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Autoproduzione

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La tovaglietta da colazione… riciclona!!!

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Questo è il risultato finale, anche se non rende molto a vedere la fotografia…

Oramai sono presa da riciclare tutto, un po’ per la mia gran passione per il bricolage, un po’ perchè effettivamente non posso permettermi alcuno spreco, quindi ho provato quest’idea, ottenendo una tovaglietta carinissima utilizzando solo dei fogli di giornale.

Ho utilizzato le pagine del quotidiano, che sono più grandi rispetto a quelle di una rivista, tagliandole a strisce di 6 cm. di larghezza e ripiegandole su se stesse due volte, poi ne ho fissato le estremità con un punto di cucitrice per poterle utilizzare più agevolmente; a questo punto sono passata all’intreccio sino ad arrivare alla grandezza voluta… di carta ne basta poca, mi è servito meno di un giornale!

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L’inizio…

Una volta terminato l’intreccio ho fissato le parti maggiormente soggette a sciogliersi con un pezzettino di nastro adesivo, ho ripassato ciascun lato con due mani di vernice opaca trasparente da decoupage per impermeabilizzarne la superficie, ho rifilato le frangette ed ecco pronta la tovaglietta! E’ impermeabile, rigida e sembra tela cerata: un ottimo risultato ottenuto trascorrendo un pomeriggio in casa al calduccio e giocando con mio figlio…

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Lavoro in corso d’opera…

Stasera vi lascio sulle note di una delle più belle colonne sonore che abbia mai sentito… e con le immagini di un film che adoro…

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Autoproduzione/ Un po' del mio mondo

Ancora sapone! Una giornata gelida ed un massaggio scrub al caffè…

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Penultimo giorno di vacanze natalizie (per mio figlio, non certamente per me che ho battuto ogni record di presenza in ufficio!), ma non potevo proprio dirgli di no… dopo settimane di “martellamento” continuo per farsi portare allo Skatepark!

Lo skate nuovo gliel’ha portato S.Nicolò e, da quando ha provato a salire sulla prima tavola, è stato amore a prima vista, alla faccia di tutte le volte in cui ho cercato di insegnarli a pattinare, io che adoro volteggiare sulle rotelline…

Non mi è rimasto che caricare figliolo e skateboard sullo scooter e rassegnarmi, l’ho visto timidamente iniziare a prendere le “coordinate” per testare l’equilibrio, guardando ammirato ed intimorito i ragazzi più grandi, esperti e sicuri nel volteggiare ed esibirsi in acrobazie che a me facevano venire i brividi… gli scintillavano gli occhietti mentre io attendevo pazientemente su una panchina ghiacciata, a gelarmi il fondoschiena mentre il sole iniziava a scendere al di sotto dell’orizzonte, mentre si tuffava nel mare e lui era sempre più eccitato dai piccoli, grandi passi che riusciva a fare a forza di provare, provare, provare….

Nel frattempo si accendevano le luci, illuminando un cielo dai mille colori ed io, imbaccuccata e con le mani guantate, che scattavo a raffica, con quelle piccole potenzialità che mi può dare l’obiettivo di un telefonino: questo è il cielo (gelato) che ammantava tutta la sua felicità di quel pomeriggio rubato allo studio e tanto atteso!

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Nel rincasare pregustavo una doccia bollente, che mi potesse riscaldare sino nel profondo, di quelle che ti mettono addosso i brividi di piacere, e ho pensato a come sarebbe stato bello farla con un bel sapone esfoliante, di quello che poi richiama una massaggio energico con l’olio di mandorle e ti senti tutta rossa e bollente… il sapone ancora non è pronto, lo vedete dalle foto che il colore  non è uniforme e necessita di ulteriore stagionatura, però è bello sapere che è lì, che tra un paio di mesi potrò rincasare dal freddo invernale e farmela questa doccia bollente al caffè! Sono le piccole cose più belle, preziose perchè desiderate, semplici momenti, ma voluti intensamente, com’è stato lo Skatepark per mio figlio….

