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La Notte Verde al Leroy Merlin: un anno dopo

Pensavo fosse stato un evento circoscritto all’anno scorso, una sorta di una tantum studiata in occasione dell’anniversario della nascita di Leroy Merlin, con un po’ di dispiacere poichè la scorsa estate era stata davvero una bellissima iniziativa; a primavera inoltrata sono stata informata da IFood che l’evento si sarebbe tenuto nuovamente, con l’invito a riproporre lo show cooking, qualora avessi accettato.

Memore del bel rapporto con la persone che parteciparono al corso mi sono ricandidata, con un brivido di soddisfazione perchè il risultato della scorsa stagione era stato molto gratificante, nonostante l’edizione 2019 si sia svolta (per noi “cuochini”) in maniera totalmente diversa, a seguito di una organizzazione differente e per alcuni, tra cui la sottoscritta, in quanto il punto vendita ha posto in essere molti cambiamenti relativi al personale cui fare riferimento, che chiaramente era impreparato e con il brivido di sbagliare qualcosa.

Nonostante tutto ce l’ho fatta, ho iniziato con una buona mezzora di ritardo sotto un calore sahariano, un sole che alle sei del pomeriggio picchiava come a mezzogiorno, con il cemento che scottava, sotto un tendone che sembrava nemmeno esserci, un tale livello di calore che ci è stato permesso di non utilizzare la casacca da cuoco ma solo il grembiule, però devo dire che dei corsisti così tenaci non li avevo mai visti: non se n’è assentato uno, nonostante il bollore del sole unito a quello delle braci del grill… sono stati dei grandi!

La proposta è stata molto semplice: un panino fornito dalla Morato e degli hamburgers New York Sliders della BBQ4ALL, il tutto cotto ed arrangiato a nostro piacere, purchè nel rispetto dei tempi, ossia un’ora di corso comprensivo di spiegazioni e di dimostrazione pratica.

Come sempre la gente che ti accompagna in questi eventi è fantastica, collaborativa, empatica e ghiottona… non poteva andar male! Assolutamente.

La ricetta della crema di accompagnamento la posto qui sotto, per il resto posso solo dirvi di provare la materia prima: i panini Morato sono eccezionali, perfetti sia per i dolci che per i salati, e gli sliders sono di una qualità che nemmeno potete immaginare… vi dico solo che ho scelto questa salsa in quanto ho sempre visto l’hamburger come qualcosa di invernale e che necessitava di un tocco di freschezza mediterranea, ma appena ho assaggiato gli sliders mi sono ricreduta, un’esplosione di delicatezza lontana anni luce dall’hamburger speziato e saporito del classico panozzo invernale, un altro mondo!

E se ne volete sapere di più sulla cottura barbecue… lo vedete quel bel librozzo sullo sfondo? Si intitola “Diventare grill master” di Gianfranco Lo Cascio ed è edito da Dissapore. Acquistatelo, fidatevi!

Per tutto questo ringrazio anche Netaddiction che ha contribuito a rendere il tutto un evento bellissimo!

Un’ultima cosa, prima di lasciarvi a foto e ricetta: l’evento si è tenuto il 28 giugno, posto tutto oggi 18 luglio, ma purtroppo nel mentre ho perso la mia dolce mamma e quindi sono state delle giornate complicate che non mi hanno permesso di portare a termine questo ultimo adempimento. Scusatemi.

