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Baviera/ Viaggi

Di nuovo in viaggio: dal Trieste verso la Danimarca – giorno 1

Lo so, manco da molto ma siamo rientrati dall’Islanda nel pieno di una ristrutturazione che ha reso la vita difficile a nostro figlio nel corso della nostra assenza e che ha continuato a complicarci la nostra sino a pochi giorni fa!

Finalmente siamo ripartiti, lasciando a malincuore il mio mare ad estate di fatto appena iniziata dopo il maltempo anomalo e il freddo che ce l’ha fatta desiderare, ma pazienza, spero di ritrovarne ancora un pezzetto al nostro rientro, tutto sommato l’anno scorso ho nuotato fino al primo di novembre, il che mi rende ottimista.

La mattina sono andata in ufficio, ho chiuso le ultime pendenze, ho partecipato ad una riunione, sono scappata a casa a pranzo e abbiamo acceso il motore del nostro Chewbecca, pieni di voglia di viaggiare di nuovo on the road e cercando di recuperare un altro dei viaggi rimasti fermi nella wish list da troppo tempo: la strada delle fiabe, ricca di tappe che i fratelli Grimm hanno reso protagoniste nella vita di tanti bambini, nei loro sogni ad occhi aperti davanti alla storia della buonanotte.

Grazie a qualche cambio di turno di mio marito abbiamo anticipato la partenza di qualche giorno, con lo scopo di ritornare in Danimarca dopo ventitré anni, di scoprire ancora un po’ questa magnifica terra, di toccare di nuovo con mano un pezzetto di quel nord che mi affascina da sempre.

Il primo giorno abbiamo percorso parecchia strada e ci siamo fermati solo in Baviera, nonostante avessimo desiderato raggiungere Monaco ci siamo fermati prima, non ce l’avremmo fatta a causa della stanchezza e delle ore che passavano: quello che vedete nelle foto è il Chiemsee, lago di origine glaciale risalente a circa 10.000 anni fa e chiamato anche il mare della Baviera (Bayerisches Meer), località turistica molto rinomata e che ho avuto modo di visitare più di una volta in passato e che c’è di più romantico che dormire vista lago?

Il lago al nostro arrivo
La Rastplatz Chiemsee che ci ha permesso il pernottamento

Domani ripartiremo, non so quanti chilometri ci saranno permessi percorrere vista l’imprevedibilità del traffico, ma l’importante è essere liberi e andare dove vogliamo! Al prossimo post per gli aggiornamenti e un abbraccio a voi che mi fate sempre compagnia 💖

Stamattina un bagnetto ce lo siamo concessi
Con la compagnia delle paperelle
E ce n’erano proprio tante…
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Romantische Straße – giorno 4: Schloß Harburg e Nördlingen im Ries

Siamo arrivati all’ultimo giorno di questa bellissima mini vacanza assolutamente soddisfatti e rilassati: oggi la giornata inizia con un sole cocente, dopo alcuni giorni di clima respirabile si inizia a sentire l’estate a tutto tondo.

Iniziamo la giornata affrontando una bellissima visita al castello di Harburg che, essendo situato in un’area un po’ rialzata, ci consente di godere di una piacevole brezza nonostante il sole scotti: si tratta di un complesso medievale risalente all’XI/XII secolo, periodo in cui esso era un castello imperiale, successivamente venne dato in pegno ai conti di Oettingen e rimase di proprietà della linea protestante degli Oettingen-Oettingen sino alla loro estinzione, per poi passare alla linea cattolica degli Oettingen-Wallerstein, alla cui fondazione appartiene tutt’ora.

Lungo il cammino di ronda
Feritoia semplice
Feritoia a sfera per una difesa migliore
Feritoia per il lancio di liquidi bollenti
Feritoia con appoggio per l’arma
L’esterno del castello è interamente decorato dai bambini

Vi posto un po’ di scatti dell’esterno dell’edificio in quanto gli interni, molto belli, sono coperti da divieto assoluto di riproduzione e divulgazione.

Dopo la consueta pausa pranzo ci siamo spostati di pochi chilometri e abbiamo raggiunto Nördlingen im Ries, bellissimo centro bavarese racchiuso dalla consueta cinta muraria turrita e bagnato da un corso d’acqua.

