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Profumi mediterranei

Etniche/ Light/ Ricette vegetariane/ Secondi

Melanzane al caprino

Non mi faccio viva dai primi mesi dell’estate, lo so, ma avevo bisogno di un periodo di stacco totale, provata da un caldo infernale, dagli oramai ricorrenti problemi con i genitori anziani, stanca morta da non reggermi in piedi, da crollare sul divano all’ora di cena per poi non riuscire a dormire a causa della troppa stanchezza.

Mi sono dedicata a me stessa, ho spento il pc, ho trascorso più tempo possibile al mare, ho nuotato per ore ogni giorno, ho bevuto litri e litri di acqua e ho curato l’alimentazione come non mai, ho voluto iniziare un percorso che mi aiutasse a riprendere la forma perduta a causa dell’eccessivo stress e delle preoccupazioni, ho chiuso completamente porte di stanze che non mi appartenevano più, ho lasciato fuori maleducazione e cattiveria, ho deciso che la mia strada dev’essere questa, un blog indipendente, aperto a delle collaborazioni perché sono sempre stimolanti, ma con la libertà di decidere da sola quali passi intraprendere, quando e se pubblicare.

Ho trascorso due settimane in Francia, una vacanza bellissima e a mia misura che mi ha ricaricata, il tutto documentato in una quantità esagerata di scatti, molti ancora da sistemare e che prima o poi vedranno la luce anche su queste pagine, ma con calma perché sto avendo una vita molto complicata e faticosa…

Oggi la proposta è semplice, sperimentata dopo aver visto questo post, incuriosita dal sapore mediorientale di questa ricetta, sicuramente perfetta per il regime alimentare che sto seguendo: c’è chi la trova favolosa, da far esplodere le papille gustative, e penso che ciò sia legato sia alla qualità della melanzana scelta, sia a quello del sommacco, purtroppo di non facile reperibilità in Italia. Quello utilizzato nella ricetta dalla quale ho tratto gli ingredienti è a base di melograno essiccato, sicuramente più acidulo, mentre io ho usato il classico sommacco libanese, che già di suo è complicato da trovare. Il sapore, anche a causa della pessima qualità della melanzana da supermercato, sicuramente ne ha risentito: sperimentate, ma solo se avete le melanzane dell’orto e cercate di trovare un buon sommacco, fresco e saporito, altrimenti lasciate perdere.

Il caprino a me non piace, ma qui ci va, ci va proprio perché il connubio di sapori che si ottiene è perfettamente equilibrato, con la sapidità del formaggio, l’amarognolo dell’ortaggio e l’asprigno del sommacco. E’ la perfezione. Se gli ingredienti sono perfetti (i miei non lo erano).

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Melanzane al caprino
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 45-60 mins
Porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 45-60 mins
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Lavare bene le melanzane e disporle in una teglia intere e con il picciolo, nel frattempo portare il forno a 190° ed infornare per 45-60 minuti (io ho usato la modalità ventilata), in maniera tale che la polpa si cuocia al vapore grazie alla buccia. Poi tagliarle a metà e condirle con sale, pepe ed olio, disporvi qualche cucchiaiata di caprino, del sommacco ed ancora un giro d'olio. Servirle ancora calde.

Antipasti e stuzzichini/ Insalate/ Light/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Agretti piccanti con briciole di feta

Questo è un piatto da bistrot, quello che ogni giorno immagino sorga nella mia cucina e che, ora che la stagione mi permette si sfruttare anche lo spazio aperto dei balconi, mi sembra più reale che mai!

La ricetta non è mia, ma di Elena, e mi è piaciuta talmente tanto da farmi arrabbiare in quanto nella mia città non riuscivo a trovare gli agretti: a dire il vero nemmeno li conoscevo, ma quel colore così vivido unito alla mia passione per la cucina vegetariana ha fatto sì che me ne innamorassi e che inaspettatamente in un ipermercato lontanissimo da casa li vedessi. Con il dubbio ovviamente: saranno questi? O no? Il nome loro assegnato dall’ipermercato non l’avevo mai sentito (e manco me lo ricordo), ma ho ben pensato di attivare il marito per una ricerca lampo su Google mentre io li accarezzavo con lo sguardo, ammirata da cotanta beltà (sì, sono scema, ridete pure)!