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Questo sapone è stato realizzato con il consueto procedimento, utilizzando, quale base acquosa da unire alla soda, 300 gr. di caffè lungo freddo e, al nastro, dei fondi di caffè esausto (ho utilizzato 2-3 cucchiaiate, a gusto personale)… una beauty farm domestica che non ha nulla da invidiare alla migliore Spa!

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Nel mentre aspettavo il mio bimbo, piena di amore ed ammirazione (perchè sono pazza di lui!!!), resistevo al freddo che mi attanagliava le gambe immergendomi nella musica del mio lettore mp3, sempre presente nel consueto borsone da Mary Poppins che mi tiene compagnia dal mattino alla sera… ora clicco e cerco uno dei brani più belli da ascoltare insieme a voi…

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Autoproduzione/ Dolci e desserts

Farsi lo yoghurt in casa senza yoghurtiera… ed è delizioso!

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Dopo tanti giorni di feste e bagordi vi sentite belli pienotti e rimpinzati, vero?

Io no…prrrr!!!! Ahahah, come ogni anno intorno a Natale mi passa l’appetito, non amo nè panettoni, nè pandori, nè il cioccolato, quindi questo tripudio di colesterolo finisce con il darmi la nausea, però vi voglio bene e quindi penso alle vostre arterie con un bel yoghurtone home-made!

Il tutto nasce dalla mia intolleranza al latte, alimento del quale sono tremendamente ghiotta, ma non reggo nemmeno quello privo di lattosio, non c’è nulla da fare e più passano gli anni e peggio sto, ero arrivata a privarmi anche degli yoghurt, almeno finchè ho scoperto che se la fermentazione viene fatta “a modino”, quindi con il dovuto rispetto dei necessari tempi affinchè vi sia la completa modificazione del lattosio… lo yoghurt me lo posso mangiare a vagonate!

Evidentemente a livello industriale i tempi sono notelvolmente ristretti con la conseguenza che il mio corpo se ne accorge scatenando immediatamente una reazione immunitaria tremenda, ma siccome sono una che non si arrende facilmente ho trovato questa soluzione, tralaltro veloce ed economica.

E’ sufficiente far arrivare all’ebollizione un litro di latte e farlo poi sobbollire lentamente per i successivi quindici minuti, poi spegnere il fuoco e lasciare il tutto a riposare, scoperto, per mezzora; a questo punto aggiungere un vasetto di yoghurt (il primo sarà necessariamente quello acquistato, ma poi andrete avanti con il vostro yoghurt autoprodotto, salvo ricominciare  da capo nel caso in cui inacidisse troppo per i vostri gusti), mescolare  e travasare nei contenitori in vetro della marmellata.

Io li tengo al calduccio sino al giorno seguente nel forno (spento), dopodichè li ripongo in frigorifero: sembra durino sino a cinque giorni, ma io me li divoro subito, quindi non offro idonee garanzie di scadenza.. 🙂

Di una semplicità disarmante, ma ho voluto postare questo procedimento poichè ancora mi sento chiedere se non uso la yoghurtiera, il che mi fa supporre che non si tratti di una procedura particolarmente diffusa, benchè estremamente efficace.

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In questi giorni, nonostante non abbia saltato un giorno di ufficio, ma complice la chiusura delle scuole (e gnometto più tranquillo), mi sono sentita un po’ più rilassata e ho voluto intraprendere qualche lavoretto non strettamente necessario, ma estremamente piacevole, come questa preparazione; a tal proposito desidero riportare le bellissime parole inviatemi dall’amica più cara che ho… lei che mi conosce bene… e che sa che farò di tutto per metterle in pratica:

Non smettere mai di correre verso un traguardo, non smettere di essere
te stesso, lotta sempre per ciò che desideri.
Vivi per la tua vita, ama chi ti ama e aiuta quando puoi, sogna sempre
mete impossibili, regalati in ogni istante attimi di vita eterna e in
tutto questo immenso vivere racchiudi la magia dell’amore..
– Madre Teresa di Calcutta –

Da parte mia, per ora, ci metto le note di uno dei brani musicali che più amo… ascoltando ciò che ci fa sentire a proprio agio l’impegno procede come un fiume in piena….

