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Analisi del 2014… che ho trovato solo ora (meglio tardi che mai)!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog, che io solo ora ho rinvenuto perché non apro mai le statistiche… a me basta stare con voi e del numero dei followers me ne faccio un baffo! Però questo vuole essere un ringraziamento a tutte voi che non mancate mai di passare con una carezza ed una parola affettuosa… grazie di esserci!

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 12.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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La nostra prima giornata di mare

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Non è stato un inverno tipico per queste zone, notoriamente spazzate dal vento gelido di bora che talora arriva a ghiacciare anche gli spruzzi di acqua salata che innaffiano i moli del lungomare, è stato un inverno mite e ricco di pioggia, talora uggioso, ma che io ho amato più degli altri nonostante preferisca le tersissime giornate gelide che contraddistinguono il clima di Trieste (non ditelo in giro, ma qui c’è poca poesia: il gas da riscaldamento costa un botto e almeno abbiamo risparmiato qualcosa…).

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Domenica sembrava estate, faceva caldissimo e la spiaggia era già piena di coraggiosi in costume da bagno… io ho preferito sedermi sul bagnasciuga e godermi la pace, il relax dello sciabordio del mare, la tranquillità dopo tante tensioni prolungate nei mesi passati: è stata una boccata di ossigeno per noi e per le pelosine che hanno rincorso i ciottoli lungo tutta la spiaggia… Bubu aveva un bisogno disperato di correre e di sfogarsi, Polly ha conosciuto il mare dopo un anno di canile e un inverno al calduccio di casa nostra (a fare danni).

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Domenica non ho quasi cucinato, ma il nutrimento migliore è stato questo: scattare qualche foto, in tutto riposo, da condividere con voi!

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Dolci e desserts/ Uncategorized

I cornetti di un ragazzino goloso!

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Mio figlio per lunghi mesi ha corteggiato il regalo dei suoi sogni di golosotto, finchè qualcuno questo regalo gliel”ha fatto: la macchina scaldabrioches! Però… a me mica va tanto a genio il fatto di comperargli i cornetti del supermercato,  pieni di conservanti e di olio di palma, soprattutto perchè lui le merendine non le ha mai mangiate e non posso cedere proprio ora che è più grandicello!

Di mettermi a discutere con preparazioni che richiedono complessi lavori di sfogliatura non se ne parla nemmeno perchè di tempo libero non ne ho e di spazio a disposizione nemmeno, quindi mi sono ricordata di una ricetta proposta tempo fa da Arabafelice (che, a mio avviso, è una grande!) e ho provato…anzi, abbiamo provato!!!

Ne sono usciti dei cornettoni burrosissimi, distanti anni luce dal croissant leggero come una nuvola, ma quanto sono buoni…. certamente non glieli posso proporre al figliolo ogni giorno perchè se li mangia a colazione c’è una buona possibilità che si addormenti sui banchi di scuola (è già ben predisposto di natura…), ma per una merendona golosa si può, eccome se si può….

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Ingredienti:

220 g. di Philadelphia

220 g. di burro (bavarese per me)

260 g. di farina

2 cucchiai di zucchero

1 tuorlo per spennellare e un po’ di zucchero da spolverizzare

Procedimento:

Mescolare la farina con il Philadelphia e, successivamente, aggiungere anche gli altri ingredienti, avendo però l’accortezza di lasciare il burro a pezzettini perchè è proprio la sua presenza a far sì che la pasta possa sfogliare, successivamente compattare l’impasto a palla e lasciarlo nel frigorifero, avvolto nella pellicola, per almeno un paio d’ore.

Stendere l’impasto ad uno spessore di circa 3 mm. e ritagliarne dei triangoli (la misura suggerita è di 8 cm. in altezza e 15 di base, ma io sono andata ad occhio perchè in realtà ci lavorava mio figlio e le manine sono ancora apprendiste), poi attorcigliare e spennellare con il tuorlo diluito con un po’ d’acqua, spolverizzare con lo zucchero e mettere nuovamente in frigorifero per altri 30 minuti almeno (passaggio da me omesso a causa dell’impaziente golosità del “cornetto-dipendente”).

Infornare a 170°C. con forno preriscaldato per circa 40-45 minuti.

Ovviamente l’estetica non è proprio perfetta, ma le manine erano piuttosto inesperte!

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Dolci e desserts/ Uncategorized

I believe in dreams

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Gingerbread cake

I believe in pink,

I believe that laughing is the best calorie burner

I believe in kissing, kissing a lot,

I believe in being strong when everything seems to be going wrong,

I believe that happy girls are the prettiest girls,

I believe that tomorrow is another day and

I believe in miracles.

