Slovacchia/ Viaggi

Bratislava, una bellissima riscoperta 😍

Non ricordavo quasi di esserci stata quindi l’ho affrontata con un misto di curiosità e di timore visto il gran caldo che minacciava di distruggerci e invece non solo siamo stati accolti da una piacevole brezza ma ho scoperto una città ricca di verde e completamente pavimentata in pietra, anziché con il solito asfalto, rendendo il calore molto più accettabile (onesta, non ci avevo mai pensato che anche la pavimentazione potesse fare tanta differenza).

La prima sosta l’abbiamo fatta per visitare la Chiesa Blu, una meravigliosa struttura in stile Art Nouveau, costruita tra il 1909 e il 1913 su progetto dell’architetto Ödön Lechner: l’aspetto è quasi fiabesco e a me ha ricordato le linee e i colori di Gaudì, tenendo conto anche del fatto che alcuni degli edifici attigui seguono il medesimo stile curvilineo. La chiesa è completamente dipinta in azzurro e blu, con un tetto rivestito di maioliche smaltate e avrei voluto approfondire maggiormente l’interno se non fosse stata in corso la celebrazione di un matrimonio; il vero nome della stessa è Chiesa di Santa Maria d’Ungheria, Kostol Svatëj Alžbety in slovacco (o Modrý Kostolík, ovvero Chiesa Blu). Bellissimo è il campanile cilindrico, alto 36 metri e sormontato da una vistosa cupola, che rende davvero l’idea di trovarsi dinanzi ad un castello delle favole!

Dalla gran quantità di foto che vi condivido capite bene quanto mi abbia colpito questo edificio, al punto che le altre chiese sono sbiadite al suo confronto; passeggiando lungo le strade di Bratislava, città piena di vita e stupenda, abbiamo incontrato sculture bronzee che sbirciavano dai tombini, strani personaggi agli angoli degli edifici, ma soprattutto molta buona educazione e un’eleganza che mi ha ricordato Vienna, del resto poco distante, nonostante il centro storico mi abbia riportato la memoria a quello di Vilnius, in Lituania… tutte riflessioni su come le culture si tocchino, si influenzino e si intersechino in continuazione.

Strani incontri
Pure agli angoli degli edifici

Ci sono ponti come questi che, nella sua lunghezza di pochi metri, mi ha riportato alla memoria la magnificenza del Ponte Carlo di Praga.

Queste nicchie ricordano il ponte di Praga

Nel passeggiare verso il quartiere ebraico si incontra la casa più stretta di Bratislava, tant’è che al suo interno vi è una sola stanza per piano: si tratta della Casa del Buon Pastore, larga appena un metro e trenta centimetri e adiacente la Porta di San Michele, sotto la quale si trova il cosiddetto “chilometro zero”, ovvero un grande cerchio dorato riportante le distanze tra Bratislava e molte altre città europee e mondiali.

La porta di San Michele
Ripassiamo un po’ di geografia?
Il vecchio municipio
E lo splendido cortile interno
Passeggiare all’interno delle mura
La Casa del Buon Pastore, la più stretta d’Europa
Ed ecco colui il quale dà il nome alla casa

Insomma, Bratislava è una città da vivere passeggiando con calma, fermandosi ad ammirare i generosi scorci che essa offre e magari sostando a sorseggiare una delle deliziose birre del luogo, sempre amarognole e gustosissime. E, a proposito, se avete ancora qualche ora a disposizione, non perdetevi il castello, da noi omesso in quanto già visitato in precedenza… e comunque i castelli in questi giorni non mancheranno!

Ancora quattro passi nel quartiere ebraico prima di ritornare al campeggio


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