
Questa volta ho affrontato un romanzo metaletterario, di quelli che ti incuriosiscono ma che non ti aspetti, oltretutto finalista al premio letterario Gouncourt e quindi vuoi non provarci? L’inizio mi ha destabilizzata in quanto ho faticato a “prendere le coordinate” ma in breve tempo mi sono trovata davanti ad un lavoro originale e scritto benissimo.
Sarah propone ad uno scrittore di narrare la propria storia in un libro, sotto lo pseudonimo di Susanne, alter ego che presenta la storia di una quarantenne francese, sopravvissuta alla malattia, sposata e madre di due figli: la sua sembra una vita stabile e felice, tuttavia ultimamente turbata da una sensazione di lontananza, alimentata dall’abitudine del marito di trascorrere le serate da solo, isolato nello scantinato di casa, cui si aggiunge una questione finanziaria posta dallo stesso a danno di Sarah, che la inducono ad ascoltare un primo campanello di allarme e a prendere la decisione radicale di allontanarsi da casa per un breve periodo, certa così di salvare il matrimonio e la serenità dell’intero nucleo familiare.
Tuttavia gli eventi che ne seguono non confermano le aspettative ottimistiche di Sarah e qui mi fermo per non incorrere in spoiler, basti sapere che ne seguirà un vortice di follia, intenso e doloroso, tale da sprofondare di fronte ad un uomo che si rivela cinico e calcolatore e ad una famiglia che si allontana in una voluta di vapore.
Bello, intenso, travolgente, femminista, feroce e di denuncia: da leggere.




2 Comments
Silvia
16 Settembre 2025 at 9:31seguirò il tuo consiglio!!!
Tatiana
16 Settembre 2025 at 12:46Sono curiosa di sapere se lo apprezzerai perchè è un romanzo molto particolare!