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Un po’ del mio mondo

Un po' del mio mondo

Un Liebster Award… grazie Marisa!

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Rieccomi qui con i miei soliti ritardi, anche se questa volta è davvero vergognoso perchè si tratta di onorare lei che ha voluto donarmi questo riconoscimento; purtroppo in questo periodo sono più oberata di impegni rispetto al solito, non riesco a postare nulla e, in tutta onestà, fatico anche abbastanza a cucinare qualcosa di non già collaudato… sono stanca, stanchissima, ma spero di riprendere quota al più presto!
Intanto però inizio con il rispondere alle domande postemi dalla mia “benefattrice” (e qui sta il problema, perchè lei ha postato due elenchi, ma visto che sono tutte domande carine ho deciso di tenerle tutte in considerazione, poi lascio la scelta a chi vorrà continuare la catena):

1) Come è cambiata la tua vita da quando hai cominciato a scrivere il tuo blog?

Non è cambiata di molto, tuttavia il blog mi ha portata talora a fermarmi e a riflettere su me stessa poichè qui si cucina, ma soprattutto si vive.

2) Sei riuscito/a a stringere amicizie sincere con i tuo colleghi blogger?

Diciamo che ho scoperto delle persone davvero in gamba e alcune che sono delle vere artiste, ho avuto modo di apprezzare donne che hanno lottato per soddisfare i proprio desideri ed esaudire i propri sogni… non cito nessuno in particolare perchè non sarebbe corretto, anche se una stima particolare va a lei, a una che mi piace un sacco e con la quale ho avuto un feeling da subito, che non so se leggerà e capirà, ma che ha una poesia e una delicatezza senza pari….

3) Ritieni che i tuoi post possano essere utili ai lettori?

Non lo so e nemmeno me lo sono mai chiesto: io scrivo perchè ne ho voglia e resta inteso che la porta è aperta a tutti… chi entra lo fa perchè ha piacere di stare in mia compagnia, senza secondi fini e solo per la soddisfazione di condividere un istante di vita.

4) Hai mai scritto un post solo per aumentare le visite al tuo blog nonostante ritenessi l’argomento trattato banale ma di facile presa sulla massa?

No e mai lo farò: scrivo per il piacere di esprimermi e, in tutta onestà, della visibilità non me ne importa nulla… meglio poche visite, ma sincere!

5) Hai mai messo dei mi piace a caso nei vari blog solo per farti pubblicità ed aumentare il numero di visite al tuo sito?

No, sarebbe disonesto… uso il tatso “Mi piace” quando leggo volentieri un post ma per svariati motivi non ho la possibilità di commentare, quindi è sempre un segno di apprezzamento.

6) Hai mai litigato virtualmente con un altro blogger perché non condividevi i suoi punti di vista anche se ciò ha comportato la perdita di un lettore del tuo blog?

L’ho fatto una sola volta e nel blog che gestivo prima assieme ad altre due persone perchè questa blogger aveva insultato una delle mie collaboratrici: al di là della condivisione o meno del suo pensiero (in effetti non ero d’accordo sul post) non ritenevo corretto entrare in casa altrui per mancare di rispetto. Punto.

7) Ti sei mai ispirato ad altri blogger così tanto da parafrasare un loro post?

Assolutamente mai… delle volte ammiro estasiata alcuni blogs e imparo grazie alla loro bravura.

8) Cosa sei stato/a disposto/a a fare per aumentare le visite al tuo blog?

Nulla, nè ora nè mai.

9) Hai mai usato la volgarità ed il sesso nei tuoi post per aumentare il numero dei lettori?

Non rientra nel mio stile: la classe innanzitutto.

10) Ti identifichi con ciò che scrivi? Cioè quello che scrivi ti rappresenta come persona?

Sì, assolutamente: impossibile mentire, io sono un libro aperto, non so mentire e non riesco ad essere diplomatica nemmeno quando sono contrariata perchè divento una furia!

Ed ecco il secondo gruppo di domande:

1) Il tuo colore preferito.

L’arancione come il sole d’estate e il turchese come il mare della Grecia.

2) Il libro più bello.

“L’uomo che sussurrava ai cavalli” di Nicholas Evans… uno stupendo spaccato di natura!

3) La città che ami di più.

Monaco di Baviera, bella, unica ed inimitabile… un inno alla vita!

4) Il tuo fiore preferito.

