Slovacchia/ Viaggi

Banská Bystrica e Banská Stiavnica: due cittadine da dimenticare!

Una delle fontane che allietano la via principale di Bánska Bystrica

Ogni tanto nelle nostre peregrinazioni e spinti dalla curiosità finiamo in qualche cittadina che proprio sarebbe stato meglio evitare e stavolta abbiamo dato il meglio di noi stessi beccandone ben due in altrettanti giornate consecutive, motivo per il quale le ho unite in un unico post cercando di trarre il meglio dalle rape 🤣!

La via principale
La Chiesa dell’Assunzione
Con pochi scatti fatti al volo sull’uscio perchè il prete ci ha chiuso il portone sul naso 🤣

Ieri siamo arrivati a Bánska Bystrica, una cittadina che sorge al centro della Slovacchia, in una valle racchiusa dalla catena dei monti Tatra: di fatto risulta essere la sesta città più popolosa del paese e, per quanto riguarda la città attuale, essa è stata fondata dai tedeschi… e lo si vede dall’architettura, molto bella. Purtroppo oltre al cuore del centro altro non c’è e, non appena si esce dall’unica via esteticamente apprezzabile, le strade sono degradate e molto sporche. Visto che c’è ben poco da dire vi parlo almeno dell’etimologia del nome, vista la somiglianza fonetica tra le due città: Bánska significa “minerario” mentre Bystrica si ricollega all’omonimo fiume, il cui significato è “torrente veloce”. Da ciò si può ben comprendere come il primo insediamento cittadino sia collegato alla ricchezza mineraria della zona, soprattutto in relazione alla lavorazione del rame, mentre nel corso dei secoli la zona è stata abitata dagli Avari, dai Cotini ed, infine, dagli Slavi che raggiunsero le pianure slovacche per il tramite dei Carpazi, per poi arrivare anche ai colonizzatori tedeschi e addirittura ai Mongoli. Ovviamente anche qui arrivò l’invasione ottomana, che costrinse la città a difendersi per il tramite di nuove fortificazioni, per poi oscillare, nel corso dei secoli, sempre tra molteplici culture, da quella magiara a quella tedesca, la quale come già detto poco sopra, ha lasciato un’impronta ad oggi ancora visibile. Insomma alla fine questa città mi è sembrata davvero un’occasione mancata in quanto, con così tanta storia, avrebbe ben motivo di evidenziare tutto quanto lasciato dagli anni passati ed invece non c’è davvero nulla oltre alla via principale, di una tristezza immensa (però abbiamo mangiato molto bene… almeno quello!).

La parte migliore della città 😂
E l’interno, stupendo, del ristorante

Non paghi della noia del giorno precedente perché non macinare altri chilometri per raggiungere Bánska Štiavnica? Si tratta di una città di matrice industriale che trova il suo fulcro nella tradizione mineraria, conservando ancora il suo impianto di abitato minerario medievale, all’epoca ospitante minatori tedeschi; i minerali estratti erano l’oro e l’argento, materiali non di poco conto tant’è che l’appalto delle miniere era gestito completamente dai banchieri dell’Impero, ovvero i Fugger di Augusta. Ad oggi il centro storico fa parte del patrimonio mondiale UNESCO.

La cittadina di Bànska Bystrica offre questo museo all’aperto dedicato alla Resistenza Slovacca (ma sapete, se mi conoscete, che non sono interessata minimamente al genere…)
Qualche ricostruzione

Dopo tutta questa meraviglia di descrizione vi starete chiedendo del perché io ne abbia avuta una così pessima impressione, vero? Innanzitutto anche questa seconda città è sporchissima, trascurata e decadente, abbiamo avuto difficoltà enormi a mangiare qualcosa in quanto, come di consueto, il cane non entra in alcun luogo e la maggior parte dei (pochissimi) locali all’aperto sono disorganizzati, i camerieri ignorano il cliente e nemmeno ti sparecchiano il tavolo del cliente precedente… insomma da dimenticare!

Il castello di Bánska Stiavnica (Stary zamok, castello vecchio, difensivo nei confronti degli assalti turchi)
La parte museale è molto piccola ma gradevole)
Antichi scritti turchi

Vi lascio qualche foto nonostante la pessima esperienza e vi informo che, grazie al cielo, questi sono gli ultimi giorni in Slovacchia in quanto toccheremo anche i paesi adiacenti, dove spero di trovare un atteggiamento più aperto. Abbiamo visitato anche delle belle città ed estremamente pulite, persone molto educate e gentilissime ma, se dovessi dare un’opinione spassionata, lasciate perdere la Slovacchia, specie se viaggiate con qualche pelosetto perché, a dispetto di quanto riportato dai siti di promozione del turismo locale, i quali decantano a gran voce il carattere dog friendly della Slovacchia, addirittura evidenziando il fatto che quasi tutti i ristoranti li accettano, sappiate che ciò non corrisponde al vero: il cane è schifato e detestato. E già per questo per me hanno perso in partenza in quanto la civiltà di un popolo la si vede da come trattano gli animali.

Una panoramica della cittadina dall’altura del castello vecchio
Da amante dei libri non potevo non fotografarla

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