
Premetto di aver conosciuto questa autrice grazie a “Il dio dei boschi”, libro che ho detestato dalla prima all’ultima pagina, eppure questo titolo mi chiamava, mi attirava anche la copertina, il richiamo alla città di Philadelphia, insomma è stato un amore quasi scontato sin dall’inizio.
Sin dalle prime pagine conosciamo Michaela Fitzpatrick, un’agente di polizia che si prende cura, tra mille difficoltà legate all’attività lavorativa, del figlio Thomas, un bimbo dolcissimo ed estremamente intelligente; Mickey, come viene chiamata da tutti, pattuglia le strade di Kensington, il proprio quartiere natale che non eccelle per sicurezza, ma che le dà la possibilità di controllare e di proteggere la sorella Kacey, la quale vive per strada prostituendosi per potersi pagare la dose quotidiana dalla quale dipende.
Ciò finchè d’un tratto Kacey scompare dal quartiere, senza lasciare alcuna traccia dietro di sè e ciò accade in concomitanza con una scia di delitti a danno delle prostitute di Kensington, portando quindi Mickey alla massima allerta e alla ricerca della sorella, aiutata da Truman, suo ex partner di pattuglia, con la massima ostinazione e senza mai perdere la speranza di ritrovarla viva. Mickey è una donna coraggiosa seppur vulnerabile, con un profondo senso della giustizia ed un cuore enorme e generoso, che viene rappresentata magistralmente in un romanzo in cui i piani temporali si intrecciano con ordine e precisione delineando le sue scelte sbagliate ma anche la sua profonda umanità.
Mi è piaciuto proprio tanto e non solo per la trama che lo accompagna, ma per l’atmosfera grigia, scarna e feroce descritta in maniera ineccepibile, che permette al lettore di visionarla in ogni suo aspetto, in ogni angolo di strada, in tutta la sua crudezza e il suo realismo. Un dieci più meritatissimo.



