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Crema di formaggio piccante con polpa di melanzana grigliata
Tempo di preparazione 15 mins
Porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 mins
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Per ottenere la polpa della melanzana sarà sufficiente appoggiare l'intero ortaggio, senza sbucciarlo, sulla griglia (io ho usato un Kettle top di gamma), in cottura diretta (ossia proprio sopra le braci) e a coperchio chiuso, in maniera tale che esso "collassi" anche grazie al calore e alla convezione che si sviluppa all'interno del dispositivo: per evitare di bruciarlo basterà girarlo spesso, finchè non otterremo delle piacevoli bruciacchiature su tutti i lati, facendo attenzione a non esagerare con la cottura al fine di non trasmettere il sapore di bruciato alla polpa sottostante. La buccia ha lo scopo di ottenere una sorta di cottura al cartoccio, pertanto avremo una polpa molto morbida e dal sentore leggermente affumicato. Nell'attesa che la melanzana cuocia prepareremo il resto della crema semplicemente frullando insieme tutti gli ingredienti sopra citati, montando bene il feta con lo yoghurt. Non appena la melanzana sarà ben cotta, sarà sufficiente tagliarla a metà togliere la polpa con l'aiuto di un cucchiaio e, non appena questa si sarà raffreddata, unirla alla crema di formaggio. Questa salsa è perfetta per accompagnare i piatti a base di carne, tant'è che l'ho spalmata sul pane abbrustolito sul quale poi ho appoggiato un burger di carne bovina; a vostro gusto potete unire qualsiasi altro ingrediente, io ho accompagnato il tutto con un tocco di fresco dato da della insalata mista e da qualche fetta di melanzana grigliata e condita con un mix di olio evo, sale, peperoncino in polvere, aglio e menta.
Recipe Notes

Volendo accentuare la freschezza della crema è possibile aggiungere qualche goccia di limone.

Le foto sono state rubate al volo con l’Iphone, ma vi lascio qualche scatto fatto a casa con più tranquillità e dedizione.

 

 

BBQ4All/ Grill/ Ifood/ Leroy Merlin

La mia gente della Notte Verde

Ebbene sì, mi sono buttata! Io sono una timida, tendenzialmente sto per i cavoli miei, posto quando ne ho voglia e, sinceramente, ultimamente ho avuto tante di quelle cose da fare che il blog è finito in coda ai miei pensieri… poi però mi è stato chiesto se avessi voluto coprire un evento in provincia di Udine, visto che vivo a 80 km. di distanza, evento che cadeva a pennello con qualche giorno di ferie, ho preso fiato e ho accettato (chiedendomi spesso chi me lo avesse fatto fare e se sarei sopravvissuta).

L’evento è stato organizzato da Ifood in collaborazione con Leroy Merlin Italia (in occasione del proprio ventesimo anniversario) e con BBQ4All, al fine di coniugare varie iniziative proposte in occasione della Notte Verde con l’esperienza del barbecue, su dispositivi messi a disposizione dal punto vendita, con lo scopo di insegnare ai corsisti le tecniche base di cottura sul Kettle (dispositivo a carbonella) o su quello a gas, sia con metodo diretto che indiretto.

I primi giorni in cui Leroy Merlin ha aperto le iscrizioni sono state fonte di ulteriore ansia da parte mia in quanto, con zero iscritti, già mi vedevo a parlare al vento, mentre all’ultimo momento mi sono trovata con il corso quasi al completo: un gruppetto di persone motivate, di tutte le fasce di età, ma il cui comune denominatore è stato il fatto di partire da zero, senza avere la minima idea di cosa significhi organizzare un barbecue.

Ifood ha dato la possibilità a tutte noi (abbiamo coperto in simultanea tutti i punti vendita nazionali) di essere formate da Daniele Faresin con tanto di indicazioni fornite da Gianfranco Lo Cascio, quindi da dei signori grillmaster (mica cippe!): al di là dell’onore di aver potuto tenere un corso mi si è davvero aperto un mondo! Io ero rimasta alla grigliata tra amici, ma qui siamo a dei livelli altissimi e con delle nozioni interessantissime spiegate in maniera lineare ed accattivante, il tutto grazie all’attività di BBQ4All University, che organizza corsi di qualsiasi livello, sia gratuiti che a pagamento.

L’esperienza che sono andata ad affrontare è stata una scommessa con me stessa: il rapporto con la gente e il riuscire a realizzare in poco tempo sia un petto di pollo panato e morbidissimo in cottura indiretta sia un meraviglioso crostino di peperoni cotti in ember roasting con scaglie di feta e vinaigrette alla senape. Le ricette, spiegate benissimo al corso che io stessa ho seguito, sono riuscite divinamente bene e il rapporto con la gente è stato da brivido, un’esperienza umana stupenda con quella che a fine serata è diventata “la mia gente”, per il calore con cui sono stata accolta e per l’affiatamento creatosi.