Queste fantastiche parole di Audrey Hepburn incarnano quanto voglio per me nella mia vita, a dispetto delle difficoltà, delle fatiche di ogni giorno, delle piccole invidie che amareggiano alcuni momenti, delle persone negative che talora si incontrano sulla propria strada, perchè credo che sorridere alla vita sia la scelta più saggia che può portare solo al bene, perchè è bello guardare chi ci passa accanto sfiorandoci, è bello fermarlo, conoscerlo e toccarlo perchè sicuramente ha qualcosa da insegnarci, perchè credo che tutti nascano sinceri e onesti e che perdano il loro candore lungo la vita ma io non ci sto, perchè credo che se semino bene posso raccogliere ancora meglio, perchè credo che alcune scelte dolorose vadano fatte per il proprio bene e sia giusto tagliare i ponti con chi ci fa star male, perchè credo che se lavoro duramente e onestamente i risultati arriveranno, perchè so che se non mollo posso fare qualunque cosa desideri, perchè credo che ognuno di noi abbia delle potenzialità inespresse incredibili, perchè credo che un po’ di pepe nella propria esistenza sia fondamentale, perchè credo che le spezie non possano mai mancare nel mio mondo.

Con le spezie ho voluto riprendere una ricetta stupenda pubblicata da Francesca (le cui foto però lo rendono divinamente bello) e che ripropongo un po’ a modo mio, con i miei immancabili sorrisi e il mio pizzico di pepe!

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Ingredienti per il Gingerbread cake:

90 g. di burro

200 g. di farina

50 g. di zucchero di canna

3 cucchiai di miele millefiori

3 uova

un pezzettino di zenzero (circa 3-4 cm)

mezzo cucchiaino di cannella

mezzo cucchiaino di chiodi garofano in polvere

un pizzico di noce moscata

un pizzico di pepe

mezzo cucchiaino di pimento

due cucchiaini di scorzette di arancia essiccate e macinate

I passaggi sono ben pochi, l’importante è montare gli albumi a neve e grattugiare bene lo zenzero, per il resto è sufficiente mescolare con cura il tutto con la planetaria o con un robot da cucina, poi cuocere il gingerbread in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti (io ho usato il forno ventilato).

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Dolci e desserts/ Uncategorized

Un girotondo di biscotti al caffè e cardamomo

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Escono tutti e la casa è immersa in un silenzio surreale, anche i cani tacciono sonnecchiando tranquilli sul morbido di una coperta, la stanchezza è tale che gli occhi si chiudono, ma combatto perchè una pace così capita forse due o tre volte l’anno, perchè posso iniziare un lavoro e portarlo a termine senza correre, senza sporcare e senza imprecare per le pentole che mi cadono a terra a causa del disordine e della mancanza cronica di spazio… e inizia un girotondo fatto di me che me la ridacchio da sola mentre affondo le mani nella farina soffice, mentre apro le bacche di cardamomo nel mortaio, mentre preparo il caffè chiedendomi se sarà buono dopo tanto tempo che la macchinetta è ferma…

Mi si apre un mondo di calma dove anche i colori sono diversi, accendo le candeline in soggiorno e lavoro persa nella musica dei miei pensieri, accarezzando i gusci delle uova fresche ricevute in dono da una dolce signora, guardandone le irregolarità di colore e di dimensione, le bellissime imperfezioni delle uova prodotte da galline felici che beccano nei campi… il girotondo continua mentre ascolto le vibrazioni del motore nel mentre un filo di caffè scende nella tazzina, finalmente non sovrastato dalla fretta o dalle grida di tutti colori i quali chiedono la mia attenzione, sempre e ovunque…

Il girotondo di acquieta un attimo mentre vuoto tutti i cassetti per cercare stampini e formine che non uso da millenni, che sono ancora imbustati, mentre piano piano ne escono a bizzeffe, di tutte le fogge e di tutti i colori…. e il girotondo riprende, più gioioso e allegro che mai, mentre prendo, lascio, sposto, accarezzo, annuso e decido che lo stampino migliore è quello, quello che taglierà i miei biscottini lievemente speziati…

E’ un girotondo pieno  giocattoli colorati, di dubbi e di domande, li faccio di rado i biscotti e non sono molto brava, ma ho visto una ricetta qui e vorrei provarla, magari qualche variazione c’è, ma forse saranno buoni… se sono fortunata anche belli!

