
Questo è un libro che ho affrontato nel corso della spooky season grazie ad un gruppo di lettura, che mi ha permesso di conoscere questo stranissimo romanzo gotico, pur se datato ma che mi era completamente oscuro. Ammetto che l’impatto non è stato dei più lineari a causa della scrittura abbastanza arcaica, lenta, ma che caratterizza la forza di questo lavoro che letteralmente stritola il lettore, appunto come preannunciato dal titolo, in un enigma sempre più stretto ed angosciante, narrato dalla voce di una governante impegnata nella cura di due bambini, Miles e Flora, assolutamente bellissimi, perfetti, educatissimi, insomma un po’ too much per lasciar presagire qualcosa di buono; sono proprio i bambini ad informarla di vedere i fantasmi, il che apparentemente potrebbe sembrare una normale fantasia infantile, se non fosse che anche la governante inizia a comprendere che qualcosa stia accadendo realmente.
La narrazione è superba nonostante lo stile datato e, credetemi, molto pesante, tuttavia Henry James riesce ad usare una scrittura paziente, ossessiva, frutto di una continua revisione meticolosa che porta alla precisione assoluta nelle stesura degli eventi, che non lascia spazio ad alcuna divagazione, mentre il lettore si trova ad avere il fiato costantemente sospeso fino all’ultima riga. Siamo immersi nell’ossessione completa, nel dubbio, nel non scritto, nella certezza che l’autore stia stringendo con forza la filettatura di una vite, anzi di due viti stante la presenza di due bambini, ognuno inquietante a suo modo.
Siamo nella realtà o nell’allucinazione? Siamo nella doppiezza completa? E’ percezione o realtà?
Ho faticato a leggerlo tutto, ma ne è valsa la pena, un gran libro!


















