
Stamattina abbiamo intrapreso una bellissima passeggiata nel bosco, apprezzatissimo da Margot e Milly, lungo un sentiero che ci ha portati al Katarinka Monastery, il monastero dedicato a Santa Caterina d’Alessandria, o almeno quanto ne rimane visto che si tratta solo di rovine, attualmente in fase di restauro: sicuramente il luogo in cui sorge è anomalo, ma esso trae origine da quella che fu la prima chiesa, costruita all’interno di una grotta, in seguito all’apparizione della Madonna a dei pastori, poi successivamente, in seguito ad ulteriori apparizioni, sorse il monastero del quale oggi ne vediamo le rovine. Come osservate dalle foto rimangono solo i muri perimetrali e la struttura del campanile di quella che nel diciassettesimo secolo sorse quale chiesa francescana, ad oggi accessibile solo per una visita non molto accurata nel mentre dei gruppi di giovani volontari se ne prendono cura.





Ben diversa è stata la visita del pomeriggio, anche questa ad un castello del quale rimangono diverse rovine, tuttavia visitabili e ben strutturate per quanto possibile, ovvero il Castello di Čachtice, strettamente legato alle sorti della sua abitante ovvero la contessa Erzsébet Báthory, conosciuta come la “Contessa sanguinaria” o la “Contessa Dracula”, la quale si narra sia stata responsabile di aver assassinato oltre seicento vittime, tutte ragazze giovani e vergini, oltre ad aver fatto il bagno nel loro sangue per preservare la propria bellezza. Ella nacque nel 1560 in una casata ungherese di religione protestante in cui i disturbi mentali erano frequenti a causa delle loro origini incestuose e, secondo alcuni, addirittura discendenti dal conte Dracula; la contessa visse la propria infanzia a Ecsed, in Transilvania, e fu data in sposa, appena quindicenne, al crudele conte Ferenc Nádasdy, con il quale andò a vivere nel castello di Sárvár, in Ungheria, partorendo nel mentre quattro figli tra legittimi ed illegittimi. Erzsébet aveva dato segni di squilibrio mentale sin dalla più giovane età e da sempre passava improvvisamente da uno stato di calma all’ira, oltre alla tendenza alla crudeltà e al sadismo, elementi comuni anche al marito, oltre a dimostrare un interesse per la magia nera; il tutto la portò ad compiere i primi delitti già nel 1585, per poi vedere un aggravamento della situazione dopo la morte del marito avvenuta nel 1604. Una volta rimasta vedova essa si trasferì con la corte nel castello oggetto di questo post, dove continuò ad uccidere giovani fanciulle, una dopo l’altra, senza sosta e torturandole fino al decesso; le vittime venivano incatenate a testa in giù e sgozzate per poterne raccogliere il sangue, se la leggenda non mente, ma certo è che nel castello sono stati rinvenuti corpi mutilati e ragazze in attesa di esecuzione. La contessa fu accusata di seicentocinquanta assassini dopo una sentenza sommaria, murata in una torre del castello e nutrita per il tramite di una feritoia finché decise di lasciarsi morire di fame sino al decesso, avvenuto nel 1614 all’età di cinquantaquattro anni. La sua salma sarebbe sepolta nella chiesa di San Ladislav, tuttavia la tomba non è mai stata trovata.










Oggi, anziché tediarvi con nozioni storiche ad architettoniche, ho preferito soffermarmi sulle sorti della contessa sanguinaria, lasciandovi con questa dolcissima storia della buonanotte 😂 e sperando di non avervi causato gli incubi!
A domani per la prossima tappa in terra slovacca 😀.




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