Il girasole.

5) Il tuo cibo preferito.

Il gelato, a qualsiasi gusto tranne il cioccolato.

6) Il film più bello che sia mai stato girato.

“Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore…. pura poesia….

7) Lo scrittore e la scrittrice preferiti.

Adoro Oriana Fallaci, intelligente, dissacrante, sprezzante e vera!

8) Da 1 a 5 quanto conta avere tanti “Mi piace” sul tuo blog?

Serve? A me no…

9) Spiega la risposta data al punto precedente.

La risposta è sempre la stessa… se c’è l’intelligenza non serve.

10) Descriviti in 10 parole.

Dieci sono tante… allora…caparbia, polemica, permalosa, libera, anarchica, solare, giocosa, pensante, curiosa, estetica…. (dicono sia anche sensuale, ma siccome mi fa un po’ ridere lo metto tra parentesi.. 🙂 )

Bene, non rimane che lasciare a voi la parola e la voglia di continuare (oramai lo sapete che detesto nominare e coinvolgere chiunque)… chi si propone per primo?

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Un po' del mio mondo

Gioco ancora per aprirmi a voi…

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Oramai è trascorso più di un mese da quando Daniela di Zuccherando mi ha proposto questo giochino: era un periodo abbastanza complicato e non ho aderito immediatamente pur accettando con gioia di partecipare… non che ora sia molto meglio, ma ci voglio provare! Quindi inizio a rispondere alle domande che mi ha posto:

1. Perchè hai iniziato questo blog?

Già ero parte di un blog “in condivisione” con due amiche, o meglio, con una carissima amica ed una serpentona velenosa che si è dimostrata tale sino alla fine; in questo blog mi sentivo molto costretta in una grafica che non sentivo mia, nel dover a tutti i costi cercare degli sponsors e vivere quasi di merchandising, cosa completamente contraria al mio modo di essere e alla mia esigenza di libertà, quindi piano piano mi sono spostata verso l’obiettivo di postare soprattutto fotografie. Avevo degli scatti bellissimi, testimoni di emozioni profonde, che vedevo perfetti se esternati a chi ne volesse cogliere il significato, ma non trovavo ancora il nocciolo di ciò che sarebbe stato il risultato del blog che intendevo aprire… poi dal nulla è nato il nome e da lì ho iniziato.

2. Qual è la cosa più importante nella tua vita?

I miei affetti, pochi e sinceri, e la mia libertà di pensiero, parola ed opinione, che non sono disposta a sacrificare per nulla al mondo.

3. Il cibo di cui non puoi fare a meno?

La verdura, di qualsiasi tipo.

4. Il tuo posto del cuore?

Seduta sotto il sole cocente, mentre il vento spazza via i brutti pensieri, a contemplare il blu del mare che luccica sotto i suoi raggi.

5. Come ti vedi nei prossimi 10 anni?

Non ne ho idea e nemmeno mi interessa, posso solo dire di avere delle speranze.

6. Tre cose senza le quali non esci di casa?

Cellulare perchè dentro c’è la mia vita, burro di cacao e il Kindle.

7.Una citazione che ti caratterizza

“Getta il cappello oltre l’ostacolo!”, non so a chi attribuirla, ma so che è certamente un genio.

Le regole del gioco avrebbero richiesto di girare il premio ad altri blog, ma io, anarchica come sempre, le evito e lo lascio a chi lo apprezza… prendetelo pure e fatelo vostro! E’ un modo carino per conoscersi meglio….

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Un po' del mio mondo

Il calore di un abbraccio sotto l’albero ed è tutto per voi!

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foto tratta dal web

In questo angolino del web, solitamente così spersonalizzante, si è riunito un bel gruppetto di followers che per me sono delle compagne di percorso… c’è chi tira le somme, chi fa bilanci, chi sa perfettamente il giorno, il mese e l’anno in cui ha aperto il blog, ma per me non c’è nulla di tutto questo, non rammento nemmeno da quanto tempo è stato aperto, so solo che venivo da un’esperienza pessima, alla fine devastante, venivo da un altro blog in cui ho ricevuto falsità a palate! Qui ho avuto solo bene, gentilezza, cortesia e non mi importa in quante siete (e mi scuso se parlo sempre al femminile, ben sapendo che almeno un uomo c’è, ma non posso ignorare la maggioranza), mi importa solo ed unicamente la qualità, l’affetto sincero che ho da ognuna di voi, il sentimento che mi dimostrate in ogni commento.

