
… Pearl si china a toccare le orecchie vellutate del cane, che le si arrampica sulla gamba, desiderando avvicinarsi ancora di più a lei. Coglie alcuni frammenti della conversazione: i cani non hanno bisogno di vivere a lungo come gli esseri umani, sono bravi a trovare la gioia nella vita, come se fossero stati messi su questa terra per catturare una certa quantità di felicità prima di andarsene a lavoro concluso.
Questo è uno dei romanzi più gettonati di quest’anno e indubbiamente è stata una bellissima lettura, non il libro del secolo ma sicuramente interessante, scritto bene e soprattutto originale.
Nel mentre il maltempo infuria, all’interno di una stanza nasce un bimbo, dando origine sin da subito ad una trama fatta di scelte che si intrecceranno in una sorta di “sliding doors”, creando degli scenari alternativi e profondamente diversi tra loro; Cora, la mamma del bimbo, esita nella scelta del nome da attribuire al neonato in seguito alla forte pressione psicologica che subisce da Gordon, il marito, il quale pretende che il figlio porti il proprio nome in ossequio ad una tradizione familiare.
E se invece il bimbo si chiamasse Bear, come proposto dalla sorella maggiore, oppure Julian? Cambierebbe anche il futuro di chi lo porta? Quel che è certo è che, comunque sia, ci troviamo davanti ad una violenza domestica terrificante, questo è un trigger warning dovuto, una violenza fatta di botte, lividi, umiliazioni, paura, rassegnazione, in un quadro psicologico devastante.
Tuttavia dopo la botta allo stomaco dei primi capitoli inizia la dolcezza, la tranquillità e una vita di riscatto, pur se tutto declinato in tre direzioni difformi tra loro, come poc’anzi prospettato, a dimostrare una rosa di possibilità sempre plausibili dinanzi al presente più complesso.
L’autrice ci regala una narrazione coraggiosa e potente di una famiglia disfunzionale, oltre all’interrogativo secondo il quale potremmo essere responsabili del nostro futuro? Potremmo essere noi a scegliere come vogliamo essere? Le tre linee narrative sono molto ben delineate e non confondono mai il lettore, inoltre regalano tre diverse possibilità, tre speranze di vita, tre futuri possibili nonostante tutto, tre possibilità di riscatto a dispetto del dolore. Perché non scegliamo solo un nome, ma il nostro futuro.





2 Comments
Silvia
6 Maggio 2026 at 8:47piaciuto anche a me! peccato non essere riuscita a parlarne con voi
Tatiana
11 Maggio 2026 at 12:10Il bello è che, alla fine, eravamo talmente d’accordo che si è discusso ben poco 🙂