Continuiamo la nostra piccola vacanza alla ricerca dei piccoli borghi oltralpe e, percorse un paio d’ore da Hallein, arriviamo a Bad Tölz, un piccolo centro carinissimo curato come una bomboniera, il cui centro di fatto si estende lungo un’unica arteria principale e che offre la possibilità di un bagno rinfrescante grazie alla presenza dell’Isar in pieno centro (oltre a regalarci una graditissima brezza che ci ha fatti stare molto meglio di ieri).
L’IsarNon è una chicca?
La cittadina si trova a circa 50 km a sud di Monaco, è un noto centro termale ed è nota avendo ospitato Thomas Mann, il quale vi trascorse le vacanze per quasi un decennio; un elemento che la caratterizza è la Marktstraße, una suggestiva via caratterizzata da una successione di case dai colori pastello e magnificamente decorate da affreschi a tematica religiosa e rurale.
Abbiamo pranzato all’aperto presso la Starnbräu, una birreria di cucina balcanica, dalle ottime pietanze ma soprattutto con, all’interno, un bellissimo ed antico impianto di produzione di birra, forse non più utilizzato ma inalterato nella sua bellezza.
Il birrificio
L’indomani abbiamo fatto una capatina al Reutberg Kloster, un monastero bellissimo e di notevole valore artistico, eretto nel 1618, purtroppo visibile solo dietro ad un’inferriata, come spesso accade in Germania, ma immerso nella campagna bavarese in uno scenario splendido allietato da sentieri e da un laghetto con i cigni. Con l’occasione abbiamo pranzato alla Klosterbraustuberl, deliziati da una cucina ottima e dalla birra della casa. La tappa successiva è stata a Bad Aibling, un centro termale ma di poco conto a livello di interesse turistico, tuttavia il cittadina è una chicca, curatissima e le case sono splendide, motivo per il quale abbiamo deciso di fare solo una passeggiata e bere un’ottima birra.
I corsi d’acqua di Bad AiblingOrti di erbe officinali presso il monastero Pranzo al Klosterbraustuberl
La giornata seguente, di fatto l’ultima (ho unificato i vari punti di interesse in un unico post vista la scarsità di informazioni) del nostro piccolo giro di sei giorni, l’abbiamo trascorsa in un’area di sosta lungo la catena dei Tauri, in merito alla quale vi offro qualche scatto perché merita davvero se cercate riposo e relax, che poi questa volta era il nostro obiettivo principale.
Da qui partono dei sentieri carinissimiPiccole chicche lungo le strade del paeseIl maltempo ci ha regalati una gelida serata a 15 gradiLa dolcezza di un asinello… 😍
A primavera scorsa saremmo dovuti partire per la Baviera ma poi, a causa di un mio problema personale, avevamo dovuto rimandare sino ad oggi; onestamente non è proprio la stagione giusta ma pazienza, le vacanze si fanno quando è possibile avere le ferie. Siamo partiti stamattina sotto un sole cocente mitigato dal vento, mentre il mare scintillava come una distesa di diamanti, ma oramai era deciso: si va in Baviera, soprattutto perché, come al solito, dovevamo riportare parecchie casse di vuoti di birra (hanno ancora il vuoto a rendere e il controvalore non è proprio minimo). Oramai conosciamo questa regione come le nostre tasche tuttavia c’è sempre qualche borgo nuovo da scoprire, motivo per il quale all’andata abbiamo fatto la prima tappa ad Hallein, in Austria, a 20 km da Salisburgo quindi in prossimità del confine con la Baviera.
Vie nascosteCanaliPiccole dighe davanti alle abitazioni
Abbiamo incontrato una cittadina che potrebbe essere un gioiello, al pari di alcuni borghi alsaziani, allo stesso modo bagnato dall’acqua e da piccoli canali, ma purtroppo alquanto trascurata pur facendo parte di una terra che cura molto ogni aspetto della propria geografia; ci è andata bene in quanto era in corso una festa paesana, che ci siamo goduti seduti davanti ad una birra, ascoltando le note di un trio che, nonostante il gran fracasso, si è dimostrato essere molto bravo.
Anche questo lo abbiamo trovato chiuso
Purtroppo tutto ciò cui puntavamo, tra cappelle e altre strutture religiose degne di interesse, era chiuso, inoltre camminare a 35 gradi è stato devastante, tuttavia qualcosa di carino ho modo di mostrarvelo in questi pochi scatti.
Edifici bellissimi
Se vi capitasse di trovarvi in zona proseguite per le Miniere di sale di Dürrnbergperché sono una vera chicca, ma noi ci siamo stati più volte quindi questa volta le saltiamo; lo stesso territorio di Hallein vide, tra coloro i quali la popolarono, i Celti, proprio grazie alla ricchezza portata dal commercio di sale, all’epoca di gran valore.
Domani proseguiremo verso la Germania per inoltrarci in terra bavarese, nonostante il caldo non molli, ma vi porterò comunque con noi.