Essendo stata tempestata di domande i tempi previsti si sono allungati e non ce l’ho fatta a scattare delle foto decenti e particolareggiate, nel contempo era anche scesa la notte e non intendevo trattenere ulteriormente il povero addetto del punto vendita, quindi posso offrirvi solo questi pochi scatti sperando che le mie parole riescano a trasmettervi l’emozione della serata.

Indubbiamente un corso gratuito ha avuto lo scopo di avvicinare le persone in maniera informale e senza impegno alcuno, ma l’atmosfera conviviale creatasi non me l’aspettavo: sembrava davvero la classica grigliata in compagnia di amici!

Sono stata ringraziata con applausi e tanto calore, ma ora posso dire io grazie di cuore a tutti, al punto vendita che mi ha fornito non solo il materiale ma anche Gianluca, un validissimo collaboratore che, nonostante avesse avuto sulle spalle un intero turno di lavoro, mi ha affiancata aiutandomi, ma soprattutto… un abbraccio di cuore alla “mia gente”, siete stati incredibili!

Avete visto che bella locandina mi hanno preparato?

 

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Seduti davanti al fuoco a leggere Ifoodstyle n.7…

Questo numero fa nuovamente sentire nell’aria, come un anno fa, il profumo tipico del periodo dell’anno cui stiamo andando incontro, quello del Natale; è un numero ricco di atmosfera, di dolci nordici, di tazze di the bollente a riscaldarci le mani mentre leggiamo un libro con il plaid sulle ginocchia, è un numero ricco di dolcezza, di lucine colorate e di ciocchi ad alimentare il fuoco, ma anche di robuste insalate invernali e di gite ad esplorare piccoli borghi a ridosso della catena alpina.

Mai come in questo numero posso dire che vi sia una varietà di intenti che tocca non solo l’atmosfera luccicosa delle feste, ma che inquadra a trecentosessanta gradi le possibilità della cucina invernale, quella in cui per tradizione si cerca di sfruttare in maniera fantasiosa i pochi frutti che la terra, irrigidita dal gelo, ci regala.

Quindi cliccate qui sotto, ingrandite a tutto schermo e godetevi con calma la rivista perché di ricette semplici e di effetto ce ne sono moltissime, tutte da provare!

 

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Il mio debutto alla prima edizione dell’Oderzo Food Fest!

Sono passati molti giorni da quando sono salita su quel treno preso al volo, alla stazione di Oderzo, piccolo borgo trevigiano, ancora emozionata dalla mia prima esperienza “Ifoodiana” in un contesto ricco di esperienze sensoriali e vissuto in un ambiente ricco di umanità, di quella gentilezza tipica dei piccoli centri, di un’atmosfera un po’ paesana pur nella sua squisita eccellenza.

Non ce l’ho fatta prima di oggi a mettere mano a queste righe e sino ad ora ho avuto modo di condividere l’evento solo sui social, a forza di hashtag e di links, ma oggi sono qua, scatti alla mano testimoni di un evento che quest’anno ha avuto il suo via, un evento organizzato con una passione che mi ha lasciata senza fiato, con un entusiasmo tangibile sin dal primo incontro con Federico, sant’uomo che si è fatto un mazzo così gestendo il tutto con un’energia incredibile e sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante la stanchezza immensa, aiutato da pochi collaboratori che al pari suo hanno lavorato come dei pazzi!

 

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Il Country Hotel Al Gallo che ci ha ospitate

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algallo

algallo

Aperitivo "mancino" (alternativo) veg

Aperitivo “mancino” (alternativo) veg

aperitivo

cittàdioderzo

Al di là dell’emozione, della bellezza della città, della fortuna di aver avuto un tempo meraviglioso e mite, voglio descrivervi gli eventi principali e gli incontri più riusciti che ho avuto modo di fare miei nella loro totalità.

