Arte, storia ed architettura/ Viaggi

Da un castello all’altro – giorno 13

Ieri sera, dopo la scarpinata ai castelli di Lastours, ci siamo fermati in un’area pic-nic bellissima, dove abbiamo cenato e ci siamo apprestati a trascorrere la notte, tuttavia c’eravamo solo noi ed un altro camper strano, con un aspetto che ci inquietava… sarà che abbiamo letto troppi noir, ma alla fine siamo scesi dal letto, ci siamo rivestiti e ci siamo spostati in paese, trascorrendo la notte in un’area sterrata.

Il castello circondato dagli ulivi, dal sole e dal frinire delle cicale

Dopo una notte tranquilla e rigenerante abbiamo iniziato la prima salita della giornata, alla volta del castello di Aguilar, sotto un caldo becco: oramai il ginocchio nemmeno ci prova più a farmi male perché a forza di fatiche ci ha rinunciato 🤣! Il castello si innalza come una corona a 320 m.di altezza, su una collina circondata da magnifici vigneti, da rose selvatiche, ginestre e cespugli di rosmarino; siamo sempre nell’Aude e il nome Aguilar deriva dal latino “aquila”, nome che risale al 1020 e che tale è rimasto nonostante i numerosi passaggi di proprietà dell’immobile, finendo, quale ultimo possesso, come rifugio per i signori “faidits”, ossia espropriati dei propri possedimenti, e per i seguaci del Catarismo. Il castello ovviamente è diroccato, ma tutto sommato lascia ancora immaginare la sua struttura originale, tipica delle costruzioni militari del XII secolo, con un corpo centrale su due piani circondato da una muraglia esagonale, completa di sei torrioni semicircolari e dalla quale si apre una bellissima vista sulla zona di Tuchan e delle Corbières.

Dopo un pranzo veloce cucinato in camper abbiamo affrontato la seconda salita della giornata sino al castello di Quéribus, fatica di non poco conto sotto il sole cocente del primo pomeriggio senza alcuna zona d’ombra, solo una pietraia infuocata, ma la meta è risultata davvero meritevole di interesse. Il castello sorge su uno sperone di roccia, a 728 m.di altezza, in posizione di dominio rispetto al passo de Grau de Maury, alla piana del Roussillon, alla rocca de Peypertuse e al mare di Perpignan. È il più piccolo dei castelli catari e la sua conformazione a nido d’aquila lo rende affascinante: una struttura complessa incastonata in un luogo impervio e tormentato da un vento incessante e violentissimo. Le fortificazioni sopravvissute sono suddivise su tre livelli, in parte del XIII e in parte del XVI secolo, con due cortine di protezione ed una cisterna per l’acqua piovana, unica fonte idrica; al terzo livello un magnifico “donjon” poligonale con mura spesse quasi 4 m.al cui interno troviamo la Cappella di Saint-Louis, una grande sala in gotico primitivo con slanciate volte ogivali sorrette da un pilastro centrale e il tutto illuminato da un’unica finestra esafora. Anche Quéribus ha ricevuto vari rimaneggiamenti nel corso della storia, che ha permesso di farne uno dei castelli catari meglio conservati.

Il panorama mozzafiato
Il donjon

Questa sera ci godiamo un meritato riposo in un’area di sosta sottostante il prossimo castello, quindi ci risentiamo domani per saperne di più!

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