
Alla fine l’ho letto dopo che mi era stato proposto più volte in un gruppo di lettura trovando sempre il mio rifiuto: non so per quale motivo non mi ispirasse, complice l’evidenza di non poterlo trovare in formato elettronico, meno dispendioso nel caso in cui non mi fosse piaciuto. E invece…
Sono stata catapultata in una società distopica nella quale, a causa di un virus che ha colpito gli animali rendendone quindi indisponibili le carni per l’alimentazione umana, i macelli industriali si convertono alla “Transizione”, ovvero alla produzione di carne umana allo scopo di alimentare la pratica del cannibalismo, il tutto socialmente accettato grazie al linguaggio manipolatorio del governo che vieta di nominare le cose come stanno e nascondendo il prodotto alimentare sotto il termine di “prodotto” o “carne” oppure semplicemente “cibo”.
Il protagonista è Marcus Tejo, impiegato in uno dei suddetti macelli ed esperto nella sua mansione in quanto precedentemente impiegato nel mattatoio di famiglia ed è proprio lui a guidarci nell’orrore, pur se portando con sè dei legittimi dubbi etici e inerenti la veridicità della narrazione comune. I dettagli relativi alle procedure descritte sono assolutamente aberranti, oscillando tra la neutralità verbale, l’atrocità dei fatti, la tristezza e la rabbia che ne conseguono, pur senza mai arrivare alla truculenza e allo splatter. Marcus è un uomo solo, abbandonato dalla moglie dopo la perdita del figlio in tenerissima età, eppure da un giorno all’altro gli viene donata una “femmina”, ovvero una delle donne destinate al mercato della carne, nonostante il divieto di tenere con sè tale tipo di “merce”; da questo punto in poi si apre la parte più interessante del libro, quella che fa sperare in un lieto fine e quella che, a mio avviso, fa più male.
Non aggiungo altro della trama, contrariamento a quanto io faccia di solito, perchè è un libro che va scoperto un poco alla volta, breve ma intenso, in cui le pratiche che l’essere umano utilizza per soggiogare dei proprio pari sono terrificanti e scriverle qui ne toglierebbe la potenza…
E’ una condanna al capitalismo, quello propagato e propagandato dal sistema, qui elevato all’ennesima potenza: un libro agghiacciante che tutti dovrebbero leggere. Io lo farei leggere nelle scuole, cosa che sono certa non avverrebbe mai, e il motivo è chiarissimo, dopo le prime pagine si appalesa a chiunque sia dotato di spirito critico e di pensiero autonomo.




2 Comments
Silvia
19 Agosto 2025 at 10:32non riesco proprio ad approcciarmi a un libro così crudo e disturbante… peccato perché lo spirito critico di cui parli e i dubbi etici mi sarebbero piaciuti!
Tatiana
19 Agosto 2025 at 10:48È abbastanza crudo ma a me l’unica cosa che ha disturbato è stato il finale; per il resto ritengo che possa essere molto educativo, specie se venisse letto da certe masse acritiche, nonostante tema che anche di fronte all’evidenza negherebbero la propaganda capitalista.