
Non avrei mai pensato di leggere questo romanzo, nè tanto meno di apprezzarlo così tanto, considerato il fatto che la fantascienza non rientra assolutamente tra le mie letture preferite, eppure, mossa dalla curiosità, l’ho iniziato, timidamente dallo schermo del cellulare, così a tempo perso, per poi riprendere sul tablet in maniera tale da velocizzare una narrazione che mi stava prendendo molto (sì, ho il Kindle pieno, ma oramai conoscete i miei ritmi di lettura).
In realtà si tratta di una riedizione uscita venticinque anni dopo la pubblicazione nel nostro paese di un romanzo conosciuto anche grazie alla sua trasposizione cinematografica, un libro alquanto originale che coniuga la fantascienza e la psicologia in un unicum equilibrato e gradevolissimo nonchè attualissimo nella stesura nonostante il tempo trascorso dalla prima pubblicazione.
Il protagonista è prot, scritto in minuscolo, sedicente abitante del pianeta K-PAX (tutto in maiuscolo), il quale entra nell’istituto psichiatrico di Manhattan creando non poco scalpore vista la personalità che lo contraddistingue e la sua indole adatta ad aiutare chiunque, anche coloro i quali sembrano resistere alle cure mediche, motivo per il quale egli diviene letteralmente il chiodo fisso dello psichiatra che lo segue e che impersona la voce narrante del romanzo. L’intera narrazione si concentra su una continua interlocuzione tra i due, su una serie di dialoghi incentrati spesso su questioni esistenziali e su un passato, quello di prot, che appare incredibile e sconosciuto ad una mentalità considerata nella norma. Il mondo alieno rappresentato da prot di fatto è un mondo ideale, utopistico, dove la serenità e l’onestà rappresentano dei valori normali ed inviolabili, dove la collaborazione tra gli abitanti è scontata, dove il bene vince a prescindere su un male inesistente, un mondo in cui ci si nutre di alimenti vegetali e sul quale la frutta sembra essere un bene ricercato, stante l’apprezzamento che prot dimostra per essa, al limite della golosità.
Di fatto prot è un puro ed impersona una calma ed una gentilezza che sembrano totalmente avulsi dalla società attuale, e che, se uniti a tutto il resto della situazione, induce il suo psichiatra ad insistere nel trovarvi una causa tangibile che possa ricondurre prot ad essere un individuo del pianeta Terra, debitamente disturbato ovviamente, e non un essere proveniente da un mondo diverso.
Il finale lascia il lettore con molti dubbi, tuttavia non insoddisfatto in quanto è stato accompagnato in un viaggio meraviglioso nel corso di tutta la lettura… un gran viaggio mi sento di dire, veramente meraviglioso!




2 Comments
Silvia
3 Febbraio 2026 at 8:37non è neppure il mio di genere, ma vista la tua recensione prima o poi lo leggerò anche io!!
Tatiana
5 Febbraio 2026 at 15:24Nemmeno il mio, onestamente, però mi è piaciuto e la lettura è letteralmente volata in un soffio!