Inizio a stendere e a tagliare, appoggiare sulla leccarda, piano piano in file perfette, matematicamente ineccepibili, ci potrei fare le tabelline e contare i multipli… la tabellina delle 6 nuvolette di pastafrolla, ma quanto sono carini, chissà se a cuocere rimarranno così belli o diverranno degli ammassi informi di dolcezza?

Sono belli, caldi e profumati, un girotondo di sapori deliziosi, un caffè che profuma appena e una nota decisa di cardamomo, il tutto fuso nella delicatezza del burro…sono buoni buoni e bellissimi, sono i miei biscotti della tranquillità….

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Ingredienti:

150 g. di burro

100 g. di zucchero di canna

350 . di farina

1 uovo intero

60 g. di caffè espresso

1 cucchiaino di semini di cardamomo

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Procedimento:

ho iniziato sbattendo (nella planetaria, nel Bimby, nel mixer… dove volete) il burro con lo zucchero, fino ad attenere un composto ben amalgamato, successivamente ho aggiunto la farina e l’uovo e, solo alla fine, il caffè e i semini di cardamomo; ho lasciato l’impasto, avvolto nella pellicola, nel frigorifero per trenta minuti e successivamente l’ho steso con il mattarello lasciando uno spessore di qualche millimetro. I biscotti, una volta tagliati e stesi sulla placca del forno, vanno lasciati a cuocere a 180° ventilato per circa venti minuti, ma controllate bene perchè ho notato una differenza di tempo di cottura molto sentita rispetto alla ricetta originale!

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Un po' del mio mondo/ Uncategorized

Liebster Award

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Pochi giorni fa una delle mie prime followers, Edvige di Memento Solonico, ha avuto la gentilezza di pensare a me nel trasmettermi questo piccolo riconoscimento, uno dei “soliti” premi che circolano tra i blogs, ma che a me fanno sempre tanto piacere e che finalmente provvedo a pubblicare girandolo, nel contempo, a chiunque abbia il piacere di riceverlo.
Questa volta non lo voglio girare nello specifico a nessuno perchè sentirei di fare del torto a delle persone che apprezzo, perchè mi piace l’idea di donarlo a tutte voi, nessuna esclusa… quindi passate di qua e prendetelo a piene mani! E’ tutto vostro!
Le regole sono:
1) nominare e ringraziare il donatore;
2) rispondere a 11 domande e farne altre 11 a bloggers di nostra scelta (io mando avanti le stesse che mi sono state girate perchè le ho trovate interessanti e non vedo l’utilità di stravolgerle con altre più banali):
3) assegnare l’Award a 11 blogs con il minor numero di followers ed informarli del premio.
Le domande, con le relative risposte, che mi sono state poste sono le seguenti:
1.  Quale tipo di “lavoro” preferite? (uncinetto, ricamo etc.)
Amo qualsiasi lavoro manuale che possa estrinsecare la mia fantasia, con una particolare predilizione per la realizzazione di bigiotteria con le perline, la pittura e l’incisione su vetro e la preparazione di creme e cosmetici.
2.  Preferite fare lavori piccoli oppure qualcosa di una certa dimensione?
Sempre lavori piccoli, raccolti, piccole chicche armoniose.
3.  Il vostro materiale preferito? (cotone, lana etc.)
Il bello della creatività la trovo nel poter utilizzare qualsiasi materiale, specie se di riciclo.
4.  Regalate i vostri lavori a qualcuno?
Sempre regalati, tranne le volte in cui qualcuno mi ha commissionato qualcosa di specifico previo l’impegno di rimborsare il materiale nuovo utilizzato, ma ho sempre lavorato gratuitamente.
5.  Lavorate con schemi pronti oppure “inventate” qualche lavoro?
Non ho mai utilizzato uno schema.
6.  A quale età avete iniziato con il vostro hobby?
Sin da piccola creavo e riciclavo, nel tempo sono cambiati i materiali e lo stile, ma non mi sono mai fermata.
7.  Chi è stata la vostra “maestra”?
Nessuno, ma vengo da una famiglia creativa che ha sempre realizzato, con la propria manualità, delle idee stupende.
8.  Il primo lavoro … c’è ancora un ricordo?
Una casetta costruita con i biglietti dell’autobus….
9.  Siete riuscite di trasmettere la passione dei “lavori femminili”
a qualcuno?
Non ritengo i miei siano “lavori femminili”, termine che ho sempre odiato… sono delle creazioni, punto. Che non ho mai trasmesso ad alcuno in quanto espressione della mia personalità.
10. Di quale lavoro che avete fatte siete più orgogliose?
Di tutti, nessuno escluso, altrimenti non li avrei portati a termine.
11. Esiste un tipo di lavoro che volete ancora imparare?
Sempre, ogni qualvolta vedo qualcosa che non so fare….
Ora lascio il lavoro a voi… chiunque lo desideri porti avanti queste poche domande, sarò ben lieta di leggere le vostre risposte poichè è pur sempre un modo per conoscersi meglio!
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Primi/ Ricette vegetariane/ Uncategorized

