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Il sogno di una vita: New York 🧡

Questa città l’ho sognata sin da quando ero una bambina ma, tralasciando il fatto che in casa mia mi hanno tenuta sotto una campana di vetro, mai avrei immaginato di poter essere qui un giorno. Poi, d’un tratto, quel santo uomo di mio marito, in occasione del venticinquesimo anniversario di matrimonio (risale al settembre scorso) mi ha regalato il sogno, quello con la “s” maiuscola.

Ho trascorso mesi pianificando, leggendo libri a tema, approfondendo e organizzando le visite alle quali eravamo interessati finchè è arrivata la vigilia della partenza, quella che ci ha introdotto ad un volo infinito, partito da Trieste e che ci ha permesso di sorvolare la Groenlandia (oltretutto con immensa emozione essendo nella nostra wish list), la Gran Bretagna, l’Irlanda, il Canada… insomma una valanga emozionale nonostante la fatica immensa di reggere un volo così lungo.

Uno dei libri che mi sento di indicare per conoscere gli angolini meno turistici e più particolari di questa città splendida
Questo mi ha aiutata a comprendere la genesi dell’attuale metropoli

Oggi è stata la prima giornata in cui la città ci ha accolti con tutto il suo caos, i suoi colori, la sua vitalità, le sue differenze socioculturali, i suoi contrasti e la sua libertà, una metropoli che abbiamo voluto vivere appieno percorrendo a piedi quasi 14 km, molti dei quali ammirando la sommità dei grattacieli che circondavano il nostro passaggio.

L’accesso alla sala della biblioteca toglie il fiato!
Ma che meraviglia é?
La meravigliosa scrivania di J.P.Morgan
Qui con Belle Grene la quale, occupando la scrivania di Morgan, ben fa comprendere quale peso avesse avuto nella crescita della biblioteca
Tanto da avere un logo proprio
Dinanzi ogni anta come questa avevo gli occhi a cuoricino

La prima tappa è stata da me fortemente voluta, la Morgan Library & Museum, in quanto teatro del meraviglioso libro “Belle Greene” (vi rimando al link per conoscere meglio la storia di J.P. Morgan e di questa geniale, coraggiosa e capace donna), un sogno ad occhi aperti per chi, come me, vive per i libri e la lettura; è incredibile se si pensa che essa è nata quale collezione privata del banchiere John Pierpont Morgan e solo nel 1924 è stata convertita in un museo aperto al pubblico grazie all’iniziativa del figlio J.P. Morgan Jr. L’edificio non è particolarmente grande se rapportato allo standard statunitense, tuttavia risulta essere magnifico, sia grazie ai manufatti provenienti dal Rinascimento italiano, ai bassorilievi di Luca della Robbia che accolgono il visitatore all’ingresso, ma soprattutto ai volumi meravigliosi che essa ospita (addirittura ad una singola opera, nelle sue varie edizioni, sono dedicate delle intere ante). Insomma, avevo gli occhi a cuoricino, un ambiente di una bellezza inestimabile!

Dinanzi al meraviglioso palazzo ellenico della Public Library
Gli immensi corridoi interni

Lo stesso non posso dire della New York Public Library, la quale è ospitata in un edificio di fattezze meravigliose ispirate chiaramente allo stile ellenico, grazie ai suoi colonnati immensi e allo splendido timpano, ma che offre al visitatore esclusivamente il passeggio nei corridoi, escludendo qualsiasi visita alle stanze contenenti le biblioteche, riservate unicamente ai ricercatori. In ogni caso l’edificio, attorniato dallo scenario di Bryan Park, fa comprendere quale sia la portata da questo immenso tempio della cultura, che offre la consultazione, anche da remoto, di migliaia di testi.

Il paradiso per gli amanti del basket
Praticamente un palazzo intero dedicato ai golosi
Ma quanto è figo potersi personalizzare ogni singola pralina?