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Autoproduzione/ Un po' del mio mondo

Primo post dell’anno con il sapone all’arancia e il regalo di un’amica!

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Ieri sera ho sformato il secondo sapone, prodotto secondo il solito procedimento, ma utilizzando, al posto del the verde, un infuso di scorze d’arancia essiccate e con l’aggiunta, al nastro, di scorzette essiccate e tritate: mi piace da matti fare il sapone e averlo sformato e tagliato proprio l’ultimo giorno dell’anno mi è sembrato di buon auspicio per una produzione futura ricca di possibili variazioni.

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Oggi non ci sono ricette, solo riposo assoluto e un post di auguri che arrivi a tutti i miei affetti: il mio è stato un anno strano, spero l’ultimo di un concatenamento di delusioni e di dolori…  ho ricevuto manifestazioni di affetto da parecchie persone, meno del solito, ma sicuramente sincere… ho ricevuto dei pensieri inaspettati e questo della foto è stato uno di questi, un quadretto ricamato e speditomi da Claudia, una persona che nemmeno ho mai incontrato, un’amica di web, ma che a me piace un sacco! Non me l’aspettavo, eppure è il secondo Natale che riesce a stupirmi, cosa che a me accade di rado… dev’essere una tipa forte ad averla come amica “fisicamente” vicina!

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Ho ricevuto delle riposte inaspettate da alcuni bloggers che pensavo nemmeno mi considerassero… e che invece mi hanno scritto delle parole bellissime e provenienti dal cuore…

Ho ricevuto da mio figlio la povera Bubu tutta infiocchettata, ma che ha pazientemente tenuto duro rassegnata sino alla “consegna” del dono alla mamma…

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Bubu infiocchettata! (e questo è un altro regalo: Libera mi ha telefonato e mi ha spiegato come usare i colori sul blog…. e poi lo dice a me che sono tecnologica!!!) Grazie amica mia!!!!

Ho ricevuto una rapidissima risposta ad una mail, inviata con tanto timore e timidezza, che forse può preludere al recupero di un rapporto al quale tengo moltissimo…

Ho sentito l’affetto vero di un’amica della quale ogni tanto dubitavo, ma che per me ha fatto un gesto bellissimo… grazie mia vecchia amica “di esami”!!!

Come posso dubitare del futuro? Mi aspetta un 2013 che può portare di tutto, ma certamente non mi leverà l’amore che mi circonda! Grazie a chi mi rende la vita più bella!

Autoproduzione/ Un po' del mio mondo

Il mio sapone al the verde e…. la storia di un’amicizia!

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Due ragazzine incontratesi grazie ad un’inserzione….

Avevo 15 anni, ero una ragazzina timida e solitaria, grandissima lettrice ed instancabile grafomane… però avevo un po’ di intraprendenza e chiesi di pubblicare un’inserzione su un giornalino (ricordate il “Cioè”?), in cerca di amici di penna… del resto mica c’era internet negli anni ’80!

Mai avrei pensato di ricevere tante lettere, la mia paghetta se ne andava tutta in francobolli, ma grazie a questa valanga di contatti ho conosciuto gente speciale, amiche sparse in tutta Italia… e una più speciale delle altre, una quattordicenne che mi aveva cercata dalla mia stessa città, non rammento nemmeno più come mi avesse contattata, forse mi aveva telefonato (all’epoca ancora si trovavano tutti sull’elenco del telefono); siamo diventate amiche per la pelle, abbiamo fatto tante cose insieme, intere estati al mare, gelati in compagnia, lei altissima, magra, bionda e io più bassa, mediterranea e mora… non abbiamo mai litigato per un filarino perchè eravamo sempre tanto diverse… finchè un giorno qualcosa si è rotto, non so più nemmeno il perchè, nessuna di noi due rammenta cosa sia accaduto… il problema è che poi di lei non ho più avuto notizie, nessuno che ne sapesse nulla…niente!

