Più o meno le località che ci hanno ospitati in questi giorni le avevamo già visitate almeno una volta ed oggi stata la volta di Landshut, dove siamo ritornati dopo più di venticinque anni; infatti era stata una delle mete di un viaggio fatto da fidanzatini, che ho rivisto volentieri visto che non rammentavo nulla fuorché il nome.
Una porta della città in prossimità del tramonto La torre, purtroppo chiusa per restauro Ma quanto belle sono queste casette?
Ci siamo limitati ad un breve giro in centro senza troppo approfondire perché volevamo solo gustarci l’atmosfera festiva, infatti la città è meravigliosamente addobbata anche nelle zone limitrofe il centro, lontane dalla “Fussgängerzone” ovvero da quelle meravigliose zone pedonali tanto diffuse in questo paese e che ho sempre apprezzato moltissimo.
Il mercatino
La chiesa che vedete sullo sfondo di alcune foto è la Martinskirche, caratterizzata dalla stupenda torre gotica alta ben 130,60 metri, ma purtroppo non ho modo di mostrarvi altro in quanto chiusa per restauro.
L’ultimo Glühwein ♥️
Il centro è organizzato su una griglia con due assi viari principali denominati Altastadt e Neustadt (città vecchia e città nuova), che corrono lungo l’Isar per essere collegati dalle Gasse, ovvero da strade minori; la Altstadt è quasi completamente pedonalizzata e circondata da quegli edifici meravigliosi che vedete nelle foto e che sembrano costruiti con i mattoncini Lego. La visita al Christkindlmarkt è stata assolutamente soddisfacente vista la varietà delle bancarelle, tra decorazioni natalizie e calderoni di Glühwein, in un’atmosfera di festa che riscaldava il cuore e che ci ha lasciato un altro ricordo indelebile di questa bella terra che amiamo da sempre e che ci ha sempre accolti con calore e buona educazione.
Arrivo alla birreriaLa fabbrica
L’indomani abbiamo iniziato a percorrere la strada del ritorno, da farsi su due giorni allo scopo di evitare lo stress, ma prima ci siamo concessi l’ultima visita di questa breve vacanza: la birreria statale di Weihenstephan di Freising, di proprietà del Land della Baviera, dove abbiamo avuto modo di pranzare in un’atmosfera accogliente e tranquilla… nemmeno serve precisare la bontà della birra, basti sapere che si tratta della birreria più antica del paese, primato conteso con quella di Weltenburg.
E la zona ristoroProst!E via verso casa (con l’immancabile libro sul cruscotto)!
Oramai non ci resta che ripartire per rivederci a casa dal mio salotto affacciato sulla libreria!
Sulla strada per l’abbazia, la quale sorge in riva al Danubio
Dopo due giorni eccomi nuovamente qui con voi, dopo aver saltato il post di ieri non avendo avuto modo di caricare la batteria del tablet, quindi mi trovo ad accorpare le due tappe in un post unico.
La chiesa dell’abbazia
Ieri siamo arrivati a Weltenburg con l’intenzione di visitare l’omonimo complesso abbaziale e la relativa birreria, tuttavia, nonostante il periodo che precede il Natale, la birreria era chiusa e dell’intero complesso l’unica visita consentita era alla chiesa (e al negozio, che lasciamo perdere visti i prezzi folli con cui erano stati marchiati gli stessi articoli visti poco prima al supermercato locale): la chiesa è piccola, ma un capolavoro barocco che sorge lungo le sponde del Danubio, con una navata a pianta ovale circondata da quattro grandi nicchie, la prima delle quali ospita l’organo con la cassa monumentale di Caspar Mayr e l’organo di Konrad Brandenstein, assolutamente spettacolare; ben presto si incontra la cordata divisoria che impedisce l’accesso a buona parte dell’ambiente, tuttavia è possibile intravedere un magnifico San Giorgio nei pressi dell’altare mentre per ammirare la bellezza dell’edificio è sufficiente alzare gli occhi, motivo per il quale preferisco lasciare il posto alle immagini tralasciando troppe descrizioni. Diciamo che, nonostante la mancanza della visita promessa, solo per la chiesa la visita vale la pena!
Già l’ingresso promette bene (lo so, vedete un divieto di scattare foto ma ci é stato concesso)E da qui in poi barocco puro!San Giorgio L’organoGli stucchi sulla volta
In serata abbiamo raggiunto Kelheim in quanto necessitavamo di un’area di sosta dovendo far rifornimento d’acqua al camper, il che ci ha permesso di incappare in un inaspettato mercatino bellissimo nonostante la pioggia battente che ci ha accompagnati sino alla cena, consumata nella locale birreria, molto accogliente ma non degna di nota come quella della quale vi parlerò a breve, casomai capitaste in zona.