La porta della città e la cinta muraria

Gironzoliamo tra le case a graticcio, passeggiando lungo le strade a pavè fortunatamente ombreggiate perché il calore avanza di ora in ora e siamo sempre accompagnati da due cagnoline che patiscono il caldo; notevole è la Chiesa di S.Giorgio, evangelica, imponente nella maestosità e molto semplice nel suo interno, ovviamente con la tipica fisionomia delle chiese evangeliche che presentano l’altare al centro della navata centrale e gli interni molto lineari.

Case a graticcio
La casa più alta della città

Lo stile che la contraddistingue è tipicamente gotico (che io adoro quindi me la sono girellata tutta in totale visibilio), la torre che la accompagna è chiamata “Daniel” e, aspetto caratteristico di questo bellissimo centro medievale non da poco, esso sorge all’interno di un cratere meteoritico chiamato Ries, formatosi pressapoco 15 milioni di anni fa a seguito della caduta di un meteorite della dimensione di un chilometro che precipitò alla velocità di 70000 km/h, penetrando nel terreno e formando il suddetto cratere di circa 25 km.

La chiesa anglicana
Passeggiando per le vie del centro

Vi lascio agli scatti di quest’ultima giornata, stupenda come le precedenti pur se con un piccolo appunto: ho notato che negli anni (frequento la Baviera da più di vent’anni) si è perso quel bellissimo stile tradizionale che l’ha sempre contraddistinta, quello stile caratterizzato dalle botteghe di boccali in ceramica ad ogni angolo di via e di Stuben in cui poter gustare un’ottima Wienerschnitzel mit Pommes Frites… ecco questa costa mi è dispiaciuta poiché la rendeva unica!

Ancora cicogne…
La dolce vita

Domani affronteremo circa sette ore e mezzo di strada per rientrare quindi vi lascio con questi ultimi scatti e ci rivediamo a casa!

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Romantische Straße – giorno 3: Guttmann Brauhaus e Donauwörth

Iniziamo un’altra giornata sotto un cielo che cambia di continuo, tra raggi di sole cocente e nuvoloni che rotolano su se stessi donandoci attimi di refrigerio e decidiamo di affrontare parecchi chilometri per uno scopo nobile: raggiungere il birrificio che produce la Weissbier più buona che abbiamo mai bevuto! Arriviamo quindi al birrificio Gutmann di Titting, un piccolo stabilimento perduto nel nulla che produce solo wiessbier di una qualità eccelsa e ovviamente aggiungiamo un’altra cassa di bottiglie alla già cospicua collezione destinata alle nostre scorte, tant’è che ne abbiamo per tutto l’anno a venire.

Lasciamo il birrificio e, dopo la pausa pranzo, visitiamo Donauwörth, una cittadina graziosissima che sorge su un’isola tra il fiume Wörnitz e il Donau (il Danubio): è un piccolo centro ricco di fiori e di casette colorate, con due bellissime chiese che non ometto di ammirare, non per fede cattolica in quanto non credente, ma da amante dell’arte.

Le mura cittadine e la Riedertor

Lungo il perimetro della strada principale, cui si accede dalla porta che si apre lungo le mura rimaste in ottime condizioni, possiamo vedere svariati edifici originali e rimaneggiati come abbiamo notato anche nelle tappe precedenti, spesso riutilizzati quali sedi amministrative, commerciali e abitative, il tutto però perfettamente omogeneo in uno stile urbano e cromatico ineccepibile.

La Fuggerhaus, eretta dai Fugger, nota e potente famiglia di Augusta
La Cattedrale di Nostra Signora, eretta dal 1444 e terminata nel 1467, in stile gotico, a tre navate e dal particolare pavimento in salita in quanto segue la morfologia del terreno su cui poggia.

Anche questa è una cittadina da vivere, da passeggiarvi con il naso all’insù, il che vi permetterà anche di notare, sui comignoli, la presenza di cicogne nei loro nidi… rammento di averne viste molte in Polonia ed in Alsazia e ho provato un piacere immenso nel reincontrarle in un contesto urbano.

Di edifici notevoli ovviamente ce ne sono degli altri, tuttavia non intendo limitarmi alla noiosa veste di “guida turistica”, bensì cercare di condividere l’atmosfera del luogo, le sensazioni e la poesia che il mio “occhio fotografico” ha scorto in molti angoli di questo grazioso isolotto.

Uno dei tanti nidi di cicogne.
Il Monastero della Santa Croce, edificio sacro che subì eventi di ogni tipo nel corso degli anni, tra cui la trasformazione in scuderia ad opera di Napoleone.
Meravigliosi i soffitti stuccati.
La città è cosparsa di piccoli orti di aromatiche.

