
Il pantano sarà anche stagnante, ma è tiepido e rassicurante, e tuffarsi in acque sconosciute non è sempre rigenerante. Nel dubbio, quindi, meglio restare fermi.
Alle cascate di acqua gelida ho sempre preferito uno stagno di acqua tiepida, senza rendermi conto che si sarebbe potuto trasformare in pantano.
Nonna Lidia aveva ragione, perché alla fine se si guarda in basso e i piedi non si staccano dal terreno non si può cadere né fare scivoloni improvvisi. Una cosa, però, non la sapeva: è impossibile spiccare il volo.
Dopo un periodo di letture impegnative e spesso intense, complice la bella stagione, mi è venuta voglia di qualcosa di “cozy”, di leggero e di farmi quattro risate; avevo in libreria questo volumetto con la copertina allegra e ricca di colori e mi ha attratta immediatamente… me lo sono divorata in due giorni con enorme soddisfazione!
L’avevo acquistato all’usato in quanto parla anche della mia città, Trieste, a seguito del trasferimento della protagonista, Lidia, da Napoli proprio nel capoluogo giuliano: ovviamente le cose non possono andare mai lisce come uno si aspetta, quindi ben presto ella si trova a dover rientrare nella propria città natale, dando inizio ad una serie di avvenimenti degni della migliore delle commedie.
La narrazione è graziosissima, pur se non curata in alcuni approfondimenti (ho letto un paio di strafalcioni “tecnici” abbastanza epici), ma assolutamente gradevole, anche nei paragoni azzeccatissimi che riguardano la napoletanità e la triestinità, che a ben vedere mi hanno fatta sbellicare per quanto siano stati pertinenti.
In questo romanzo c’è tutto: il valore della famiglia tradizionale, l’amicizia, la riconoscenza, i sentimenti disinteressati, la creazione di un perfetto esempio di imprenditoria femminile nato dal nulla e dalla creatività delle donne, è una chicca per l’anima, lontano dai soliti “politically correct” che ci vengono propinati un giorno sì e l’altro pure, è proprio come un sorso di acqua fresca!
Un applauso all’autrice che mi ha regalato un sorriso senza scadere nel cliché della banalità.




2 Comments
Silvia
6 Maggio 2026 at 8:48il titolo è bellissimo! mi segno anche questo va’….
Tatiana
11 Maggio 2026 at 12:11E’ stata una lettura piacevole e senza impegno che mi ha regalato un paio di pomeriggi rilassanti; oltretutto ho letto anche il seguito quindi ne parlerò a breve.