La magia dei piccoli particolari
L’indomani abbiamo raggiunto Ingolstadt, a noi triestini nota solo quale stazione di arrivo dell’oleodotto transalpino che vede la partenza da Trieste… ed invece vale davvero una visita! Il centro è godibilissimo, largamente pedonale e gradevole in qualsiasi stagione, che ci ha accompagnati sino ad un mercatino bello e suggestivo del quale vi lascio qualche scatto. La città è arricchita da un bel castello dinanzi il quale poter ammirare una serie di bocche di cannone spettacolari che sembrano delle opere d’arte, il tutto facente parte di un complesso museale all’interno del castello, che abbiamo però disertato non essendo ammessi i cani al suo interno (e noi ne abbiamo due…).
Voglio ricordare un particolare di Ingolstadt, stante il mio amore per la letteratura , ovvero che nel romanzo Frankenstein di Mary Shelley il protagonista, Victor, è uno studente della locale università ed è proprio qui che crea la mostruosa creatura che dà il nome all’opera.
Un paio di porte della città
Il top della giornata la dedico al pranzo: siamo capitato casualmente alla Gaststätte Daniel, nella quale abbiamo mangiato del cibo delizioso, assolutamente degno di nota stante il perfetto equilibrio tra i sapori, la cura nella cottura e la grande attenzione per gli animali, un raro esempio di perfezione da dieci e lode!
Questo l’ho ammirato all’interno del Duomo, sapete l’amore che ho per i libri…Il castelloAlcuni di questi cannoni sono di derivazione turca
Vi lascio un po’ di immagini e ci rivediamo alla prossima tappa, l’unica degna di nota prima di intraprendere la strada del ritorno.
Un pranzo divino!Chiudiamo la giornata con un giretto ad un mercatino delizioso Ma la bancarella dedicata ai cagnolini? 🐶 Ed un ultimo Glühwein….
Dopo un anno di stop siamo ritornati a viaggiare per mercatini, inizialmente diretti a quelli del lago di Costanza, ma ben presto abbiamo modificato l’itinerario sia a causa della distanza ma soprattutto a seguito dei costi folli delle aree di sosta, spesa che ci pesava considerando il viaggio meraviglioso che ci aspetta a primavera (eh sì, sarà una sorpresa).
Un passaggio che mi ha affascinata, che vedo collocato all’interno di un horror goticoLa meravigliosa pala posta all’altareUn pozzo posto all’interno della chiesaQui siamo nella cripta, dove ė possibile ammirare una parte delle antiche vestigia
Eravamo già stati a Regensburg molti anni fa ma ci siamo ritornati volentieri trattandosi di una città molto bella, bagnata dalle acque del Danubio, eppure nonostante l’estensione del centro e la bellezza del luogo devo ammettere che con i mercatini non si sono assolutamente sprecati, realizzandone ben quattro ma alquanto deludenti. Ne abbiamo visitati due, i più quotati, ovvero quello di Neupfarrplatz, improntato su poche bancarelle a tema natalizio in stile vintage e molti punti di ristoro, che circonda la chiesa protestante di Neupfarr, risalente a cinquecento anni fa, e il Lucreziamarkt, punto espositivo dell’artigianato locale però totalmente avulso dal tema natalizio.
La Brückturm, che conduce al Ponte di Pietra
Gli altri due mercatini sono quello che si trova nel cortile del castello dei Thurm und Taxis, molto distante dal centro, e quello che sorge al di là del Danubio, al Katharinenspitalen, con vista sulla cattedrale sull’antico Ponte di Pietra
Il ponte
(Steinerne Brücke), a proposito del quale raccomando una visita in quanto trattasi di un capolavoro dell’ingegneria medievale, edificato tra il 1135 e il 1146 e che funge da collegamento tra il centro storico e Stadtmhof, per oltre 800 anni l’unico ponte della città e oggi un meraviglioso affaccio sul Danubio, così come a me ha ricordato la magia del Ponte Carlo di Praga.