Erano loro! Gli agretti, barbe di frate o come caspita li chiamavano loro, ma il tempo di realizzare di averli finalmente trovati ed ero già con il sacchetto in mano: un mazzolino, poi due… facciamo tre… dai… in barba all’avarizia!
Ed eccoli qua: favolosi in questa ricetta, con la loro freschezza insaporita dall’acciuga (che fa la differenza), dal piccante del peperoncino, con la delicata sapidità del feta e con la sempre perfetta presenza del nostro ottimo olio extra vergine di oliva… un connubio perfettamente equilibrato, un pasto al volo che non appesantisce, un aperitivo, un antipasto, una semplice merenda sanissima, perfetto sempre! Anche nel mio bistrot 🙂

 

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Agretti piccanti con briciole di feta
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 mins
Tempo di cottura 15 m
Porzioni
2 bruschette
Ingredienti
Istruzioni
  1. Portare l'acqua ad ebollizione, salarla e versarvi gli agretti precedentemente puliti dalle radici e ben lavati, cuocere per dieci minuti: premetto che vanno cotti proprio nell'acqua in maniera da far perdere quel sentore di erba selvatica che, se eccessivo, disturba il palato, quindi non al vapore nè in padella con poca acqua. Colarli dall'acqua in eccesso e ripassarli per pochi minuti in una padella in cui si sarà fatto insaporire l'olio con uno spicchio d'aglio, un peperoncino ed un filetto di acciuga spezzettato. Nel frattempo abbrustolire leggermente un paio di fette di pane casereccio, versarvi gli agretti e sbriciolarvi della feta: ottimo come pasto saporito e veloce oppure per un aperitivo sicuramente più salutare che quello che può essere un sacchetto di patatine!

 

Autoproduzione/ Bevande/ Conserve/ Vini e bevande

Arancello, con il cuore nel colore dell’estate

Ci sono istanti di cui mi innamoro, colori e profumi che mi entrano nel cuore, emozioni che mi rimangono impresse nell’anima come timbri indelebili.

Ci sono momenti in cui mi fermo rapita ad osservare e mi manca il fiato, istanti in cui mi si mozza il respiro e rimango fissa ed incantata.

Ci sono attimi in cui mi sento parte unica di questo meraviglioso universo ed in totale comunione con la natura, perfetti respiri di libertà assoluta.

Ci sono dei pezzetti di vita in cui tutto è armoniosamente completo pur nella bellezza dell’imperfezione, morsi di esistenza in cui questa vita è ancora più bella.

Ci sono forme perfette, simpatiche, che regalano un sorriso solo a vederle, c’è la sfera, così perfetta, liscia, morbida, priva di angoli insidiosi, così levigata da rotolare ovunque la si appoggi.

C’è la perfezione di un’arancia, con il suo profumo intenso, che mi riporta il cuore al Mediterraneo, che mi riporta l’emozione al mare estivo, c’è la sua rotondità così assoluta, una sfericità che solitamente sui banchi dei nostri supermercati settentrionali non si può ammirare, una geometricità incredibile che non poteva non racchiudere il suo aroma intenso in un liquore con il colore carico di un elisir.

 

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Arancello
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 15 giorni
Porzioni
75 ml.
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 15 giorni
Porzioni
75 ml.
Ingredienti
Istruzioni
  1. Pelare le arance con un pelapatate i modo da prelevare solamente la parte esterna della buccia, metterle in un vaso di vetro con l'alcool e lasciare 15 giorni a macerare, scuotendo spesso in modo da smuoverle. Sciogliere lo zucchero nell'acqua, togliere dal fuoco, lasciar raffreddare e versarvi l'alcool dal quale saranno state tolte le bucce e strizzate, mescolare bene e filtrare il tutto con una garza, imbottigliare e servire freddo dopo almeno una settimana di riposo. In alternativa, se non fate uso di alcoolici, è perfetto per la preparazione di dolci.

