Slovacchia/ Viaggi

Con le cagnoline al castello di Beckov e passeggiata a Trenčin

Eh sì, anche oggi siamo stati accolti da un castello dog friendly che ci ha permesso di portare con noi Margot e Milly, non senza qualche timore viste le ripide scale a graticcio, specie in merito a Margot che, essendo grande, è impossibile da prendere in braccio… e invece anche stavolta questa meravigliosa creatura mi ha stupita, affrontando con coraggio e determinazione tutta l’area della fortificazione, sempre accanto a me e senza arretrare di un millimetro. Del resto ho sempre sostenuto che la fedeltà di un cane è ferma anche nella tempesta, mentre un essere umano ti abbandona al primo alito di vento.

L’ingresso

Il castello risale al XII secolo e di esso rimangono solo le strutture principali, tuttavia mantenute al meglio al punto da ospitare rappresentazioni di ogni tipo, da quella dei draghi (carinissima) a quella dei rapaci i quali, pur trattati benissimo, a me mettono sempre una gran tristezza in quanto li vorrei vedere volare sulle vette sfruttando le correnti ascensionali con quel magnifico volo di libertà che solo loro hanno.

Il cortile
Una splendida bifora sul panorama sottostante

A grandi linee il castello sorge su un dirupo presso il fiume Vah, tant’è che é sempre stato sfruttato quale avamposto strategico della Grande Moravia, soprattutto per controllare i confini del Regno d’Ungheria, fino alla sua fortificazione avvenuta tra il XIII e il XV secolo sotto la proprietà di Matteo III Csák; anch’esso entrò nel patrimonio di Miklós Bánffy, famiglia che oramai conosciamo dalla storia dei castelli già visitati. La proprietà di esso cambiò nel corso degli anni e venne ristrutturato secondo lo stile gotico, dotandolo anche di una cappella, ancora parzialmente visibile; a seguito di ulteriori danneggiamenti le successive ricostruzioni seguirono lo stile rinascimentale e, a fasi alterne, ritornò tra i possedimenti della famiglia Bánffy.

La rappresentazione dei draghi

In epoca più recente esso venne utilizzato quale prigione e quale caserma, ma solo nel 1970 il castello è diventato un monumento nazionale e oggetto di un lungo restauro durato dal 1996 al 2002. Una piccola curiosità riguarda la strada che si inerpica sino all’ingresso della fortificazione in quanto i fondi che la costeggiano costituiscono un cimitero ebraico, anch’esso monumento culturale.

Nel pomeriggio ci siamo recati a Trenčin, bellissima cittadina ai piedi di un altro castello, molto ben conservato ma che non visitiamo in quanto interdetto ai cani e troppo complicato da organizzare visto che stiamo visitando la città in loro compagnia: il centro è piccolo e bellissimo, interamente lastricato in pietra, ricco di verde estremamente curato e di fontane, pulitissimo e pieno di vita. Insomma, questo paese mi sta colpendo per l’ordine e la pulizia, ma soprattutto per l’intelligenza delle amministrazioni comunali che rendono ogni angolo un gioiello; la città sorge sul fiume Váh, in prossimità del confine con la Repubblica Ceca, ed è stata scelta per l’anno corrente quale Capitale europea della cultura insieme alla finlandese Oulu.

La chiesa di Notre Dame
Ma quanto belli sono gli interni?

Trenčin è nota in quanto su una roccia sovrastante la città, dove sorge il castello, è presente un’iscrizione romana risalente al 179 e quindi il segno tangibile del passaggio dei Romani quale punto più a settentrione nell’intera Europa; purtroppo non posso darvene alcuna rappresentazione fotografica in quanto abbiamo saltato completamente la visita al castello come spiegato sopra.

Fontane ovunque

La nostra visita alla città ha compreso qualche chiesa, con particolare attenzione a quella di Notre Dame (Kostol Notre Dame), edificio neoromantico risalente al 1909 di una bellezza non da poco e in merito alla quale vi lascio qualche scatto, mentre per il resto, dopo il tanto camminare di stamani, abbiamo preferito goderci la cittadina e berci un’ottima birra.

Del resto domani ci attende un altro castello… venite con noi?

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