Pochi mesi fa mi connetto a Facebook ed ecco una richiesta di amicizia, un bel segnalino rosso che sempre mi mette una voglia pazza di vedere chi mi cerca, mi piace sempre ricevere nuove richieste di amicizia… era lei!!! La mia amica Marina, non ci potevo credere, si era trasferita per sposare il lui dei suoi sogni, il suo principe azzurro…. un’emozione unica! Ci siamo viste di volata quando è venuta a trovare un po’ di vecchi amici, l’estate passata, poi sapendo che sarebbe ritornata a Natale…beh, ero contenta, ma con la consapevolezza che l’avrei vista di volata come la volta precedente; invece ha avuto un contrattempo, non sapeva dove alloggiare, e l’ho portata da me, ero strafelice come una bambina, grazie a mio marito che con il consueto amore e cura per me e per la mia felicità si è prodigato per sistemarla al meglio… insomma, abbiamo fatto ciò che si poteva, ma ne è valsa davvero la pena, era proprio bello riaverla intorno, stare il pomeriggio a chiacchierare davanti ad una tazza di the fumante, uscire insieme, anche solo per portare il cane a fare un giretto, poterle confidare le mie piccole chiacchiere intime, come facevamo trent’anni fa! Per lei ho preparato la crema per le mani, perchè fatica tutto il giorno e la pelle le si secca, per lei ho cucinato allegramente, ho messo la sveglia il mattino anche se io amo alzarmi con calma stiracchiandomi come un gatto, ma sono stata contenta di farlo per lei, per noi.

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Con lei che mi guardava, forse pensando alla tipa stravagante che si è ritrovata davanti dopo tanti anni, ho fatto il sapone: questo è al the verde, approfittando di un the che non mi piaceva affatto e che ho quindi utilizzato così, perchè buttarlo? Sarebbe stato un peccato….

Ho versato in una caraffa in plastica 300 gr. di infuso di the verde (a temperatura ambiente), l’ho appoggiata nell’acquaio e, munita di un bel paio di guanti in gomma (e aperta la finestra per non intossicarmi con l’odore pungente della soda), vi ho versato, con molta cautela e mescolando con un cucchiaio, 128 gr. di soda caustica.

Non avendo il termometro ho calcolato che sono sufficienti 15 minuti di riposo per arrivare circa a 45°C. (basta poter appoggiare le mani all’esterno del contenitore e sentire un calore tale da potercele tenere appoggiate), mentre nel frattempo ho riscaldato un chilo di olio evo versato in un pentolone in inox; quando ambedue i liquidi sono arrivati alla stessa temperatura (sempre prova mani) ho versato l’acqua con la soda nell’olio e ho iniziato a frullare con il minipimer, con molta cautela per evitare di spruzzare della sostanza caustica fuori dalla pentola.

In realtà in molti siti le raccomandazioni sono pure eccessive: si raccomanda l’uso del grembiule, di fogli di giornale per tappezzare il tutto…insomma, un po’ eccessivo, il che finisce per demonizzare l’uso della soda: l’unica cosa che mi sento di appoggiare, oltre all’uso dei guanti, è la protezione degli occhi… io sono abbastanza miope, quindi non ho avuto problemi, tanto senza occhiali non vedo nulla!

Tornando ora al procedimento: dopo pochi minuti di minipimer si arriva alla fase del “nastro”, ossia quando il composto è talmente denso che ci si può “scrivere” sopra con uno stuzzicadenti: questo è il momento in cui ho aggiunto le foglie di the verde, per ottenere un sapone lievemente esfoliante.