Il mondo che vorrei

2013-10-06 14.06.11

 

Il mondo che vorrei è pieno di bambini e di mamme rilassate che giocano con loro, che li portano al parco senza dover pensare a correre al lavoro con la tensione di non sapere a chi lasciarli, dove ci sono tanti prati verdi pieni di giochi, di altalene, di scivoli e ci si può trascorrere un pomeriggio di gioia, dove ci si può spostare in bicicletta con il carrellino legato dietro per tenerci i bimbi al caldo anche d’inverno, riparati dalla pioggia.

Il mondo che vorrei ha delle case con il giardino e ogni giardino ha cani e gatti e l’orticello e i fiori…. sono giardini curatissimi perchè chi vi abita non si deve ammazzare di lavoro dal mattino alla sera per portare a casa uno stipendio da fame, perchè chi vi abita ha anche il tempo di godersi i fiori, perchè chi ci vive coltiva l’orto non per necessità ma per il piacere di mangiare delle verdure senza pesticidi e che non sanno solo di plastica. 

Il mondo che vorrei è a misura di bambino e di famiglia, puoi uscire con due bimbi in passeggino senza cozzare contro le macchine in sosta ovunque, senza avvelenare te e i tuoi figli con lo smog del traffico, puoi salire sugli autobus senza essere sbattuta fuori perchè i passeggini non ci possono salire, ci puoi portare anche il cagnolone, così come nei negozi, negozi dove trovi qualunque cosa, dove puoi scegliere, dove ci sono grandi porte automatiche che ti permettono l’ingresso nonostante gli ingombri.

Il mondo che vorrei è pieno di nonni non abbandonati a se stessi, ma che trascorrono le giornate in famiglia, che sono ancora utili alla società, che non sono solo dei corpi da parcheggiare nelle varie case di riposo dai nomi improbabili, falsi e tendenziosi che illudono dando l’idea di un’isola felice, ma che costituiscono l’anticamera del cimitero.

Il mondo che vorrei è pieno di gente sorridente, che va al lavoro con gioia e non con il muso lungo, che ti accoglie con cordialità e senza stress, che ha sempre una parola gentile da offrirti, un aiuto spontaneo da donarti… un mondo in cui non c’è miseria lungo le strade, ma ordine e pulizia, un mondo in cui i bimbi sanno ancora giocare con pochi giocattoli in legno e non con i videogiochi, che escono da casa anche con il maltempo per fare una corsa al parco…

Il mondo che vorrei l’ho trovato, non in Italia, ed è tanto semplice da avere, non è una formula segreta che lo può realizzare, è il mondo generato da un radicale cambio di mentalità ed è un mondo che funziona, funziona alla grande… peccato che l’egoismo di pochi e la loro sete di potere, uniti alla loro incapacità, portino all’impossibilità di avere anche solo una  brutta copia del mondo che vorrei… peccato che nessuno lotti per averlo, che nessuno rifletta  e si chiuda sul proprio piccolo io fatto di finte felicità, di I-phone, di tablets, di finti simboli di inutile ricchezza, perchè ricchezza non è…

La ricchezza è nel mondo che vorrei….

E’ tempo di Halloween, ricorrenza osannata dalla multiculturalità, detestata dalle persone più mature, legate comunque ad Ognissanti… fatto sta che i bimbi ci si divertono, per loro è solo un’occasione per “fare dolcetto o scherzetto”, fortunatamente sempre più incoraggiata da adulti saggi che stanno al gioco e offrono loro una merendina, una caramella, anche se è una “americanata”, ma nonostante tutto gradita… perchè ci sono ancora bambini che sanno divertirsi ed entusiasmarsi con poco…fortunatamente!