Voglio iniziare con un evento un po’ di parte visto che riguarda la nostra Vaty, piccola grande donna che ovunque ci metta le mani riesce a realizzare dei successi, così come è stata la presentazione non solo del suo libro, ma anche della fluffosa di Monica, occasione in cui è stato dato modo di assaggiarne alcune tipologie nonché di preparare in diretta i frosting con cui sono state decorate: anche per noi che di fluffose ne sformiamo, a mio avviso, ciò ha rappresentato un punto a favore… ad esempio io non mi ero mai spinta nella preparazione della fluffosa al the matcha con frosting di mascarpone ed invece… dopo averla assaggiata sono pronta per provarci, troppo buona per non assaggiarla di nuovo! E per non proporvela, quindi stay tuned!

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frostingmascarpone

fluffosacaffè

A seguire, dopo le presentazioni dei libri di Monica e di Vaty (ma voi che mi leggete oramai li conoscete), c’è stato l’incontro con le imprese, sempre in un clima un po’ giocoso e leggerissimo: senza nulla togliere a nessuno inizio da Infermentum, che mi ha entusiasmata!

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Nata da un gruppo di quattro amici che, a dispetto della loro formazione distante anni luce dai lievitati, hanno deciso di sfornare panettoni! Un’idea nata dalla passione, indubbiamente, ma che li ha portati (come sempre fanno le passioni) ad iniziare un’attività ben presto inaspettatamente al di sopra della loro piccola organizzazione e che, in tempi relativamente brevi, li ha accompagnati verso una realtà dolciaria artigianale non di poco conto! Ho assaggiato i loro prodotti, tra i quali spiccano il panettone con i fichi secchi e l’amarbicò, lievitato a base di albicocche ed amaretti, un’esperienza sensoriale da provare…

Ancora due punti a favore di questi ragazzi, che possono sembrare irrilevanti ma che mi hanno colpita da subito: l’uso di canditi prodotti da loro, vera frutta con acqua e zucchero e non quelle cose gommose industriali che molti temono di trovare all’interno di un dolce; il packaging, uno splendido impacchettamento di carta marroncina che ricorda quella delle vecchie botteghe di quartiere, insomma un aspetto vintage sull’onda di un ricordo.

Seconda azienda, non per ordine di rilevanza, ma seguo i miei ricordi olfattivi… la Latteria Sociale del Cansiglio! Ragazzi, una cosa divina e, senza tanti giri di parole, vi dico solo: ricotta affumicata, perfetta sia da grattugiare che da consumare a pasto, formaggio “Cru”, prodotto dal latte crudo proveniente dalla mungitura diretta immediatamente al caseificio, quindi senza il consueto raffreddamento (delicatissimo) e il “Pannarolo”, formaggio a base di panna, una cosa divina che si scioglie a contatto con il palato. Ci sono stati spiegati molti tecnicismi, che non sto qui ad elencarvi, ma sappiate solo una cosa: i formaggi del Cansiglio sono la fine del mondo! Per quanto ne so li potete trovare presso i negozi Cuorebio e Naturasì, in quanto trattasi di partners di vendita, ma se aveste l’occasione di farvi una gita in Cansiglio non ve ne pentirete in quanto è una zona meravigliosa!

cansiglio

Passiamo al Molino Rachello, che già prima di incontrare avevo conosciuto sommariamente per il tramite del loro sito: bellissimo! Farine di ottima qualità, semole eccezionali: non sono una gran panificatrice, ci sto provando grazie a della pasta madre regalatami da Stefania, ma ancora riesco solo a fare danni, però non per questo non posso apprezzare la qualità di una buona farina, certificata biologia dal 1999 e da giugno presente in e-commerce. Provatela e poi ne riparliamo!

molinorachello

Abbiamo ascoltato anche molte informazioni relative ad Unicarve, che si occupata di stilare una sorta di documento di identità per le carni prodotte dagli allevatori veneti: in un periodo in cui sul mercato viene immessa ogni tipo di schifezza non è cosa da poco ed oltretutto abbiamo assaggiato dei crostini con una battuta condita solo da un pizzico di sale e una goccia di olio Turri del Garda… questo sì che è street food!