 

 

Decora/ Dolci e desserts

Pasticcini di frolla montata profumati alla rosa con pistacchio

Laddove spira più tagliente il vento, e alto si leva il mare e non lievi sono i pericoli da superare, mi sento a mio agio.
(Friedrich Nietzsche)

La mia città è spazzata dalla bora, la neve scende impietosa, le strade si ricoprono di pack, il molo Audace è ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio formatosi dagli spruzzi del mare in tempesta sferzato da un vento implacabile, le grandi navi rientrano in porto con l’aiuto dei rimorchiatori, i cassonetti della spazzatura sono scoperchiati e scorrono liberi sulla carreggiata, di scooter parcheggiati lungo le strade non ce ne sono più, tutti rovinosamente stesi a terra come le tessere di un domino impazzito.

La mia città è fredda d’inverno, molto fredda nonostante la presenza del mare, è la porta dell’est ed è schiaffeggiata da feroci venti balcanici, violenti e gelidi, che ti strappano le viscere quando decidono di scatenarsi senza riserve rovesciando qualsiasi ostacolo trovino sul loro cammino; questo inverno sino a pochi giorni fa è stato stranamente caldo e piovoso e ora, alle porte della primavera e con gli alberi già in fiore, si è aizzato con ferocia e violenza perchè questa è casa sua, la casa della bora, la casa di quel burjan che proviene direttamente dalla steppa siberiana, cui noi siamo abituati, che sin da piccoli ci accompagna prima a scuola, poi al lavoro e che per nessun motivo al mondo riesce a fermarci.

Sin da bambini apprendiamo a camminare controvento, mai ci sogneremmo di cercare un appiglio poichè abbiamo l’equilibrio nel Dna, amiamo la nostra bora impetuosa e freddissima che spesso ci regala i cieli più azzurri che si possano immaginare e che talora ci gela la città, quella bora al cui contatto il nostro mare sembra un porto sul Baltico, quella bora che ci fa sentire vivi, che regala energia, che è energia della natura allo stato puro.

In tanto freddo ho avuto voglia di accendere il forno sprigionando dei profumi diversi e rievocativi di un’atmosfera mediorientale, che sanno di rosa e di pistacchio, che sanno di caldo in questa stagione gelida e mentre il mercurio segna sette gradi sotto lo zero io sforno pasticcini che evocano paesi caldi mentre ascolto note di mare con accenti tribali (video) e con tanta voglia di stendermi al sole.

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Frolla montata
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 10 mins
Porzioni
40 biscotti
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 10 mins
Tempo Passivo 10 mins
Porzioni
40 biscotti
Ingredienti
Istruzioni
  1. Sbattere bene lo zucchero con il burro a pomata, aggiungere l'uovo, la farina e l'aroma alla rosa, amalgamare bene e lasciare a riposo dieci minuti. Nel frattempo preparare la sparabiscotti con il disco prescelto e procedere "sparando" l'impasto sulla leccarda del forno non unta nè ricoperta da carta forno; infornare i forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti estraendo i biscotti prima che scuriscano e togliendoli dalla leccarda solo quando si saranno raffreddati. Decorarli a piacere.

Antipasti e stuzzichini/ Pizze e pane/ Ricette vegetariane

Torta salata alle melanzane e pomodorini

torta-salata-verdure-mediterranee

Sono giorni di pioggia, si infilano uno dietro l’altro, crudi, umidissimi nonostante il vento che accarezza la mia città coperta da un cielo plumbeo e pieno d’acqua, c’è chi nonostante tutto riesce a cogliere ancora qualche ora di mare tra un temporale e un acquazzone, ma si sa che i triestini sono tenaci; sono giornate di tempo variabile, quelli in cui la mattina ti vesti a strati e quando esci dal lavoro puoi trovarti sotto il cole cocente oppure nel pieno dell’autunno inoltrato, quelli in cui stai alla scrivania e alle tue spalle senti tuonare in continuazione e l’acqua che scende a secchi e magari la sera, sotto un plaid al calduccio, ti godi il temporale con una tazza di the caldo tra le mani.
Oggi mi sono svegliata sotto la pioggia, eppure ben presto è sorto un sole stupendo, caldissimo, un cielo terso da illuminare il cuore, sono uscita a passeggio con Bubu e mi è presa già un po’ di nostalgia del mare, delle lunghe nuotate che mi hanno accompagnata lungo tutta l’estate, forse più della mancanza delle ore di sole… quella voglia di immergermi nell’acqua salata e nuotare fino al rilassarmi completamente.

