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Islanda – giorno 9: cascata di Seljalandsfoss, Urridafoss, Geysir, Thingvellir, Reykjavik e Sky Lagoon

Seljalandfoss

Siamo arrivati al nostro ultimo giorno prima del rientro in Italia, vorremmo ancora vedere moltissime cose del paese che ci sta ospitando ma il tempo è tiranno nonostante ogni giorno che passa ci rendiamo conto di quanto questa terra offra al visitatore… quindi scegliamo le ultime tappe quotidiane, saliamo sulla jeep e via!

La prima fermata dista poco dal nostro albergo, quindi scendiamo a Seljalandfoss per ammirare, in tutta la loro imponenza, le cascate che si aprono lentamente allo sguardo in un mare di nebbia, ben presto dissoltasi offrendoci uno spettacolo unico.

Il sentiero offre la possibilità di ammirarne la portata a 360 gradi, nonostante la doccia garantita difficilmente evitabile, per poi accompagnare il visitatore fino alle vicine cascate minori.

Le rapide di Urridafoss

La tappa seguente la facciamo a Urridafoss, sede delle rapide più ampie d’Islanda, in merito alla quali c’è poco da aggiungere alla consueta utilità dell’energia idrica per il il paese, ma solo da fermarsi ed ammirare quanta bellezza la natura regali generosamente allo sguardo di chi la apprezza.

Ed eccoci arrivati ad una delle visite che aspettavo con maggior trepidazione, siamo a Geysir, località ricca di geyser che prende il nome da quello più attivo tra tutti; infatti qualcuno si limita solo a ribollire e a gettare qualche fiotto d’acqua, anche a causa della scellerata mano umana che, nel gettarvi all’interno delle monete, ha bloccato l’attività eruttiva, mentre uno di essi offre questo spettacolo ogni 4-5 minuti circa… un getto immenso, improvviso e che dura una frazione di secondo.

Geysir
Konungshver, una delle pozze più statiche

Facciamo una capatina al volo anche a Thingvellir, immenso parco naturale in cui, per la gioia di mio marito, in quanto appassionato di storia, sorge il punto in cui i vichinghi istituirono il primo parlamento al mondo, oggi una sorta di circolo di pietre, come potete intuire dalla foto.

Marito felice dinanzi al cospetto vichingo
La faglia di Silfra, anch’essa nello stesso parco naturale, dove le placche tettoniche tra continente europeo ed americano si incontrano (ma con grande rammarico, a causa della mancanza di tempo, non siamo riusciti ad approfondire).

Una volata la facciamo anche a Reykjavik, capitale del paese ed inaspettatamente graziosissima, con un centro ricco di casette basse e colorate che sembra quasi di trovarsi tra le stradine londinesi di qualche film; inoltre è una città piena di vita e di giovani che va semplicemente vissuta tra una passeggiata ed una sosta ad un fish and chips.

La Rainbow Street
Le casette della capitale (però circondata dai grattacieli immensi della periferia)
Foto pessima, ma ho dovuto tagliare alcuni ostacoli visivi (e sono tutti scatti fatti al volo con il telefono)
Per noi è sempre una tappa imperdibile

Ed eccoci arrivati all’ultimo appuntamento, da me attesissimo vista la mia immensa passione per l’acqua: siamo alla Sky Lagoon, un’esperienza unica tra piscina termale, sauna, massaggio con olii essenziali e bagno turco. C’è chi ne fa un appuntamento tra amici offrendo la Spa anche un bar cui si accede direttamente dall’acqua, all’interno di una grotta, dove poter godere di un aperitivo, e chi si affaccia al mare sottostante sia dalla sauna, la cui immensa vetrata ne offre una panoramica diretta, sia dalla piscina che, al tramonto, è un sogno. Ad un lato della piscina vi è una cascata di acqua tiepida, sotto la quale nuotare immersi negli zampilli, mentre dalla parte opposta non può mancare una pozza di acqua vicina allo zero termico in cui immergersi per riattivare la circolazione.

L’ingresso
Il percorso verso la terrazza sul mare
Da qui… lo spettacolo
Ci tengo a precisare che tutte le foto scattate in piscina sono autorizzate dalla direzione della stessa, soprattutto stante l’irriconoscibilità dei volti a causa del vapore.

Vi lascio alle immagini, salutandovi in volo e rimandandovi ad un ultimo post per pochi consigli pratici dettati da questa esperienza meravigliosa che ha contraddetto alcune dritte forniteci dall’agenzia viaggi, rivelatesi errate e che ci hanno costretti a portare un bagaglio eccessivamente pesante.

In volo sopra il mare


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