Anche Neff ci ha ospitati per un aperitivo: onore a Casa Paladin e a Bosco del Merlo per il vino offerto (andava detto, una qualità incredibile) innanzitutto e poi posso solo rimandarvi ai loro prodotti di ottimo design unito alla tecnologia tutta tedesca della loro produzione… il loro sito dice tutto, inutile dilungarsi su noiosi aspetti tecnici, posso solo dire che un forno Neff nella propria cucina dev’essere una gran figata per qualsiasi appassionato di spignattamento 🙂

boscodelmerlo

casa paladin

L’appuntamento raffinato della giornata è stato al Gellius per il pranzo, uno spettacolo di ristorante stellato che sorge su un sito di resti romani: bellezza assoluta, eleganza raffinata, atmosfera piacevole e conviviale e cibo eccellente! Posso fare un applauso al dessert? Un gelato di nocciole su un letto di vellutata di mango che mi ha incantata (non che il resto fosse irrilevante, ma quel dolce mi ha toccato i sentimenti 🙂 )!

ristorantegellius

gelliusristorante

gelliusristorante

gelliusoderzo

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Questa edizione dell’Oderzo Food Fest è stata la prima in assoluto e l’ho adorata dal primo momento poiché l’atmosfera era proprio quella di una festa paesana, in perfetta armonia con la tipologia geografica che ci ha ospitate, ma il tutto posto su un gradino di eccellenza ben superiore ad una sagra di paese, in più armonizzato dalla simpatia del mio gruppo di bloggers di Ifood, delle quali non ne (quasi) conoscevo nemmeno una di persona e con cui invece mi sono trovata a mio agio sin dal primo istante, nonostante il mio essere piuttosto orsa, tant’è che ancora siamo in quotidiano dialogo tramite un gruppo whatsapp sopravvissuto alle esigenze organizzative dell’evento.

Anzi, e ve lo dico in segreto, nell’aria opitergina c’è l’idea di creare un Villaggio del Natale in linea con la mia amatissima tradizione nordica… chissà non ci scappi un weekend per un tour enogastronomico 🙂

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La Sosteria, perfetta per una merenda sfiziosissima

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Ifoodstyle n.6 ed è subito autunno!

Anche Ifood è ritornato a lavorare a pieno regime, tra fornelli, fotografie e nuove proposte per l’autunno, con un numero bellissimo che ci accompagna dall’estate all’autunno con dolce lentezza, tra bellissimi scatti della costa ligure e del suo mare fino a tavole riccamente imbandite dei caldi colori autunnali.

L’incipit di questa edizione mi ha colpito in particolar modo: “L’autunno è la primavera dell’inverno”, una frase bellissima che ci prende per mano e ci accompagna nei boschi a godere delle prime nocciole, passeggiando con le foglie scrocchiarelle sotto gli scarponcini, in totale relax dopo l’infuocato calore estivo ma ancora potendo godere della mitezza di una stagione dolce e di passaggio…

Ce lo leggiamo insieme e programmiamo i primi menu della nuova stagione?

 

Ifood/ IFoodStyle

Ifoodstyle… e siamo a 5!

Eh, lo so che passare dalla mia piccola ricetta sfogliabile ad una rivista in piena regola è un salto di qualità galattico, ovviamente a mio sfavore 🙂 , ma appena ho cliccato su questa nuova uscita sono rimasta folgorata dall’incredibile bellezza delle foto, dalla freschezza delle ricette e poi, dai, con una copertina così si può resistere? E’ il mio colore, quello del mare cristallino, quello che nel mio ideale di perfezione raggiunge incontrastato il primo posto… e allora sfogliamolo insieme!

 

Ifood/ IFoodStyle

Pronti per un pic-nic alternativo?

Lo so, state ancora sfogliando il precedente numero di IFoodStyle che io sono già qui a rompervi le scatole con un altro, ma… insomma… è la stagione perfetta per un pic-nic, mica vorrete trovarvi a corto di idee e portare con voi i soliti quattro panini?