Ho recuperato una ricetta sfiziosa, veloce, di quelle che spesso preparo e surgelo per i momenti di fretta, un piatto di Enrica (lei mi ispira a tal punto che mi sono stampata quasi tutte le sue ricette e le utilizzo quotidianamente in cucina) che porta in sè tutti i profumi dell’estate, tutti gli aromi mediterranei che mi dovrò far bastare sino alla prossima estate, perchè delle volte basta un buon boccone saporito che la mente ritorna ai momenti più belli…

 

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Torta salata alle melanzane e pomodorini
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 45 mins
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Per la base:
Per la farcitura:
Istruzioni
  1. Preparare la base inserendo tutti gli ingredienti nella ciotola o nel mixer ed impastare velocemente (io ho aggiunto un po' di farina perchè l'impasto appiccicava troppo), poi stendere tutto, con le mani, nello stampo da crostata precedentemente oleato. Farcire con le fette di melanzana, tagliate ad uno spessore di 2-3 mm., poi spolverizzare con po' di sale e dell'origano e condire con un giro d'olio. A parte tagliare a fettine i pomodorini, condirli con olio, sale, aglio, timo e origano e aggiungerli alla farcitura. Infornare a 190°, a forno ventilato e nella parte inferiore, per 45 minuti. Servire, a piacere, con un ciuffo di basilico fresco; io spesso la preparo con largo anticipo e la congelo perchè si mantiene benissimo.

Primi/ Ricette vegetariane/ Salse e sughi

Pasta fredda al pesto di zucchine e mandorle con pomodorini arrostiti e olive

 

Luglio. Tradizionalmente il mese meteorologicamente più stabile dell’anno, ma questa volta lo vivo alla giornata, prendendo i momenti di sole cocente per un tuffo in mare e godendo delle giornate come oggi per prendere fiato: per me luglio significa colazioni alle sei del mattino, in pigiama sul balcone, a piedi nudi sulla pietra fredda, mentre i primi raggi di sole iniziano ad accarezzarmi il viso. Stamani invece gironzolavo per la casa sentendo il legno bianco del pavimento insolitamente fresco mentre, affacciandomi, cumuli neri si addossavano inondando il cielo di una luce anomala che faceva sembrare irreale il bosco davanti casa. Non mi dispiacciono momenti così, mi rendono più energica dopo la pigrizia delle giornate più cocenti e, volendo, anche un tuffo in mare e quattro bracciate sotto il cielo cupo mi regalano sempre un’emozione unica, una sorta di unione con la natura vista in tutte le sue sfaccettature.

Non lo so se al rientro dal lavoro troverò il sole o la pioggia, tuttavia il pranzo dev’essere pronto in quanto i miei orari male si conciliano con qualsiasi preparazione, quindi ho optato per un piatto fresco e gradevole comunque, a prescindere dal caldo intenso o da un eventuale abbassamento della temperatura.

Una pasta fredda, condita con un pesto diverso da quello tradizionale genovese, unita ad una manciata di pomodorini arrostiti (o, a scelta e per una versione più estiva, freschi e tagliati a cubetti) e di olive nere: anche qui potete sbizzarrirvi usando quelle greche o di Gaeta, più amarognole, oppure le dolci spagnole come ho fatto io, oppure addirittura passarle al forno e condirle con olio, peperoncino e aglio. Anche le dosi sono molto generiche perché va tutto a gusto personale, l’importante è che si crei un’armonia di sapori tipicamente estivi e profumatissimi!

