Arte, storia ed architettura/ Viaggi

Refrontolo e il Molinetto della Croda

Già il viale d’ingresso preannuncia la cura per i particolari

Tra mille ricette ancora in archivio e pronte per la pubblicazione sono di nuovo in giro con Luca, Bubu e Margot sul nostro fedele Chewbecca a scoprire le bellezze del nostro paese. Siamo riusciti a scavare qualche giorno libero dal lavoro decisi ed investire questo breve periodo nella scoperta dei territori più vicini alla nostra regione, scegliendo ovviamente il Veneto (“ovviamente “ perché le alternative sono tutte da espatrio vista la collocazione della regione in cui vivo).

La ruota del mulino

Venerdì mattina carichiamo due borse di spesa e uno zaino a testa e saliamo sul camper: destinazione Refrontolo! Mai sentito vero? Nemmeno io ad essere onesta, ma mio marito riesce a scovare dei buchi incredibili che nemmeno Google Maps…

La macina

Dire bello è riduttivo, si tratta di una piccola chicca incastonata nella valle del Lierza, un angolo estremamente suggestivo della Marca Trevigiana, tra immense distese di vitigni che ogni anno regalano le più deliziose bottiglie di Prosecco e di Marzemino. Si tratta di un bellissimo esempio di architettura rurale del XVII secolo che ha subito una serie di periodiche fasi di costruzione: le fondazioni della primitiva costruzione poggiavano sulla nuda roccia, da qui il termine “croda”, poi in seguito vi furono degli ampliamenti che consentirono di ricavare i locali idonei a fornire una decorosa dimora alle famiglie dei mugnai che si sono avvicendati nel corso degli anni. L’ultima farina venne macinata nell’anno 1953, per venire successivamente abbandonato ed acquistato dal Comune di Refrontolo solo nel 1991, che ne ha curato un ammirevole restauro ridando lustro agli ambienti abitativi come della macina, oggi nuovamente funzionante per la produzione della cosiddetta “biava” (la farina di mais).

La croda, parte pietrosa negli anni utilizzata per la conservazione delle botti di vino

Vi lascio una carrellata di scatti: se doveste passare da queste parti non rinunciate a visitare questo gioiello, basta una mezz’oretta per visitarne ogni parte e poi sarete liberi di rilassarvi con un bel calice di vino del Valdobbiadene!

Salendo al piano superiore
La camera da letto sfruttava il calore degli animali ospitati nella stalla sottostante mentre il tetto permetteva un costante sgocciolamento di acqua piovana

A domani per un’altra tappa di questo breve viaggio che, inaspettatamente, si sta rivelando un concentrato di piccole bellezze inesplorate.

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