
Con “Lucertola” ho affrontato un’autrice che non conoscevo e che mi ha lasciata perplessa, tuttavia sono consapevole che a molti può piacere, quindi perchè non scrivere due righe in merito a questa raccolta di racconti?
Sono raccolte sei storie di cuori, di memorie, tutte incentrate a Tokyo: tre sono declinate al maschile e tre al femminile, quindi esaminando i diversi punti di vista, cosa non da poco per una singola opera, con l’unico punto in comune di rappresentare degli esseri di fatto senza carattere, senza volto, immersi in una società, ricordiamo essere in una megalopoli, conformista e conformante, dove spesso ci si vuole male o ci si nasconde, rifuggendo i rapporti umani e ignorando il prossimo.
Il titolo del libro è tratto dalla protagonista del primo racconto, nome in cui possiamo scorgere anche una capacità di “cambiare pelle” e trovarsi ad affrontare dei cambiamenti nella propria vita, proprio come accade ai protagonisti di ogni racconto in esso contenuto, i quali, nonostante le poche certezze acquisite, comunque tentano di guardare con fiducia al futuro.
Lo stile descrittivo è delicato e intenso, gradevole ma molto asciutto, ineccepibile nonostante non collimi con i miei gusti; probabilmente proverò a leggere qualcos’altro di questa autrice, insomma voglio darle una possibilità in quanto, a dispetto dello scarso gradimento nei confronti di questo volumetto, potrei trovare qualche altra opera interessante.




4 Comments
Keep Calm & Drink Coffee
31 Gennaio 2026 at 17:14MI è capitato più volte di trovare citazioni tratte dai suoi libri e ogni volta penso che dovrei scoprire meglio questa autrice.
Noto però la tua perplessità e quindi … che dici, rimando ancora?
Tatiana
31 Gennaio 2026 at 17:25Io sono del parere di provarci, magari con un titolo più conosciuto, cosa che farò anch’io. Sono molto esigente in materia letteraria ma una possibilità gliela voglio dare.
Silvia
3 Febbraio 2026 at 8:34ho il tuo stesso pensiero per questa autrice, con la differenza che mi ci ero approcciata con Kitchen e che non penso leggerò altro…
Tatiana
5 Febbraio 2026 at 15:23Penso di provarci con Kitchen, ma solo perché ho il libro digitale scaricato sul Kindle, ma quello che è certo è che se lo stile narrativo non cambia almeno un po’ non insisterò nel volerlo portare a termine.