
Pochi mesi fa ho letto tutto d’un fiato questo romanzo, commovente e doloroso, ma che scorre in un soffio grazie ad una narrazione incredibilmente leggera nonostante il dolore che lo impregna. Siamo davanti alla morte violenta subita da Susie Salmon, che viene ampiamente descritta sin dalle prime pagine, motivo per il quale non sto incorrendo in alcun spoiler, una ragazzina quattordicenne che dal “suo cielo” assiste a quanto avviene nella sua famiglia, dall’elaborazione del lutto alla ricerca del responsabile della sua morte.
Il tono delle volte riesce ad essere anche ironico, ma è sempre delicato e profondo, grazie alla narrazione fatta in prima persona proprio da Susie, la quale trasforma il dramma in un racconto di crescita e di dolore che coinvolge l’intera famiglia superstite, dalla memoria al finalmente meritato distacco da una sofferenza lancinante.
In questo scritto viene narrata l’elaborazione del lutto, la necessità di sopravvivere al dolore, la vita quotidiana di chi sopravvive alla tragedia, la crudeltà di chi rischia di rimanere impunito nonostante tutto, la ricerca costante della verità per ottenere almeno la giustizia che Susie merita; nonostante tutto ciò è un romanzo estremamente godibile grazie alla maestrìa dell’autrice, la quale riesce a permeare il dolore facendovi emergere tanta umanità, a mitigarlo con l’ironia e a rendere tutto affrontabile con la consapevolezza di avere tra le mani un romanzo bellissimo da leggere fino in fondo senza doverlo abbandonare per la crudeltà del tema trattato.
Vale davvero la lettura.