Questo palazzo ospita la Lindt
Una visita vale il Duomo, il Dom St. Peter, di rito cattolico, un meraviglioso esempio di architettura gotica la cui costruzione risale alla prima edificazione del 700, quando venne eretta una chiesa episcopale sul sepolcro di Sant’Erardo di Ratisbona e da qui, dopo una serie di diversi edifici religiosi, si arrivò alla chiesa che vediamo oggi, completata intorno al 1870. Si tratta di una delle più belle chiese gotiche del paese, improntata sullo stile francese, ricca di bifore, contrafforti, guglie, doccioni e balaustre, il cui interno è un incanto.
La città è un tripudio di addobbiUn piccolo assaggio del ChristkindlmarktE una sosta per riscaldarci con un buon Glühwein!
Attualmente l’esterno sta subendo un ulteriore restauro, rovinando quindi l’estetica delle foto, ma ve ne lascio comunque una carrellata in quanto valgono più di mille parole!
Il mio vuole essere solo un assaggio di questa meravigliosa città, in questa occasione toccata solo per un giro ai mercatini, ma se ne avete la possibilità visitatela perché ne vale la pena, come ho potuto appurare in passato.
A noi la Baviera piace, si era capito? Abbiamo però un secondo fine: un paio di volte l’anno facciamo tappa in un Getränkemarkt per fare scorta di birre “serie”, molto più buone di quelle nazionali o importate, almeno per il nostro gusto, e decisamente economiche essendo uno dei prodotti di punta della zona. Quindi, come già qualche mese fa, riportiamo i vuoti, che qui sono a rendere e, applicato il reso, rifacciamo una bella scorta visto che mio marito e mio figlio sono dei birraioli convinti (io in realtà apprezzo di più un buon vino).
L’imbarcadero “vigilato” da Ludwig di BavieraLa targa lui dedicata che ne ricorda il prematuro decesso, avvenuto in circostanze abbastanza dubbieMerenda sul lungolago
Anche stavolta facciamo un po’ i turisti e accompagnamo nel tour guidato 🤣 due amici camperisti come noi, nonostante i pochissimi giorni a disposizione come al solito: partenza alla volta del Chiemsee con sosta a Priem am Chiemsee, che sorge sull’omonimo lago, vi arriviamo in poche ore essendo una delle mete facilmente raggiungibili da Trieste e una passeggiata sul lungolago non ce la toglie nessuno, complice la giornata splendida e caldissima, progettando la gita di domani.
Le increspature createsi dopo il passaggio del traghetto La piccola ferrovia turistica del ChiemseePossono mancare i cigni?Angolini deliziosi E fiori ovunque!
Noi la ricordiamo come una delle più belle gite fatte in passato, tant’è che vi ritorniamo volentieri per accompagnarvi chi invece non conosce la zona: il pomeriggio in cui arriviamo fa un caldo che sembra estate, tant’è che i ragazzini sguazzano nella piscina all’aperto, dall’acqua bel riscaldata ma la sensazione dell’estate si fa forte. Una passeggiata sul lungolago, una merenda all’aperto visto che abbiamo saltato il pranzo, per poi organizzare per l’indomani il giro in barca, quello che ci porterà prima all’Herreninsel (l’Isola degli Uomini) e poi alla Fraueninsel (l’Isola delle Donne).
Sul pontile in attesa del traghetto
L’indomani la giornata è tersissima, un sole meraviglioso e, contrariamente al giorno precedente, fa un freddo becco, motivo per il quale partiamo sottocoperta alla volta dell’Herreninsel, la quale ospita uno dei castelli di Ludwig di Baviera, magico e bellissimo come gli altri due (Neuschweinstein e Linderhof, che se mi capiterà di visitare nuovamente vi proporrò, avendoli visti più volte ma sempre in tempi “non sospetti” di blog).
Navighiamo verso la prima isola
Il castello di Herrenchiemsee (Neues Schloss Herrenchiemsee) risale al XIX secolo, tant’è che è conosciuto anche come Neues Schloss Herrenwörth, in quanto riprende l’antico nome dell’isola: esso venne edificato ad iniziare dall’anno 1878 su iniziativa di Ludwig II di Baviera e su ispirazione della reggia di Versailles, progettato da Georg von Dollman e realizzato in gran parte da Julius Hofmann. Ludwig vi visse solo pochissimi giorni nonostante la vastità del progetto, in quanto lo stesso venne trovato annegato in pochissimi metri d’acqua nel 1886, lasciando incompiute alcune parti dell’opera e gettando non poche ombre sulla scomparsa del sovrano, ombre più che giustificate visto che le sue manie di grandezza ridussero sul lastrico le casse bavaresi e crearono non poco malcontento nell’intero Land.
