
Questa è stata un’altra lettura propostami da un gruppo di lettura nel corso della spooky season, se non altro per l’atmosfera gotica che aleggia all’interno del romanzo in questione, che ovviamente non conoscevo e che ho portato avanti sino alla fine per curiosità.
Infatti è stata la tenacia a farmi proseguire visto che l’inizio mi è risultato pesante, lento e farraginoso, per poi portarmi finalmente a comprendere dove l’autrice volesse andare a parare, ovvero portare il lettore dinanzi ad un modernissimo manifesto femminista nonostante l’ambientazione di fine ottocento.
Lolly, anzi “zia Lolly”, in realtà si chiama Laura e vive all’interno di una convenzionalissima società borghese britannica dell’epoca, è rigorosamente zitella e lo è assolutamente per scelta, vive una vita noiosa, piatta, placida e scontatissima, praticamente come la narrazione di una buona metà del libro. Poi avviene la svolta, anche per il lettore che vede la trama scorrere finalmente con maggiore vivacità, al pari passo della ribellione di Lolly la quale, dopo la morte del padre, è divenuta una sorta di proprietà dei fratelli, i quali decidono le sorti della sua vita, destinandola a seguire il fratello maggiore Henry a Londra, costringendola quindi a lasciare così la residenza di campagna nella quale ha vissuto. Naturalmente è già stato deciso che Lolly rivestirà la figura di zia a tempo pieno nonchè quella di domestica, situazione che inizialmente lei accetterà senza lamentele nè ribellioni, tuttavia ben presto si farà strada in lei un turbamento, una sorta di richiamo che viene dalla terra (“saliva dal terreno con l’odore delle foglie morte, la seguiva per le strade all’imbrunire…”) e che la cambia all’improvviso, senza alcuna ribellione evidente ma unicamente pretendendo dal fratello la parte dell’eredità spettantele e creando ovviamente un gran trambusto, considerata la volontà fraterna di impadronirsi di ciò ad insaputa di Lolly, nonchè uscendo semplicemente da casa, con i suoi pochi averi, per stabilirsi in un piccolo paese sparso nei boschi, Great Mop.
Qui Lolly sceglie se stessa e svela la propria natura ed è proprio a questo punto che entra in gioco anche la figura dell’Amoroso Cacciatore del sottotitolo… e qui mi fermo per non incorrere in spoiler.
E’ una donna oppressa dalle aspettative altrui, dalle imposizioni sociali e dalla mancanza di autodeterminazione e, nella anacronistica modernità del romanzo, si crea uno sprone rivolto a tutte le donne affinchè esse ascoltino la propria voce interiore ignorando le aspettative sociali e possano così autodeterminarsi secondo la propria indole ed il proprio desiderio.




2 Comments
Silvia
15 Dicembre 2025 at 10:41sembra comunque interessante, nonostante l’inizio pensante… intanto me lo segno!
Tatiana
15 Dicembre 2025 at 15:04Va letto in un momento di tranquillità e magari affiancato da qualcosa di più leggero, ma alla fine sono contenta di averlo affrontato.