Sono anni che detesto il Natale da quando alcune persone sono riuscite a rovinarmelo, da quando lo spirito di fratellanza è stato prevaricato dal consumismo più sfrenato, quello che ho sempre odiato con tutto il cuore, quello del regalo ad ogni costo, basta che sia, perchè va fatto… mi sono stancata di vedere tutto ciò, con la gente che si spintona nei negozi, mi ha iniziato a fare ribrezzo quando, pochi anni fa, mi sono trovata in una casa e al momento dello “spacchettamento” dei doni si è scatenata una caciara che mi ha allibita, quando ho visto persone che strappavano carte colorate senza nemmeno gustarsi il momento dell’apertura, buttando poi il contenuto da parte senza neanche guardarlo… lì ho capito che il Natale era diventato qualcosa che non mi apparteneva più….

Non ne esalto l’aspetto cristiano poichè non sono religiosa, ma nemmeno un minimo, provate a parlarmi di un qualsiasi credo e mi verrà l’orticaria, ma lo spirito di umanità e di fratellanza insito in qualsiasi religione lo apprezzo, perchè sono d’accordo sul fatto che se un Dio ci fosse dovrebbe essere lo stesso per tutti e che ognuno di noi dovrebbe amare chi gli passa accanto, e non solo a Natale perchè il rispetto e la comprensione sono un patrimonio umano di tutto l’anno; sono caratterialmente una persona gentile e comprensiva, nonostante talora accumuli a tal punto da arrivare al botto e quando arrivo a questo è tardi e, pur perdonando sempre, depenno le persone dalla mia vita arrivando ad un punto di non ritorno… non sono perfetta, ci mancherebbe, ma amo davvero l’umanità e adoro follemente la natura e gli animali… questo per me è il Natale, quello che auguro a tutte voi!

Voglio condividere con tutte voi amiche quest’immagine, tratta dal web perchè il mio pc è dal tecnico e vi sto scrivendo da una postazione dalla quale non ho molte possibilità, ma non potevo non stringervi tutte in un abbraccio e quest’immagine per me rappresenta la natura in perfetta armonia con il calore della famiglia!

Buon Natale tesori!

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Letture/ Un po' del mio mondo

Mille baci, e ancora cento…

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Non ho mai amato la cultura classica, non ho frequentato studi liceali, vengo da una scuola tecnica (che poi sia finita a giurisprudenza è un caso della vita, lo giuro…. volevo frequentare ingegneria!), so poco o nulla di greci e latini, preferisco discorrere di trasformatori e altiforni piuttosto che di poesia, pertanto quando mi sono trovata tra le mani questo romanzo di Laura Sciolla sono rimasta interdetta, stavo per chiuderlo, invece mi sono detta che un paio di pagine non mi avrebbero fatto male… solo che poi le pagine sono diventate tre, quattro, dieci, venti…. mentre divoravo le righe e sognavo, con il fiato sospeso, totalmente presente nella Roma dell’amore infinito tra Lesbia e Catullo, un amore totale, fisico, mentale, denso di tenerezza e foriero di liti, anche furiose, ma rimasto vivido anche negli anni della separazione.

Lei è una nobildonna romana, bellissima, ricca, ma sposata ad un uomo che non ama, che le fa ribrezzo, ma con il quale riesce a concepire una figlia stupenda, lui è un giovane mingherlino, un poeta squattrinato con un cuore immenso  che dona l’anima a Claudia, da lei chiamata Lesbia e come tale cantata nei suoi versi, la ama come non mai, la vorrebbe tutta per sè, attende pazientemente la morte del marito e, quando ciò avviene, Lesbia commette l’errore più grande, quello di allontanarlo, aspirando ad un rapporto leggero e fresco, non comprendendo di ferire così a morte il sentimento di Catullo, che vive per lei.