Ed eccolo, affacciato su un giardino immenso!
Nell’estate del 1867 Ludwig intraprese un viaggio in Francia, la cui tappa principale era proprio la Reggia di Versailles, tuttavia a seguito dell’improvviso decesso dello zio Otto egli fu costretto a rientrare in patria senza avere la possibilità di visitare la reggia, da qui l’idea di “portare in patria” la bellezza della stessa, che in origine sarebbe dovuta sorgere nei pressi del Linderhof, il cui castello vi ho citato sopra. Il progetto venne rielaborato più volte, specie in quanto il sovrano desiderava venisse realizzata una sezione ispirata dal Grande Trianon o dal castello di Marly, contenendo quindi una riproduzione della Galleria degli Specchi e della facciata affacciata sui giardini, il tutto però fu impossibile da realizzare nel luogo indicato per carenza di spazio.
Il salone più vasto del castelloUn maestoso lampadario in ceramica di Meißen e fiori in seta
Ludwig ritentò più volte il sospirato viaggio a Versailles, finchè nell’estate del 1874 egli raggiunse il proprio obiettivo e venne accolto, in occasione del suo compleanno, da uno spettacolo di giochi d’acqua, lasciandogli quindi come ricordo un vero e proprio sogno della tanto amata Versailles; da qui la ripresa del progetto, però focalizzato non più nella zona montana del Linderhof ma su un terreno lacustre acquistato l’anno prima, molto vasto e corrispondente proprio alla zona del Chiemgau. Il sovrano bavarese era un grandissimo estimatore di Luigi XIV, il Re Sole, da cui la similitudine con Versailles ne è rappresentativa, al pari del Castello di Neuschwanstein, che nelle forme e nello stile rammenta il mondo medievale e le opere di Richard Wagner, mito musicale di Ludwig, come del resto il castello di Herrenchiemsee è chiaramente ispirato allo stile dei re Borboni francesi.
Il castello oggetto della nostra visita fu non solo il più costoso dei tre realizzati, ma nei pochissimi giorni in cui Ludwig vi visse ospitò l’attrice Marie Dahn-Hausmann, la cui visita richiese la costante illuminazione della sala degli specchi (e vi assicuro che ce ne voleva…) nonchè molteplici addobbi floreali negli interni del palazzo; egli inizialmente sovvenzionò le spese con il proprio patrimonio, ma purtroppo ben presto le casse pubbliche vennero depauperate dalle follie regali, il che porta a sospettare della “banale” morte occorsegli.
Uscendo dal castello merita una visita anche l’annesso museo, inaugurato recentemente quindi per noi una visita inedita.
Uno scorcio della chiesa sita sulla FraueninselLa bellissima volta dell’interno
Dopo la visita al castello e all’annesso parco, immenso, ci siamo reimbarcati alla volta della Fraueninsel, molto più piccola e carinissima, la quale offre la visita alla chiesta e al monastero , purtroppo chiuso per un convegno, oltre ad una botteghina ricca di prodotti artigianali realizzati dalle monache isolane.
Uno scatto dei giardini del convento, purtroppo questa volta chiusi
L’isola ospita un antico convento femminile fondato dall’allora duca di Baviera Tassilone III, nel 782, poi distrutto più volte e ricostruito un millennio dopo su fondamenta carolinge, tant’è che ancora oggi è visibile la porta carolingia; ad oggi ospita le religiose benedettine mentre, all’interno della chiesa, si venerano le reliquie di Sant’Irmengarda, deposte nell’omonima cappella.
Lo stile carolingio ancora visibile
Il resto dell’isoletta ospita ristorantini e birrerie aperte al turismo, che chiaramente nella stagione estiva si fa molto intenso.
Al rientro in camper potevamo non meritarci una tappa golosa?Una Traunstein fiorita ci accoglie
Il giorno seguente abbiamo visitato un piccolo paese limitrofo, Traunstein, incuriositi in quanto la sigla della cittadina è “TS” al pari di quella della mia città, ma si è trattata di una visita molto breve viste le dimensioni ridotte del centro storico. Vi lascio la consueta carrellata di scatti e ci vediamo molto presto in quanto stiamo già impostando le prossime tappe sul navigatore… e vi assicuro che manca pochissimo! Nel mentre vedo se riesco a postarvi qualche piccola gita meritevole nei dintorni della mia città, perchè ne ho qualcuna davvero carina anche se il post risale a molti mesi fa. Alla prossima proposta!
