
Questa è uno di quei libri che, senza la spinta di una sfida di lettura, non avrei mai preso in considerazione, forse per la copertina (nonostante siano state pubblicate due edizioni con due copertine diverse): questa è quella che ho acquistato io, ve la propongo come da file reperito sul web in quanto il mio cane, a causa della giovane età e del mio incauto abbandono del libro sul divano, me l’ha divorata; posso tuttavia affermare che, pur non gradendola, incarna alla perfezione la protagonista del romanzo.
Queste pagine infatti narrano le vicende di Bliss Rampike, figlia di due genitori disfunzionali, Bix e Betsey Rampike, i quali, dopo aver tentato di avviare il figlio maggiore Skyler verso una carriera di ginnasta, ben presto fallita a causa della totale inadeguatezza del ragazzino a tale attività, che lo porta a subire un’invalidità permamente, si rendono conto che la figlia più piccola, Edna Louise, spicca per un’innata capacità nel pattinaggio.
Il talento della piccola ben presto porta i genitori a spingerla sempre più in alto verso una carriera che va al di là delle felicità che la bimba prova nel volteggiare su una pista, al punto di cambiarle il nome in Bliss (che significa “beatitudine”) e di portarla ad un tal punto dello show business da rovinarle completamente la vita, arrivando a tormentarla con dolorose iniezioni al fine di migliorarne le prestazioni e di massacrarla psicologicamente per portarla a livelli di professionalità sempre più elevati.
Bliss manifesta degli episodi di regressione fisica e psicologica ma il peggio deve ancora arrivare e ciò si manifesta con il decesso della bimba e il macabro ritrovamento del corpo, evento che non costituisce spoiler in quanto è su questo fatto di cronaca che si basa il romanzo in quanto costituito dalla narrazione dal punto di vista di Skyler, inizialmente accusato dell’omicidio.
Si tratta di un libro lungo, a tratti pesante, scritto divinamente e narrante la sequenza degli eventi con una precisione che rasenta la paranoia, ma che tuttavia ci mette dinanzi a tutto quanto un genitore non dovrebbe essere, in una spirale di orrore psicologico che è un pugno allo stomaco, all’amore per i figli annullato dallo sfruttamento e dalla violenza.
Sono contenta di averlo letto ma non lo leggerei una seconda volta, soprattutto vista la pesantezza di alcuni punti della narrazione, nonostante mi senta comunque di consigliarlo in quanto l’autrice è bravissima e la trama è ispirata ad una storia vera in cui la Bliss del romanzo in realtà è una babymodel, senza tuttavia togliere lo stesso orrore genitoriale.




2 Comments
Silvia
14 Luglio 2025 at 14:11io questa lettura l’avevo saltata proprio per l’argomento troppo duro, ma la tua recensione è interessante!
ma nel libro alla fine il colpevole viene rivelato?
Tatiana
14 Luglio 2025 at 14:39Secondo quanto narrato da Skyler il colpevole c’è ed è rivelato molto chiaramente, che poi in molte discussioni tra lettori ciò sia stato messo in dubbio è un altro discorso. In ogni caso la rivelazione del colpevole per me è chiara e fondata.