 

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Pasta fredda con pesto di zucchine e mandorle
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
2 porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
2 porzioni
Ingredienti
Istruzioni
Per il pesto di zucchine
  1. Frullare con il minipimer la zucchina tagliata a cubetti insieme con le mandorle leggermente tostate, l'aglio, il sale, l'olio evo e il parmigiano, tutto a piacere e secondo gusto (io prediligo abbondare con le mandorle).
Per la pasta
  1. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione e, nel frattempo, arrostire i pomodorini; scolare bene la pasta conservando un cucchiaio di acqua di cottura per stemperare il pesto e mescolarla con quest'ultimo finchè è calda. Non appena sarà raffreddata unirvi i pomodorini (se preferite potete anche utilizzarli a crudo e tagliati a cubetti), la mozzarella a dadini, il basilico e le olive. Mescolare bene e mangiarla a temperatura ambiente.
A bit of freedom/ Antipasti e stuzzichini

A bit of freedom e il bourek

La creazione delle prime pagine di questo mini-magazine mi ha dato soddisfazione perchè partire da zero e riuscire a vedere il risultato nero su bianco… beh, non è da poco! Quindi ho preparato la seconda parte, una piccola “seconda uscita”, proponendovi una ricettina sfiziosa e perfetta in ogni occasione, dal finger food all’aperitivo o addirittura, come ho fatto io, per una cena estiva all’aperto, accompagnata da un piatto di melanzane grigliate.
Buona lettura e buon appetito 🙂

A bit of freedom/ Light/ Pesce

A bit of freedom… le mie prime pagine di libertà

Manco da tanto, da troppo tempo: giugno è volato nella mia totale assenza, lontana dal blog ma anche dal web, tra pensieri pesanti, mancanza di connessione, appartamento ancora sottosopra dopo la ristrutturazione e, tutto sommato, zero voglia di scrivere e di interagire.
Mi sono presa i miei tempi, ho rispettato la mia necessità di staccare, ho dormito, mi sono affidata completamente alle mani altrui affrontando ogni minuto passivamente, senza pensare, senza faticare, solo respirando a fondo, con calma… solo vivendo.
Oggi, primo giorno in cui il blog si presenta con u nuovo abito, vi lascio uno sfogliabile, una ricetta regalatami da un pescatore l’estate scorsa, vi dedico qualche fotogramma… leggetelo, godetevelo con calma e prima o poi ci rivedremo per qualche altra pagina completamente estiva.
Buona lettura!

Economiche/ Pizze e pane

Le friselle dei miei vent’anni

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Le friselle furono amore a prima vista nel corso delle mie prime vacanze pugliesi quando, complice una collega di Sternatia, prendevamo una settimana di ferie insieme e partivamo con il primo treno alla volta di Lecce, lei per fare visita alla famiglia e io per scoprire una terra nuova: giornate di sole cocente, di pomodori stesi al sole ad asciugare, di case di un bianco abbacinante, di pomeriggi assolati seduti nel cortile di casa, tutti insieme attorno ad un secchio e armati di scopino in saggina per ripulire i fichi d’india dalle spine.

Non erano solo giornate di mare, un giorno sulla costa adriatica e l’altro su quella ionica, ma erano anche vere e proprie fughe turistiche, un giorno a visitare le grotte, un giorno a macinare chilometri su una vecchia 126 scassata blu notte che bolliva come un paiolo per raggiungere qualche meta sconosciuta e, si sa, la Puglia è bella lunga!

Serate in paese a fare capannello chiacchierando tra feste e musica, sgranocchiando pistacchi salati e pucce con le olive, strafogandosi di gelati in riva al mare, passeggiando nell’aria sempre cocente che diveniva troppo fresca in prossimità del mare aperto, serate di cene povere e gustose, con i pomodori dell’orto e l’olio di casa stesi su un pane secco e duro che al solo contatto con un po’ d’acqua diveniva il piatto più buono del mondo!

Allora scoprii la frisella e iniziai a portarmene dei sacchi da un treno all’altro, perché da quella volta le vacanze pugliesi con l’amica del cuore divennero la regola: ora lei vive a Como per lavoro, a Sternatia ci va solo quando può ma io quelle estati le ho ancora nel cuore, tant’è che quest’anno quel mare, quell’olio e quei pomodori li ho fatti conoscere alla mia famiglia… e con le friselle è stato di nuovo amore a prima vista!