Ho versato poi il composto in uno stampo da plumcake in silicone, leggermente oleato, ho sbattuto un po’ lo stampo sul piano di lavoro per togliere eventuali bolle d’aria e ho messo il tutto al calduccio, avvolto negli asciugamani, per 24 ore: poi ho sformato il sapone e l’ho tagliato a pezzotti… ora è al fresco del terrazzo per la necessaria stagionatura, almeno un mese, ma più stagiona e meglio è (io di solito faccio affidamento sui due mesi)!

Le briciole rimaste al momento del taglio verranno polverizzate con il frullatore e utilizzate per il bucato in lavatrice con l’aggiunta di un po’ di bicarbonato di sodio: lavano benissimo e non si butta nulla!

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Riepilogo degli ingredienti:

1 kg. di olio evo

300 gr. di acqua (thè verde, nel mio caso)

128 gr. di soda caustica

foglie di the verde da aggiungere al nastro (quantità a piacere)

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Un momento musicale da condividere con voi:

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Una pomeriggio rilassante a spignattare la crema mani!

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Oggi è stata l’ultima giornata libera dal lavoro che mi rimaneva, mi dispiace da morire dover ritornare in ufficio mentre il mio bimbo è a casa a godersi le vacanze senza di me… mi diverto con lui, facciamo i compiti, studiamo e spignattiamo in allegria!

Oggi il bimbo è stato carinissimo, si è messo d’impegno e ha preparato una valanga di crepes alla Nutella per coccolare il suo papà con una cena dolcissima, ma prima di lasciargli l’onore dei fornelli ho fatto un po’ di scorta di cremine, visto che molti amici me le chiedono e io le regalo volentieri!

La prima che ho preparato, perfetta per le mani molto sciupate, ha richiesto 20 gr. di cera d’api purissima sciolta a bagnomaria in 100 gr. di olio evo, una preparazione semplicissima alla quale io ho aggiunto anche 5 gocce di o.e. di lavanda ed altrettante di o.e. di arancio amaro: ne sono usciti due vasetti belli grandi… io la uso anche per le labbra, altro che sticks industriali, pieni di prodotti di sintesi!

La seconda è un po’ più “leggera” al tatto, ma ugualmente gradevole: ho sciolto a bagnomaria 20 gr. di cera d’api in 80 gr. di olio di mandorle e con l’aggiunta di 20 gr. di burro di karitè grezzo; nel momento in cui il tutto si è sciolto ho aggiunto 10 gocce di lavanda in 20 gr. di acqua distillata e ho immediatamente frullato con il minipimer… l’alternativa è sostituire una piccolissima parte dell’acqua distillata con dell’alcool buongusto (quello per liquori) per ottenere una crema più morbida (ma non adatta, in questo caso, per le labbra).

Riepilogo degli ingredienti per la crema base:

100 gr. di olio extra vergine di oliva

20 gr. di cera d’api purissima

15 gocce di o.e. di lavanda

15 gocce di o.e. di arancio amaro

Riepilogo degli ingredienti per la crema mani:

80 gr. di olio di mandorle da spremitura a freddo

20 gr. di burro di karitè grezzo

20 gr. di cera d’api purissima

20 gr. di acqua distillata (eventualmente sostituite una parte con dell’alcool buongusto)

10 gocce di o.e. di lavanda

Ovviamente la scelta degli olii essenziali è puramente personale….

La casa ora è profumatissima e, nel fare qualcosa di utile, ho ottenuto un risultato ben migliore di quello che avrei avuto utilizzando dei deodoranti per ambiente industriali e nocivi, contribuendo anche ad armonizzare l’aspetto “festoso” di questi giorni… vi lascio con uno scatto dei miei vasetti di crema e con un paio di immagini del calore soffuso delle candele che mi fanno compagnia…

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