Trentino Alto Adige/ Viaggi

Castel Beseno, un gioiellino per terminare in bellezza!

Siamo arrivati all’ultima tappa di questo viaggio interessantissimo e pieno di natura: ci troviamo a Castel Beseno, la più grande fortificazione del Trentino, la quale si estende sulla sommità dell’omonimo dosso costituendo una posizione di grande rilievo strategico per il controllo della sottostante Vallagarina nonchè delle vie di comunicazione tra l’Impero Germanico e l’Italia. Le origini del maniero sono medievali, tuttavia nella prima metà del Cinquecento esso subì una profonda ristrutturazione, la quale gli conferì l’attuale aspetto, che gli consente di fungere anche da teatro per spettacoli e rievocazioni storiche.

L’ingresso
Il campo dei tornei

Esso fa parte del complesso museale del Castello del Buonconsiglio di Trento e presenta un forte bastionato, un esteso campo dei tornei costituito da un prato verdeggiante, un primo sistema difensivo costituito dalla cosiddetta “porta scura”, la quale permetteva la visione verso l’esterno impedendola però dall’esterno verso l’interno, che si affaccia sul primo cortile, per poi attraversare delle ulteriori porte a formare un ottimo sistema difensivo, completato da uno splendido camminamento di ronda.

Accesso alla porta scura
L’interno
Da un cortile all’altro
Lungo il camminamento di ronda

Il fronte bastionato presenta un’estremità rivolta verso Rovereto ed una verso Trento, mentre il bastione centrale è situato in corrispondenza al palazzo residenziale dei conti Trapp: si tratta di costruzioni massicce e di forma circolare, dotati di camminamento di ronda, di caditoie e di bombardiere.

Il camminamento di ronda
Per una “grande “ sfida a scacchi
Piccoli particolari bellissimi

Il campo dei tornei si ritiene venisse utilizzato quale spazio di addestramento ma anche come luogo destinato a vigneto o ad altre coltivazioni, tuttavia nella forma ricorda un campo per tornei cavallereschi, da cui il nome attuale.

Una latrina a scarico aperto

La porta scura, della quale ho già accennato sopra, è costituita da una galleria, ripida e curva, dotata di tre accessi in successione e completata da una caditoia e da una saracinesca, costituendo un ottimo punto di sbarramento.

Le cantine con gli alloggiamenti per i tini e dotate di scarichi per l’acqua

Superato il posto di guardia della porta scura si accede ad un primo cortile, ben controllato dal camminamento di ronda, dove è situato anche un granaio, oggi utilizzato a scopo museale; da qui si raggiunge la quarta porta, elegantemente decorata lungo l’arcata e protetta da archibugiere, da feritoie e da una caditoia.

Il forno

Il camminamento di ronda è uno spettacolo in quanto offre un’ampia vista sulla Valle dell’Agide, sulla strada verso Folgaria e sul Vicentino, ad oggi una meraviglia per il visitatore e all’epoca un’ottima garanzia per la difesa della fortificazione.

Posso dire che vale una visita fatta con calma, avendo cura di leggere tutte le targhe informative lungo il percorso in quanto fortunatamente la visita risulta essere libera, inoltre non solo il percorso è ricco di informazioni ma anche di personale la cui presenza è garantita al fine di richiedere qualunque delucidazione; interessantissime sono state le spiegazioni dell’ingegneria militare dell’epoca a cura dell’addetto a tale settore, che consiglio vivamente di visitare con calma in quanto si apprendono molte notizie che la maggior parte di noi ignora.

Dopo questa degna conclusione di un viaggio meraviglioso e come sempre molto ben organizzato dal capogita Luca 🙂 abbiamo ripreso il percorso verso casa, a dire il vero con un giorno di anticipo, ma il fatto di poter riprendere la propria vita di tutti i giorni con calma e senza angosce non ha prezzo!
Ci rivediamo a casa per leggere qualche bel libro insieme ❤️!

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2 Comments

  • Reply
    Silvia
    11 Settembre 2025 at 9:21

    bellissimi scatti e proprio un bel viaggio!
    bentornata!

    • Reply
      Tatiana
      11 Settembre 2025 at 13:11

      E’ stato il degno finale di una bellissima vacanza, anche se oramai ero stanca perchè se non fai almeno un paio di giorni di pit-stop per rimettere in ordine il mezzo e pulirlo da cima a fondo per me diventa stressante, non sono capace di vivere nel caos; certamente quando avremo il tempo libero sufficiente a percorrere dei viaggi più lunghi e senza impegni lavorativi queste pause ci saranno (pulizia camper, lavatrice ecc.), ma per ora non ce lo possiamo permettere, il che almeno a me stanca molto e gli ultimi giorni fremo per il rientro.

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