle prime ghiottonerie!

e alle prime ghiottonerie!

 

Questo è anche un anno particolarmente importante per il Molino

Questo è anche un anno particolarmente importante per il Molino

 

Dopo la visita dello stabilimento di Trivignano, intervallato da una sacra e gustosa merenda accompagnata dalle tisane “Coccola Tè” dell’azienda Ferri dal 1905 (e voi non immaginate il profumo di vaniglia…),  c’è stato il trasferimento a Percoto, dove è situata l’azienda Dentesano, produttrice di ottimi insaccati realizzati a livello artigianale e con attenta e precisa cura nella scelta della materia prima e delle relative procedure di lavorazione, come ci è stato dato modo di testare nel corso dell’aperitivo offerto al nutrito gruppo di bloggers affamate e del successivo pranzo, tenutisi ambedue presso un casolare che era la fine del mondo! Il tutto è stato innaffiato dai vini della azienda Masùt da Rive: uno spettacolo! E non sono una persona che si accontenta di poco, da degna nipote di viticoltore, e giuro che un Sauvignon così non l’avevo mai bevuto prima….

La presentazione dell'azienda

La presentazione dell’azienda

 

E del menu che ci attende (la fame inizia a farsi sentire)

E del menu che ci attende (la fame inizia a farsi sentire)

 

Il "viaggio" nel mondo degli insaccati inizia dalla produzione dei wuerstel

Il “viaggio” nel mondo degli insaccati inizia dalla produzione dei würstel

 

Qui è una cosa "da sbavo"... mi sarei seduta sotto quei prosciutti e avrebbero dovuto portarmi via con la forza bruta... slurp!

Qui è una cosa “da sbavo”… mi sarei seduta sotto quei prosciutti e avrebbero dovuto portarmi via con la forza bruta… slurp!

 

I magazzini non sono da meno...

I magazzini non sono da meno…

 

Lo splendido scenario che ci ha ospitate per il momento più conviviale

Lo splendido scenario che ci ha ospitate per il momento più conviviale

 

Inizia il momento godurioso: cotto caldo in crosta con il kren

Inizia il momento godurioso: cotto caldo in crosta con il kren

 

Avvicinandoci timorosi all'abbeveramento

Avvicinandoci timorosi all’abbeveramento

 

...per gustare un Sauvignon fruttato che era la fine del mondo!

…per gustare un Sauvignon fruttato che era la fine del mondo!

 

Ecco i produttori di cotanta bontà...

Ecco i produttori di cotanta bontà…

 

Passiamo al salame "punta di coltello"?

Passiamo al salame Nonno Angelo in punta di coltello?

 

Meglio se accompagnato da un po' di focaccia...

Meglio se accompagnato da un po’ di focaccia…

 

C'è chi ci prova e mi conquista il cuore per la sua dolcezza (le mie pupe, al ritorno a casa, mi faranno la radiografia completa)

C’è chi ci prova e mi conquista il cuore per la sua dolcezza (le mie pupe, al ritorno a casa, mi faranno la radiografia completa)

 

Questi li memorizzo!

Questi li memorizzo!

 

Il pranzo è stato un momento di convivialità memorabile grazie alla simpatie delle bloggers e dalla semplicità dei titolari delle aziende: gente semplice, lavoratrice, abituata al lavoro in famiglia e al rapporto con la campagna con tutte le sue possibili variabili e difficoltà, persone molto alla mano e di un’umanità raramente rinvenibile in coloro i quali si trovano ai vertici aziendali.

Abbiamo avuto modo di assaggiare l’anatra all’arancia, splendido affettato accompagnato dai panini, anch’essi all’arancia, realizzati dal nostro mago del lievito con i prodotti del molino, il prosciutto di coniglio al tartufo (carne splendida!) con crackers di amaranto, il salame Nonno Angelo in punta di coltello accompagnato da una focaccia genovese, il prosciutto cotto in crosta con del buonissimo kren (rafano) grattugiato, tipico delle nostre zone e delicatamente adagiato su un crostino di filone e, tra i bocconcini caldi, lo stinco alla birra, accompagnato da deliziose patate (e meravigliosi grissini)… delicatissimo! Naturalmente per ogni piatto siamo stati coccolati con i relativi vini in maniera tale da esaltare i sapori grazie agli abbinamenti migliori: ho già scagliato una freccia in favore del Sauvignon, il bianco più buono mai bevuto, ma il bianco friulano non è stato da meno, per non tralasciare il Pinot nero, corposo al punto giusto, perfetto per gli insaccati ma non troppo “duro”.

Iniziamo il pranzo con l'anatra all'arancia e il profumatissimo pane agrumato abbinato

Iniziamo il pranzo con l’anatra all’arancia e il profumatissimo pane agrumato abbinato

 

Eccolo... panino all'arancia, una sciccheria!