Il muro finemente lavorato di una farmacia La HB della cittadina, birreria storica E la meravigliosa cena che ci siamo regalati l’ultima sera!Con birra locale e Wienerschnitzel mit pommes frites… potevano mancare?I bellissimi interni del licale in cui abbiamo cenato
Stamani ripartiamo dall’area di sosta che ci ha accolti per la notte mentre il tempo sta cambiando: si sta sollevando un vento violentissimo mentre il cielo non promette nulla di buono, tant’è che raggiungiamo la prima tappa di oggi sotto il diluvio.
La chiesa che ci si para davanti è quella di Marienberg, la Wallfahrtkirche Maria Himmelfahrt, chiamata anche la “Perla della valle del Salzach”, considerata una delle più belle chiese rococò della Baviera… e a ragione! Ma veniamo a qualche traccia storica perché vi assicuro che ne vale davvero la pena: la struttura a due campanili domina tutta la piana circostante dalla sommità di una collina sovrastante il corso della Salzach e quando i monaci Cistercensi trasferirono il proprio monastero a Raitenhaslach, sul Marienberg sorgeva unicamente una cappella. Nel corso del secoli il santuario, luogo di pellegrinaggio, venne rinnovato ed ingrandito sino a quando, nel settembre del 1760, la chiesa venne totalmente ricostruita, su commissione dell’abate Emanuel II Mayr, artefice anche del monastero di Raitenhaslach, al costruttore bavarese Franz Alois Mayr e al pittore Martin Heigl, allievo del rinomato Johann Baptist Zimmermann. L’edificio venne consacrato nel 1764 ma, in seguito alla secolarizzazione, esso venne chiuso e parte degli arredi venne trasferita nel vicino monastero. La chiesa era già destinata alla distruzione, tuttavia fortunatamente i residenti si opposero strenuamente a tale decisione appellandosi al futuro re di Baviera Ludvig I, che fortunatamente acconsentì alla richiesta.
Per accedervi si salgono cinquanta gradini, suddivisi in cinque rampe da dieci, quale simbolo delle Ave Maria del Rosario, lungo le quali sono presenti svariate lapidi in memoria dei caduti dei due conflitti mondiali, ma è appena si varca la soglia che si compie la magia: non vi tedio con ulteriori descrizioni in merito alle opere ivi contenute, vi basti qualche traccia storica per meglio comprendere le vicissitudini del luogo… ammiratela e basta, è stupenda!
Anche la serratura è un capolavoro di maestria
Lasciata la chiesa, mentre la pioggia intensifica ulteriormente la sua portata, raggiungiamo il monastero di Raitenhaslach, sopra già citato e che resistette alla secolarizzazione fornendo anche luogo di sepoltura ai membri della dinastia Wittelsbach, nonostante le alterne vicende che portarono, dopo la consacrazione del 1186, alla distruzione della basilica romana a tre navate allora presente, sino ad arrivare al capolavoro barocco odierno, nuovamente ad opera del predetto Mayr e che ad oggi rappresenta un luogo di formazione e cultura ove si distinguono il Neuen Kloster, l’Alter Kloster e la Wasser Turm, ma anche questa volta il pezzo forte è lei, la chiesa, meraviglioso gioiello barocco. A voi le immagini, da rimanere a bocca aperta ancora una volta!
Anche le acquasantiere seguono il medesimo stile architettonico Ma quanto è carino l’Insektenhotel posto nel giardino?
Le specie ospitate
Sempre sotto un cielo gelido invernale raggiungiamo Tittmoning, piccolo centro molto carino ma, essendo un sabato pomeriggio di tempo impietoso, letteralmente deserto; raggiungiamo il castello grazie ad una salita abbastanza abbordabile, ma che non presenta alcun tratto di interesse storico o architettonico.
Il ponte che conduce al castelloUn particolare dell’ingresso
Rientrando sulla strada verso il parcheggio che ci ospita notiamo una curiosa fontana sovrastata da una cicogna e scopriamo che si tratta della Storchenbrunnen, realizzata intorno al 1625, raffigurante una cicogna con una serpe chiusa nel becco e rappresentante la vittoria del bene sul male; si narra, inoltre, che se si desidera un figlio sia necessario passarvi davanti e poi voltarsi…
La Storchenbrunnen
E con questo post vi lascio sino alla settimana prossima… devo proprio lasciarvi una buonissima ricetta dolce, facile e di effetto!