Talora si è parlato di quest’opera come di un romanzo erotico e forse lo è, ma non è solo questo: è un’opera molto bella, scritta divinamente dalla penna di una docente fantasiosa e di gran talento, in cui anche l’erotico non è mai volgare, ma poesia pura… non c’è mai alcuna allusione priva di finezza, ogni riga è permeata da una dolcezza infinita, di una tenerezza che commuove…. Non voglio stendere tutta la trama del romanzo perchè non intendo in alcun modo recensirlo, ma solo darne un’opinione personale e, soprattutto, di cuore…

A me sono uscite le lacrime perchè in una storia romanzata di quanto accaduto migliaia di anni fa ho ritrovato le tracce di una gran persona che non ho mai dimenticato, di una persona che, come Catullo, ha saputo amare in maniera totale e forse, talora, sbagliando atteggiamenti… anche la fisicità è la stessa, anche la tenerezza unita alla passione, e non solo quella dei sensi… la passione caratteriale e la timidezza di Catullo mi hanno colpita al cuore. Un’altra volta.

Però, al di là delle considerazioni personali, ho voluto dedicare queste poche righe ad un’opera bella, da leggere, anche se la rubrica delle letture è ferma da molti mesi: non che nel frattempo non abbia letto nulla, anzi, ma è raro che mi innamori di un libro a tal punto… questa volta è accaduto.

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Un po' del mio mondo/ Uncategorized

Liebster Award

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Pochi giorni fa una delle mie prime followers, Edvige di Memento Solonico, ha avuto la gentilezza di pensare a me nel trasmettermi questo piccolo riconoscimento, uno dei “soliti” premi che circolano tra i blogs, ma che a me fanno sempre tanto piacere e che finalmente provvedo a pubblicare girandolo, nel contempo, a chiunque abbia il piacere di riceverlo.
Questa volta non lo voglio girare nello specifico a nessuno perchè sentirei di fare del torto a delle persone che apprezzo, perchè mi piace l’idea di donarlo a tutte voi, nessuna esclusa… quindi passate di qua e prendetelo a piene mani! E’ tutto vostro!
Le regole sono:
1) nominare e ringraziare il donatore;
2) rispondere a 11 domande e farne altre 11 a bloggers di nostra scelta (io mando avanti le stesse che mi sono state girate perchè le ho trovate interessanti e non vedo l’utilità di stravolgerle con altre più banali):
3) assegnare l’Award a 11 blogs con il minor numero di followers ed informarli del premio.
Le domande, con le relative risposte, che mi sono state poste sono le seguenti:
1.  Quale tipo di “lavoro” preferite? (uncinetto, ricamo etc.)
Amo qualsiasi lavoro manuale che possa estrinsecare la mia fantasia, con una particolare predilizione per la realizzazione di bigiotteria con le perline, la pittura e l’incisione su vetro e la preparazione di creme e cosmetici.
2.  Preferite fare lavori piccoli oppure qualcosa di una certa dimensione?
Sempre lavori piccoli, raccolti, piccole chicche armoniose.
3.  Il vostro materiale preferito? (cotone, lana etc.)
Il bello della creatività la trovo nel poter utilizzare qualsiasi materiale, specie se di riciclo.
4.  Regalate i vostri lavori a qualcuno?
Sempre regalati, tranne le volte in cui qualcuno mi ha commissionato qualcosa di specifico previo l’impegno di rimborsare il materiale nuovo utilizzato, ma ho sempre lavorato gratuitamente.
5.  Lavorate con schemi pronti oppure “inventate” qualche lavoro?
Non ho mai utilizzato uno schema.
6.  A quale età avete iniziato con il vostro hobby?
Sin da piccola creavo e riciclavo, nel tempo sono cambiati i materiali e lo stile, ma non mi sono mai fermata.
7.  Chi è stata la vostra “maestra”?
Nessuno, ma vengo da una famiglia creativa che ha sempre realizzato, con la propria manualità, delle idee stupende.
8.  Il primo lavoro … c’è ancora un ricordo?
Una casetta costruita con i biglietti dell’autobus….
9.  Siete riuscite di trasmettere la passione dei “lavori femminili”
a qualcuno?
Non ritengo i miei siano “lavori femminili”, termine che ho sempre odiato… sono delle creazioni, punto. Che non ho mai trasmesso ad alcuno in quanto espressione della mia personalità.
10. Di quale lavoro che avete fatte siete più orgogliose?
Di tutti, nessuno escluso, altrimenti non li avrei portati a termine.
11. Esiste un tipo di lavoro che volete ancora imparare?
Sempre, ogni qualvolta vedo qualcosa che non so fare….
Ora lascio il lavoro a voi… chiunque lo desideri porti avanti queste poche domande, sarò ben lieta di leggere le vostre risposte poichè è pur sempre un modo per conoscersi meglio!
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Bimby/ Dolci e desserts/ Un po' del mio mondo

La grande decisione

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C’era una volta una giovane donna che incontrò il principe azzurro, iniziarono a trascorrere molti bei momenti insieme e alla fine decisero di metter su famiglia: il giorno dopo il matrimonio partirono per un viaggio che li portò a girare la Mitteleuropa e scattarono tantissime fotografie dalle quali fa capolino lei, tutta vestita di arancione, dal cappellino ai jeans, con le Nike nere ai piedi, pronta a scarpinare in tutte le città che toccheranno… lei è magrissima, tutta ossa, in perfetta forma fisica, muscolosa ed allenata.