In questi ultimi mesi IFood si è dato molto da fare nel creare nuovo proposte e nel dare origine ad un trend dell’invasettamento che io trovo strepitoso: pic-nic con fantasia, sani e leggeri, perfetti anche per queste giornate in cui il sole inizia a picchiare e a distogliere l’appetito da portante grasse e pesanti.

Insomma, prendete la cesta, un plaid e andiamo 🙂

 

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Ritorno dopo tanto tempo…

… con un’altra bellissima pubblicazione del nostro magazine IFoodStyle (siamo già al n.4)!
Non ero sparita, ma per quasi tre settimane mi sono trasferita in camper mentre gli operai mi ristrutturavano l’appartamento e ora mi trovo comodamente seduta con il pc sulle ginocchia, come un mese fa, solo che intorno a me c’è tanto bianco nordico e sono contornata da cuscinoni Ikea che mi fanno sentire coccolata. E’ stato un periodo pesante a livello fisico, ma soprattutto psicologico, costellato di dolori e quindi provo a ricominciare da qui, da una casa “come la volevo” e da tanta luce che spero ne possa portare altrettanta nella mia vita 🙂
Riprendo in mano il mio angolino sfogliando con voi queste magnifiche pagine virtuali ricche di bellezza da riempire il cuore!

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Un piccolo premio: il Press Lunch a Portorož

Dalle tantissime iniziative sorte grazie ad Ifood è nata questa giornata, assegnatami in quanto tra le varie bloggers ero la più vicina, geograficamente, alla Slovenia: ho accettato con gioia di partecipare al Press Lunch organizzato dal Kempinski Palace di Portorož, meravigliosa location che sorge in una posizione strategica della cittadina, lungo la via principale che costeggia il litorale.

Per me è stata quasi una sorta di premio per consolare la disperazione di aver perso, la sera antecedente, la mia cagnolina, morta improvvisamente per un’infezione fulminante nonostante la giovanissima età e devo ammettere di aver portato avanti la giornata con molta fatica, trattenendo spesso le lacrime che uscivano prepotentemente dalla voragine che avevo nel cuore; eppure questa è stata l’occasione, seppur intempestiva, per comprendere che c’è tanta vita davanti e che la bellezza e la felicità continuano perchè il mondo non finisce al primo dolore che ci lacera il cuore.

Sono arrivata con mezzora di anticipo, il che mi ha permesso di rilassarmi passeggiando sul lungomare per percorrere il pontile e godere della magnifica vista sull’Adriatico e, sì, vedendo quella distesa di sabbia ovviamente il primo pensiero è volato alla felicità che avrebbe provato la mia Polly nel poter correre a perdifiato su quella distesa soffice, quindi ho preferito recarmi al Kempinski per affrontare il Press Lunch.

Non ho parole per descrivere l’eleganza e la raffinatezza dell’hotel, come si evince in minima parte dagli scatti che corredano l’articolo e che non rendono assolutamente giustizia alla bellezza di altissimo livello, pur non ostentata, che ho avuto modo di ammirare; raffinatezza rinvenibile immediatamente dal primo impatto con il personale, di educazione squisita e riservata, pur senza quell’aura di falsità che sovente si inspira nella quasi totalità degli ambienti pluristellati… e detto da me che sono una tipa da trattoria di campagna è una garanzia!

Sono entrata molto timidamente, un po’ per carattere, un po’ per il dolore che mi portavo dentro e un po’ perchè l’ambiente mi incuteva soggezione, a partire dal non sapere quale lingua usare per comunicare con il personale: l’italiano, essendo un comune bilingue? L’inglese,  a costo di sembrare un po’ spocchiosa? Lo sloveno, pur parlandolo molto male? Alla fine un buon inglese mi ha salvato la situazione, come al solito 🙂

Sono stata accolta con una coppa di delizioso champagne, ero totalmente digiuna dalla sera precedente, ma a delle bollicine di quella qualità non ho saputo resistere… ciò a preludio della presentazione della dirigenza dell’hotel, nella persona del General Manager Thies Bruhn, e del relativo personale, di una professionalità elevatissima ed ineccepibile!