Stamani ci dirigiamo con calma verso Burghausen mentre il tempo volge al meglio e la pioggia di ieri viene sostituita da un sole cocente ed un cielo meraviglioso! Raggiungiamo il castello e lasciamo tutto il giorno il camper parcheggiato al di fuori delle mura vista la posizione comodissima anche per raggiungere il centro cittadino.
Ingresso nella cittadella fortificata Anche qui alcune casette sono riccamente decorate Passeggiando lungo le stradine interne ricche di alberi fioriti
Attraverso le antiche mura si entra in quella che è una vera e propria cittadella, ancora abitata, verdissima, fiorita e stupenda! Si tratta infatti del più lungo complesso fortificato in Europa, utilizzato sino al tardo Medioevo dal Duca della Bassa Baviera quale seconda residenza, nonché sede educativa dei bambini e anche del tesoro, qui custodito. Il fortilizio subì vari rimaneggiamenti ed ampliamenti nel corso dei secoli sino all’aspetto odierno, concluso sotto l’egida del Duca Giorgio il Ricco, nel periodo compreso tra il 1479 e il 1503, venendo utilizzato per vari scopi, tra i quali ricordiamo quello di fortezza, di prigione, di abitazione per ranghi elevati di lavoratori nonché di residenza.
La Torre delle Streghe: qui avvenne l’ultimo processo per stregoneria nel 1751, mentre l’ultima esecuzione per spada risale al 1831
La passeggiata all’esterno è lunga e gradevole, il panorama sovrasta il corso della Salzach e la sottostante cittadina, che raggiungeremo più tardi, si attraversano svariati cortili attraverso porte turrite, per raggiungere il cuore del castello, mantenuto in ottime condizioni e bellissimo, parzialmente visibile mentre la restante parte ospita il museo, che purtroppo abbiamo dovuto disattendere in quanto ci avrebbe portato via circa un’ora e mezza e non avremmo potuto portare con noi le nostre famigliari “pelose”.
Da un cortile all’altro Il ponte levatoio che conduce all’anima del castelloUn particolare dell’ingresso Nei cortili interni La sala del tesoro
Dal castello siamo scesi direttamente in centro, molto piccolo ma delizioso, consistente nella parte principale, ricca di palazzi meravigliosamente decorati e localini, tra i quali la birreria Augustiner, dove abbiamo goduto di un pranzo di ottimo livello innaffiato dalla consueta birra favolosa che solo l’Augustiner sa offrire.
Il palazzo più bello in assolutoParticolari nelle decorazioni dei palazziLa sede municipale
Costeggiando la lunga fila di palazzi coloratissimi si attraversa una porta, anch’essa decorata, che conduce al Grüben, zona ricca di botteghe antiquarie in cui trovare letteralmente di tutto, nonostante molte siano oramai chiuse.
L’ingresso del GrübenTra botteghe antiquarie
La città presenta anche una forte cultura per il jazz in quanto sede di alcune manifestazioni ad esso dedicate, oltre alle targhe sparse in tutto il Grüben e dedicate ai maggiori jazzisti della storia musicale.
E targhe commemorative… potevo non immortalare quella di Dizzy Gillespie?
Siamo poi risaliti al castello (un po’ impegnativo ma ci si sbriga in pochi minuti) per risalire a bordo del nostro Chewbecca e raggiungere la prossima tappa, l’ultima, che sarà oggetto del post di domani sera!
Ci siamo lasciati pochi giorni fa in Veneto ma vi avevo promesso una nuova ripartenza: stamattina siamo di nuovo seduti in camper alla volta della Baviera. Il tempo che troviamo sui Tauri è pessimo, del resto sulla zona montuosa è la normalità, ma il cielo nero e l’acqua a catinelle ci accompagnano fino a Laufen.
In realtà questa zona ve l’avevo già introdotta a dicembre, quando arrivammo sotto una bufera di neve, tuttavia oggi siamo riusciti a fare una passeggiata un po’ più approfondita nonostante il maltempo, scoprendo un piccolo centro ricco di case bellissime, purtroppo molto trascurato e lasciato andare a molteplici chiusure commerciali e all’incuria.
Palazzi riccamente decorati, questa è la Haus PauliL’apice della volta del ponte sulla Salzach
Il vecchio municipio
La cittadina fa parte del Berchtesgadener Land, in Baviera, ma non sono riuscita a trovare maggiori notizie in merito, né sulle guide turistiche né online, quindi mi limito a lasciarvi qualche scatto, soprattutto per le bellissime insegne che campeggiano lungo le viuzze e per il ponte, stupendo, quello che già mi colpì a dicembre e che collega la Baviera alla vicina Austria (non siamo lontani da Salisburgo).