Dopo pochi giorni il primo ritardo, l’attesa… la certezza che tra poco saranno in tre e, prima ancora di effettuare le analisi di rito, lei lo sa che dentro la sua pancia sta crescendo un fagiolino, così inaspettato, destabilizzante, soprattutto perchè sta male, malissimo, vomita in continuazione e, nonostante tutto, inizia ad ingrassare… ad ingrassare tantissimo, ad arrivare ad avere 30 chili in più al momento di far vedere la luce a quello che è diventato un bel bimbetto sgambettante.

Il parto si rivela molto difficile e doloroso, ma il pupo è robusto e ce la fa, pur distruggendo la sua mamma, che inizia ad avere delle complicazioni e che fatica molto a crescere questo bimbo vivacissimo che si agita tutto il giorno, ma che, bontà sua, almeno la notte dorme come un angioletto.

Passa il tempo, il bimbo cresce benissimo, ma la mamma continua ad ingrassare, viene seguita da molti medici, dietologi, nutrizionisti, esperti del metabolismo, segue diete più o meno mortificanti, arriva a rinnegare la realtà, si guarda allo specchio e si vede quasi magra, passa davanti alla bilancia senza vederla, rifiuta di dichiarare il proprio peso anche al medico.

La sua mamma ieri pomeriggio ha avuto un moto di ribellione contro se stessa, è uscita dal lavoro, è andata a casa, ha respirato a fondo ed è salita sulla bilancia prendendo coscienza degli oramai 40 chili in più da perdere: ha annotato il peso iniziale sull’agenda ed ha impostato un programma dietetico personalizzato in base ai propri gusti ed esigenze, non a quelli dei medici che hanno fallito sino ad oggi.

Fortunatamente la sua mamma, quando ancora frequentava le scuole superiori, aveva imparato a redarre le tabelle dietetiche, quindi sa che non farà cavolate con delle diete squilibrate, ma vuole volersi bene e lo sa che se intraprenderà delle diete troppo a lungo termine finirà per abbandonarle: lei è una tipa che aggredisce il problema a morsi, tutto e subito, grinta e immediatezza, prima di perdere di vista l’obiettivo.

La sua mamma vuole comunque festeggiare a pranzo con una fetta di plumcake profumato con l’ultima arancia acquistata in Grecia, ancora soda, perfetta, priva di conservanti, cere e pesticidi, perchè dal pasto successivo inizierà ad amarsi davvero.

Il plumcake è stato preparato con il Bimby, così ne approfitto per aprire una nuova rubrica nel blog, ma lo si può fare agevolmente con qualsiasi robot da cucina.

Ingredienti:

1 arancia non trattata (intera)

170 g. di burro (io ho usato 120 . di olio di semi di girasole)

250 g. di zucchero

4 uova 

50 g. di latte

250 g. di farina

1 bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

Procedimento:

Mettere nel boccale tutta l’arancia, tagliata in pochi pezzi grossolani, e usare la vel.7 per 10 sec. (se non è sufficiente insistere ancora un po’), poi aggiungere il burro (o l’olio), lo zucchero e le uova intere e lavorare 40 sec. a vel.4.

Aggiungere il latte e la farina e azionare la vel.5 per 30 sec., poi aggiungere anche il lievito con le lame in movimento, mescolando ancora per pochi secondi.

Versare il tutto in uno stampo per plumcake e cuocere in forno ventilato a 160°C. per 30/45 minuti (il forno fa la differenza…).

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Ricette vegetariane/ Secondi/ Un po' del mio mondo

Vita da cani, di sfiga e di polpette….

