
Dopo aver letto con piacere “Tutta la vita che resta”, della stessa autrice ho iniziato, ancora molti mesi fa, questo romanzo, che non è proprio il seguito del primo ma ruota intorno agli stessi eventi pur se da un diverso punto di vista .
Nelle prime pagine incontriamo Luca, quattordicenne sensibile che vive in una località di mare, un posto sicuro che si anima durante la stagione estiva e in cui incontra una ragazza che rappresenta il suo primo sogno d’amore; quando questa scompare per Luca inizia l’incubo in quanto la madre, per cercare di sottrarlo all’ombra scura che inizia ad avvolgere le sorti della propria famiglia, in fretta gli prepara una valigia e lo manda al nord, a casa degli zii Mara ed Umberto, in un mondo sconosciuto in cui egli tenterà di ricostruirsi una vita, faticosamente ed ignorando i motivi che hanno indotto la madre ad allontanarlo, tuttavia fortunatamente aiutato dallo zio Umberto, figura che colpisce per sensibilità ed intelligenza per tutta la durata della narrazione e che dà tutto se stesso per aiutare il nipote, anche a costo di scontrarsi con la propria famiglia.
Anche Flavia appare come una figura di spicco nel corso della vita di Luca, ragazzina determinata ad infondergli speranza e a scacciare il dolore e lo smarrimento dal suo cuore e contribuendo a creare, nell’insieme, un’ambientazione delicata ed accattivante che tiene il lettore incollato al libro sino all’ultima pagina.
E’ un romanzo bellissimo, che ho apprezzato più del precedente, in quanto foriero di speranza, di perdono, scritto da una penna delicatissima; è intrattenente e proprio per questo motivo ho atteso mesi per scrivere questo post, in quanto volevo farlo sedimentare al fine di comprendere se si fosse trattato solo di mero intrattenimento o se mi fosse rimasto nel cuore. Se oggi sono qui a parlarvene la risposta è scontata.




4 Comments
Silvia
12 Settembre 2025 at 8:04bellissimo davvero! Luca è un personaggio tracciato in maniera meravigliosa, e mi sono piaciuti molto lo zio e la cugina
dura la scelta tra i due, ma penso di propendere per Tutta la vita che resta
Tatiana
12 Settembre 2025 at 13:25Molte persone ho sentito pensarla come te eppure io ho preferito il secondo volume: il primo nella seconda parte onestamente un po’ mi è risultato pesante, forse troppo lungo nella stasi del (giustificatissimo) dolore di una madre, che però io ho sopportato male. Probabilmente, da mamma, ho interiorizzato troppo…
Daniela Gambarin
16 Settembre 2025 at 13:55Grazie x la recensione ne wvo sentito parlare bene infatti di qsta scrittrice..
Buon martedi carissima
Tatiana
17 Settembre 2025 at 23:56Sono libri intrattenenti e per nulla scontati, scritti bene e godibilissimi! Buona settimana ed un abbraccio 🥰