Siamo rientrati in camper dopo la consueta sosta per una weissbier all’aperto ed una passeggiata lungo il Danubio, senza stress alcuno e godendo del tepore del sole ancora alto nonostante fosse quasi ora di cena; domani ci aspetta l’ultima giornata di questa bellissima mini vacanza inaspettata e che si sta rivelando una meraviglia!

Donauspitz, dove il Wörnitz si getta nel Danubio.
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Romantische Straße – giorno 2: Landsberg am Lech e Friedberg

Landsberg am Lech

Siamo al secondo giorno di questa brevissima vacanza e già siamo indietro con il programma, ma pazienza… mi interessa rilassarmi e girellare senza troppi impegni, cosa che in camper è fattibile non dovendo sottostare a prenotazioni.

Il Lech

Lasciamo l’area sosta che ci ha ospitati per la notte e ci dirigiamo a Landsberg am Lech, classificata come un piccolo centro degno di interesse storico e turistico: come già accaduto ieri di storico rimane ben poco in quanto completamente ricostruito, tuttavia il centro è assolutamente delizioso, curato nei minimi particolari, ridente e grazioso.

L’effetto è bellissimo già da lontano
Pegni d’amore passeggiando lungo il ponte

La città sorse all’incrocio di due vie romane: la via Claudia e la via del Sale, situando il proprio centro storico proprio lungo la riva destra del fiume Lech che, come sempre è accaduto in passato con i corsi d’acqua, ha rivestito un punto di fondamentale importanza per lo sviluppo cittadino. Tale sviluppo proseguì sino alla fine del XIX secolo, interessando in particolar modo la zona sita sulla sponda opposta del fiume, ossia dove oggi si estende maggiormente la città con i quartieri di Katharinenvorstadt, Neuerpfting, Weststadt e Schwaighofsiedlung; solo nel 1923 però il centro acquistò notorietà in quanto nelle sue prigioni venne incarcerato Adolf Hitler e in esse egli redisse il “Mein Kampf”. Oggi rimane un centro ricco di case curatissime, con una chiesa dagli interni stupendi ed un corso d’acqua con annesso mulino.

Ricorda un po’ Colmar
Scorci del centro
Le vie pedonali del centro
Il mulino ad acqua
Terrazzini a pelo d’acqua
La Bayerntor
La Kreuzekirche
La torre del fornaio
Angolini deliziosi
Riecco colui il quale è stato protagonista delle chiese visitate ieri, abilmente ritratto sulla parete di un palazzo

Terminata la visita abbiamo lasciato la cittadina per concederci una pausa pranzo rilassante lungo la strada per Friedberg, considerata anch’essa una città storica e turistica, valutazione in merito alla quale mi sento di dissentire, tuttavia si tratta di un’altra chicca che vale una breve visita. È un centro tranquillo, piccolo, ricco di fiori e in cui regna un silenzio piacevolissimo… vi lascio delle immagini con delle brevi descrizioni.

Anch’essa è situata lungo la Romantische Straße ed è caratterizzata da edifici ricchi di tetti a falde, bow windows e torrette, lungo i quali ogni tanto si scorge qualche resto delle mura cittadine, con le torri rotonde e la cinta di mattoni. Il Castello dei Wittelsbach, rinascimentale, si inserisce nel perimetro murario, tuttavia non ci è dato da visitare ed, onestamente, nemmeno incuriosisce più di tanto il visitatore essendo completamente ammodernato con conseguente perdita del fascino originario.

Personalmente l’ho intesa quale un piccolo centro di campagna da vivere più che da visitare con la dovizia turistica che ci si può aspettare, tant’è che ho rinvenuto molta più cura nelle case, nei giardini e nelle vie del centro rispetto a quanto è stato riservato alle vestigia delle origini, spesso trascurate ed “ornate” dai bottini della spazzatura (per me ovviamente inconcepibile).

L’ingresso al castello, del quale rimane solo questo
Il cortile del castello

Fiori ovunque
La Marienplatz con la Colonna della Peste e la Fontana della Vergine
Ogni chiesa presenta dei particolari bellissimi

Domani ci aspetta un’altra visita lungo la Romantische Straße, nemmeno io so ancora dove andremo in quanto, rispetto al piano originario, stiamo improvvisando parecchio… quindi “stay tuned” e a domani!