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La mia vita con Polly procede con molta pazienza (da parte mia) e con una sana dose di umorismo, respirando a fondo dopo ogni danno subito e applicando molta calma zen, specie nel cercare di convincermi che ogni oggetto distrutto dalla quadrupede nera sicuramente era di troppo e che quindi mi ha fatto un favore!

Quando ho proceduto con l’adozione il mio timore maggiore era la possibile reazione di gelosia da parte di Bubu e a tutt’oggi devo ammettere che non solo è andata bene e che le due pelosette giocano tutto il giorno, ma addirittura che le due fetenti si sono coalizzate!

Dopo una discreta distruzione “pollesca” di scarpe, che trovavo rigorosamente allineate sul divano, gli uomini di casa hanno finalmente compreso che la scarpiera ha la sua utilità, sempre ammesso che Polly non impari ad aprirla, specie dopo aver capito che la luce del salotto ultimamente non si accendeva da sola: la giovanotta teme il buio, quindi ben presto ha imparato che con la zampona può illuminare la stanza!

Giorni fa il divano ha iniziato a dimostrare i segni dell’età con un forellino minuscolo, che chiaramente richiedeva l’intervento del tappezziere, anche se non con grande urgenza…tempo una mattinata da sole in casa e il forellino si è tramutato in una voragine, cosa prontamente rimediata dalla sottoscritta che ha riesumato due splendidi Granfoulard  (costassero poco…) che ad oggi presentano già quattro buchi: rimane ferma la mia indecisione se lasciare che gli strappi diventino altrettante voragini o se un rammendo forse potrebbe attirare meno l’attenzione canina….

Ieri mattina ero in ritardissimo, ma sul più bello Polly ha maltollerato l’impellenza di un bisognino solido (nemmeno tanto solido… purtroppo…) ed ha battezzato il corridoio: siccome la legge del contrappasso è ancora in vigore e nonostante il malcelato risolino del marito che si godeva la visione di una moglie in tacchi a spillo che, con il mocio in mano e imprecando in silenzio, rammazzava le mattonelle…. dopo pochi minuti “ello” si è trovato un cane nero sul letto del figliolo che completava l’opera! Ah…. meno male che lì non c’era mocio che tenesse… ha dovuto ripulire tutto l’ilare consorte (che di ilare non aveva più nulla)!

Fortunatamente all’ora di pranzo le scariche della moretta erano cessate (ma tutta ‘sta cacca mi porterà un po’ di fortuna?) e, per ringraziare il fato per averla miracolata, aveva provveduto a levare dal divano quanto rimaneva del compianto Granfoulard (c’è mancato poco lo piegasse e lo riponesse nell’armadio), per consentire alla bionda (Bubu) di vomitare direttamente sull’alcantara….

Comunque la giornata è finita bene, con l’opera dissuasoria della moretta che, dopo mesi di suppliche e minacce al figliolo affinchè mettesse al loro posto le istruzioni dei Lego, prontamente disattese, ha sbrandellato tutti i libretti: in caso di demolizione delle astronavi non so se farà prima a ricostruirle a memoria o a rincollare i pezzetti delle istruzioni! Giustizia è fatta!

Com’è bella la vita con loro, la noia non esiste!

Ma siccome mi sentivo Wonderwoman, con il sorriso sulle labbra mi sono messa anche a cucinare delle polpettine consolatorie al cavolfiore: chissà se tra tante sfighe riesco almeno a far mangiare l’odiato ortaggio allo gnomo?

Premesso che sono ancora senza bilancia e che quindi qui si va molto ad occhio…. (ma… tremate… sta arrivando una sorpresa…)

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Ingredienti:

mezzo cavolfiore grosso

2 patate

1 uovo intero

parmigiano grattugiato q.b.

pangrattato q.b.

sale e pepe q.b.

un pizzico di cannella

Procedimento:

Ho letteralmente messo tutto nel mixer, conservando un po’ di pangrattato per rotolarvi le polpette prima di infornarle, con la precisazione di avere l’accortezza di “impolpettare” con le mani bagnate perchè l’impasto risulterà un po’ appiccicoso; ho riscaldato il forno intorno ai 190°C. e vi ho lasciato la teglia per una mezzoretta… squisite e consolatorie, con la consistenza morbida grazie alle patate e con quel pizzico di sapore particolare donato dalla cannella! Lo gnomo le ha mangiate, brontolando un po’, ma ha dovuto aggiungere :”Una pizza no, eh?”… e vabbè, sono soddisfazioni!

