
“Guarda al futuro, figlia mia”, le ripeteva il padre. “E’ per questo che i nostri piedi sono rivolti in avanti e non all’indietro “.
”Proprio così “, ha detto Anjali. “E’ per questo che devi imparare a guardare dentro di te. E’ un nuovo modo di guardare, per vedere la vera te. Il fuoco ti ha portato via molto, ma ti ha anche lasciato molto. Capisci?”…. “L’acciaio”, mi ha detto, “è forgiato dal fuoco “.
”Da bambini ci avevano insegnato ad aver paura delle tigri e dei leoni. Nessuno ci aveva insegnato quello che so oggi: l’animale più pericoloso al mondo è un uomo ferito nell’orgoglio “.
Oggi conosco la verità: il vero colore del mondo è il nero. La rabbia è nera. La vergogna e lo scandalo sono neri. Il tradimento è nero. L’odio è nero. E un corpo bruciato e fumante nero, nero, nero. Il mondo, dopo aver assistito a una tale crudeltà, diventa nero. Svegliarsi in un mondo cambiato è nero.
Ogni volta Mohan aveva preso la strada meno facile, e lo aveva fatto senza pensarci, come se non ci fosse altra scelta. Forse, alla fine, era in quello che consisteva l’amore: nel fare la cosa più difficile.
Già la copertina a mio avviso trascina il lettore in un’atmosfera calda ed evocativa, così com’è accaduto a me che già nel leggere le prime pagine ero ricorsa al motore di ricerca per conoscere l’aspetto del Portale dell’India il quale, con il suo color ocra, è rappresentativo dell’atmosfera di Mumbai.
In queste prime pagine incontriamo Smita la quale, dopo aver lasciato l’India a quattordici anni per volare negli Stati Uniti, vi fa ritorno unicamente per motivi lavorativi e a sostegno dell’amica Shannon, impossibilitata a seguire il caso di Meena, una delle tante donne indiane sfortunate e perseguitate da una società ottusamente patriarcale.
Shannon si trova bloccata per motivi di salute, motivo per il quale Smita viene affiancata da Mohan per seguire le vicende di Meena, immergendosi in quella cultura indiana e in quelle atmosfere tanto care a Mohan ma che Smita ha accantonato da anni a favore dello skyline della metropoli. Ciò porta Mahon ad osservare con occhio più critico le bruttezze sociali del proprio paese, ammettendone le carenze e la profonda ignoranza di alcuni ceti sociali a discapito della libertà femminile, mentre per contro Smita perderà un po’ di quella intransigenza acquisita con l’espatrio, affascinata nuovamente dai colori e dal profumo del proprio paese natale.
E’ un romanzo potente in cui i destini di due donne si legano nonostante le rispettive diversità, scoprendo dei punti in comune che le avvicinano e che le porta a combattere insieme per una causa che riguarda qualsiasi donna che si trovi a dover scegliere tra libertà ed onore.
L’atmosfera descritta magnificamente dall’autrice è ricca di bellezza, di tradizioni, ma anche di troppe vicende oscure, di omertà e di ricerca costante di libertà; al lettore viene offerto un romanzo stupendo che profuma di spezie e che si illumina di tramonti color ocra, di storie dolorose e rabbiose, di ricerca di giustizia, verità e libertà.
Promosso con lode!




2 Comments
Silvia
6 Maggio 2026 at 8:50questo è un libro che a pelle mi ha sempre “respinta”, ma forse ho interpretato male copertina e titolo…
Tatiana
11 Maggio 2026 at 12:12E’ un libro bellissimo, una possibilità gliela darei…