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Romantische Straße – giorno 1: Wieskirche e Schongau

La Baviera è sempre uno spettacolo

Questo è un anno godereccio, oramai si era capito. Avevo già inoltrato il piano ferie estive al lavoro ma vuoi mettere la possibilità di incastrare qualche giorno in più se ne capita l’occasione? Noi siamo amanti del mondo germanico da sempre, appena possiamo fare una volata in Austria ce la concediamo, se poi riusciamo a sconfinare in Germania ancor meglio e, volendo esagerare del tutto, se il viaggio vede la Baviera come protagonista siamo al top della gioia!

Margot è pronta prima di noi!

La Romantische Strasse è stata già protagonista, in passato, di alcune vacanze, ma si sa che le tappe papabili noi le troviamo sempre, quindi (dopo aver lottato contro gli scogli lavorativi di mio marito) abbiamo preparato al volo uno zaino, organizzato qualche pappa per le cagnoline che ci accompagnano come sempre, e abbiamo messo in moto il nostro Chewbecca, fedele compagno di viaggio.

Il giorno della partenza si è rivelato faticosissimo, impegnato da cantieri autostradali, corsie dimezzate, camion ovunque, con la conseguenza che ci siamo fermati a dormire prima della meta programmata, grazie all’ospitalità di un parcheggio di un supermercato di Innsbruck, visto che in Tirolo vige il divieto assoluto di trascorrere la notte al di fuori delle aree camper e/o dei campeggi. Il che sarebbe stato il minimo dei problemi se non fosse stato che contavamo di fare la spesa alimentare strada facendo, tuttavia grazie ad un po’ di pasta e di verdure che avevo portato da casa siamo riusciti a sfamarci con soddisfazione nonostante tutti i negozi fossero oramai chiusi.

L’indomani abbiamo percorso due tappe con tutta la calma possibile, godendo dei meravigliosi paesaggi che questo paese offre allo sguardo, fermandoci alla Wieskirche, stupenda chiesa di forma ovale sita ai piedi delle Alpi Tedesche, in mezzo a prati immensi del verde più spettacolare che si possa immaginare. Trattasi di un santuario che sorge nel distretto di Weilheim-Schongau, eretta nel XVIII secolo in stile rococò da Dominikus Zimmermann ed attualmente costituente bene protetto dall’UNESCO grazie alla sua fama di meta di pellegrinaggio. Inizialmente sorse unicamente una cappella, ancora presente, destinata ad accogliere i pellegrini a seguito del presunto miracolo del Cristo flagellato piangente, poi però rivelatasi insufficiente per l’inaspettata massa di visitatori, motivo per cui venne eretto il santuario. L’inizio del XIX secolo vide la secolarizzazione dell’edificio che si salvò dalla demolizione solo grazie alla volontà dei compaesani.
Vi lascio pochi scatti, letteralmente rubati in silenziosa presenza nel corso di una funzione religiosa, ma che ben fanno comprendere la bellezza del luogo, attualmente dedicato al Salvatore flagellato.

La cappella antistante la Wieskirche
La Wieskirche
Il pulpito

Dopo un breve pasto nell’area camper del santuario ed una breve tappa ad un caseificio locale (l’elemento culinario qui non può mai mancare), abbiamo fatto tappa a Schongau per una visita al centro storico ed una buona birra locale.

Schongau è una cittadina carinissima nonostante dell’aspetto storico rimanga ben poco in quanto quasi completamente demolita e ricostruita sulle vestigia medievali, ancora visibili grazie alle mura turrite e alle porte d’accesso. Il cuore della cittadina è costituito da Marienplatz, ricca di case risalenti al tardo gotico, come intuibile dai tetti caratteristici dell’epoca, nonché dall’Altes Rathaus, il palazzo comunale, e dalla parrocchiale di Mariae Himmelfahrt, anch’essa progettata da Dominikus Zimmermann in stile rococò bavarese e ricca di stucchi e di affreschi.

Una delle porte della città
Una delle torri delle mura
La meridiana affrescata che decora le mura esterne della chiesa
Lasciamo questo magnifico edificio sacro chiudendo dietro di noi la possente serratura
Marienplatz
Una città curata nei minimi particolari
E finalmente una meritatissima weissbier…

Ora siamo fermi in relax in una bella area sosta, completa di ogni servizio, a goderci la libertà che solo una vita on the road può offrire e pronti a progettare la prossima tappa che domani ci vedrà protagonisti… pronti a stare in mia compagnia anche domani sera?

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