Eccolo… il panino all’arancia, una sciccheria!

 

Coniglio e crackers all'amaranto

Prosciutto di coniglio al tartufo e crackers all’amaranto

 

No...dico...pure bellissimo da vedere!

No…dico…pure bellissimo da vedere!

 

Per accompagnare lo stinco alla birra

Per accompagnare lo stinco alla birra

 

E per sgranchirsi un po' le gambe si fa un giro ad ammirare la cucina

E per sgranchirsi un po’ le gambe si fa un giro ad ammirare la cucina

 

Bella eh?

Bella eh?

 

E volgendo gli occhi al cielo... uno splendore!

E volgendo gli occhi al cielo… uno splendore!

 

Prima di arrivare al momento del dessert, arricchito dai tipici dolci delle nostre zone a base di mele e frutta secca offerte dal Panificio Pasticceria Tondon,  c’è stato un altro intervento regalatoci dal Maestro di Arte Bianca Giuseppe Gandino che, oltretutto, è di una simpatia travolgente e ci ha fatte sbellicare dalle risate, oltre ad averci insegnato qualcosa sulla pasta madre, argomento per me abbastanza oscuro da sempre visto che da anni riesco a far morire qualsiasi lievito madre prima ancora di farlo diventare adulto… sia questa la volta buona che ce la farò?

Le foto scattate sono state più di cento e la scelta per la pubblicazione è stata molto dura: ve ne offro un po’… spero rendano bene l’idea della gioia provata nel corso della giornata!

Potevo non abbracciarmelo un po'? PS: mio marito ha visto la foto ululando "e questo chi è?"

Potevo non abbracciarmelo un po’? PS: mio marito ha visto la foto ululando “e questo chi è?”

 

Posso solo dire un grazie di cuore a Molino Moras, Salumificio Dentesano, QBquantobasta (goloso mensile che ha collaborato per l’organizzazione dell’evento), Masut da RiveFerri dal 1905, Panificio Pasticceria Tondon e al Maestro Gandino per la bellissima giornata e per i preziosi insegnamenti!

 

Pizze e pane

Soda bread: un pane che sa di antico…

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Ecco che ho provato anche il soda bread, pane antico di origine irlandese, colta dalla disperazione di non riuscire più a mangiare un pezzo di pane, di pizza o di focaccia senza essere colta da problemi allo stomaco e dei quali ho incolpato il lievito di birra senza possibilità di riscatto.

In realtà il mio è stato letteralmente un esperimento in quanto ho usato solo la farina bianca (e dove la andavo a pescare quella integrale all’ultimo minuto? a me il pane serviva subito….), ma incredibilmente la pagnotta è venuta bene, ben lievitata nonostante il pane ottenuto sia pesante e molto rustico, con un retrogusto strano che personalmente mi ricorda qualcosa dell’infanzia, anche se non sono riuscita a dare un’etichetta al mio  déjà-vu: forse se avessi usato la farina integrale almeno al 50% del peso complessivo sarebbe venuto meglio (la versione con sola farina bianca non mi ha convinta appieno), ma sicuramente a me ha dato l’idea di un pane perfetto per la colazione, spalmato con un velo di confettura di frutti rossi.

Insomma, vorrei riprovarci con delle farine diverse, ma riporto la ricetta perché l’ho ritenuta interessante.

Ah, a proposito… i problemi allo stomaco hanno resistito nonostante l’aver tolto di mezzo il lievito di birra (che sia la farina di grano tenero?) 🙁

Ingredienti:

400 g. di farina (di cui la metà integrale)

400 ml. di latte

due cucchiaini di sale (però io li ridurrei della metà)

un cucchiaino e mezzo di bicarbonato di sodio

Procedimento:

Mettere gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungere il latte e mescolare velocemente, poi versare su una spianatoia ben infarinata e lavorare l’impasto, che è molto appiccicoso e metterà a dura prova la vostra pazienza, finchè si riesce ad ottenere una consistenza accettabile e che permetta di essere inserita in uno stampo foderato di carta forno (io ho usato il silicone del plumcake perché la pazienza l’avevo esaurita già da parecchio); poi praticare un taglio lungo la superficie per far sì che l’aria sprigionatasi in cottura possa uscire, visto che sarà proprio la reazione chimica tra il bicarbonato e il latte a far sì che l’impasto possa lievitare, ed infornare subito a forno già caldo.

Io ho inserito comunque una pentola d’acqua sul fondo del forno poiché il mio è abbastanza aggressivo, comunque con 40 minuti di cottura a 200°C. ho ottenuto questa pagnotta… poi gli esperimenti continueranno perché vorrei davvero ottenere una di quelle belle pagnotte da colazione che riesco a mangiare solo nel nord Europa e che in effetti hanno proprio quel retrogusto un po’ particolare che ho riscontrato nel mio pane.

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