
“Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore”.
Di Viola Ardone ancora non avevo letto nulla, motivo per il quale appena ho incontrato questo romanzo ho voluto iniziarlo subito, soprattutto a fronte del prologo che sin da subito accompagna il lettore nel cuore della trama; siamo nel febbraio 2022 quando un bimbo di una decina d’anni intraprende, da solo, un lungo viaggio che da Mariupol, in Ucraina, lo porterà in Italia alla ricerca della nonna Irina, impiegata quale domestica presso una famiglia di Napoli.
Già il viaggio del piccoletto è un’avventura che incolla il lettore alle pagine, tra i pochi soldi che Kostya, questo il suo nome, nasconde nei calzini, un passaporto, un biglietto ferroviario che gli concede ben poca strada ed un recapito appuntato sul retro di una foto, la quale secondo Roman, suo padre, raffigurerebbe la madre defunta.
Roman è al fronte, arruolatosi volontario per la difesa del proprio paese, mentre manda il figliolo allo sbaraglio, un bimbo tanto piccolo ma capace di destreggiarsi nei guai essendo nato tra le bombe ed abituato alla sopravvivenza, a correre più veloce dei pericoli, tant’è che alla fine egli riesce a raggiungere Napoli, la nonna Irina e Vita, una donna schiacciata dal dolore e vittima della depressione, tanto sconfitta dall’esistenza quanto Irina è energica, anche comica nel suo essere e nel lessico appreso dalle opere di Dante Alighieri (e già solo per questo vale la lettura).
Le due donne, insieme a Kostya, si uniranno per affrontare un viaggio alla ricerca di Roman, un viaggio nel dolore, nella vita e nella speranza, un viaggio che cambierà completamente le proprie esistenze e che permetterà a ciascuno di essi di affrontare i propri mostri e di raggiungere un nuovo livello di accettazione e di serenità.
Il romanzo è stato spesso tacciato di superficialità e forse di non aver trattato con cura tutti gli argomenti toccati, mentre per me è stata una lettura assolutamente gradevole in quanto innanzitutto, a mio avviso, il tema principale è la depressione della protagonista, la quale è stata esaminata abbondantemente per essere un romanzo, diversamente sarebbe stato un saggio; inoltre l’autrice ha toccato due temi spinosi nell’ambientazione, ovvero il conflitto in Ucraina e il periodo Covid, senza lasciarsi trasportare, intelligentemente, in alcuna valutazione personale o presa di posizione. Vista inoltre la scrittura assolutamente perfetta della Ardone, per me è un parere pienamente positivo!




No Comments