
Sono di nuovo qui con voi e inizio con una delle visite più belle di questi giorni sospesi tra sogno e realtà portandovi al Madame Tussauds New York , un’esperienza che vale più di un museo ed è quasi paragonabile ad un parco dei divertimenti; il museo è strutturato con una particolare attenzione al mondo dello spettacolo, dalla musica al cinema, alla letteratura fantasy e ai film dell’orrore, con ambientazioni a tema per poi riservare un padiglione agli esponenti della politica internazionale, del mondo scientifico, dei fumetti e, in maniera marginale, dello sport.

Inutile dirvi che le figure sono rappresentate con una precisione ed una vitalità cui manca solo la parola, tuttavia ciò che più impressiona e diverte il visitatore è l’ambientazione, quella che tocca i massimi livelli nel reparto dell’horror movie, grazie alle sonorità, alle luci e agli effetti speciali, tutti aspetti in cui gli americani sono anni luce avanti a noi. Non si può condividere le emozioni provate, ma ci provo con qualche foto.




Dopo un’esperienza di tale calibro, quando vorresti che essa non finisse mai, ci siamo recati al MoMA che già immaginavo non essere proprio aderente ai nostri gusti, ma la cui visita comunque ritenevo andasse fatta, almeno per valutare con cognizione di causa se l’arte moderna potesse presentare qualche aspetto interessante (la risposta è no, sappiatelo): a mio marito poco interessa dell’arte visiva mentre io sono un’amante dei raffaelliti, quindi già da qui potete ben comprendere il nostro sentimento tra riso e noia dinanzi ad alcune “opere” esposte, in merito alle quali nulla aggiungo se non lasciarvi alcuni scatti. Sia chiaro che non ho bocciato tutto, ad esempi trovarmi davanti a “Gli amanti” di Magritte è stata un’emozione!

Notevole è il reparto dedicato alle opere di Frida Kahlo e Diego Rivera, curato sin nei minimi particolari e presso il quale ho speso del tempo che me li ha fatti apprezzare ancora di più e conoscere meglio; alcune opere di Van Gogh hanno completato l’esperienza avuta anni fa presso il Van Gogh Museum di Amsterdam, pur non amandone particolarmente lo stile, inoltre trovarsi davanti alle opere più iconiche di Andy Warhol ha completato l’esperienza più accattivate della struttura museale.






Ma tutta questa robaccia: me lo spiegate il senso?
Di ritorno dal MoMA abbiamo fatto una veloce visita alla St. Patrick Cathedral , una bellissima struttura neogotica di rito cattolico che crea uno strano impatto visivo con i grattacieli che la circondano, rendendola piccolissima allo sguardo del visitatore; l’edificio è molto bello, purtroppo ricco di turisti caotici e incongruenti con la nostra visione di comportamento nei luoghi di culto, ma ce lo siamo fatti andare bene e abbiamo proseguito nella visita. Diciamo che, da italiani abituati a luoghi spettacolari sia nel nostro paese che in tutta Europa, St.Patrick non ci ha impressionati particolarmente ma si è comunque rivelato essere un edificio interessante a livello architettonico, con la grazia tipica di tale stile, considerato anche che essa rappresenta la più grande chiesa neogotica cattolica di tutti gli Stati Uniti (del resto la storia di questa terra immensa è molto recente quindi non stupisce vi sia così tanta considerazione per esempi di questo tipo).




La giornata si è conclusa da Macy’s , i grandi magazzini più famosi della città, dove purtroppo sono arrivata stanchissima e quindi mi sono persa un’esperienza di shopping che avrebbe potuto essere memorabile se avessi avuto la forza di girarmelo tutto (ma che conservo nella to do list per la prossima volta, soprattutto per farmi un giro nel reparto Levi’s, che io adoro ma che non ho pensato di visitare). Giusto per specificare, comunque, che il reparto UGG non me lo sono fatto mancare 🙂
Fatta quest’ultima tappa non ci è rimasto che raggiungere l’hotel, fortunatamente poco distante da Macy’s, dove siamo arrivati forse più stanchi del solito e con la consapevolezza che se non avessimo rallentato sarebbe stato impossibile arrivare vivi a fine ferie.