E’ tempo di zucche… e per prima cosa ho affrontato la preparazione di questi gnocchetti:

Ingredienti:

350 g. di zucca (da cuocere in forno a 180° C. per circa 20-25′)

350 g. patate

180 g. di farina

1 uovo

un pizzico di cannella

sale qb

pepe q.b.

eventualmente un pizzico di noce moscata 

Per il condimento:

burro fuso, salvia e ricotta di pecora affumicata da grattugiare in scaglie

Procedimento:

Ho impastato tutto con il mixer, ma almeno io ho preferito lasciare l’impasto un po’ più “zuccoso” e meno “farinoso” e infatti, anzichè fare il classico cilindretto da tagliare ho versato lìimpasto a cucchiaiate nell’acqua bollente e salata: avevo voglia di un tocco un po’più dolce, che facesse da contrasto con la ricotta affumicata che ho usato nel condimento.

Comunque sia vengono a galla prestissimo, perfettamente rappresi! 

Li ho serviti sciogliendo del burro in un tegame con delle foglioline di salvia e grattugiando, successivamente, sugli gnocchi, della ricotta di pecora affumicata.

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Una piccola parentesi dovuta a Mister Magic… e con un’ottima opinione!

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Enrico Tavola, fondatore, nel 1947, di una società di prodotti per la cura dell’auto, industria allora pioniera visto che si usciva dalla Seconda Guerra Mondiale, ma proprio per questo degna di nota… il coraggio dell’innovazione!

Tempo addietro sono stata contattata da una ditta che, all’epoca, mi aveva conosciuta per il tramite del blog che gestivo in precedenza e a seguito di ciò mi ha proposto una collaborazione occasionale per testare i loro prodotti: questa in effetti era la politica, da me non pienamente condivisa, del precedente blog, ma mi è sembrato onesto rispettare l’accordo e portare a termine questo compito… non rientra nel “carattere” di questo angolino, ma sono solita rispettare gli impegni presi, specie nei confronti di chi è stato carino e disponibile come la Tavola SpA, in quanto non sono stata assolutamente obbligata a creare queste poche righe, sarebbe stato sufficiente rilasciare un’opinione su Facebook o sul loro sito.

Io però li ho trovati gentilissimi e ho voluto testare i loro prodotti, quindi qui di seguito vi è una mia personale opinione in merito:

  • Mister Magic Ovetto Assorbiodori: simpatico ovetto contenente del gel agli estratti di limone e perfetto per essere alloggiato nel vano portauova al fine di assorbire tutti gli odoracci molesti del frigorifero… devo dire che sta funzionando bene e per una volta non mi trovo a rovesciare in giro per il frigorifero i bicchierini di bicarbonato di sodio che solitamente uso! 
  • Mister Magic Powerclean: sgrassante ed igienizzante da addizionare al comune detersivo per lavastoviglie, a base di ossigeno attivo e quindi efficace anche alle basse temperature… provato con soddisfazione in un lavaggio di quelli terribili, dopo una delle mie fritturine sporcacucina! Le stoviglie erano perfettamente sgrassate, senza alcun odore e senza macchie! Promosso!
  • Mister Magic Protector Curalavastoviglie: trattamento disincrostante che con l’acqua calcarea che abbiamo nella nostra città è una mano santa, oltre al fatto, non trascurabile, che il prodotto annienta anche gli accumuli di grasso, portando il beneficio anche lungo le tubature di scarico… certamente gli effetti qui si vedono a lungo termine, ma la prima impressione è stata positiva.
  • Mister Magic Limoncino: deodorante per lavastoviglie… l’ho lasciato per ultimo perchè tendenzialmente sono contraria ai deodoranti per lavastoviglie in quanto mi dà fastidio sentirne l’odore penetrante all’apertura dello sportello e mi sembra quasi di ritrovarmi dei prodotti chimici nel piatto, ma questa volta l’impressione è stata diversa, non mi ha lasciato questo spiacevole sentore, quindi penso valga la pena provarlo, anche perchè la sua durata è garantita per circa 70 lavaggi, che non è poco!

Insomma, grazie a Tavola SpA per avermi dato l’opportunità di provare questi prodotti: certamente per loro è una pubblicità, ma per me è stata una bella occasione di testare qualcosa di nuovo… e, credetemi, in tempi di ristrettezze economiche come questi non ho molta voglie di rischiare spese inutili nell’acquisto di prodotti sconosciuti, quindi ben vengano queste iniziative!

Per ulteriori informazioni:

www.facebook.com/MisterMagicPiccoleMagie

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Condivido e mando avanti questo appello, con il cuore, nella speranza che questo batuffolino possa trovare l’amore di una famiglia: lui ci spera davvero tanto e non fosse perchè la mia “iena” Bubu è gelosissima lo prenderei subito, ma la pelosa gli renderebbe la vita un inferno.
Posso solo condividere e sperare….

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