Non sto a tediarvi con la presentazione delle portate che sono seguite all’aperitivo di benvenuto poichè le foto parlano da sole: l’eleganza della presentazione, l’equilibrio dei sapori presenti in ogni piatto, l’originalità e la ricerca estetica… più che un pranzo è stata una galleria di opere d’arte volta a sfamare soprattutto la ricerca della bellezza.

Purtroppo, unica nota stonata, pur essendo in pochissimi, siamo stati sistemati in più tavoli a sè stanti, cosicchè è mancata la convivialità che, almeno per gli unici due italiani presenti, sarebbe stata auspicabile: mi sono trovata in compagnia di un connazionale, gentile ed educato, tuttavia lontano anni luce dalla mia idea di cucina fatta per sfamare tutti i sensi e non solo fine ad una recensione (oltretutto molto critica da parte sua, in quanto ha demolito quel povero cuoco -bravissimo- immeritatamente, a mio avviso). E’ stato anche molto diretto nel velare di una vena critica la mia attività di foodblogger, da lui vista non secondo il mio (e nostro) punto di vista che cuciniamo e “blogghiamo” per la gioia di metterci i nostri bei visi infarinati ma felici, ma quale dovessimo per forza essere delle influencer di stampo critico-gastronomico e giornalistico con una preparazione tecnica alle spalle, imprenscindibile da esperienze di ristorazione sul territorio e fortemente correlate ad istituzioni imprenditoriali quali Eataly.

Ebbene, la mia esperienza sul territorio c’è, ma preferisce essere legata ai piccoli produttori a chilometro zero piuttosto che, spesso, a pessima ristorazione con dei prezzi spropositati rispetto alla qualità offerta, così come la mia conoscenza del vino è sensoriale essendo legata alla mia infanzia trascorsa sotto le ali di un nonno viticoltore e della sua saggezza contadina, in netta contraddizione ad eventuali corsi di sommelier che, pur propagandati, mi possono interessare ma non se posti quale “condicio sine qua non” per potermi fregiare del titolo di foodblogger. Perchè lo spirito di Ifood è questo e la fuffa appariscente ed inconsistente la lasciamo agli altri.

 

Al momento della valutazione ho elogiato l’elevatissima qualità del servizio offerto, con sincerità e lealtà poichè chi lavora bene e con passione deve avere il giusto riconoscimento, tant’è che mi sarebbe piaciuto mettere ai fornelli i fautori delle critiche poste all’operato dello chef, Daniel Pause, e vedere i risultati 🙂 Insomma, questo piccolo momento di “bastardaggine acuta” me lo dovete concedere poichè durante il pranzo il dolore che provavo aveva preso il sopravvento anche sulla mia consueta vena polemica, però non mi andava di tacere: sono stati dei grandi. Punto.

Ultimo tocco di eleganza: la sala Sophia in cui è stato servito il pranzo, un raffinato tributo alla nostra Sophia Loren… ma godetevela guardando le foto!

Grazie Ifood per l’opportunità che mi è stata data, graditissima nonostante la giornata per me difficile da affrontare, e alla grandissima disponibilità offerta da Petra Zierer che ha gestito l’organizzazione dell’evento e l’attività di PR alla perfezione!

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IFoodStyle speciale Pasqua: un’esplosione di delicatezza!

Sono di nuovo qui per sfogliare con voi le bellissime pagine di IfoodStyle, oramai è un appuntamento irrinunciabile e questo numero speciale è pieno di spunti, di freschezza, di colori tenui e delicatissimi; l’offerta di proposte è vastissima perchè la Pasqua non è solo uova o agnello (ecco, quest’ultimo lo voglio vedere solo vivo nei pascoli) e nemmeno è fatta di pranzi immensi dalle portate pesanti… in questo numero c’è anche tanta verdura che con il suo color verde ci fa sentire tutta la primavera, ci fa annusare il profumo dei fiori, ci fa respirare la stagione più bella dell’anno!

Godetevi anche questo numero, prendete spunto e magari organizziamo un pic-nic in pieno IfoodStyle 🙂

 

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