Letture

“La settimana bianca” di Emmanuel Carrère

Ho iniziato questo romanzo spinta sia dalla sua brevità, stante il poco tempo a mia disposizione in questo periodo, sia dalla fama che a quanto pare lo precede ma, ancora una volta, mi sono resa conto che i libri più amati dal pubblico dei lettori non sempre li gradisco… e così è stato.

Vengono narrate le vicende di Nicolas, un bimbo timido e ricco di fantasia, proveniente da una famiglia alquanto anomala in quanto il padre, venditore di dispositivi sanitari, è costantemente in viaggio mentre la madre viene descritta come un’ombra taciturna e pressochè inesistente. Nonostante la sua contrarietà il ragazzino viene mandato in settimana bianca con la propria classe, accompagnata da una docente e da un paio di animatori e sin da subito egli si trova ad affrontare il primo grosso problema visto che il padre, figura ingombrante, si rifiuta di farlo partire con i compagni di classe per accompagnarlo di persona, privandolo quindi della gioia del viaggio con i compagni; oltretutto dimentica di lasciargli lo zaino, il quale rimane nel bagagliaio della macchina scordato completamente dall’uomo, che nemmeno dopo chilometri e varie fermate se ne rende conto, motivo per il quale Nicolas si trova in grosse difficoltà essendo completamente privo di tutto, dallo spazzolino da denti al cambio d’abiti e, ovviamente, all’attrezzatura sportiva.

Da qui inizia quello che dovrebbe costituire il fulcro della narrazione, il mistero che io non ho trovato nemmeno a cercarlo con il lumino, però posso dire che ci si trova davanti ad un romanzo riflessivo, lento e descrittivo nei confronti dei voli di fantasia di Nicolas, spesso vessato dai coetanei e che cerca rifugio nel suo mondo interiore. Il finale rimane tutto sommato abbastanza aperto nonostante il lettore sia accompagnato dall’autore a trarre da sè le proprie conclusioni (saranno corrette?), definendo il testo come un bellissimo libro di impronta psicologica, che a me però non ha lasciato nulla. Onestamente non vedevo l’ora che finisse per poterlo rivendere e non vederlo nemmeno sullo scaffale della libreria; sia chiaro che vi sono dei libri lentissimi e lirici che ho amato alla follia ma questo proprio no, non so se sia un mio limite o se alcuni autori vengano portati alle stelle immeritatamente, probabilmente sono una lettrice pretenziosa e per soddisfarmi ci vuole ben altra letteratura, ma la mia opinione in merito purtroppo non promuove questo romanzo.

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2 Comments

  • Reply
    Silvia
    17 Aprile 2026 at 11:45

    pensa che a me invece era piaciuto molto! quell’ansia che sale pagina dopo pagina…..

    • Reply
      Tatiana
      17 Aprile 2026 at 14:26

      A me è mancata proprio l’ansia, non mi ha preso e ho dovuto pure pensare se avessi compreso correttamente il finale 😂

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