Slovacchia/ Viaggi

Salita al Castello di Orava (e incontro con Nosferatu)

Oggi abbiamo affrontato un’altra visita ad uno dei tanti castelli slovacchi (e tutti bellissimi), il Castello di Orava (Oravsky Hrad), una magnifica fortificazione che sorge al di sopra di una rupe rocciosa, nei pressi dell’omonimo fiume, oltretutto considerato uno dei più belli della zona e, in effetti, vista l’affluenza non si stenta a crederlo. Fortunatamente la visita è libera, priva di guida, in quanto viene fornito un link dal quale accedere all’audioguida oppure seguire semplicemente la cartellonistica, che è più che sufficiente se non si vuole trascorrere all’interno della struttura l’intera giornata, essendo ampia e ricca di particolari.

L’antro alchimistico
La cucina
Ma quanto belli sono?

Esso fu costruito nel XIII sotto il Regno d’Ungheria e sorge sul sito di un’antica fortificazione militare lignea, la quale venne eretta dopo la prima invasione dell’Ungheria da parte dei Mongoli, avvenuta nel 1241; ovviamente anche questo castello ha seguito la consueta trafila di danneggiamenti, ricostruzioni e cambi di proprietà, portando l’originale aspetto romanico a quello gotico e, successivamente, allo stile rinascimentale e neogotico, a seguito di continui ampliamenti, fino allo stile attuale realizzato ad opera della famiglia Thurzo, la quale vi apportò delle migliorie sino al 1611. La struttura subì un ulteriore danno nel 1800 a causa di un incendio e ad oggi è un monumento nazionale ricco di affluenza turistica.

La cappella
La cripta

La struttura è molto bella e presenta un’alternanza di legno e pietra, ben sfruttata anche a livello museale in quanto in esso sono state ricreate delle vere e proprie stanze nonchè scene di vita quotidiana; inoltre una stanza è stata allestita completamente in memoria dei film che vi sono stati girati, tra i quali il più famoso è stato il “Nosferatu” del 1922, ispirato al “Dracula” di Bram Stocker.

È data la possibilità di scegliere diverse tipologie di visita e noi abbiamo optato per il tour più lungo, assolutamente consigliabile in quanto permette di visitare l’intera struttura fino all’ultimo piano, rendendo il tutto un po’ impegnativo ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena e tutto sommato ci ha impegnati per non più di un’ora e mezza.

Una delle tante bellissime stanze
L’angolo dedicato alle tecniche di tortura
Le prime acconciature (che sia il precursore degli scrunchies?🤣)

Il parcheggio del castello è immenso e il biglietto, valido 24 ore, ci ha permesso di trascorrervi un pomeriggio rilassante e di portare le cagnoline sul lungo fiume (bagnetto incluso), comprendendo anche la possibilità di pernottarvi e quindi concedendoci totale relax, almeno fino a domani e ai prossimi castelli.

Nosferatu, il “mai morto”
Il fiume sottostante

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