
La giornata odierna ci ha accolto con un cielo carico di pioggia e un’arietta fresca (ben venti gradi in meno rispetto a ieri), ma noi, turisti imperterriti armati di ombrellino e giacchino imbottito, abbiamo deciso di affrontare la titanica impresa di raggiungere l’American Museum of Natural History.
Sì, proprio quel museo di storia naturale di “Una notte al museo”, quello con lo scheletro del dinosauro, ve lo ricordate? Al di là della location cinematografica, il museo è davvero qualcosa di straordinario, cinque piani che ci hanno impegnati per ben cinque ore, tra padiglioni dedicati ai minerali, affollatissimi di disincantate scolaresche che a tutto si interessavano tranne che al museo (in qualsiasi paese si vada questa è la realtà comune 🙂 ), ad altri incentrati sulla vita animale e ai relativi habitat naturali, con delle ricostruzioni meravigliose e pari alla realtà, come potete ben comprendere dalle foto che vi allego qui sotto.



Il museo è diviso per zone del mondo, per continenti, per mari e savane, è qualcosa di unico e in continua espansione, tant’è che su alcuni padiglioni vi stanno ancora lavorando nell’ottica di una prossima apertura; ho sempre amato i musei dedicati alla storia della natura, tra i pochi musei che apprezzo, ma questo è tanto, tantissimo, anche troppo perchè ne esci distrutto ed esaurito, ma è un capolavoro! Brava New York, hai realizzato un’opera maestosa ed ineguagliabile!

Nonostante la stanchezza e le energie prosciugate dal museo vuoi non tener duro e andare al Top of the Rock? Un’altra tappa iconica che, in occasione di questa prima visita alla metropoli, non può assolutamente mancare visto che la terrazza panoramica del Rockfeller Center offre un panorama mozzafiato che ha ben poco da invidiare a quello che ci ha incantati pochi giorni addietro all’Empire State Building.

Il grattacielo in questione è molto apprezzato in quanto, pur essendo più basso di altri quali l’Empire, offre una visione libera da ostacoli quindi di ampio respiro; in particolar modo esso è alto 260 metri e offre un osservatorio assolutamente iconico, tant’è che è possibile, per il tramite di apposito biglietto, salire sul cosiddetto “ascensore”, che altro non è che una piattaforma girevole che si innalza per ancora qualche metro ed è circondata interamente da vetrate (praticamente lo scopo è unicamente instagrammabile). Esso risale ai primi anni trenta, è stato progettato in stile art decò e il Top of the Rock rappresenta l’edificio principale del Rockfeller Center e, quando ne sarete usciti, vi ritroverete proprio in quella bellissima piazza dove a Natale sorge il più famoso albero luminoso al mondo con l’immensa pista di pattinaggio su ghiaccio.



Rientrando verso l’albergo abbiamo fatto un’ultima tappa all’Hard Rock Cafè, per noi immancabile in quanto da ciascuna città visitata che ne ospiti un punto vendita porto con me almeno una maglietta (e vi assicuro che questa volta la scelta era tremendamente imbarazzante e a prova di qualsiasi turista oculato 🙂 ).
In questi giorni farò il possibile per pubblicare tutti i post rimanenti relativi a questo viaggio da sogno: sono stata impegnatissima nelle ultime settimane, ma i contenuti da condividere sono moltissimi, motivo per il quale vedrò di farveli leggere almeno ogni paio di giorni quindi… stay tuned!



