Letture

“Middlesex” di Jeffrey Eugenides

“Sono nato due volte: bambina, la prima, in un giorno di gennaio del 1960, in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”.

Sono di nuovo alle prese con un Premio Pulitzer, questa volta del 2003, un libro che non conoscevo affatto e che quando mi è stato proposto ritenevo fosse più recente oltre, onestamente, ad averlo sottovalutato sia come mole e come contenuti che come scorrevolezza. All’inizio presenta dei tratti faticosi in quanto va a scavare alle origini del tema centrale della narrazione, delle volte in maniera approfondita e pesante ma strumentale alla comprensione del poi.

La narrazione avviene in prima persona dalla voce di Callie, diminutivo di Calliope, la quale racconta la sua storia di quattordicenne consapevole della propria diversità in quanto ermafrodita, confusa dalla presenza di un “croco” all’interno del proprio corpo ma decisa a negare la realtà alla propria famiglia. E’ proprio per comprendere come si sia potuta verificare questo scostamento dalla normalità che l’autore, con la voce di Callie, narra della storia della famiglia che ha dato origine a ciò, a seguito di più matrimoni tra consanguinei e quindi con la convinzione che la causa sia nascosta nel DNA, una “colpa” che si è manifestata nel suo corpo.

Conosciamo così i nonni, Lefty e Desdemona, soprattutto quest’ultima è una figura molto bella all’interno del romanzo, arricchita dalle tradizioni che non intende abbandonare e dalle relative superstizioni, i quali lasciano una Smirne in fiamme nel 1922 per raggiungere le coste americane, la terra promessa ai loro occhi; alla stessa stregua conosciamo Tessie e Milton, i genitori di Callie che lasceranno Detroit, in piena espansione industriale, per raggiungere proprio la località denominata “Middlesex”, creando quindi un gioco di parole con la situazione vissuta da Callie.

E’ proprio a Middlesex che Callie cresce, intrecciando altre vite nel corso della sua crescita, scoprendo ciò che è e ciò che vuole essere, chiedendosi se a rendere ciò che siamo sia la biologia o il bagaglio culturale che assorbiamo nel corso della nostra vita. Sin dall’inizio del romanzo siamo a conoscenza della sua situazione, ma l’autore tratta con molta delicatezza l’argomento, tanto da farci accarezzare i sentimenti di Callie in maniera travolgente, da farci sentire tutta la sua confusione e il suo dolore, fino alla rinascita finale, con una scrittura assolutamente sublime che ci fa resistere anche dinanzi i passaggi più ostici. Un capolavoro!

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2 Comments

  • Reply
    Silvia
    16 Novembre 2025 at 5:37

    Ho seguito da fuori la lettura, non è proprio nelle mie corde… almeno in questo momento
    Però che copertina la tua edizione!!!

    • Reply
      Tatiana
      18 Novembre 2025 at 13:03

      Ammetto essere stata una lettura lunga e faticosa ma alla fine ne è valsa la pena: una scrittura dí ottima qualità ed un libro assolutamente originale! La copertina è diversissima da quella che ho visto in giro, tant’è che sapevo di averlo in casa e non lo trovavo proprio perché mi ero fissata con una copertina arancione 😂.

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