PS: mi sono anche tagliata un dito con le lame del mixer, ma quando non è giornata non c’è cacca di cane che tenga…

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Un po' del mio mondo

Nulla viene per caso….

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Me lo dicevi che nulla viene per caso, non ci credevo e pensavo fosse il tuo modo per guarirmi il cuore da una delusione profonda, me lo ripetevi che nulla viene per caso, ma c’è chi è entrato nella mia vita per aiutarmi a superare degli ostacoli insormontabili, chi c’è uscito perchè anche da questo dolore ho imparato qualcosa, nulla viene per caso perchè da ogni esperienza ho imparato ad amare di più, nulla viene per caso perchè ho ricevuto sempre e solo amore, anche da chi mi ha solo sfiorata ed è andato avanti per la sua strada…

E’ vero che nulla viene per caso perchè è dal caos che nascono l’ordine, la voglia di migliorare la realtà, la soddisfazione di se stessi… veramente nulla viene per caso perchè da ogni esperienza negativa nascono la riflessione  e la conoscenza, nulla viene per caso perchè ciascuno di noi ha il grande dono di potersi rimettere in discussione e di essere felice…

Ho capito che nulla viene per caso perchè il mio passaggio ha insegnato ad amare la vita a chi aveva perso la fiducia, ho capito che nulla viene per caso perchè non sono mai stata dimenticata, ho capito che nulla viene per caso perchè io non ho mai dimenticato, perchè questi sono gli insegnamenti che ne ho saputo trarre…

Avevi ragione, nulla avviene per caso, nemmeno il male perchè impari ad apprezzare il bene e più male ricevi più provi gioia nell’amare l’onestà, la schiettezza, la gentilezza… e sai che il bene ritorna indietro se ne hai donato a piene mani, perchè la gentilezza non costa nulla eppure troppo spesso si perde per la strada dell’egoismo…

Dolce amica, nulla viene per caso, nemmeno tu sei venuta per caso, il destino ci ha legate in un modo che mai mi sarei aspettata… ed è a te che dedico questo momento magico con il profumo dei suoi brownies…

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Brownies alle nocciole

Ingredienti:

2 uova intere

170 g. di zucchero

150 ml. di olio di girasole

30 g. di cioccolato amaro grattugiato

un pizzico di sale

un cucchiaino di lievito per dolci

aroma vaniglia a piacere

100 g. di nocciole tritate

Procedimento:

Io ho inserito tutti gli ingredienti nel mixer, esattamente nell’ordine in cui li ho elencati, facendo attenzione che lo zucchero e le uova, una volta unite, incorporino aria formando un composto spumoso, quindi vanno sbattute con cura e a lungo; tutto il resto lo si aggiunge un po’ alla volta, senza grandi cure e con molta praticità…. oltretutto le nocciole vano tritate senza essere spellate, affinchè mantengano tutto il loro sapore e il loro aspetto rustico.

Il composto va versato in una pirofila oleata e messa nel forno caldo a 180°C. per circa 25 minuti: poco e semplice lavoro per un’esplosione di sapori con il quale festeggio finalmente l’acquisto del forno nuovo, regalo dei miei genitori per il tredicesimo anno di vita in comune con mio marito.

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Autoproduzione/ Bevande/ Conserve/ Un po' del mio mondo

Colori di settembre e preludio d’autunno ♥

 

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I colori non sono solo colori, sono sensazioni ben precise e hanno un carattere proprio: il rosso è una patata bollente, il bianco è la morbidezza dell’ovatta, il marrone è morbidissimo e caldo, l’arancione non è solo solare, ma anche il colore dei boschi di ottobre, quando le foglie virano dal verde al giallo, per poi raggiungere punte di rosso fuoco come quelle del sommacco dei miei boschi.

Settembre detestato per decenni, foriero di un disagio profondo, del termine delle scorribande estive fatte di spiagge e discoteche, delle nuotate in notturna quando l’acqua è fluorescente sotto la luna piena, settembre da poco apprezzato grazie ad un nuovo amore nei confronti dell’autunno, caldo, romantico ed accogliente, stagione di riposo dopo gli eccessi estivi, il calore e il divertimento sfrenati.