Dopo così tanta cultura arriviamo alle note dolenti del NBA Store e del M&M’S Store, in cui la scelta è talmente vasta da lasciarci lo stipendio; in merito al primo, considerando la passione per il basket di marito e figliolo non c’è rimasto che entrare e sfogarci, considerato che si è trattato di una visita programmata per lo shopping dei due sportivi quindi taccio e subisco (anche perchè questo viaggio memorabile è stato integralmente offerto da mio marito). Quello che non mi aspettavo fosse tanto grande è il secondo: due piani di meraviglia assoluta, un mondo magico di praline, gadget e abbigliamento a tema, un mondo irresistibile per quell’eterno bambino golosissimo che ha viaggiato con me, ma ammetto essere uno store stupendo!

Un primo assaggio di Times Square, ma vi ripasseremo nei prossimi giorni…

Passeggiando lungo le strade immense della metropoli abbiamo avuto il primo contatto con Times Square, che alla fine non è nemmeno una piazza ma un crocevia caotico e luminoso, sede di molti dei 49 teatri di Broadway, in cui incontrare artisti di strada, acrobati, travestiti da gorilla, da Minnie e da Topolino, chi si scatena con l’hip-hop, insomma un dedalo di arte di ogni tipo, ma siccome ci torneremo in occasione della visione di un musical, nostra passione da sempre, ci rincontreremo nuovamente da quelle parti.

Qui il ricordo di Ghostbusters è sempre vivo!

New York è proprio come viene presentata nei film, tant’è che ci siamo recati anche a vedere una delle stazione dei vigili del fuoco più famose al mondo, ovvero i Ghostbusters Headquarters (14 North Moore Street, Tribeca), iconico luogo legato al film uscito nel 1984 e che ancora riporta il logo che lo ha reso memorabile.

Chi guardava “Friends” se lo ricorda?

Visto che abbiamo iniziato giù il primo giorno a macinare chilometri (ecco il motivo per il quale solo ora inizio a scrivere ricordi ed impressioni… la sera eravamo a pezzi e crollavamo dal sonno) perchè non passare a dare un’occhiata anche all’iconico palazzo che ha ospitato i protagonisti di “Friends” (a dire il vero gli interni furono interamente girati negli studios) ma gli esterni sono proprio questi, situati al crocevia tra Grove Street e Bedford Street, nel West Village.

Una delle migliori birre mai bevute, la Union Jack

Dopo quest’ultima visita, rientrando verso l’hotel e attraversando il gettonatissimo Greenwich Village, ci siamo fermati a cena in un pub poco frequentato appena fuori dall’elegante quartiere, dove invece i locali (costosissimi) erano strapieni, consentendoci quindi un pasto delizioso e molto più economico al Mighty Quinn’s Barbeque

Questa è stata la nostra prima giornata a New York, incredibile ma voluta con tutta l’anima perchè è vero che, come scrisse Richard Bach in un bellissimo libro, “nessun posto è lontano”.

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4 Comments

  • Reply
    Daniela Gambarin
    8 Giugno 2026 at 14:48

    Felice x te carissima che hai realizzato questo sogno.😉😉😉anche mia sorella gemella ha amato new York e vorrebbe tornarci anche con il bimbo!

    • Reply
      Tatiana
      11 Giugno 2026 at 6:22

      Onestamente pensavo di non volerci più ritornare avendo visto quanto desideravo vedere ma, scrivendo questi post e rivivendo il tutto, mi è sorta la nostalgia e ripartirei subito… è davvero una città magica.

  • Reply
    Silvia
    11 Giugno 2026 at 11:13

    che bello realizzare un sogno ❤️

    • Reply
      Tatiana
      11 Giugno 2026 at 12:53

      Non avrei mai pensato di potercela fare un giorno ma, dopo questo viaggio, mi sono resa conto che possiamo andare ovunque e ti dirò che appena rientrata a casa, se mi avessero chiesto qualcosa in merito, avrei risposto di avere visto quanto desideravo e che quindi mi bastava questo. Ora, nel scrivere questi ricordi di viaggio, mi è presa una nostalgia immensa di questa città incredibile e sto (stiamo) già valutando di approfittare di qualche viaggio low cost, casomai se ne presentasse l’occasione, per viverla ancora: è una città che ti prosciuga ma ti regala l’anima e ti conquista come mai potresti pensare fosse possibile.

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