
Mi sono casualmente imbattuta in questo libro, scambiato ad un mercatino, un volume sottile, di poche pagine che mi faceva sperare in una lettura veloce e leggera, ma dire che l’ho sottovalutata è un eufemismo.
Il bellissimo quanto ambiguo Bede è il factotum della tenuta di famiglia, a Pedrara, nei pressi di Siracusa, nonchè testimone da sempre delle vicende familiari, profondamente legato ad Anna, ammalata e vittima di una demenza che le ruba i ricordi e intorno al cui capezzale si ritrovano i figli Mara, Giulia e Luigi. Purtroppo l’arrivo dei famigliari scatena antichi rancori e l’occasione per parlare di affari, soprattutto stante il continuo calo delle rendite e la crescente intraprendenza di Bede nella gestione dei beni comuni.
La struttura del racconto è complessa, aggravata anche dai molti termini dialettali che non a tutti risultano agevolmente comprensibili, specie se, come me, siete del nord, i fili della narrazione sono complessi e talora, a mio avviso, sfuggono anche all’autrice, rendendo confusa la comprensione della trama, pur trattandosi di una scrittura sublime. Anche i personaggi sono tratteggiati poco, addirittura male caratterizzati a parte forse la figura di Bede, ambiguo ed affascinante, che presenta un anomalo attaccamento ad Anna, nonostante le differenze tra i due e la malattia che consuma la donna, rendendone difficile la gestione. Gli argomenti toccati sono forse troppi in così poche pagine e in una trama concentrata su una sola famiglia, il tutto aggravato da una scelta stilistica ridondante, eccessivamente cerimoniosa, assolutamente perfetta e di grande capacità narrativa, ma tutto è “troppo”.
Personalmente ho trovato l’atmosfera ammaliante, seducente, con quella lentezza sensoriale affascinante tipica del sud, talora lasciva ed ambigua, ma mi sento di bocciarlo comunque proprio per il caos narrativo che ho percepito, faticando a destreggiarmi nei complicati legami tra troppi personaggi mal delineati, apprezzando forse solo il finale, almeno quello abbastanza comprensibile a dispetto di tutto il resto.




2 Comments
Silvia
24 Ottobre 2025 at 10:20dalle prime righe della tua recensione l’idea del romanzo mi era sembrata originale e interessante, peccato per lo sviluppo….
Tatiana
24 Ottobre 2025 at 14:58L’unico personaggio ben tratteggiato è Bede, ma a dire il vero ho letto che è considerato una delle opere meno riuscite dell’autrice.