Settembre, stagione di piccole coccole, di colori caldi e di tazze di the con i dolcetti, di passeggiate nei boschi con la famiglia, preludio di caldarroste con il vino novello e di di cioccolate calde con la cannella, settembre di fichi e di more, ma anche di bacche di sambuco, succose e scurissime, che ti lasciano le dita viola quando le raccogli, con cui fare la marmellata per le crepes o aromatizzare la grappa, ma questa volta ho dato la precedenza alle frequenti tossi invernali di mio figlio e ho preparato lo sciroppo, che è buonissimo da bere anche diluito con acqua e limone.

Il procedimento è semplicissimo e con poco lavoro ho fatto scorta di bottiglie per l’inverno, come una formichina, ma sarebbe stato un peccato non sfruttare questi preziosi doni di stagione che la natura ci offre!

Dopo aver sgranato le bacche le ho frullate molto velocemente e ho aggiunto metà dell’acqua prevista dalla ricetta e il succo di limone, poi ho lasciato macerare ventiquattrore in un contenitore di vetro coperto da un piatto; trascorso il tempo necessario alla macerazione, ho filtrato il liquido con un colino da the e solo a questo punto ho aggiunto il resto dell’acqua, lo zucchero e portato ad ebollizione, in modo da versare immediatamente lo sciroppo nei vasetti o nelle bottiglie precedentemente sterilizzati ed ottenere il sottovuoto capovolgendo il contenitore.

Un cucchiaio di sciroppo puro è ottimo per la tosse mentre, volendo preparare una bibita dissetante, diluire una parte di sciroppo con quattro di acqua, aggiungere del ghiaccio e una fetta di limone (io qui ho usato l’arancia).

Ingredienti:

200 g. di bacche sgranate

400 g. di acqua

100 g. di zucchero

il succo di mezzo limone

E’ stata bello e rilassante la preparazione di questo sciroppo, dopo aver sgranato una quantità non da poco di bacche, insieme ad un’amica che imparava da me il procedimento, con gli insetti che uscivano dal sacchetto facendo sobbalzare mio figlio (e anche la mamma che li doveva accompagnare sul balcone, lo confesso….), ma ridendo come pazze e, per una volta, pensando un po’ a noi stesse con calma e tranquillità, scambiandoci chiacchiere e piccoli segreti… sarà stata la rilassata atmosfera di settembre?

2013-09-04 19.14.17

Vi lascio con un po’ di buona musica, con uno dei brani che prediligo, in grado di riconciliarmi con il romanticismo che prelude all’autunno….

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Un po' del mio mondo

Benvenuta Polly!

IMG-20130819-WA0006E’ venerdì pomeriggio e la tua “tata” ci ha appena chiamati per avvisarci che sei partita da Brindisi pochi minuti fa, che viaggerai tutta la notte senza mangiare e che non toccherai cibo sino a domani sera, quando ci incontreremo a Bologna, in un parcheggio di Borgo Panigale: questa adozione l’hanno combinata mio figlio e mio marito, a mia insaputa, perchè più volte hanno provato e non hanno ottenuto la mia approvazione, perchè non volevo ulteriori complicazioni, perchè Bubu è gelosa e un po’ prepotente, perchè è territoriale e il cuore di farla soffrire non ce l’ho…  E invece sono andata avanti, ho visto le tue foto e ti ho scelta con il cuore a pezzi, sapendo che tua sorella, con la quale condividi pochi metri di spazio da un anno, sarebbe rimasta in quel lager, in compagnia di altre novecento creature che, come te, hanno un’immensa fame di amore… ho scelto te perchè mi hanno detto che, essendo nera, eri più difficile da sistemare.

Mi hanno detto che sei dolce e impaurita, in questo momento stai viaggiando in un furgone, in compagnia di altre creature che, come te, stanno andando verso un futuro migliore, ma tu non lo sai, sarai confusa, disperata, affamata di cibo e di amore… e io sono emozionatissima e mi scendono le lacrime a pensare al giorno in cui ho adottato Yoghi,  l’amore della mia vita, che non c’è più, ma che mi ha donato riconoscenza eterna e che ora, mentre corre felice sul ponte dell’arcobaleno, mugola felice perchè con il suo amore sa di avermi insegnato qualcosa… quando penso a lei le lacrime scendono ancora copiose e non posso nemmeno nominarla che la voce mi si spezza in gola, ma la riconoscenza la devo a questa piccola  perchè mi ha insegnato quanto amore si può dare e ricevere ed è anche grazie a lei che sono qui a dirti: “Benvenuta Polly!!!”.

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