
Per una volta mi trovo a parlarvi del libro giusto nel periodo giusto, io che con molta tempestività solitamente tratto di libri natalizi a ferragosto e di romanzetti da spiaggia a capodanno: questa invece è proprio una favola natalizia, un po’ malinconica e sicuramente a tema, che oltretutto si legge in un pomeriggio.
La protagonista è Ronja, una ragazzina che vive alla periferia di Oslo insieme al padre e alla sorella minore, in una situazione di povertà a causa dell’incapacità del padre di gestire la propria vita e, conseguentemente, anche di tutelare le bambine; egli spesso rincasa ubriaco, non riesce a pagare le bollette nè a tenersi un lavoro. Ronja però è tosta, non si lascia scoraggiare tant’è che riesce a procurare al padre un lavoro presso la rivendita di alberi di Natale, il che porta Ronja a sognare di poterne avere uno in casa propria un giorno, nonostante il costo elevato che le preclude l’acquisto. Il padre però, come ben si possa immaginare, ben presto perde anche questo lavoro e qui entra in gioco a tutto tondo la figlia maggiore, con la sua caparbietà, la buona volontà, l’ingegno e una buona dose di faccia tosta, coinvolgendo anche la sorella Melissa.
Alla fine è una favola moderna che insegna a sperare, che qualcuno ha paragonato a “La piccola fiammiferaia” di Andersen, storia tristissima e strappalacrime che nel corso della mia infanzia mi ha fatto venire il magone, ma io non concordo in merito al paragone: qui la speranza c’è e anche in maniera abbastanza ironica grazie ad una ragazzina di carattere che riesce a sostenere le difficoltà di un brutto momento per ritornare a galla con l’intento di rimanerci.
E’ stata una lettura carina e molto scorrevole, non certamente “sconvolgente e dolorosa” (ho letto addirittura “necessaria”, ma necessaria a che?) come qualcuno l’ha descritta, una distrazione pomeridiana che ho fatto solo per aver trovato il libro all’usato (e prontamente rivenduto) in quanto, perdonate la polemica, ma 17 euro per un libricino di poche pagine (160 pagine semivuote di piccolo formato, praticamente un opuscolo) mi sembrano davvero un ladrocinio!



4 Comments
Silvia
29 Dicembre 2025 at 10:09questo invece l’ho visto parecchio in questi giorni, e me lo segno per il prossimo dicembre!
buon anno!
Tatiana
1 Gennaio 2026 at 20:35Lo leggi in un soffio, molto carino ma portato troppo in alto nelle classifiche dei gradimenti. Insomma il consueto hype esagerato!
Daniela Gambarin
25 Gennaio 2026 at 14:47Mi piace la tua schiettezza e sincerità cara tati!,concordo che certi libri costano troppo e questo a volte limita anche la lettura e la condivisione 👏..
Buona domenica a te
Tatiana
29 Gennaio 2026 at 0:36Un libro realizzato con materiali di qualità è sempre costato un botto, ma ultimamente si usa carta pessima e le copertine sono quasi sempre flessibili, a fronte di prezzi esageratamente elevati, tant’è che pure gli ebooks stanno costando delle fucilate, alla faccia della diffusione della cultura! E poi si lamentano se girano gli ebooks piratati… la prima responsabilità è della parte commerciale che carica sui prezzi, se poi parliamo di quelle meravigliose edizioni con gli spray edges allora spendi follie pure all’usato perché se ne approfittano tutti. Comunque spessissimo i prezzi volano perché un titolo in quel periodo ha un hype particolare, e anche qui i social pesano nel crearlo, e si genera un fenomeno commerciale che non sempre corrisponde al reale valore del libro.
Un bacio!