La chiesa della cittadina, maestosa, stupenda…La struttura ariosa degli interni, in netto contrasto con l’esterno, possente e massiccio Le volte che percorrono il perimetro esterno dell’edificio Il ponte sulla SalzachDi là c’è l’AustriaMa quanto bello è?
Rientriamo al camper, lasciato in un parcheggio dedicato, gratuito e senza servizi, per sostarvi la notte, bagnati fradici e bisognosi di un ambiente riscaldato, una birra ed una fetta di torta, dopo tanti chilometri e tanta pioggia. Per domani speriamo in un tempo un po’ migliore, nel mentre ci riposiamo e ci organizziamo per una nuova tappa!
Ripartiamo per la terza tappa di questa brevissima vacanza, sotto un cielo incerto ma sempre circondati da tanta, tantissima neve e temperature glaciali, pur con il nostro consueto entusiasmo di viaggiatori curiosi.
Arriviamo, dopo mezz’ora di guida e una tappa al supermercato, a Berchtsgaden, centro abbastanza grande che dà il nome a tutto il Berchtsgadenland quindi non proprio cippe ma… risulta impossibile fermarsi con il camper! Nessuna area di sosta, nessun campeggio (li detestiamo ma se proprio non si offrono alternative ce lo facciamo andar bene), nessun parcheggio privo del consueto avviso di divieto camper. Chiaramente siamo anche disponibili a spostarci per il pernottamento, ma quello che più ci pesa è dover percorrere delle strade innevate dopo il tramonto in quanto potrebbe risultare poco sicuro, ma tant’è… tentiamo un parcheggio in un vicolo a fondo cieco almeno per il tempo di una visita, ovviamente nel giro di pochissimi minuti riceviamo una visita della Polizei anche se, grazie al cielo, non ci creano problemi, dopo di che ci spostiamo con pochi minuti di passeggiata verso il centro della città e verso un delizioso mercatino, abbastanza esteso ma sempre a misura d’uomo, anch’esso con una ricca offerta di artigianato locale e senza le cianfrusaglie che “allietano” molte bancarelle nazionali (almeno nella mia città sono la norma, tra cinesate ed imbonitori che strillano al vento). Ci godiamo il Glühwein di rito, il che ci farebbe sembrare degli ubriaconi patentati, ma vi assicuro con con le temperature di questi giorni scendono come acqua fresca, il che ci ritempra almeno per un’altra mezzoretta, il tempo di acquistare qualche pensierino per le persone che ci stanno nel cuore, per poi rientrare molto velocemente visto che oggi abbiamo portato con noi anche le cagnoline e sinceramente fa davvero troppo freddo per le loro zampette.
Vi lascio qualche scatto di un centro delizioso, ricco di case decorate e di un dedalo di vie carinissime… peccato per la scarsa accoglienza nei confronti dei camperisti che, pur disponibili a pagare sempre per una buona area di sosta e per i relativi servizi, lasciano volentieri buona parte dello stipendio in una città che viene loro incontro (piccolo momento polemico)!
Una delle mie pupette che annusa l’albero… 😀
Ovviamente siamo rientrati, per la notte, all’area sosta di Bad Reichenall!
Domani rientreremo a casa con la speranza, finalmente, di ritornare un po’ ai fornelli e alla mia amata pasticceria… ci vediamo alla prossima!
Oggi è il terzo giorno di viaggio, allietato da una giornata soleggiata e gelida, infatti ci svegliamo con un bel -9 gradi e un brivido di terrore dinanzi al parcheggio ghiacciato. Alla fine ne usciamo indenni anche questa volta, senza derapate né danni, tant’è che ripartiamo alla volta della prossima cittadina da visitare.
La Salzach
Dopo pochi chilometri siamo a Bad Reinchenall, noto centro ricco di palazzi termali di bellissima fattura, di un’eleganza antica che va quasi in dissonanza rispetto al clima festoso che si respira in centro dove, grazie ad un piccolissimo mercatino, si beve Glühwein e si ride in armonia. Non si tratta di una manifestazione turistica tant’è che è frequentato per lo più dai residenti, ma per questo più vero… e il vin brûlé è assolutamente delizioso e lontano anni luce da quelle brodaglie chimiche che propinano altrove (da provare quello all’amaretto, una versione atipica ma strepitosa).