Ogni tanto riusciamo a ritagliarci un fine settimana per gironzolare a bordo di Chewbecca: avevamo molta nostalgia dell’Austria e della Baviera, quindi, dopo giorni di sospirata attesa siamo riusciti a partire, tralasciando i consueti problemi per organizzare il tutto visto che ogni volta capita qualche imprevisto, ma ce l’abbiamo fatta.
Verso la Baviera
L’equipaggio è il solito: io, mio marito, Margot e Bubu, le nostre codine a quattro zampe, diretti per la prima tappa (e la prima notte) direttamente in Baviera (confesso che due volte all’anno andiamo nei Getränkemarket e facciamo scorta di birre buonissime oltre a riportare i vuoti della volta precedente) e da lì, il mattino seguente, a Randstadt, cittadina di sport invernali sui Tauri, visto che la distanza dalla Baviera è di meno di un’ora.
Qui sorsero le mura della città di Radstadt
Un bellissimo museo di costruzioni perfettamente funzionanti (vi ricorda il Meccano?)
Del resto “RAD” (di Radstadt) significa ruota, bicicletta.
La quintessenza dell’autunnoMa quanto sono carini… manca solo lo gnomo che fa capolino
Questa sera abbiamo fatto una breve passeggiata lungo il Kaiserweg, un sentiero carinissimo che ci ha letteralmente inondati d’autunno e del quale vi lascio qualche scatto, ma ci rivediamo domani per esplorare la cittadina.
Una delle porte di accesso alla città
Stamattina ci aspetta una giornata estiva: all’ora di pranzo abbiamo toccato i 24 gradi e, pur non abbigliati per il freddo, comunque ci siamo sciolti, specie mentre pranzavamo su una terrazza dell’hotel con una Wiener Schnitzel, patatine fritte e gelatone, non un pasto da cinque stelle ma era l’unico locale aperto. La nostra idea era di visitare la Torre dei Cappuccini, ma (udite un po’…) il fine settimana è chiusa, quindi abbiamo semplicemente visitato la chiesa parrocchiale, della quale non sono riuscita a rinvenire il nome (chiamata semplicemente Stadtpfarrkirche), molto semplice ma curata nei minimi particolari; è la classica struttura circondata da un piccolo cimitero ma decorata all’interno con zucchette e piante di erica, quindi in sintonia con la stagione, oltre alla graditissima presenza di un’area per i bambini, con un tappeto ed uno scatolone di giocattoli… non frequento le chiese ma l’ho trovato davvero un tocco di delicatezza incredibile anziché leggere di sacerdoti che cacciano i bimbi lamentosi, che giustamente si annoiano durante le funzioni.
La chiesa parrocchiale.Alcune decorazioni a tema autunno interne alla chiesa.E queste le abbiamo incontrate passeggiando per il centro.
La Torre dei Cappuccini
Una panoramica del centro, piccolissimo.E una dell’intera cittadina.
È seguita una passeggiata lungo l’Enns, il fiumiciattolo del paese, che nella sua semplicità è stata una gioia per gli occhi e del quale vi lascio alcuni scatti; in definitiva se volete sciare attendete ancora un po’ ma se la vostra intenzione è rilassarvi e riposare si tratta di una località che potrebbe fare al caso vostro.
Due bimbe felici!
Mi sono goduta un fine settimana di relax a tutto tondo, immersa nella dolcezza dell’autunno, ho fatto felici le mie bimbe pelose e ho avuto comunque modo di conoscere una località diversa senza stressarmi come delle volte mi accade durante i nostri viaggi.
La Torre della Strega, in perfetto spooky stile visto il periodo dell’anno.Con tanto di streghetta sulla sommità.
Ora però vi lascio anche qualche cenno storico, trovato a fatica e solo alla fine della giornata: Radstadt è situata a 856 m. slm ed è circondata dai due gruppi montuosi del Dachstein a nord e del Radstäter Tauern a sud; l’area fu colonizzata dai Celti nel IV secolo a.C., per poi finire sotto mano romana. Una delle sue strade dí maggior rilievo conduce da Aquileia direttamente a Iuvavum, l’odierna Salisburgo, tramite i Radstäter Tauern. Però la vera storia di città di montagna inizia nel VII secolo d.C. con l’insediamento bavarese; il nome ancora non è stato chiarito se fisse di origine slava o germanica, viste le varie versioni di Rastat (1074), di Radestat (1092) e di Rastat (1139). Nel corso del XIII secolo la città venne fortificata e fu anche il primo centro del Salisburghese, sotto l’arcivescovo Rudolph von Hohenegg, a ricevere il diritto di città il 27 luglio 1289. Essa subì molti incendi e ciò portò alla distruzione di diversi edifici storici, inoltre dovette resistere anche alle rivolte contadine nel periodo 1525/26, uscendone vittoriosa, tant’è che gli sconfitti dovettero espiare le proprie colpe costruendo tre torri circolari. Nel 1816 l’arcidiocesi di Salisburgo divenne terra della corona austriaca.
Nota: questo post risale all’autunno ed è rimasto in archivio in quanto desideravo portare a termine il tour serbo, motivo per il quale vedete ancora la piccola Bubu… e a me si stringe il cuore ♥️