
Un romanzo bello spesso che vola in un soffio, in un susseguirsi di pagine in cui un capitolo tira quello seguente, la storia di quattro donne che di fatto non sono affatto delle casalinghe (titolo fuorviante) ma delle colleghe indubbiamente logorate dalla vita di fabbrica, dalle incombenze della casa e della famiglia, per chi tra di esse ne ha una, di fatto accumunate da da disagio nervoso e di tensione costante.
Non si tratta di spoiler in quanto lo si legge ovunque (forse anche sulla quarta di copertina, ma avendolo letto in ebook non ne sono certa), ma il tutto ha inizio dal momento in cui Yayoi, moglie esemplare, uccide per strangolamento il proprio coniuge, reo di aver dissipato tutti i risparmi familiari con un’altra donna e di essere rincasato completamente ubriaco.
Yayoi si rivolge a Masako, essendo l’amica più coraggiosa che conosca, la quale a sua volta si rivolge a Yoshie, frustrata dalle angherie della figlia e della suocera invalida, e finendo con coinvolgere anche Kuniko, la più giovane e sleale del gruppo, creando di fatto un effetto domino che porta ad una narrazione vivace, appassionante e coinvolgente, nonostante alcuni momenti splatter che personalmente mi hanno turbata. Le quattro protagoniste sono caratterizzate da quattro altrettante personalità molto diverse tra esse, tuttavia tenute insieme, quasi a fare da collante, da Masako, donna complessa , determinata, folle e lucida che persegue l’obiettivo senza avere nulla da perdere, che non teme nulla e nessuno, con un autocontrollo che fa paura.
Le donne sono il fulcro del romanzo, con le loro fragilità e la loro forza, con la spietatezza che emerge pur di risalire la china dell’umiliazione e della derisione, legate nel loro destino dal denaro, elemento comune in quanto bene necessario che aiuta a cambiare vita. Il tutto in una società che a tratti appare disturbante, in cui la vita contemporanea delle donne non è delle migliori, retaggio di una realtà in cui il patriarcato e il maschilismo hanno sempre relegato la figura femminile in uno stato di sottomissione, dalla donna-oggetto atta a soddisfare gli appetiti sessuali maschili, alla donna casalinga perfetta ed inappuntabile, alla donna che comunque, alla fine, deve abbassare il capo dinanzi ai tradimenti dei mariti, a quei mariti che sperperano senza remore il denaro familiare, anche se questo proviene dall’attività lavorativa della donna, costretta a lavorare pur senza poter disporre del proprio patrimonio.
Quasi settecento pagine che volano tra scene forti e momenti che sarebbero anche comici se potessimo sorvolare sulla tragicità del tutto. Bellissimo!




2 Comments
Silvia
18 Agosto 2025 at 9:36l’ho in ws da un po’ ma non mi chiama… forse perché non amo la letteratura giapponese, anche se questo mi sembra molto lontano dal caffè caldo & simili!!!
Tatiana
18 Agosto 2025 at 15:00Completamente diverso, questo ti prende proprio! Della serie di caffè caldo e simili me n’è bastato uno 😂🤣