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Ingredienti:

260 g. di farina di grano duro *

150 ml. di acqua

1 cucchiaio di olio evo

5 g. di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

* (oppure utilizzare un mix di grano tenero ed integrale)

Procedimento:

Sciogliere il lievito con lo zucchero nell’acqua tiepida e poi aggiungerli alla farina, impastando bene e avendo cura di far riposare un po’ l’impasto per circa mezzora; a questo punto aggiungere anche il sale e l’olio continuando ad impastare, poi ricoprirlo e lasciarlo lievitare fino ad arrivarne al raddoppio.

Ricavare, sulla spianatoia infarinata, dei rotolini che andranno tagliati in modo da ottenere, richiudendoli su se stessi, delle ciambelline (a voi la scelta del diametro, ma io le frise le preferisco grandi), poi appoggiarle sulla leccarda del forno ricoperta dall’apposita carta e lasciare lievitare nuovamente, in ambiente caldo (il forno spento è perfetto), fino al raddoppio.

Preriscaldare il forno a 200°C. per qualche minuto e metterle a cuocere finchè assumeranno un aspetto leggermente dorato, estraetele e lasciatele raffreddare, poi tagliatele a metà longitudinalmente e rimettetele a cuocere nel forno a 170/180°C. per circa 30/40 minuti o comunque finchè assumeranno l’aspetto biscottato.

L’olio si può omettere, tuttavia a mio parere se viene usato si ottiene una frisella più friabile e profumata.

Si conservano a lungo e, per consumarle, basterà bagnarle un attimo sotto l’acqua corrente e farcirle con olio, sale, pomodori a pezzetti e una spruzzata di origano!

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Antipasti e stuzzichini/ Economiche

I taralli pugliesi, il dolore e la forza

Manco da tanto tempo e voglio trascorrere qualche momento con voi, un po’ perchè l’ho promesso e un po’ perchè ne ho bisogno: ho avuto (e ho) tanti problemi con la mia mamma, ogni giorno è una scommessa contro la malattia, la malasanità, i servizi pubblici inesistenti, ogni giorno è volto a regalarle un sorriso e un piccolo passo avanti, cercando tutte le informazioni che io possa rinvenire, tutti i contatti utili, imparando come si assiste una persona in cattive condizioni fisiche, affrontando la fatica fisica e quella psicologica, occupandomi dell’assistenza più umile, quella che non tutti farebbero, sorridendo a casa e piangendo dentro, faticando senza risparmiarmi e cercando sempre un sorriso sul suo volto stanco, certa di aver fatto la cosa giusta pretendendo ogni istante che vengano garantiti i suoi diritti e che non venga lesa la sua dignità, come purtroppo è stato fatto sino ad oggi; non passa ora che non debba fare il diavolo a quattro contro il qualunquismo di coloro i quali dovrebbero garantire il rispetto della salute delle persone e ciò mi stanca, mi debilita, mi sfinisce… avevo bisogno di passare un po’ in cucina con voi, per dimenticare tutto ciò almeno per un paio d’ore.
Questo è un post che vuole essere una continuità con le vacanze estive, al ritorno delle quali, prima che mi crolli il mondo addosso, sono riuscita a mettere in atto qualche esperimento in cucina, scattando le foto e lasciandole su una chiavetta per settimane prima di ritrovare il coraggio di postare nuovamente perchè qui ogni riga è parte di me e mai sarei riuscita a scrivere se dentro di me non avessi sentito di aver fatto la cosa giusta e di lottare per qualcosa che andava fatto!

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Ingredienti (per circa 90-100 pezzi):

Farina 500 g.

Olio evo 125 g.

Vino bianco secco 200 ml.

Sale 10 g.

Pepe q.b. (oppure un pizzico di finocchietto selvatico)

Procedimento:

Amalgamare bene la farina con gli altri ingredienti e mescolare sino ad ottenere un panetto liscio, poi lasciar riposare l’impasto al fresco per almeno mezzora, successivamente ottenere dei rotolini (io mi sono mantenuta sui 6-8 cm.), curvarli sino ad ottenere degli anelli (i miei sono un po’ stortignaccoli e non perfettamente lisci) che, una volta richiusi, verranno prima fatti bollire in acqua per pochi minuti e poi infornati a 200°C. per circa mezzora, controllando affinchè rimangano dorati e non brucino.

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