

La giornata del nostro quinto giorno a New York si è concentrata esclusivamente su Central Park, viste le dimensioni immense del principale polmone verde della città e che abbiamo percorso interamente, entrandovi da Harlem e percorrendolo tutto fino al centro di Manhattan.


Premetto di aver affrontato l’eroica esperienza nel giorno più caldo che questa vacanza ci ha offerto, mettendoci a dura prova, nonostante gli abiti leggerissimi che provvidenzialmente avevo acquistato da Primark il giorno prima (avevo previsto un clima variabile ma non fino a questo punto); che il parco sia immenso si sa, tuttavia ciò che non mi aspettavo è trovarmi a camminare lungo strade asfaltate, delle vere e proprie arterie dotate di corsie di delimitazione e di semafori, ovviamente completamente esposte al sole e lungo le quali ogni passo è stato fonte di sofferenze.




Una volta entrati nel cuore di Central Park siamo riusciti ad addentrarci lungo sentieri ombreggiati, alcuni costeggiati da ruscelli o affiancati da laghetti, ma la cosa più bella è stato l’incontro con gli scoiattoli, molto amichevoli e abituati alla presenza dell’uomo; sono stata molto colpita dalla presenza di quelli piccini con la riga bianca sul dorso e la coda piccolina, insomma i classici Cip e Ciop della Disney 🧡.



Come già detto si tratta di un’area immensa pari a 843 acri (3,41 km quadrati), un parco pubblico immerso tra i grattacieli, che in effetti dona un effetto visivo alquanto particolare, di forma rettangolare e che offre ai residenti immense possibilità per praticare sport, organizzare pic-nic e addirittura gite in barca; offre circa 900 panchine dove poter riposare e che ci hanno consentito un piccolo spuntino all’ora di pranzo stante la camminata di quasi 9 km che abbiamo affrontato girellando in ogni angolo possibile.

Il parco venne aperto nel 1856 a seguito del progetto di Frederick Law Olmsted e Carvert Vaux, i quali ottennero un’area dall’aspetto estremamente naturale mentre in realtà esso è quasi completamente opera della mano umana, cosa che ho voluto approfondire in quanto io stessa me lo stavo chiedendo man mano che proseguivo nella passeggiata; il terreno preesistente era molto irregolare in quanto presentava avvallamenti, paludi ed irregolarità di ogni genere oltre a costruzioni abusive, tant’è che il sindaco dell’epoca, Alexander Josephyn, fu alquanto scoraggiato nell’affrontare una possibile rivalutazione dell’area, tuttavia alla fine cedette alle insistenze del progettista e intentò la bonifica dell’area.

Central Park fu oggetto di un forte degrado nel corso degli anni 60 e inizio anni 70, tuttavia l’attività della Central Park Conservancy riuscì a riqualificare alcune parti dello stesso, ripotandolo un po’ alla volta ai fasti attuali e quindi allo splendore originale voluto dagli architetti dell’epoca, ma vi lascio alle foto per scoprire con me gli angoli più caratteristici del parco.
La sera eravamo stanchi, accaldati e distrutti, motivo per il quale abbiamo preferito rientrare in albergo e trascorrere qualche minuto rigenerante tra aria condizionata e doccia, per poi recarci all’appuntamento più iconico dell’intera vacanza: il musical a Broadway, da me fortemente voluto vista la passione che nutro nei confronti di questo tipo di spettacoli.

Onestamente stavo quasi rinunciando all’impresa di acquistare i biglietti, demoralizzata dal mancato funzionamento dell’app che ho utilizzato per l’organizzazione dell’intero viaggio, oltre a non capire dove poterli acquistare fisicamente stante il fatto che il cantiere presente in Times Square aveva completamente offuscato il punto di accesso della rivendita; alla fine, visto che ogni spettacolo viene ospitato per lungo tempo da un singolo teatro (e da qui la qualità delle scenografie che per mesi possono essere riutilizzate) sono riuscita nell’intento proprio collegandomi al sito del teatro, dal quale è dato poter scegliere comodamente i posti visto che, dopo aver selezionato l’opzione desiderata, viene data la possibilità di avere un anteprima sulla visione del palcoscenico.



Ho scelto “Alladin”, soprattutto per agevolarci nella comprensione dell’intera rappresentazione, conoscendo la trama dell’opera: di spettacoli ne abbiamo visti tanti in questi anni, anche degli autentici capolavori, ma qui siamo su un altro livello, altissimo ed ineguagliabile! Ovviamente non posso offrirvi alcuna foto se non qualche scatto del teatro, piccolo e molto bello, ma l’unica cosa che posso affermare con certezza è che, nel caso fortunato in cui riuscissi a fare ritorno a New York, questa sarà una tappa obbligatoria.



