
“Ho fatto male a comperare questo quaderno, malissimo. Ma ormai è troppo tardi per rammaricarmene, il danno è fatto”.
Così inizia il suo diario Valeria Cossati, protagonista di questo libro che ho divorato, che mi ha fatta arrabbiare, che mi è entrato dentro con la sua scrittura ammaliante, sì perchè è scritto divinamente anche quando narra delle nefandezze che una donna sino a pochi anni fa era costretta a subire, pena i sensi di colpa interiorizzati a causa di un’educazione rigidamente maschilista (oggi andrebbe di moda il termine “patriarcale” che però a me non piace affatto).
Valeria è spostata con Michele, uomo buono ma sottilmente ottuso a tal punto da chiamarla “mammà”, dandola per scontata e ignorando completamente l’apporto enorme che ella fornisce all’intera famiglia, quasi supponendo che tutto si faccia da sè; hanno due figli di cui Riccardo, un concentrato di maschio viziato, mammone e totalmente irresponsabile, mentre Mirella, inizialmente antipatica, alla fine si pone al lettore come l’unica via d’uscita per una figura femminile martoriata dal falso perbenismo e dal ruolo secondario della donna. Riccardo è chiaramente un essere inutile e non mi dilungo oltre perchè qualsiasi parola in più sarebbe sprecata, come potrebbe confermare chiunque legga il romanzo, ma Mirella è una potenza perchè con le unghie e con i denti rivendica la propria realizzazione e la meritata felicità, quella che Valeria avrebbe forse a portata di mano con un pizzico di coraggio in più, ma che alla fine la vede sconfitta, doppiamente delusa dopo aver messo nero su bianco il proprio dolore e le proprie frustrazioni sulle pagine bianche di un diario, rendendo il tutto più tangibile e quindi più amaro.
E’ una lettura fatta insieme ad uno dei gruppi che frequento, un libro che ha colpito chi lo ha letto con me e a maggior ragione ha centrato nel segno me stessa in quanto, da più matura degli altri, ho vissuto in una famiglia che ha visto nascere i genitori agli inizi degli anni 30 e che ha costretto me ad una lotta quotidiana contro la mentalità chiusa, la paura dei giudizi della società e il ruolo deteriore della donna, stante il fatto che sin da ragazzina ero agguerrita, molto più delle mie coetanee, e con l’obiettivo di una vita libera e ricca di interessi conformi alla mia personalità e non all’approvazione comune.
Mi sono arrabbiata moltissimo con Valeria, inizialmente anche con Mirella, per poi apprezzarla avendola compresa, mi ha fatto pena Michele nella sua arretratezza culturale che ha rischiato di perdere una compagna intelligente e mi ha fatto ribrezzo Riccardo, omuncolo senza attributi e peggio del padre. E’ un 10+!




2 Comments
Silvia
18 Settembre 2025 at 10:31veramente un grande libro!
Tatiana
18 Settembre 2025 at 10:36Davvero, e totalmente inaspettato per quanto mi riguarda, l’ho letteralmente divorato in pochissimi giorni!