
Qui siamo di fronte ad un romanzo post apocalittico, un libro che da molto tempo avevo in lista di lettura, tutto sommato nemmeno troppo lungo eppure sempre rimandato. Fino ad oggi.
Non siamo a conoscenza delle cause che hanno portato alla desolazione che si respira in queste pagine: un attacco nucleare? Poco probabile visti i sopravvissuti tutto sommato in buone condizioni fisiche, tuttavia il mondo è ridotto ad uno scarno essenziale, le uniche necessità sono il procacciamento del cibo e del necessario per vestirsi. In questo mondo precario ci sono l’uomo e il bambino, privi di nome, padre e figlio che vagano lungo le strade, diretti verso il mare, verso il sud, verso il caldo, forse verso la speranza di ritrovarsi in una comune e ricominciare da capo, in un mondo in cui ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. E basta.
Il libro è un dialogo costante, scarno ma intriso d’amore tra il padre e il figlio, un continuo camminare verso la meta, mentre accompagna il lettore lungo la loro strada, al punto che dimentica gli interrogativi in merito alla possibile causa di tale devastazione. Non ci sono nomi propri, non ci sono professioni, nessuno ha una propria storia, nemmeno si sa come i protagonisti siano arrivati dove sono; è un mondo agli estremi dove tutto viene tolto per lasciare l’essenziale e la sua importanza, un mondo in cui la speranza è tutto perchè, lungo il loro cammino, il padre non perde mai la speranza per regalarla al figlio, costantemente protetto dal suo amore, rassicurato sull’esistenza dei buoni e messo in guardia dai cattivi. Siamo davanti ad un bambino spaventato ma con una fede incrollabile nel padre, un padre che riesce a farlo sopravvivere fino al raggiungimento della meta finale, perchè il bambino rappresenta la speranza e il futuro.
E’ un’opera magistrale, dolorosa per qualcuno, ma altamente istruttiva in quanto ci pone dinanzi al nulla, a quel nulla che una società malata come quella attuale è in grado di provocare e che alla fine non lascerà davvero nulla dietro di sè nel caso in cui non si faccia un passo indietro.
A me ha ricordato il seguente pensiero di Einstein: “La quarta guerra mondiale si combatterà con clave e pietre”.




2 Comments
Silvia
4 Ottobre 2025 at 11:48anche questo me lo segno! sto leggendo tanti libri sul rapporto madre/figlia ma non avevo ancora trovato nulla su padre/figlio (e neppure madre/figlio a dire il vero)
buon fine settimana!
Tatiana
4 Ottobre 2025 at 14:59É un libro feroce, secco, essenziale eppure il legame tra i due è meraviglioso. Leggilo, lo divorerai!
Buon fine settimana anche a te ♥️