La mattina girelliamo un po’ con le cagnoline visto che nella mezz’ora di strada che separa l’area camper dal centro vi sono ben due parchi consecutivi, deliziosamente innevati, per poi raggiungere il centro e permettere loro una bella sgambata nelle ore meno fredde, per poi rientrare al camper e riscaldarci sino a metà pomeriggio.
Abbiamo preferito ritornare ai mercatini, nella piazza del Municipio, da soli in quanto al tramontare del sole la temperatura è colata a picco ed onestamente era dura anche per noi nonostante l’abbigliamento adatto: nulla di speciale da visitare a parte qualche chiesetta ma semplicemente un giretto invernale in pieno spirito pre natalizio culminato con una deliziosa cena in birreria, a prezzi onestissimi e qualità eccellente.
L’ingresso della birreria Il calore e l’accoglienza degli interni Birra di loro produzione, una chicca da scoprire Ogni tanto ritorno a parlare di cibo (ma vi prometto un rientro in cucina a breve)
Sono consapevole del fatto che io vi abbia abituati a dei viaggi ricchi di architettura, di bellezze artistiche e di curiosità storiche, ma questa volta voglio solo portarvi per mano tra colori, profumi, decorazioni artigianali e dolcetti deliziosi; godetevi l’atmosfera e sorridete al calore della vita semplice, senza le cattiverie che ci accompagnano ogni giorno!
Monumento a Martin LuteroTra i personaggi presenti a lato di Lutero abbiamo anche Girolamo Savonarola
Siamo a Worms, quindi oramai al di fuori della Strada delle Fiabe, tuttavia perché non visitare anche un luogo storico, da sempre solo un nome sui libri di scuola? Siamo dove Martin Lutero, teologo e riformatore tedesco, diede inizio al protestantesimo.
Questo è il punto esatto in cui Lutero consegnò alla dieta dell’imperatore Carlo V la riforma protestante
Egli, infatti, sostenne semplicemente che non fosse necessaria l’intercessione della Chiesa per la salvezza dell’anima, essendo sufficiente, a tale scopo, la fede; inoltre egli si battè contro la chiesa romana in merito alla vendita delle indulgenze praticata dai papi Giulio II e Leone X.
A seguito di queste ed altre critiche egli formulò le 95 tesi, considerate quale l’inizio dello scisma dal cattolicesimo e della riforma protestante; Lutero venne invitato a ritrattare le sue tesi e le sue posizioni avverse alla chiesa di Roma, quindi, dopo il suo rifiuto, egli subì la scomunica per eresia da parte di Leone X con la nota bolla pontificia (siamo nel 1521, almeno per avere una collocazione storica).
Martin Lutero nacque da una famiglia di contadini, visse nell’umiltà ma riuscì a studiare sino a conseguire la laurea in Teologia, pur mantenendo sempre un suo pensiero critico e dando quindi origine al protestantesimo luterano ma, soprattutto, ad una visione libera della fede.
Premetto che su alcuni passaggi mi sono rinfrescata la memoria una volta decisa questa tappa del viaggio, vista la mia ben nota avversità per la storia, tuttavia affascinata dal pensiero libero di Lutero, assolutamente aderente al mio essere anticlericale (a dire il vero anche non credente), ma pur sempre molto rispettosa del pensiero altrui e della fede che possa accompagnare chiunque.
La sinagoga di WormsGli interni
Per il resto la città è moderna, con alcuni angolini storici perfettamente fusi nella modernità, al punto che su alcune parti residue del muro di cinta sorgono edifici recentissimi, è un centro molto vivace in cui coesistono tradizioni locali ed immigrazione moderata, dove incontrare le consuete catene commerciali ma anche la tipica ristorazione germanica a base di Wienerschnitzel e Weissbier, insomma una città molto carina e assolutamente vivibile!
Una delle porte della città Il Duomo di S.Pietro (meraviglioso)Gli interni La cripta con sepolcri che risalgono a più di 1500 anni fa
Dopo qualche passo lungo il Reno rientriamo alla nostra casetta su ruote, stanchi soprattutto a causa del gran caldo (oggi si bolle) ma anche in quanto oramai siamo in giro da più di due settimane e la media giornaliera percorsa a piedi si aggira sui dieci chilometri, tant’è che anche le cagnoline iniziano ad essere cotte. Domattina la sveglia suonerà molto presto in quanto siamo ancora molto lontani dall’Italia ed entro metà pomeriggio dobbiamo essere assolutamente in Sud Tirolo, pronti al rientro?